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Tag: thiago-motta

La storia dell’Inter, fra illeciti e illegalità: benvenuto Thohir

E’ il giorno di Thohir a San Siro. L’indonesiano riceverà il saluto dello stadio. Il nuovo proprietario dell’Inter potrà così toccare con mano i grandi risultati di questa storica società, che qui riassumiamo in breve:

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- i passaporti falsi di Recoba

- la prescrizione dell’illecito sportivo di Facchetti

- le plusvalenze false per iscriversi al campionato 2005/2006

- lo scudetto di cartone

- i pedinamenti fatti a Vieri

- le intercettazioni illegali (nascondendo le proprie)

- il falso in bilancio

- il doping di Herrera degli anni 60

- i trasferimenti irregolari di Milito e Motta

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- la retrocessione del 1921

- l’arbitro “comprato” per Lione-inter del 98

- il motorino lanciato dalla curva nel 2001

- la positività all’antidoping di Kallon

- i petardi lanciati in testa a Dida

- il doppio contratto firmato da Stankovic

- la finale scudetto contro la Pro Vercelli

- le 99 partite senza rigori contro

- i 6 giocatori in fuorigioco a Siena

- Guido Rossi, Auricchio, Narducci,la gazzetta dello sport

Benvenuto caro Thohir. Difficile essere all’altezza, ma siamo sicuri ti insegneranno la giusta via.

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Un sabato di calcio perverso

E’ stato un sabato ricchissimo di avvenimenti nel calcio.

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Cade il Barca, Suarez rifiuta la mano di Evra, l’Udinese si suicida, Ranieri invoca Thiago Motta, la Juve viene ancora fermata, altre partite rinviate.

Chi paga il canone Mediaset Premium forse si sarà risentito. Per un attimo mi sono sono sentito in obbligo di controllare se quella non fosse la telecronaca tifoso. Mah. Eppure il papà fu un grande bianconero, strano quel Piccinini. Ormai non resta che mettere muto e far parlare le immagini. Il Milan rimonta solo grazie agli infortuni di Guidolin: Isla e Di Natale, gli uomini chiave. Curioso: chi piange per gli infortuni… vince grazie agli infortuni. Più che i 3 punti il Milan dovrebbe imparare a reggersi sulle proprie gambe. La rimonta di ieri ha solo questo significato. La Cazzetta Rosa sarà contenta, ma va ricordato che c’è una squadra cui mancano 2 partite. Inoltre oggi un trafiletto della rosea incensava il Milan di complimenti: il settore giovanile produce sempre grandi talenti. Manca un piccolo dettaglio: i rossoneri sono stati sbattuti fuori dal Torneo di Viareggio. Ca va sans dire!

Ironia della sorta il vantaggio della Juve si tramuta in grosso svantaggio. In 20 giorni 6 partite: non male, forse più di quanto avrebbe giocato Conte con la Champions di mezzo. Sarà perciò fondamentale usare al meglio la panchina.

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Cade il Barca in Spagna, sintomo preciso di aver osato troppo a livello tattico. Il 3-3-4 è pura fantascienza, inoltre senza alcuni personaggi chiave in forma… i blaugrana tornano normali. Pur normali sono sempre un passo avanti a tutti, ma i sacrifici di chi corre e si sbatte vengono di tanto in tanto premiati. Così il 3-2 dell’Osasuna è perentorio. Cade pure il Chelsea di Villas Boas: anche i ricchi piangono. E cade il Liverpool di Suarez: un talento cristallino, ma un cervello vuoto. Meriterebbe qualcosa, un qualche tipo di punizione. A infliggerla dovrebbe essere la società Liverpool perché di fronte alla TV tantissimi bambini hanno visto la scena: brutta, davvero molto brutta.

Guidolin ha perso la gara senza Di Natale e Isla. Con loro due in campo i friulani hanno imbalsamato i rossoneri. Poi hanno deciso il suicidio e mi torna così in mente una frase di Conte: “Con noi sputano tutti il sangue!”. Motivo in più per continuare a correre e macinare gioco. E se Guidolin piange le assenze, a pochi chilometri c’è un allenatore che rimpiange Thiago Motta. Con Snejder, Milito, Pazzini, Zarate, Forlan, Cambiasso e chi più ne ha più ne metta… il testaccino piange per l’assenza di Thiago Motta. Devo ancora capire dove si ride perché di sicuro questa è una bella battuta.

E oggi si farà la conta fra le poche partite in TV. Fra rinvii e posticipi ai limiti dell’ilarità. La Roma chiede domani di giocare alle 14. Un lunedì pomeriggio alle ore 14:00. Di per sé potrebbe essere pazzia pura visto che la domenica ci si riposa, ma la Federazione riesce nell’impresa di superare il ridicolo: lunedì sera alle 20:45. No comment! 

Stesso orario per il Napoli di De Laurentiis che ormai non parla da agosto o dalla serata di qualificazione agli ottavi. Ci sarà sicuramente un complotto come ha detto bene Mazzarri. Resta da capire chi e come, ma non temete: qualche nome spunterà sicuramente!

Ultima osservazione: il calcioscommesse sta disegnando gli ultimi anni di calcio italiani. E il disegno è molto cupo, con diverse partite e squadre che dovrebbero vedersela brutta. Con nomi che sono usciti, nomi smentiti e nomi grossi ancora da fare. Riecheggiano così le parole di qualche anno fa: “Ora il calcio è più pulito”. Per fortuna NOI BIANCONERI non abbiamo partecipato a questa pagliacciata.

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Onore a Thiago Motta: i complimenti alla Juve

E’ un giocatore che non mi è mai piaciuto, tranne quando arrivò il primo anno al Genoa. Troppo scontroso, troppo cattivo nell’accezione negativa del termine, troppo falloso e rissoso.

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Però, per onestà intellettuale, devo comunque ringraziarlo perché leggere parole così da un avversario, per di più con quella maglia, vuol dire tanto:

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La Juventus ha fatto una squadra giovane, destinata a dominare per i prossimi anni, perchè ha un allenatore giovane, entusiasta, bravo e competente; in squadra poi sono tutti giovani e tutti bravi.

[cit. Thiago Motta]

Certo è servito un trasferimento da Milano a Parigi, come se ci fosse un morbo in quell’ambiente che vieta al cervello di mettersi in moto e riconoscere la superiorità altrui. Proprio questo morbo innescò la farsa… ma questa è un’altra storia.

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Moratti: “Tre rigori su quattro non c’erano e poi…”

Curiosa la dichiarazione di Massimo Moratti, l’uomo che negli ultimi anni ha praticamente sbriciolato (da leggersi con accezione negativa) il calcio italiano.

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Moratti ha sintetizzato così le ultime sei partite:

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Tre rigori su quattro non c’erano.

Peccato che abbia dimenticato le altre frazioni:

  • cinque scudetti su cinque non sono mai esistiti, e uno su cinque non è mai stato nemmeno sfiorato;
  • un processo su due è stato una farsa, e l’altro l’ha dimostrato;
  • 1000 miliardi su 1000 sono stati praticamente buttati nel bilancio nerazzurro e non si ha nozione precisa di quanti ne siano stati regolarmente registrati e su quanti di questi sono state compiute speculazioni;
  • un arbitro su quaranta era stato avvicinato contro il regolamento e gli era stato offerto un posto di lavoro per un’operazione di spionaggio contro colleghi e dirigenti avversari;
  • un ex membro del CdA nerazzurro su 12 era stato messo a capo della FIGC, senza badare a un conflitto di interessi grande quanto una casa;
  • un articolo 6 su 2 è stato dimostrato, ma si è andati alla prescrizione e la squadra cui era riferito se l’é cavata, mentre
  • l’altro articolo 6 su 2 è stato trasformato in tre articoli 1 contro ogni logica giurisprudenziale;
  • un passaporto su 30 (l’allora rosa della squadra) era falso epperò la società ha patteggiato contro un regolamento molto chiaro e preciso in merito;
  • due contratti su 6 sono stati stipulati in modo illegale (leggi Thiago Motta e Diego Milito), ma nonostante un codice di giustizia sportiva molto preciso i protagonisti di questa vicenda l’hanno scampata brillantemente (se sfuggire alla Legge uguale per tutti può essere definito brillante).

