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Tag: tiago

Atletico Madrid – Juventus / Ai vertici della tensione

Ci siamo. La Juve si prepara a sfidare l’Atletico Madrid di un sorprendente Simeone, fresco vincitore della Liga davanti a Barcelona e Real Madrid, oltre che finalista di Champions e vendicatore in Supercoppa di Spagna.

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Chi è arrivato a un passo dalla storia, chi vuole scrivere la storia. Di fronte, uno contro l’altro.

Llorente e Morata contro l’Atletico. Tiago contro la Juve. Godin contro Buffon. Sfide nella sfida. Dettagli, in realtà.

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I turchi hanno acceso l’importanza di questo match, più di quella che avrebbe assunto di per sé. Gli spagnoli devono vincere per forza, altrimenti la speranza del passaggio di turno si ridurrebbe a un lumicino. La Juve deve vincere per forza, perché così vuole la storia.

Tevez è carico, Simeone non conosce altro che l’agonismo e la concentrazione.

Non può che essere una battaglia. Per la Juve, un eccezionale banco di prova per capire a che punto è la transizione indolore dal dominio di Conte a quello di Allegri.

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Tiago ha rescisso e domani firma con l’Atletico Madrid. Questa non l’ho capita!

Al ritorno della Juventus nel massimo torneo aziendale di tutti i tempi, la dirigenza capeggiata da Blanc e Secco ha voluto puntare su Tiago Mendes Cardoso, centrocampista ex Chelsea e in forza al Lione con cui aveva giocato 80 partite segnando 14 gol.

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Non un regista puro – una delle tante brutte intuizioni della Juve postFarsopoli – ma un interno di un centrocampo a 3. Eppure Ranieri gli diede le chiavi del centrocampo insieme all’argentino Almiron. Per Tiago la Juve sborsò circa 13 milioni di euro e l’ultima rata è stata appena pagata.

Con la maglia bianconera Tiago ha giocato 53 partite. Non si ricordano voti superiori al 6,5 e anche questo voto è difficilmente trovabile nei tabellini dei giornali di tutta Europa. A dimostrazione del livello assurdo che questo ragazzo ha saputo esprimere in una posizione del campo dove la Juve aveva conosciuto Deschamps e Zidane, Antonio Conte e Edgar Davids, tanto per citare qualche nome.

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A distanza di 4 anni Tiago non è più un giocatore della Juve. Ha rescisso il contratto e si aggregherà con l’Atletico Madrid.

E a Marotta rivolgo la mia domanda: scusi caro Beppe, ma questa non l’ho capita!

Non capisco come sia stato possibile non riuscire a racimolare anche solo 2 milioni di euro da Tiago. Mi domando come non sia stato possibile inserire Tiago e altri giocatori come contropartite per arrivare ad Aguero. A meno che non mi sia perso qualche dettaglio di questa operazione, la Juve ha di fatto regalato a prezzo nullo un calciatore all’Atletico Madrid, squadra che si è imposta negativamente nella trattativa per il fuoriclasse argentino.

Scusi Beppe: non era meglio tornare ai vecchi metodi e giocare uno sgarbo ai colchoneros? Spedendo, per esempio Tiago, da qualche altra parte? Anche a calci in culo, in quel caso si sarebbe guadagnato tanti applausi. Garantisco io, e perdoni il francesismo!

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I 5 flop del calciomercato della Juventus negli ultimi 5 anni

I tifosi juventini sono giustamente arrabbiati. E vorrebbero che Andrea Agnelli spendesse e spendesse. Ancora soldi, tanti soldi, tantissimi soldi. Il problema principale è che la proprietà ha effettivamente speso tanto, ma male. Molto male.

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In attesa dei colpi, promessi, di Marotta, vediamo quali sono i grandi flop della vecchia dirigenza bianconera, in ordine sparso:

