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Tag: supercoppa-italiana

Juventus – Napoli / Supercoppa Italiana a Doha

Juventus pronta. Napoli pronto. La finale di Supercoppa Italiana a Doha darà il via allo spettacolo alle ore 18:30 italiane. I bianconeri di Allegri contro gli azzurri di Benitez.

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Due modi differenti di intendere il calcio, con Allegri che si è già portato a casa un record: i punti raccolti nell’anno solare, da spartirsi col percorso di Conte a inizio anno. Ma la finale secca ha un altro sapore.

Primo trofeo per Allegri, mentre Benitez potrebbe dare un senso a questa stagione.

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E’ a centrocampo che si giocherà la partita, dove la regia di Pirlo è assistita dalla corsa e dalla qualità dei tre tenori Marchisio, Vidal e Pogba, con il cileno a fare da raccordo con i due punteri.

Il Napoli sembra legato mani e piedi al Pipita Higuain, potendo però contare sulla forma strepitosa di Zapata, vero mattatore e salvatore delle ultime sfide.

Inutile ragionare su chi arriva più in forma o più preparato psicologicamente. Come ha detto benissimo Moggi: “in sfida secca, può accadere di tutto”. Lo scopriremo più tardi.

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Supercoppa Italiana: meno 1 alle polemiche

Comunque vada, sarà polemica. Se vinciamo sarà polemica. Se perdiamo sarà polemica perché qualcuno rivendicherà la finale di Supercoppa Italiana qualche anno fa. Solo noi siamo interessati allo spettacolo?

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Allegri si gioca il suo primo trofeo sulla panchina bianconera. Assenti gli assenti, presenti i presenti, poco spazio alla conta di chi non ci sarà: la gara secca impone il massimo dell’attenzione.

Marchisio sembra carichissimo, tanto da descrivere questa nuova Juve come più preparata per l’esperienza nelle coppe. Pirlo e Vidal prontissimi, con Pogba scalpitante. 4 fenomeni per un centrocampo da urlo, probabilmente l’ago della bilancia tattica del match di domani pomeriggio per una finale di Supercoppa Italiana che darà il via alle vacanze natalizie.

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Tevez e Llorente sembrano non avere più concorrenza, anche perché ci si attende da Morata più rabbia sotto porta e maggior peso specifico quando parte titolare.

Il rientro di Bonucci, la crescita di Evra e l’instancabile Lichtsteiner garantiscono il miglior assetto difensivo possibile.

Ha ragione Moggi: in gara secca può accadere di tutto.

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Supercoppa Italiana: alla ricerca della sede perduta

Che paese il nostro. Eclettico, originale, creativo, fantasioso. Velocemente: il Community Shield si gioca a Londra, la DFL Supercup (Supercoppa di Germania) in uno stadio tedesco, la Supercoppa di Spagna in Spagna e via così. La Supercoppa Italiana… non si sa. Di certo non in Italia.

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Non allo Juventus Stadium, per esempio, anche se in un certo senso toccherebbe giocarla in casa di chi ha vinto lo scudetto. Non a Roma, città capitale della nostra Italia. Né a Milano che per capienza è maggiore di quello di Torino. La sede non è decisa.

Cina o Emirati Arabi Uniti. Pechino o Bratislava. In uno stadio congolese o chissà dove altro. Ridicoli, come tutti quelli che in Federazione ci fanno fare figure simili. Con gli sponsor, con gli investitori, con l’intero calcio europeo. Ridicoli.

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Un Paese che combina guai, un sistema calcio che non funziona. La sfida che vede di fronte la vincitrice del campionato con la vincitrice della Coppa Italia è uno spot per tutta la penisola innamorata del pallone. O almeno dovrebbe essere uno spot.

Giocarla fuori Italia è un drastico “me ne frego” al tifo organizzato e a tutti quei tifosi che vorrebbero godersi una sana partita di calcio della squadra del cuore. In Cina? E come ci arrivo in Cina? E soprattutto: perché dovrei seguire la mia Juve in Cina? Proprio in questi tempi malconci a livello finanziario.

Tutto per una serie di giochi di sponsor e di merchandising: e poi i presidenti si lamentano dello scarso apporto dei tifosi; e poi i presidenti non si capacitano dell’enorme divario che gli stadi italiani pagano rispetto a quelli di tutto il mondo.

Nemmeno un briciolo di campanilismo. La Supercoppa Italiana? Giochiamola alla Playstation. Sempre che poi Lotito non decida per la Xbox!

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Juve: rientrano i Nazionali. Faranno in tempo per la Supercoppa?

Sono un perfezionista, e sono pure un onesto lavoratore incazzato: una miscela esplosiva di questi tempi. E sono un classico tifoso che come i classici tifosi vuole sempre vincere. Ecco perché adoro Antonio Conte. E perciò, io che al denaro tendo ad attribuire un valore immenso, mi chiedo se i Nazionali che sono rientrati lunedì faranno in tempo per vincere la Supercoppa Italiana l’11 agosto contro il Napoli.

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“Ma ci sono più di venti giorni, stai tranquillo” mi dicono gli amici al bar. Tranquillo? A parte che non si sono più di venti giorni, al massimo due settimane scarse (togliendo il giorno per i viaggi e due amichevoli da disputare nel frattempo (anzi 3, contando quella di sabato sera) per preparare il match, in ogni caso non sono per nulla tranquillo. Voglio rivedere sin da subito la squadra che mi ha fatto goedere a più non posso per un intero anno. Squadra che è partita fortissimo e ha finito la stagione addirittura in crescendo. E quest’anno voglio pure vederla il mercoledì sera.

Mi chiedo se, vista la cifra percepita e le possibilità di relax, non erano sufficienti 2 settimane di vacanza, così da cominciare sette giorni fa e arrivare pronti al primo importante trofeo stagionale. Perché, bisogna ammetterlo: come giudicare una possibile sconfitta? Peggio: come giudicare una prestazione viziata dal cattivo stato di forma o dalla pochezza (in termini di quantità) di allenamenti dei nostri ragazzi? Non so voi, ma io diventerei una bestia indomabile.

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Ma pensiamo positivo. E allora non resta che sperare che nessun altro patisca le sfortune di Pepe e Caceres. Ricordiamo che per la Supercoppa non saranno disponibili pure Chiellini e Isla, due che avrebbero fatto molto comodo ad Antonio Conte.

Di converso, rientrano e sono pienamente utilizzabili gente come Bonucci e Barzagli, a cementare la difesa. C’è il jolly Giovinco che vorrei vedere al più presto in campo, preferibilmente accanto a Vucinic: vi immaginate un dialogo tecnico fra loro? Rientra il Capitano de facto Marchisio, con l’incognita del numero sulle spalle (anche se è quasi certo che mantenga l’8). E poi ci sono Giaccherini e Buffon. Mica bruscolini, no?

Non ho dimenticato Pirlo, tranquilli: e chi se lo dimentica un genio di queste proporzioni? Gira e rigira è lui il vero e impareggiabile top player della Juve. A 32 anni avrà ancora voglia di stupire, perchè per gente come lui stare in alto, molto in alto, più in alto di tutti è semplicemente la normalità, una sorta di piacevole ossessione, da sperimentare giorno dopo giorno. E questo, ne siamo sicuri, contagerà l’intera truppa di Conte. Forse il vero mercato è concluso. Certo… con un Van Persie in più, o con uno Jovetic in più…

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De Laurentiis e la SuperCoppa: fra film e politica

Pechino o Italia? Qualche giorno fa sembrava tutto deciso: 19 agosto a Pechino, tranne che c’è un piccolo problema. Il piccolo problema riguarda la stressante trasferta e il campionato alle porte.

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De Laurentiis punta tutto sulla tappa cinese per pure ragioni di marketing: è questa una delle rare occasioni per il Napoli di portare il proprio marchio oltre Oceano.

Andrea Agnelli, ma soprattutto Antonio Conte hanno sposato una linea di pensiero molto ragionata. La trasferta è davvero troppo pesante e ci sarebbe poco spazio per recuperare e preparare la prima giornata di campionato. Il che appare realmente inutile.

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Completamente senza senso inoltre l’ipotesi di De Laurentiis di rinviare la prima giornata o semplicemente annullarla solo per Juve e Napoli: a che pro? Questo rinvio peserebbe sull’eventuale recupero: la Juve ha la Champions, il Napoli chissà… quando recuperare la prima giornata?

Ed ecco l’uscita spericolata, non la prima: “o Pechino o noi non giochiamo“. Verrebbe da rispondere “e ‘sti cazzi”, ma proviamo a ragionare, ammesso di trovare un interlocutore normale. Questa minaccia è gratuita e volgare, più o meno assurda come la fuga in motorino. Ennesima caduta di stile di un uomo che prima o poi dovrà decidere fra lo sport e lo spettacolo.

La scelta di giocare a Pechino il 19 agosto non è purtroppo possibile. Bene ha detto Andrea Agnelli “ok Pechino, ma bisogna anticipare di una settimana“. Ed ecco un altro inghippo. De Laurentiis ha già preso impegni per un’amichevole il giorno 11 agosto. Nella sua mente vale più l’amichevole rispetto alla SuperCoppa, a conferma di come le operazioni di spettacolarizzazione del Napoli abbiano preso il sopravvento sulla realtà dei fatti.

Se Pechino deve essere allora la data non può che essere quella, altrimenti ok il 19 agosto ma la location sarà l’Italia. E ora la palla passa alla FIGC che dovrà decidere: varrà il peso politico di De Laurentiis o verrà privilegiato il ragionamento?

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