Ci fermiamo qui con le frazioni sottolineando come queste, al contrario della prima enunciata da Moratti, godono di inconfutabile dimostrazione nei fatti.

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Prandelli: gli ordini arrivano da Milano

Dovrebbe essere la Federazione a guidare le scelte di Prandelli. Invece tutto lascia pensare che gli ordini arrivino da Milano. Sponda rossonerazzurra.

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Nell’ultima amichevole disputata dalla Nazionale Italiana alcune scelte sembrano siano state dettate da fattori esterni alle necessità di Prandelli.

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Prendi Cassano e Pazzini. Zero minuti giocati. Prendi pure uno come Thiago Motta: zero minuti giocati. E poi continuano i miracoli a Milano: rotti per la maglia azzurra, improvvisamente recuperati per la successiva partita, che sia Champions o Campionato. Tante strane coincidenze. E poi ci sono le parole di Chiellini, che sembrano di un altro pianeta se messe a confronto alle richieste di risarcimento di Galliani di qualche tempo fa.

Giorgione si è infortunato, eppure poteva benissimo dividersi le fatiche con Ranocchia. Ma il pennellone nerazzurro era clinicamente fuori uso. Tranne che te lo ritrovi ad allenarsi comodamente a Milano, pronto per il derby.

Insomma, dopo la par condicio degli errori arbitrali, anche il minutaggio in Nazionale. Come fosse un’opportunità distraente. Ma anche questa… è Italia.

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Lo strano caso del deferimento ritardato di Moratti

Tra gli appunti e le carte, tra le foto di famiglia e le agende, in quella scrivania giaceva da quasi un anno un pacco di carte interessanti. La scrivania è quella del Dottor Palazzi, ambiguo operatore di giustizia a senso unico, mentre il faldone riguarda le trattative che hanno permesso a Milito e Thiago Motta di vestire il nerazzurro. Ma il problema qual è?

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Dal 27 maggio 2005 Preziosi risulta inibito. Non potrebbe partecipare a trattative, né chiudere contratti, né andare nello spogliatoio durante i match di campionato. Usiamo il condizionale perché c’è di mezzo la Giustizia Sportiva, molto ambigua e per nulla coerente, e l’Inter di Massimo Moratti che le regole le calpesta in lungo e in largo.

A tutti gli effetti, quindi, il Presidente Preziosi non poteva sedersi al tavolo delle trattative col Presidente Moratti, invece lo ha fatto. E’ un’uscita incauta la sua, probabilmente eccitato dalla chiusura dell’affare che gli permetteva di incassare una quarantina di milioni di euro. Compresi i cartellini di un po’ di giovani. La classica maxi operazione che ha permesso a Moratti di generare milioni di euro di plusvalenze fittizie, insabbiate dalla stampa e in palese disaccordo con le norme. Ma non accadde nulla, nemmeno quando Recoba, col passaporto falso, poteva giocare contro le regole federali. Allora fu un patteggiamento, oggi?

L’uscita incauta di Preziosi, contento e soddisfatto, venne rilasciata a Telenord, poi venne ripresa dai quotidiani. Moratti ha smentito caldamente, ma Palazzi, udite udite, ha letteralmente cestinato la sua versione dei fatti. Troppo comoda, troppo stupida per essere vera. Non si capisce anche perché Preziosi avrebbe dovuto mentire. Proprio Preziosi che con l’Inter ha un rapporto molto buono, da amici e confidenti come lui stesso ha detto.

Palazzi quelle carte le ha guardate soltanto una settimana fa. Il 31 maggio 2010 scatta il deferimento delle società e dei diretti interessati, ovvero dei presidenti di Genoa e Inter. Ecco il documento. 31 maggio 2010 contro maggio 2009. Fa un anno. Perché un anno? Lo vedremo alla fine di questo articolo.

La Cazzetta-Rosa ha subito principiato a smontare il caso, ma caso non è. Tre righe per descrivere quella che secondo loro è una burla. Tutto sommato, un centinaio di euro di multa, una pacca sulle spalle e via, amici come prima. Non si fa fatica, fra l’altro, ad ammettere questa ipotesi di conclusione della vicenda. Comandano loro. Nel bene o nel male, ma più nel male, comandano loro. Gli etici per eccellenza, gli onesti per fama. In realtà la vicenda è più complicata e seria.

Il Nuovo Codice di Giustizia Sportiva ha in sé un paio di articoli che necessariamente collimano col deferimento. Per prima cosa ci sarà da affrontare la falsa testimonianza resa da Moratti, secondo quanto detto da Palazzi. Quindi si andrà di fronte la Disciplinare. Proviamo a non usare il sentimento popolare come quando si distrusse la Juve e facciamo leva sulle regole che, se non vado errato, dovrebbero essere applicate nonostante colori ed esborsi dei presidenti interessati (per esempio i famosi 600 milioni di euro che avrebbero permesso a Moratti di non andare in B, qualcuno ricorda?).

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L’articolo 10 del CGS recita:

Ai dirigenti federali, nonché ai dirigenti, ai tesserati delle società, ai soci e non soci di cui all’art. 1, comma 5 è fatto divieto di svolgere attività comunque attinenti al trasferimento, alla cessione di contratto o al tesseramento di calciatori e tecnici, salvo che avvengano nell’interesse della propria società. È fatto altresì divieto, nello svolgimento di tali attività, di avvalersi di soggetti non autorizzati e di avere comunque contatti con tesserati inibiti o squalificati. In questi casi gli atti, anche se conclusi, sono privi di effetto.

Detto in altro modo, i contratti di Milito e Thiago Motta risulterebbero nulli. In netto contrasto con la realtà che ha visto invece i giocatori in campo. Cosa rischia la società che ha agito in questo modo? Rischia l’applicazione dell’articolo 17 che recita:

La punizione sportiva della perdita della gara è inflitta, nel procedimento di cui all’art. 29, commi 7 e 8, alla società che [...] fa partecipare alla gara calciatori squalificati o che comunque non abbiano titolo per prendervi parte.

E’ evidente allora quali sono i rischi. Ogni partita cui hanno preso parte Thiago Motta e Milito ricade nell’articolo 17 e perciò è da applicare una penalizzazione in punti. Il risultato è lo stravolgimento della classifica. L’applicazione letterale dell’articolo 17 prevede la sconfitta, il che vuol dire retrocessione in Serie B. Ma siamo seri, è l’Inter di Moratti che ha speso oltre 600 milioni di euro senza vincere nulla, ad esclusione delle coppe di cartone. Più probabile una forte penalizzazione in punti. Ma anche qui, siamo in presenza dell’Inter di Moratti che onesto si è autoproclamato. Non accadrà nulla.

Di certo è prevedibile una sanzione di questo tipo:

  • squalifiche per i giocatori valutabili in qualche mese;
  • squalifiche per i dirigenti, ossia i presidenti;
  • ammende per le due società.

Tutti felici e contenti. In realtà, i tre punti di cui sopra potrebbero anche sparire come il miglior Silvan saprebbe fare di fronte a una platea resa omertosa dagli onesti-di-diritto.

Il ritardo di Palazzi non è casuale, è doloso. Oltre che vergognoso e pericolosamente indiziario di una vera associazione a delinquere che coinvolge la Procura e la Federazione, con a capo, fra gli altri, proprio il Presidente Spendaccione. Il fatto di aver firmato il documento di deferimento il 31 maggio 2010, sommato a un probabile cambio di regole o il ritrovo di qualche postilla al CGS in braille, escluderà sanzioni sulla stagione appena trascorsa. E’ una ipotesi, questa, molto probabile. Non accadrà nulla, tranquilli, è solo un incidente di percorso. E la Cazzetta-Rosa potrà continuare a stampare magliette e dvd sui titoli di cartone. Auguri, contenti loro!

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