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Tag: tavaroli

Tavaroli: “Gli accertamenti vennero svolti con attività illecite”

E’ un Tavaroli che di fatto si è scrollato di dosso il silenzio che doveva mantenere. Probabilmente, a prescrizione che incombe, avrà preferito fare la parte del duro. Parte che non porterà certo grossi benefici: si arriverà mai al terzo grado di un Processo Telecom che l’Italia non vuole assolutamente conoscere?

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La risposta la sapremo solo… vivendo, sperando di poterlo fare visto che in Italia fra omertà e disinformazione ci stanno uccidendo (l’anima).

Intanto continuiamo a registrare conferme a quanto già sapevamo:

Su Moggi non esisteva un dossier, ma ci fu la richiesta di verificare alcune informazioni date all’Inter da un arbitro su presunti comportamenti di Moggi. Moratti mi disse: abbiamo ricevuto queste informazioni, vogliamo vedere se sono credibili. Parte degli accertamenti vennero svolti con attività illecite.

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Intanto segnaliamo un piccolo disguido lessicale di Tavaroli, crediamo fatto con coscienza: che su Moggi ci fosse un dossier questo è accertato, che tale Dossier non fu redatto da Tavaroli questo è molto probabile e perciò le sue parole sono ad alto tasso di credibilità.

Già questo basterebbe per riaprire il processo sportivo. Il processo sportivo – in barba alle boiate di Abete – si può riaprire a fronte di elementi spiccatamente clamorosi come quelli emersi a Napoli su Calciopoli e a Milano su Telecom. Evidentemente la Federazione vuole perpetrare la Farsa promossa nel 2006. E i giornalisti sono costretti ad ubbidire. Buon per loro se vengono profumatamente pagati: l’etica si prescrive, la dignità si compra. Ecco i grandi insegnamenti di questi personaggi.

Che si debba andare avanti nell’indagine lo conferma ancora Tavaroli quando parla di Vieri:

Di controllare Vieri me lo chiese Moratti di persona, non al telefono: Moratti lo incontrai di persona. Le operazioni poi sono state fatte da un fornitore, la famosa agenzia di Cipriani.

Ed ecco il dubbio: spiarono Moggi e Vieri, poi gli arbitri, poi i dirigenti. Con attività illecite. E ci sono i fatti e le prove emerse a carico di Facchetti e dell’Inter al Tribunale di Napoli. Qualcuno ci spieghi perché tutto deve continuare a essere taciuto e perché la Giustizia non interviene a fermare questi malfattori.

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Che bel paese l’Italia: la storia dell’Inter (e delle altre), quella vera

Che bel paese l’Italia, chi gli trovò questo soprannome doveva essere davvero un genio. Il paese della dolce vita, delle belle donne, degli scandali, dei Berlusconi, dei Moratti, il paese dove tutto viene fatto alla luce del sole e dove se cerchi la verità ti basta aprire un giornale e sei sicuro di star leggendo il Vangelo.

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La vera storia dell’Inter

Quel paese dove “Se tu vinci ti pedino e ti intercetto“, e visto che il pallone è il mio o mi fai vincere o me ne vado e non si gioca più. Ed ecco che così se mi rendo conto di essere totalmente un incapace dai denti gialli e indecifrabili, inizio a riempire vasetti di merda e a spalmarla ovunque facendo credere che il mio avversario è il più disonesto che mai si sia visto in circolazione, metto il mio vestito da Superman, spazzo via i mie nemici e divento il più forte di tutti!

Eh sì, ora senza la Kriptonite bianconera sono davvero il più forte di tutti, il più forte e il più onesto! Il più onesto? Andiamo un pò a vedere che ci racconta la storia passata e recente allora mio caro SuperMan:

  • furto del primo scudetto nel 1910 (Pro Vercelli costretta dall’Inter a giocare coi bambini, in un ineguagliato esempio di totale mancanza di sportività);
  • salvezza comprata nel 1922, dopo una retrocessione sul campo;
  • record assoluti nella storia dei campionati sia a 16 che a 18 squadre di rigori a favore nell’arco di un campionato (dati ufficiali): 99 PARTITE CONSECUTIVE SENZA AVERE UN RIGORE CONTRO!
  • tentativo di rubare uno scudetto alterando le provette di urina del Bologna (nel 1964). Erano gli anni in cui, secondo quanto riferiscono tutti gli addetti ai lavori dell’epoca, Angelo Moratti regalava orologi d’oro agli arbitri;
  • tentativo di rubare un mondiale per club juniores schierando giocatori più anziani del consentito: vinsero il torneo, ma furono scoperti. La Fifa ordinò di restituire il trofeo, cosa che avvenne tra gli sbeffeggiamenti generali e l’indignazione dell’opinione pubblica e della Fifa per il comportamento della dirigenza mafiosa interista (anni ’80);
  • qualificazione in Coppa Campioni grazie alla famosa finta lattina di Moenchengladbach. L’inter, sconfitta sul campo 7-1, consegnò una lattina tirata fuori dal nulla all’arbitro e disse che aveva colpito Boninsegna. In sede di giudizio, il potere politico dell’inter, nettamente superiore a quello del provinciale Borussia, spinse i vertici Uefa a disporre l’incredibile ripetizione dell’incontro. Anni più tardi gli stessi interisti protagonisti della vicenda ammisero di avre truccato le carte;
  • passaporto e patente di Recoba falsificati. L’Inter schiera illegalmente, per ben un campionato e mezzo (1999/2000 e 2000/01), Alvaro Recoba come comunitario, sfruttando un passaporto italiano poi risultato completamente falso e mai emesso da nessuna Questura;
  • plusvalenze e bilanci taroccati, con buchi di milioni di euro, ma l’ Inter comunque si iscrive ai campionati regolamente come se non fosse successo nulla;
  • lo scandalo Farsopoli con l’Inter in primo piano con le intercettazioni della TELECOM il cui propretario era Tronchetti Provera DIRIGENTE DELL’ INTER, in seguito un’ ex dirigente dell’Inter Guido Rossi viene nominato presidente della FIGC e assegna lo scudetto a tavolino all’Inter. Dopo un mese magicamente Guido Rossi si dimette ed entra a far parte della TELECOM. Nello stesso scandalo si apprende che l’Inter ha fatto pedinare illegalmente l’ arbitro De Santis e alcuni suoi giocatori;
  • nella Champions League 2009/2010 vinta dagli “onesti” ci sono almeno 9-10 errori decisivi a favore dell’ Inter, e nella semifinale dell’Inter l’arbitro è un portoghese amico di Mourinho e socio di un ristorante sempre insieme a Mourinho allenatore appunto dell’Inter, sarà tutto un caso? Nell’ estate del 2010 si apprende che sta per uscire un dossier che prova tutti gli imbrogli fatti dall’Inter nella fase finale della Champions League in questione, staremo a vedere…;
  • nel aprile del 2010 scoppia Calciopoli 2 con le telefonate dell’Inter che finalmente escono allo scoperto, telefonate vergognose e gravissime che non possono essere messe a paragone con quelle di Moggi. Ci sono telefonate dove Facchetti dice a Bergamo che Moratti ha un regalino per lui, telefonate dove Facchetti chiede espressamente un arbitro scelto da lui, telefonate dove sempre Facchetti chiede che un arbitro dopo 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte deve fare 5 vittorie a favore dell’ Inter, e tante altre telefonate molto ma molto più gravi di quelle di Moggi e intanto l’Inter è sempre in serie A;
  • è storia moderna poi il dossier Tavaroli nell’affare Telecom Italia dove si accusa chiaramente la squadra di Kripton, nelle persone del suo presidente ed i suoi dirigenti, di spionaggio industriale e pedinamenti e intercettazioni illegali nei confronti di società concorrenti e di privati cittadini;

E vabbene, ma a salvare il nostro bel paese prò ci sono sempre gli altri, i cugini per esempio, quelli con la maglia rossonera.

Il Milan e il Napoli: è tutto chiaro?

Nel 1979-80 il Milan fu retrocesso dalla Serie A alla Serie B dopo lo scandalo scommesse del Totonero. Due giocatori e il presidente Felice Colombo facevano parte di un’associazione che scommetteva sulle partite in cui giocavano gli scommettitori. Colombo fu arrestato dopo una partita dalla Guardia di Finanza. Quella fu la prima retrocessione del Milan nella sua storia.