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  1. Jorge Andrade. Alzi la mano chi si ricorda questo gigante portoghese. Fu pagato 9,750 milioni di euro. E fu comprato già rotto. Nel senso che fu acquistato tipo un vaso crepato. Sono bastate tre, solo tre partite perché si rompesse definitivamente, un’altra volta, per mandare in fumo quasi una stagione. La Juve ci mise un po’ a carburare perché trovò in Legrottaglie un’ancora di salvezza clamorosa, dopo la bocciatura mortifera di Criscito da parte del genio Ranieri;
  2. Amauri. A Palermo Secco mandò Nocerino, oggi nel giro della Nazionale e primo cambio di Prandelli a centrocampo, più un assegno. In totale furono 22,5 i milioni di euro spesi. E sì che nei primi tre mesi Amauri portò a Torino una valanga di punti. Reti singole e pesantissime. Poi il nulla. Si è spesa completamente la luce e Amauri non si è più ripreso. Di lui si ricordano ben 362 giorni a digiuno di gol e prestazioni da capogiro… per gli avversari. Sbolognato a Parma dove ha trovato l’ambiente ideale, tranquillo e sereno. Avrà pure grandi colpi, ma la maglia bianconera è tutt’altra cosa. Ora Marotta farà tanta fatica a piazzarlo da qualche parte a causa di un mostruoso ingaggio da oltre 3 milioni di euro;
  3. Christian Poulsen. Si fece un gran parlare di Xabi Alonso e, indiscrezioni dal futuro, lo si era preso per davvero. Dal Liverpool per una cifra vicina ai 18 milioni di euro. Il regista che la Juve cercava da tantissimo tempo da Deschamps. Il regista che la Juve ha sicuramente trovato in Andrea Pirlo. Poi Ranieri ebbe il colpo di genio: “Questo è più forte di Sissoko!” urlava in conferenza stampa. Fu pagato 9,8 milioni di euro. Marotta è riuscito nell’incredibile impresa di spedirlo a Liverpool nonostante i 3,2 milioni di euro di ingaggio. Forse da quel giorno Sissoko lo ha eletto a modello e… ecco i risultati, accidenti a Ranieri;
  4. Tiago. Insieme ad Almiron doveva costituire la diga di centrocampo della Juve che partecipava al Secondo Torneo Aziendale organizzato da Moratti & Soci. Da Lione con furore, pagato 13 milioni di euro, alla prima partita di campionato Tiago fu spedito in panchina. Solo 15 minuti per lui, con Ranieri che, illuminato da qualche fulmine, intuì l’importanza di Cristiano Zanetti. Tiago fu bruciato quindi subito e da allora fu una costante palla al piede per tutti gli allenatori. Marotta ora dovrà decidere: regalare o… regalare il suo cartellino all’Atletico Madrid?
  5. Jorge Martinez. Acquistato per far decollare la formazione di Del Neri, è riuscito a far cadere l’aeroplano con tutti i passeggeri a bordo. Marotta prese, appena 12 mesi fa, una topica clamorosa: 12 milioni per il Catania. Poche presenze, nessun gol e una media voto che non scrivo per rispetto della persona. A oggi non si capisce ancora quale potrebbe essere il suo futuro: ancora a Catania, prestato o svenduto per pochi milioni di euro?

Ho dimeticato qualcuno? Certo che sì. Diego e Molinaro, Marco Motta e ancora molti altri.

Nella prossima puntata tratterò il tema “Le 5 più clamorose svendite della Juventus negli ultimi 5 anni“.

Stay tuned!

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Juventus: c’è una squadra intera da vendere

Eccola qua: Storari; Grygera, Salihamidzic, Motta, Grosso, Martinez, Tiago, Sissoko, Felipe Melo, Amauri, Iaquinta. E’ una vera e propria formazione, ma è un po’ particolare. Sono infatti gli uomini in uscita da Torino e che Marotta deve vendere al meglio.

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Cominciamo dal portiere: dovrebbe rimanere, per tenere le spalle coperte a Gigi Buffon all’ultima chiamata. Oppure Storari può essere girato in Italia o Spagna (Atletico Madrid?) per abbassare il prezzo di qualche cartellino (Lichtsteiner o Aguero).

Grosso è ormai diretto a Dubai per bocca del suo procuratore. Mentre Motta dovrebbe accasarsi in Spagna dove l’esterno ha mercato, a meno che qualche italiana non decida di puntare su di lui. Terza ipotesi: la Juve se lo tiene e Conte proverà a rianimarlo, anche se per lui è prontissima una lunga militanza in panchina, dietro gerarchicamente a Lichtsteiner. Grygera è invece a un passo dalla Turchia. Brazzo è a fine carriera.

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Il capitolo centrocampo è quello più spinoso. Aquilani non verrà riscattato. Martinez, costoso acquisto, verrà girato da qualche parte in ottica scambio o in ottica di recupero crediti. La sua valutazione è evidentemente inferiore ai 12 milioni pagati al Catania. Sissoko e Felipe Melo possono dare ossigeno alle casse bianconere: 8 milioni per il maliano rischiesto in Francia, 12/14 milioni per il brasiliano che starebbe pensando di tornare in Spagna (Atletico Madrid?). Sempre all’Atletico è destinato a rimanere Tiago.

Amauri e Iaquinta hanno floppato in casacca bianconera. Ingaggi pesanti, valutazioni ammissibili per le varie pretendenti (già, quali?).

Vedremo. Di certo non si può acquistare senza aver già piazzato questi nomi.

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Mollato Candreva, si avvicina Bonucci. E si vende Tiago

Marotta ha una carta in più: si chiama Tiago Mendes Cardozo, probabilmente il poster perfetto per ricordare la gestione della Newventus post-Calciopoli. Pagato (pardon, strapagato) e inconcludente. La colpa è solo parzialmente sua. Ma il Mondiale lo ha rivalutato, almeno pare. Insieme ai sei mesi in Spagna. Il Madrid, l’Atletico, figuriamoci, vorrebbe tenerlo. Ma in Spagna non c’è un Alexis Seccos come direttore sportivo, così gli 8 milioni pattuiti sembrano troppi. