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Tag: suarez (pagina 1 di 2)

Finché la Barca va, lasciala andare

Era il 1970 quando usciva questo classico della canzone leggera italiana. Storpiata, il titolo va bene anche oggi per spiegare una doppia sfida di Champions League dalle mille emozioni.

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La Juve di Allegri contro il Barca di Luis Enrique, quello che a Roma non ci capiva nulla di calcio. Con gli strascichi della rimonta al PSG e le incognite della permanenza di Allegri. Di certo è una sfida che unisce tutti gli antijuventini d’Italia, già lì a festeggiare per una eliminazione possibile, forse anche probabile, ma certamente tutta da accertare.

Il momento della verità è arrivato. O dentro o fuori, possibilmente aumentando la dose di esperienza e di lezioni che quel palcoscenico ti dà, se tu sei disposto a crescere. Andata allo Stadium e ritorno al Camp Nou, con quel malvagio gioco dei gol in trasferta, qualora dovessero servire ai bianconeri o ai blaugrana.

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Quella che una volta si chiama BBC, ma che adesso è una linea pura a 4, contro i tre tenori Messi-Suarez-Neymar. Tiki taka a parte, le sfuriate offensive potranno essere decisive e qui si fonda un minimo di certezza bianconera: quella di Allegri è la squadra che ha subito meno in questa edizione di Champions League. E anche quella che ha terminato più volte con il clean sheet tabellonistico.

Sensibilmente una sfida diversa rispetto alla finale di pochi anni fa, con stimoli differenti e prospettive cambiate. Il ricambio necessario del Barca, dal centrocampo in giù, con la rincorsa a un sogno realizzato ormai 20 anni fa da parte della Juve.

Dybala e Higuain a inseguire un trofeo ambito, con Buffon che probabilmente è giunto all’ultima opportunità di aggiungerlo a una carriera forse irripetibile.

E la certezza giornalistica che dalla doppia sfida passa parecchio futuro bianconero.

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Vidal per Suarez? Non scherziamo!

Suarez è un gran giocatore. Un attaccante di quelli che piacerebbero ad Antonio Conte. Mobile, forte tecnicamente, abile nei dribbling e con una buona percentuale di realizzazione. In Inghilterra sta facendo molto bene e la Juve ricerca proprio una figura di questo tipo.

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In questa domenica si sta insinuando a Torino una strana voce. Oltre la Juve anche il Bayern Monaco sembra aver messo gli occhi addosso all’attaccante del Liverpool. Nuova sfida di mercato? Assolutamente sì, soprattutto dopo che Conte ha indirizzato le prossime stagioni dal punto di vista degli investimenti da fare.

La strana voce riguarda il contro-interessamento dei bavaresi per Arturo Vidal. La Juve lo prese dal Bayer strappandolo proprio ai tedeschi campioni di Germania. Ricordate l’uscita nauseabonda di Rummenigge? A distanza di mesi capiamo perfettamente la delusione del Bayern, ma tant’é: Vidal è bianconero e bianconero rimarrà.

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Conviene rimarcarlo con forza perché il progetto di crescita non può prevedere cessioni eccellenti. E Vidal è uno di quei perni a cui Conte non rincunerà mai: “Se devo andare in guerra, mi porto sempre Vidal!” disse il Mister l’anno scorso.

Torniamo alla strana voce? Eccola: il Bayern vuole Vidal e per ottenerlo sarebbe disposto a lasciare la strada che porta a Suarez. Io risponderei facile facile: vinca il migliore, ma Vidal è dei nostri e lo sarà anche dopo il quarto di finale, anche nelle prossime stagioni.

Piuttosto c’è da capire come arrivare a Suarez. Le uniche cessioni contemplate sono quelle di Quagliarella e Matri, mentre l’unico arrivo certo è finora quello di Llorente (a parametro zero). Ciò significa che Conte avrà bisogno di un altro fenomeno là davanti, così da affiancare Vucinic, Giovinco e appunto il basco. Più una quinta punta che sarà un giovanotto (verosimilmente uno fra Gabbiadini e Immobile). Questo è il piano, il resto delle voci ricadono sotto la categoria che abbiamo imparato a conoscere: disinformazione. Buona domenica a tutte le sorelle e a tutti i fratelli bianconeri.

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Della Valle blinda Jovetic, restano Van Persie e Dzeko. Si cerca un difensore

Confesso che la tentazione di scrivere sui recenti ed amari fatti riguardanti il calcioscommesse e i deferimenti, che vedono interessati molti tesserati bianconeri, era alta. Il rischio però di scadere nella volgarità, che non mi appartiene per nulla, era comprensibilmente elevato e quindi ho rinunciato.

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Purtroppo i nostri amati media non aspettavano altro, ed ecco che anche il calciomercato, nel vivo della sua imprevedibilità, diviene un argomento marginale. D’altronde quando si tratta di Juve, quando c’è da parlare male della Juve tutto passa in secondo piano. Trovato quindi il mostro da sbattere in prima pagina ( a dire il vero in prima pagina c’è già da un bel po’).

Ed ecco che, per addolcire anche il momento, sono investito da un irrefrenabile voglia di scrivere e parlare di calciomercato. Facciamo allora il punto della situazione. Partiamo da Stevan Jovetic, le cui quotazioni erano sensibilmente lievitate. Il fantasista montenegrino ha incontrato il presidente Della Valle che ha ancora una volta ribadito l’incedibilità del giocatore e la sua importanza nel progetto di rilancio della società viola. Non si conoscono le posizioni ufficiali del giocatore anche se si vocifera di una sua voglia di approdare in bianconero, ma ancora niente di ufficiale.

Per il reparto offensivo restano aperte le piste Van Persie e Dzeko con un importante avanzamento per il secondo. E’ da pochi giorni la notizia di un eventuale offerta di 20 milioni della Juventus ai campioni d’Inghilterra. Per il bosniaco la Juventus potrebbe incappare nella concorrenza del Milan anche se la preferenza del club rossonero sembrerebbe ancora Carlitos Tevez. Per Van Persie c’è da affrontare il capitolo ingaggio, esageratamente spropositato quello richiesto dall’asso orange. Anche in questo caso potrebbero registrarsi scomodi concorrenti.

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Si complica l’ipotesi Luis Suarez, pare che il nuovo tecnico dei Reds lo abbia completamente blindato.

Il centrocampo è il reparto più completo, puntellato anche con l’arrivo (finalmente) di Pogba sottopostosi alle visite mediche questa mattina.

Per la difesa il discorso può variare a causa del deferimento per illecito sportivo a Bonucci. Ovviamente è ancora tutto da dimostrare ma la società cercherà di tutelarsi in caso di squalifica del difensore toscano. I nomi più in voga sono quelli di Bocchetti del Rubin Kazan e Astori, con un recente interesse per Andreolli del Chievo. Potrebbe prendere corpo anche l’idea di una conferma di Masi, che ha positivamente impressionato nelle prime uscite precampionato.

Resta aperta, anche se debole, la pista Ranocchia. Non vorrei che con un suo arrivo alla Juventus fosse tirato in ballo nel calcioscommesse per il suo passato barese, visto che adesso è intoccabile.

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Il bomber lo abbiamo in casa

Amici ci risiamo! Dopo la delusione dell’anno scorso, quando da Aguero passammo a Rossi, e poi a Vucinic, per la Juventus, ma soprattutto per noi tifosi, si profilo un’altra estate di passione sul fronte top player. Si vocifera, si parla, si mormora. Ma a livello di concretizzazione zero.

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Marotta sta sondando diverse piste, forse troppe, e forse anche sbagliate rispetto a ciò che serve alla Juventus. Sembra quasi tramontata la pista Luis Suarez, col manager del Liverpool che ha dichiarato la permanenza dell’uruguaiano in Inghilterra. Higuain e Benzema ce li possiamo scordare. Resta solo Van Persie, e Jovetic della Fiorentina che non è la punta che ci serve.

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Negli ultimi giorni la Juventus si è avvicinata a Pazzini, con una presunta ma molto credibile telefonata del dg Marotta all’attaccante dell’Inter. Soluzione di emergenza, almeno così si è detto, profilando addirittura uno scambio con Quagliarella. Soluzione sbagliata, secondo me: dare Quagliarella per Pazzini non conviene perché, sebbene il livello sia lo stesso, almeno col Quaglia abbiamo una certa duttilità. È vero, Conte lo vede solo prima punta, ma all’occorrenza può benissimo giocare come attaccante esterno: la corsa ce l’ha e anche i piedi. Cosa che non ha Pazzini, invece più punta centrale, e meno dotato tecnicamente. Ma con Pazzini non facciamo nessun salto di qualità, sebbene dovesse arrivare insieme a Jovetic, almeno così era stato ipotizzato. A questo punto rimpiango il fatto di non aver tenuto Immobile, un ragazzo di 22 anni che ha fatto tutta la trafila della giovanili con la maglia bianconera. Insomma, uno che conosce la Juve, ed è conosciuto dalla Juve. Io ho visto diverse gare del Pescara, ma anche della primavera della Juve, e posso dire che questo può diventare un grandissimo attaccante, un vero centravanti. Fisico forte, movimenti da ariete, e fiuto del gol: tutte le caratteristiche ideali per fare bene. E ha solo 22 anni. A Pescara ha fatto tanti gol, ma lui li ha sempre fatti, anche in primavera. E poi è uno da Juve: un altro rammarico è di averlo dato in comproprietà al Genoa di Preziosi, e se Ciro Immobile dovesse fare bene (molto probabile), forse ci potremmo ritrovare di fronte a un nuovo caso Giovinco. E proprio per questo l’altro giorno ho parlato di doppia faccia della medaglia, per quanto riguarda il mercato dei giovani.

A questo punto, se proprio dobbiamo accontentarci di un Pazzini, che non ci fa fare il salto di qualità, e per il quale bisognerebbe sacrificare Quagliarella, o peggio ancora una decina di milioni, era meglio tenere questo ragazzo di 22 anni, che seppur giovane e meno esperto, ha tanta voglia di mettersi in mostra, e il suo entusiasmo nel giocare lo dimostra. È uno che lotta su ogni pallone. Per me bisognava tenerlo, magari poteva essere utile. Infatti un caso analogo è stato Masi: chi si aspettava una personalità così forte di questo ragazzo?! Caro Marotta, come ho scritto un po’ di tempo fa, io pretendo il top player, e non questi giocatori che nulla hanno del top player. A questo punto, puntiamo sui nostri giovani: Immobile è uno che farà strada, e sono convinto che tra un anno, di questi tempi, molte squadre faranno a cazzotti per accaparrarselo, un po’ per come è successo con Destro. Spesso non capisco queste azioni di mercato: per Destro avremmo speso un bel po’ di milioni, invece diamo Immobile via così. Non pensiamo solo all’aspetto economico, ma anche a quello tecnico, e alle aspettative e sogni di questi ragazzi. Immobile è sullo stesso piano di Destro (a dir la verità quast’ultimo cos’ha dimostrato? Ha fatto 14 gol, ma bisogna sempre confermarsi e non è facile). È ingiustificata la ressa che si è creata per Destro, ma lo è altrettanto l’indifferenza con la quale vengono ceduti i nostri giovani, senza dar loro una minima possibilità (alla luce delle strategie di mercato che si stanno profilando). L’errore è passare da un estremo all’altro, senza trovareinuma via intermedia.

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Juve: sarà rivoluzione in attacco?

Trascorso un anno, con una rivoluzione già iniziata appena 12 mesi fa, se non 24 mesi quando Andrea Agnelli e Marotta si insediarono alla Juve. Una rivoluzione che ha praticamente cambiato volto a tutta la società, dove perfino cuochi e magazzinieri sono stati messi in discussione da un Presidente… lui sì in linea con la storia della Juve.

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E rivoluzione potrebbe ancora essere. Confinata soltanto in attacco stavolta.

Conte ha fiducia in Matri e Quagliarella, ma giustamente pensa che per una Juve che deve raggiungere il tetto d’Europa e del Mondo servono ben altri calibri. Quagliarella ha forse patito più del previsto il terribile infortunio, mentre Matri patisce la concorrenza. E alla Juve queste due situazioni non sono ammesse.

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Conte ha bisogno di pezzi da novanta, come un nuovo Del Piero o un nuovo Trezeguet. In Champions, specialmente, al tecnico serve gente di grande talento e magari con un minimo di esperienza. Ecco la rincorsa a Van Persie, ecco la rincorsa a Jovetic (giudicato da Marotta e Conte come un talento presente e un campione del futuro).

Forse è azzardato, ma vi è un pizzico di verità quando si dice che la Juve potrebbe aver in mente di cedere Matri e Quagliarella e fare un ulteriore grande sforzo economico per prendere un esperto (RVP) e un talento (Jovetic). Due nomi o due investimenti differenti solo a patto di avere un forte ritorno economico dalle cessioni (Melo, Krasic, Ziegler, Padoin, Pazienza, Iaquinta, Quagliarella, Matri). Ipotizzando questo scenario, più da sogno che reale, Conte si ritroverebbe in mano un parco attaccanti con Vucinic, Giovinco, Van Persie e Jovetic.

Possono perfino cambiare i nomi e le coppie, tipo Jovetic-Dzeko (il bosniaco potrebbe essere scaricato dal City qualora Mancini prendesse un grande bomber) o Suarez-Dzeko, ma resta lo spirito delle operazioni: via i dubbi, dentro le certezze.

E voi che fareste?

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Il 3-5-2 allo stato attuale

Lo abbiamo già detto molte volte che il mercato della Juventus ha preso una direzione ben precisa, ossia quella di ricercare uomini che possano interpretare al meglio più ruoli, ma soprattutto uno in particolare: il 3-5-2.

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Ne è una conferma l’abbandono della pista Robben; oppure l’acquisto di Isla dall’Udinese; e anche la tratativa che nelle ultime ore sta di nuovo infiammando l’asse Torino-Udine, ossia quella che vede Armero nel mirino della Vecchia Signora. Tenendo conto degli uomini a disposizione di Conte, abbiamo ipotizzato questo tipo di formazione, con alcune variabili non indicate in grafica: il possibile arrivo di Armero sicuramente collocherebbe il colombiano sulla fascia sinistra al posto di De Ceglie; oppure l’acquisto di una punta, che sia Pazzini o Suarez o Van Persie, creerebbe grande competizione per la seconda maglia dell’attacco; in mezzo è chiaro che Asamoah può ritagliarsi uno spazio importante, visto che ha giocato così a Udine; infine sulla destra anche Lichtsteiner può ricoprire il ruolo come ha già fatto altre volte, ma sicuramente Isla ha nel suo Dna il 3-5-2, più dello svizzero.

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Passeremo a illustrare poi anche il 4-3-3, l’altro assetto che ha dato tante soddisfazioni alla  Juventus.

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Il punto sul top player: nomi e cifre della Juve

Marotta sta lavorando piuttosto bene nel campo degli acquisti. La squadra è stata ulteriormente rinforzata, ma per l’arrivo più importante, e cioè il tanto sospirato top player, occorre sfoltire la rosa e racimolare un tesoretto.

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La situazione riguarda il top player è piuttosto semplice: arriverà coi soldi della Famiglia (consideratelo una sorta di regalo della Proprietà per i risultati raggiunti), ma arriverà solo se verrà realmente individuato. E comunque l’ingaggio è un parametro decisivo per il tesseramento. Detto in altro modo: il cartellino verrà pagato, anche se salato, ma l’ingaggio deve rientrare nei limiti della società. Ciò significa, al massimo, un ingaggio pari a quello di Gigi Buffon: 5,5 milioni di euro.

Il messaggio è chiarissimo: chi vuole la Juve deve dimostrare di volerla davvero, ingaggio a parte. Non si sforerà e, nonostante sono rimasto scottato dalla vicenda Aguero, tendo a sottoscrivere questa regola della Società. 5,5 milioni di euro non sono briciole, chi vuole la Juve rinunci agli ingaggi faraonici.

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Van Persie attende perciò la prima vera offerta. Fosse reale quel misterioso viaggio a Torino avremmo un motivo valido per sostenere che è lui il primo nome sul taccuino di Marotta, ma va convinto l’Arsenal. Bottega molto pregiata quella londinese, con un Wegner molto nervoso per dover rinunciare ai campioncini che lui stesso alleva in Inghilterra. A favore di Marotta un contratto in scadenza nel 2013 e quindi, de facto, l’impossibilità per l’Arsenal di sparare cifre impossibili. Il giocatore, quasi 30enne e in scadenza, non può essere pagato più di 20 milioni di euro. Lo sa Marotta, lo sa in fondo Wegner che spera di aprire un’asta. Asta che al momento è scongiurata: il Barcelona non è interessata, nemmeno Mourinho, il PSG non gode della preferenza del ragazzo. Resta il Manchester City che per il padre rappresenta un’accozzaglia di figurine. A favore di Marotta l’acquisto di Giroud e praticamente quello di Podolski: come a dire che Van Persie è già stato sostituito.

Se non Van Persie ecco Suarez, a detta di Luciano Moggi il giocatore ideale per gli schemi di Conte. Capace di garantire movimento e gol, per più anni rispetto all’olandese che è più vecchio di 5 anni. Suarez costa sui 25 milioni di euro e il Liverpool non sembra averlo dichiarato incedibile. Di più, il Liverpool è alla ricerca di un attaccante e sembra proprio dover monetizzare. La Juve vorrebbe giocarsi la carta Krasic, perfetto sostituto di Kuyt che dopo anni ha lasciato l’Inghilterra.

Più indietro, per costi e opportunità, i nomi di Cavani e Higuain.

Non tramonta l’ipotesi di dover abbandonare la pista del top player costoso per preferire soluzioni in stile Vucinic: 15 milioni di euro per 10 reti in Serie A, 1 in Coppa Italia (quella col Milan, stupenda) e ben 9 assist (un paio in meno di Andrea Pirlo).

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Caro Marotta ti scrivo…

Il titolo riprende la famosa canzone del grande Lucio Dalla, e anche io scrivo a Beppe Marotta per distrarmi un po’.

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Siamo partiti da una certezza in questo mercato: serviva il top player. Cioè, serve il top player. E la stagione della Juventus ha detto che l’investimento importante bisognava farlo in avanti. Tantissimi i papabili a ricoprire il ruolo di stella nella Juventus: da Suarez a Higuain, da Van Persie a Cavani. I tifosi hanno iniziato a sognare. Soprattutto perchè il tanto desiderato top player doveva già arrivare nella scorsa stagione.

Eravamo partiti da Aguero, poi siamo passati a Giuseppe Rossi, fino ad arrivare a Vucinic. Risultato: mezza delusione, visto che Mirko non era considerato un top player. E io tuttora non lo considero tale. Ora che siamo tornati in champions, il top player non è più una possibilità, ma una necessità. Il bomber, o comunque l’attaccante di caratura internazionale ci vuole: non possiamo affrontare tre competizioni con Matri e Quagliarella. Certo abbiamo ripreso Giovinco, ma la sua consacrazione non è ancora avvenuta.

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Tenendo anche conto che abbiamo speso undici milioni per un giocatore che era nostro. La mia critica non è al mercato in se. Già presi Isla, Asamoah, Pogba, Giovinco, Leali. Un mercato fatto di buonissimi giocatori, anche giovani, e quindi di prospettiva. Ma non posso accettare che i tifosi della Juve siano presi in giro per il secondo anno di seguito. Fino all’ultimo abbiamo sperato l’anno scorso. E ora la storia di ripete.

Essere chiari, nei confronti dei tifosi, è un grande atto di responsabilità. Non possiamo scendere ai livelli del Milan, che fa il mercato al contrario dicendo “non vendiamo nessuno” , invece di dire “prendiamo qualcuno”. Perchè al di la del contenuto, il significato delle due situazioni rischia di essere lo stesso: scarsa chiarezza nei confronti dei tifosi. Tutto questo è stato avallato dalle parole di Marotta oggi: “Non serve un top player”. Allora qual è il senso dei numerosi annunci fatto nei giorni precedenti? Mi sa tanto di terza stella: a Trieste era stata annunciata dallo stesso Marotta, ma non è arrivata. Illudere i tifosi, ma a che pro? Si ottiene l’effetto contrario.

Per questo ritengo che a volte le parole vadano pesate, soprattutto se sei un dipendente della società Juventus. Non sei in una società qualsiasi, ma nella società che ha fatto la storia del calcio italiano. E ora che siamo tornati, vogliamo riprendersi quello che ci hanno tolto. Vogliamo riprenderci il rispetto di un tempo. A partire da chi ci rappresenta: la gente della Juve dev’essere rappresentata da gente con le palle.

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Le mosse della Juve, fra budget e sogni

C’è da costruire una Juve forte. Anzi no: c’è da continuare a costruire una Juve forte.

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Evidente il salto di qualità imposto da Antonio Conte, capace di rigenerare gente che sembrava non all’altezza della Juve (leggi Bonucci e De Ceglie e Pepe) e di ottenere il massimo da gente al primo anno di Juve (leggi Lichtsteiner, Vidal, Giaccherini, Vucinic). Al primo anno ha centrato uno scudetto da imbattuto e una finale di Coppa Italia persa per eccessivo godimento. Ad agosto ci sarà un’altra finale da giocare, per un trofeo che manca da un po’ di tempo: la Supercoppa Italiana. Vincere aiuta a vincere.

E perciò la Juve si ripresenta sul mercato con un appeal incredibile. La stagione appena terminata ha rilanciato un marchio e una storia mai veramente scalfite dai finti scoop e dalle campagne di certa stampa italiana. Scudetto a parte, è lo stesso Conte uno dei biglietti da visita vincenti in mano a Marotta. Il suo progetto di gioco, la sua filosofia che impone il possesso della palla e un gioco spettacolare e remunerativo (per chi ama inserirsi, come i centrocampisti, e i per i talenti del pallone, come Vucinic) ingolosiscono i big. E i soldi diventano un problema secondario.

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In realtà l’ultima frase è vera solo in parte. Club come Arsenal e Real Madrid non sono vetrine semplici, così come non sarà semplice trattare con un tipo come De Laurentiis. Per non parlare di Pozzo, ormai un maestro nel vendere i migliori prodotti friulani. Ma la Juve ha l’obbligo di provarci.

I conti in tasca al club bianconero sono difficili da fare. Ok il marchio Jeep, ok un ritrovato feeling con la Famiglia, ma le gestioni insensate dei precedenti anni impongono un minimo di prudenza. L’affare del top player è primario a livello mediatico, ma soprattutto a livello di sostanza: la mancanza di un top player quest’anno si è sentita, soprattutto in attacco e quindi la Società farà uno sforzo. Sforzo che non fa rima con pazzia. D’altronde lo stesso Moggi ha insegnato come si gestisce al meglio un’azienda di calcio. Questo per dire che il colpo da 90 milioni di euro la Juve non lo farà. Non riuscirà a fare nemmeno quello da 40 come qualche giornale scrive. Ragioni di bilancio, ragioni di un rafforzamento che necessariamente prevede l’innesto di almeno 3 pedine.

Ecco il fiume di sondaggi e incontri dei vari Paratici e Marotta con le dirigenze dei club e con chi cura le procure dei vari Van Persie e Higuain e Cavani e Asamoah. La certezza, al contrario dell’anno scorso, è che uno fra i nomi grossi in attacco arriverà di sicuro. C’è da aspettare che passi in fretta questa vergognosa gogna mediatica e l’avvicinarsi del ritiro estivo. La speranza di chiudere il grande colpo prima degli Europei sta sfumando, con tutti i rischi del caso. Da parte nostra resta la grande fiducia nella dirigenza e nel peso di Conte nelle scelte di mercato.

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Suarez, un uruguaiano in più secondo Caceres

Martin Caceres ha parlato a 360 gradi: stagione appena terminata, nazionale, mercato e allenatori. Il nostro jolly difensivo ha confermato che in nazionale con Tabarez funziona come con Conte alla Juve:

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difensore a destra, centro o sinistra non cambia: l’importante è vincere.

El pelado parla anche di mercato e lui ha già fatto la sua scelta: “Ovviamente Suarez”.

Compagno di stanza dai tempi delle giovanili in nazionale, per Caceres il centravanti dei Reds sarebbe l’uomo ideale per l’attacco bianconero .E’ un bravissimo ragazzo al contrario di quel che si dice di lui e i suoi problemi in Inghilterra sono derivati più dalla difficoltà di spiegarsi in lingua inglese che da altro, e chi afferma che è razzista si sbaglia di grosso secondo Caceres.

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Gli ha chiesto di Conte e della Juventus più volte Suarez che certo a Liverpool sta bene, ma il fascino della Vecchia Signora è tutta un’altra storia. E così Caceres gli dice che alla Juve il concetto è unico: vincere, vincere, vincere, e magari basterà questo per convincere l’attaccante a correre da noi.

Poi parla dello scudetto e dell’entusiasmo dei tifosi che difficilmente dimenticherà. Un successo che sente tutto suo anche se arrivato a metà stagione, perchè ha ripreso nel migliore dei modi quel discorso interrotto troppo bruscamente due anni fa.

E ha ritrovato compagni vecchi e nuovi. Pirlo lo ha sorpreso e stupito, perchè vederlo giocare da vicino e come compagno è poesia per tutti. Del Piero, uno che ha vinto tutto e rappresenta la storia della Juventus e del quale gli rimarrà un ricordo stupendo, perchè è bello pensare di aver giocato con un campione come lui.

E infine lo scandalo scommesse. Non conosce bene la questione, ma certe voci un po’ spaventano. Una Juve senza Conte non la immagina e non la vuole immaginare, nessuno la vuole immaginare. E’ un grandissimo tecnico che fa vincere giocando bene. Con qualche rinforzo Caceres è convinto che la Juve disputerà una coppa da protagonista: è quello che vogliono tutti, l’importante è continuare a vincere, e più che parlare ora, bisognerà dimostrarsi bravi sul campo.

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