Il Milan s’è ritrovato nuovamente in uno scandalo nel 2006, quando fu coinvolto nello scandalo Calciopoli che provocò la retrocessione della Juventus in Serie B. Il Milan ebbe 15 punti di penalizzazione e fu esclusa dalla Champions league, ma grazie a un miracoloso appello la penalizzazione scese a -8 e soprattutto il Milan potè giocare in UEFA Champions League. Il Milan non solo riuscì a partecipare alla Champions League 2006-2007, ma la vinse in finale contro il Liverpool.

Beh, allora proviamo a spostarci un po’ più a Sud, dove hanno vinto solo due scudetti e quelli saranno sicuramente onestissimi, ed ecco a riprova un’intervista dell’allora presidente Corrado Ferlaino:

Dalla domenica sera al mercoledì Diego era libero di fare quel che voleva, ma il giovedì doveva essere pulito. Moggi, Carmando, il medico sociale chiedevano ai giocatori se erano a posto. Io non sapevo cosa accadeva, ma qualche anno dopo ho scoperto che, se qualcuno era a rischio, gli si dava una pompetta contenente l’urina di un altro; lui se la nascondeva nel pantalone della tuta e nella stanza dell’antidoping, invece di fare il suo ‘bisognino’, versava nel contenitore delle analisi l’urina ‘pulita’ del compagno. Nonostante questo Diego, quel giorno del 1991, fu trovato positivo.

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Moggi – continua Ferlaino- aveva chiesto a Maradona se era in condizione e lui rispose: sì, lo sono, va tutto bene. Il fatto è che i cocainomani mentono a sé stessi. Risultò positivo e quando l’allora presidente federale Nizzola mi chiamò in via confidenziale per darmi la notizia fu troppo tardi. Insistetti, gli dissi: presidente dimmi cosa posso fare, ma lui rispose: ormai non puoi fare più nulla.

E sul sistema di controllo in vigore oggi:

Non si può andare in tuta a fare i controlli, bisogna essere nudi, quindi il trucco della pompetta è irrealizzabile. Adesso c’è una lista con dei numeri, ognuno corrisponde a un calciatore, un medico preposto li estrae a sorte. Ma non è difficile trovare medici amici. Per cui basta toccare con le mani inumidite dalla saliva i numeri dei giocatori sicuramente puliti, così i numeri diventano più luccicanti e quando si estrae si sa come scegliere. Una specie di sorteggio pilotato, insomma.

Altre rivelazioni sul secondo scudetto vinto dal Napoli nel 1990:

Allacciai buoni rapporti con il designatore Gussoni. Il Milan aveva un arbitro molto amico, Lanese, a noi invece era vicino Rosario Lo Bello, che era un meridionalista convinto. Il campionato si decise il 22 aprile: il Milan giocava a Verona, Gussoni designò Lo Bello per quella partita; successe di tutto, espulsioni, milanisti arrabbiati che scaraventarono le magliette a terra: persero 2-1. Noi vincemmo serenamente a Bologna per 4-2 e mettemmo in tasca tre quarti di scudetto.

E la famosa monetina di Alemao a Bergamo?

Fu colpito – spiega l’ingegnere – forse ingigantimmo l’episodio, ma la partita comunque era già vinta a tavolino. Facemmo un po’ di scena. L’idea fu del massaggiatore Carmando. Alemao all’inizio non capì, lo portammo di corsa all’ospedale, gli feci visita e quando uscii dichiarai addolorato ai giornalisti: ‘Non mi ha riconosciuto’. Subito dopo scoppiai a ridere da solo, perché Alemao era bello e vigile nel suo lettino.

Eh si, gran bel paese l’Italia, potrei andare avanti parlando di Rolex d’oro, di false fideiussioni e di tanti altri scandali riguardanti un po’ tutti, ma rischierei di essere esiliato anch’io su qualche altro pianeta…

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La Gazzetta si infuria con i tifosi juventini: ecco perché

La Gazzetta reagisce, almeno ci prova. E sul giornale denuncia l’iniziativa di alcuni tifosi juventini (giusto un centinaio di migliaia, forse qualcosa di più) che hanno utilizzato su Twitter l’hashtag #iononcomprolagazzetta. Più volte noi lo abbiamo proposto, a fronte del lavoro che quella redazione fa ogni giorno.

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Un lavoro di bassa qualità, soprattutto un lavoro teso alla disinformazione più totale. Sempre vicini, troppo vicini, agli affari delle milanesi al punto da mettere da parte un po’ di deontologia e un po’ di dignità professionale.

La Gazzetta attacca i tifosi juventini

La Gazzetta attacca i tifosi juventini

Gli attacchi gratuiti e volgari, strumentali e inventati la maggior parte delle volte, contro Conte, Vidal e Bonucci e poi Buffon non sono piaciuti ai tifosi bianconeri. Tifosi che hanno dimostrato coi fatti, cioè andando a spulciare le carte e azionando il cervello, quale sporco obiettivo perseguisse la Gazzetta: distogliere l’attenzione, provocare tensioni, far crescere quel sentimento popolare contro l’ambiente bianconero. Ma l’obiettivo non è stato centrato e, crediamo, si ritorcerà contro i padroni della Gazza il prossimo anno.

La Gazzetta si chiede perché tanto astio nei suoi confronti? Altro motivo per sospettare i magheggi dietro a quei titoloni. Ma andiamo con ordine.

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La mucca Yvonne ha nascosto le rivelazioni di decine di interessati all’affaire Conte: una lunga serie di smentite che vi abbiamo raccontato nel nostro blog, ma la Gazza ha nascosto tutto. Preferendo dare voce e credito a Carobbio.

Poi però non ha usato lo stesso metodo quando a parlare è stato Tavaroli, sbugiardando Moratti che in un paese civile rischierebbe guai grossissimi per aver mentito in un’aula di Tribunale e operato illecitamente. Lui sì, illecitamente. Ma Moratti non si può toccare in quella redazione, e così Tavaroli ha trovato posto soltanto a pagina 38, lontano da occhi indiscreti e una sola volta in edicola.

Così come i lettori della Gazza non conoscono la verità sul caso Buffon, veramente da brividi, roba da rivolta popolare per la maniera in cui viene gestita la Giustizia e l’Informazione in questo strano paese.

La Gazzetta, che continua a perdere lettori di mese in mese, dovrebbe chiedersi perché la credibilità di quel giornale è venuta meno in questi anni. Dovrebbe chiedersi che tipo di lavoro stanno offrendo, mettendo le mani nelle mie tasche per finanziare quello stesso lavoro. Dovrebbe, ma non può. Non solo liberi di farlo.

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Ah, se l’avesse detto Carobbio e no Tavaroli!

Niente, abbiamo più volte sfogliato i giornali in edicola, ma nulla. Poco, magari rifilato a pagina 38, magari con un tono molto pacato, di quelli che si utilizzano nei paesi non liberi dove le notizie, quelle vere, se disturbano certa gente, proprio non si possono dare, se non con un tono molto freddo, quasi ad avvertire il lettore che “meno se ne parla e meglio è”.

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Il rapporto Freedom House ha declassato l’Italia nel 2004 a Paese parzialmente libero: a meno di credere a un complotto mondiale, un minimo di verità in questo rapporto ci sarà. Purtroppo all’estero lo hanno capito, mentre il popolo italiano fa ancora finta che tutto va bene, anzi benissimo.

Accade perciò che una notizia vecchia, molto vecchia, venga riproposta a distanza di mesi, anni. In realtà la notizia è nuova per i giornali e per certi italiani, perché quelli che nel 2006 non hanno spento il cervello sapevano già tutto. Perché avevano letto le carte, perché avevano fatto due conti, perché la realtà non può essere distorta.

Al Processo Telecom – di cui avevamo già raccontato una testimonianza clamorosa – Tavaroli conferma quanto aveva già detto fuori dal Tribunale:

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L’operazione Ladroni mi venne commissionata dall’Inter nella persona di Moratti, poi la feci con Facchetti.

Nulla di nuovo, si sapeva già tutto. Compreso la falsa testimonianza di Moratti che viene seccamente smentito un po’ da tutti, prima ancora dai fatti.

Non vogliamo tornare sulla vicenda sulla quale ci siamo già espressi, perciò ci limitiamo a sottolineare quanto segue:

Chissà mai se qualcuno risponderà. Ma non importa. Come disse un tizio “Il tempo è galantuomo”.

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