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Tag: suma

Mauro Suma e il rosicamento continuo

Letto tre volte e ancora non capito dove vuole andare a parare. Nessun dubbio sull’obiettivo: leccare, scrivere sotto dettatura, compiacere. Le tre leggi fondamentali del non giornalista. In questo caso, ancora del caro vecchio buon Mauro Suma che su TuttomercatoWeb si lancia nell’ennesimo esilarante rosicamento.

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Con ordine.

Dai primi paragrafi si nota chi ha dettato l’articolo:

Adriano Galliani è stato oggetto di tutto un florilegio di sfottò, vignette e composizioni “floreali” su facebook per aver detto, lontano dalle telecamere, nella notte fra il 10 e l’11 Giugno, a tarda ora, ad un ristretto gruppo di giornalisti, la frase “Carlitos non tradisce”. Da quel momento e per quella frase, Tevez, il ventinovenne Tevez reduce da una paio di stagioni tutt’altro che esaltanti, è diventato bello, mediatico, biondo e con gli occhi azzurri.

No: semplicemente Galliani aveva, con fare arrogante, detto “Carlitos non tradisce”. Il riferimento era a una specie di trattativa cominciata e saltata un po’ di tempo fa e mai andata in porto per ragioni di soldi. A detta di Suma e altri, la maglia rossonera di Tevez era pronta. E in questi mesi Tevez è stato descritto dallo stesso Suma come fortissimo, come fuoriclasse, come fenomeno. Sfortuna vuole che Conte lo abbia chiesto per il secondo anno consecutivo e che Marotta abbia trovato la giusta chiave per portarlo a Torino.

No: non è diventato bello, mediatico, biondo e con gli occhi azzurri. Semplicemente è arrivato con tanta voglia, con tante buone intenzioni, anche abbastanza in forma e con la fame che piace a Conte. L’affare mediatico lo lasciamo a chi possiede canali televisivi a gogo per fare “la politica della sua politica” (cit. Montanelli).

Più in là nel suo editoriale leggiamo:

[...] ma se l’ottimo direttore Marotta dice Juvetic e poi il campione slavo va al City, nessuno fiata.

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Giuro che non sapevo che Marotta avesse detto una cosa del genere. Siccome è Suma, siccome è area Milan, resta da capire se Marotta ha sbagliato il nome o semplicemente ha fatto una battuta. Se l’ha fatta dobbiamo comunque replicare a Suma in questo modo: l’affare non è andato in porto per ragioni di cuore dei Della Valle. Anzi: Jovetic si è esposto anche chiaramente perfino sulla Gazzetta. Ma 30 milioni di euro, quando con 9 abbiamo portato a casa un certo Tevez, erano da follia pura. Come nel caso Lentini di tanti anni fa, la Juve non poteva affidarsi a fondi neri e perciò è giusto che la trattativa, a quelle condizioni, non sia stata portata a termine.

Detto questo, contrariamente a Suma e altri come lui, Marotta è stato oggetto di durissime critiche: basta sfogliare questo blog o leggerne altri sul Web per rendersi conto di una cosa che Suma non conosce e cioè l’obiettività e la coerenza dei tifosi bianconeri.

Ma continuiamo:

Ma perchè che la Fiorentina meritasse la Champions, Ambro non lo ha detto quando era al Milan? Non c’è niente di male, è un pensiero non sanzionabile.

Il riferimento è alle parole di Ambrosini sullo scippo rossonero nei confronti della Fiorentina. A suon di rigori e di arbitri compiacenti (ricordate la farsa contro il Genoa?), il Milan di Galliani e di Berlusconi è riuscito a raggiungere il terzo posto. Ora, che Ambrosini avesse facoltà di esprimere i propri liberi pareri a Milano ci risulta nuova. Da Georgatos a… Suma stesso, non si ha menzione che in quel luogo, con quei dirigenti, si possa farla fuori dal vasino. D’altronde un certo Javi Moreno venne silenziato dall’intera stampa italiana, per cui Ambrosini è stato costretto a dire certe cose una volta al sicuro da Milano.

Finiamo con una grassa  risata:

Il calcio italiano sta cedendo Cavani, Juvetic, Marquinhos, punta a cedere Marchisio, Ranocchia, Hernanes e qualche altro. E’ la dimostrazione che tutti devono cedere per acquistare.

Diamo una notizia a Suma: Marchisio non è in vendita. E la Juve ha acquistato Ogbonna, Tevez e Llorente prima di aver ceduto. Rinunciando a milioni per Vidal e Pogba e ragionando sui milioni destinati a Pirlo.

Ma cosa vuoi spiegare a chi non vuole ragionare? D’altronde, il pane costa e “tengo famiglia”.

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Se i tifosi juventini credono a Suma

Chissà perché ogni tanto amiamo farci del male. Con i metodi peggiori, fra l’altro. Fra questi metodi peggiori annoveriamo Mauro Suma, un uomo un perché. Uno che col giornalista c’azzecca quanto Cicciolina con la pudicizia.

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Suma che parla di Juve è attendibile? Maddai (cit. Mughini), non scherziamo e passiamo avanti. Invece addirittura il tifoso juventino – almeno quello poco accorto, lasciatemelo dire – incurante di anni di disinformazione palese, continua imperterrito a farsi prendere per i fondelli.

Magari sarà il caso di sottolineare ancora una volta un paio di cose.

Primo: la Juve è tornata a vincere con Antonio Conte e Beppe Marotta, più tanti altri personaggi che lavorano più o meno sullo sfondo. La Juve è tornata a essere squadra già dietro le scrivanie, e quindi anche in campo. Non lo dimentichiamo perché sarebbe il primo passo verso un altro periodo nero.

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Secondo: la Juve da 18 mesi non ha rivali in Italia. Avesse tenuto alta l’attenzione fra gennaio e febbraio a quest’ora il campionato sarebbe stato matematicamente chiuso. In fondo è anche più divertente così. La sensazione è che tale predominio possa serenamente continuare nei prossimi due barra tre anni.

Terzo: le difficoltà a livello di mercato sono pesantemente condizionate dalla Proprietà. La Proprietà non è composta da Marotta e Nedved, ma solo parzialmente da Andrea Agnelli. A meno di credere a quelli della Gazzetta e a Suma, la situazione della Proprietà della Juve è talmente complessa che in Italia pochi hanno gli strumenti per capirci qualcosa. Essere, quindi, a questo livello di competitività è già un miracolo che Conte non perde tempo a evidenziare.

Quarto: Marotta può essere tranquillamente licenziabile, poi chi prendiamo? Branca? Sabatini? Lo stesso Galliani che deve aver bisogno di vagonate di miliardi o di qualche mossa politica per emergere? A me piace Moggi, piacerebbe pure un Bettega di nuovo ai comandi, ma così va il mondo e in questi 18 mesi ho goduto come poche volte anche grazie a Marotta.

Quinto: davvero il tifoso juventino sprovveduto crede alle fandonie di Suma e compagnia cantante? Gente che ha già venduto la dignità ai colori per cui tifa e che fa l’analisi del momento Juve o del futuro Juve? Se la risposta è sì, allora siete pregati di lasciare questo blog e abbonarvi a Milan Channel. Buona visione.

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Per Suma è questione di soldi: lui che ha venduto la dignità

Mauro Suma, un uomo un perché. La Gialappa’s ha confezionato intere puntate su questo personaggio. Dignità ridotta allo zero per uno svende articoli per piacere all’editore che diventa sempre più padrone.

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Non passa giorno che il direttore-di-non-so-cosa non scriva di Juve, sulla Juve, per la Juve. Capiamo che la situazione rossonera sia tragicomica, e per quanto mi riguarda poco sorprendente. Capiamo che c’è davvero poco da scrivere sul Milan, ma straparlare della Juve… adesso basta! O… continui pure, aumenta il nostro godimento.

A tutto ci deve essere comunque un limite. Il limite è quello dell’evidenza dei fatti. Su Pogba l’evidenza è addirittura superiore a qualsiasi forma di rosicamento.

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Non sappiamo cosa diventerà Pogba in futuro, sappiamo solo che ci è già utilissimo nel presente. E Marotta è arrivato ancora una volta prima di tutti. Come già accaduto con Barzagli (300 mila euro, alla cassa!) e Pirlo (0 euro, zero euro, nulla, niente, nisba, non pagato, nessun contante, gratis, gratuito, free). E’ arrivato prima di tutti perché Paratici è un maestro nello scovare i talenti e portarli a casa.

Pogba è diventato bianconero non già per una questione di soldi. La Juve lo ha strappato a 0 euro, zero euro… e pagato solo un indennizzo a Ferguson perché lo stile è stile. Pogba ha scelto la Juve perché francamente non capiamo il motivo di scegliere il Titanic-Milan. Che poi Moratti dica che lo seguivano è un’altra barzelletta da ascrivere ai nerazzurri. Pogba ha scelto il meglio, per il presente e per il futuro. Ha scelto Conte perché Conte è Conte. Ha scelto la Juve perché in Francia, come in tutto il resto del mondo, sanno benissimo cosa è la Juve.

Constant al Milan, Pogba alla Juve. Ciao Suma!

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5 motivi per cui la Juve è sulla buona strada

Ormai è diventato complicato scrivere di calcio. In Italia la cultura è talmente elevata che se di mezzo non c’è uno scandalo, una velina, un politico di turno… non c’è notizia. Così passa in secondo piano tutto: da un Marchisio stratosferico al ritorno alla vita di Cassano, dai giovanotti che stanno animando il campionato di Serie B a tante piccole belle iniziative italiane.

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In ogni caso credo di poter raccogliere ben 5 motivi per cui la Juve sembra sulla strada giusta:

  1. i giocatori sono ormai ai limiti degli alcolisti, ci manca giusto un po’ di droga: prima la campagna contro Toni e la patente ritirata (quasi fosse il primo in Italia a vedersi ritirare la patente, mentre altri addirittura hanno dovuto ricorrere a falsificare documenti, ma… tant’é!) e ora almeno 10 giorni di news quotidiane sullo stato di salute di Vidal. Ultimo in ordine di tempo il quasi-editoriale di Isla dell’Udinese. Senza ferire nessuno, noi ci teniamo questo ubriacone ventiduenne che ha cambiato volto alla squadra di Conte. Ora ci tocca sentire i pipponi sul menu di pranzo e cena di Elia (l’unica cosa vera detta finora) e le mirabili traduzioni dal ceco antico all’italiano di Krasic in tribuna, il tutto per tentare, sempre fuori dal campo, di imbrigliare la banda juventina;
  2. gli editoriali dei vari Cerruti e Palombo, dei vari Suma e della redazione Mediaset ci confortano: Conte sta facendo un lavoro maestoso, lavoro cui si è arreso pure Arrigo Sacchi domenica pomeriggio nello studio di Callegari;
  3. commenti come questo (“non hai ancora capito che la Juve vincerà perché hanno deciso così?”) rendono ancora più merito al cammino della Juve: una volta le istituzioni ci sono a favore, una volta contro, una volta sono ostaggio, una volta siamo capocupolari, un’altra siamo vittime, altre ancora carnefici. Dipende sempre dal minuto in cui la stronzata viene detta. Il problema è che viene recepita come vera. Intanto Marchisio e Matri segnano, le altre seguono;
  4. casi come quelli di Quagliarella e Krasic e Del Piero prima venivano usati abilmente per destabilizzare un intero ambiente, creando il casino più totale nello spogliatoio. Invece quest’anno ci vorrebbero i carroarmati per stropicciare il gruppo creato da Conte. La vicenda Del Piero dimostra proprio il sapiente e delizioso lavoro politico di Andrea Agnelli e Conte: gioca chi dice il tecnico, gioca chi è più utile alla causa bianconera in quel preciso istante, in quel preciso ruolo;
  5. è sempre bello assistere alle supermoviole della RAI e di Mediaset, così come è sempre bello ascoltare i piagnistei di Galliani e Paolillo. Ora abbiamo un talento in più da sfoderare, tale Ranieri per il quale il vento è cambiato. E da mo’ che l’abbiamo capito noi, caro Claudio. Secondo noi è cambiato quando AntonioConteCapitano è andato a sedersi su una panchina per troppi anni nelle mani di gente indegna di quel ruolo, di quei colori. Ora finalmente i tasselli sono al posto giusto, compreso Ranieri.
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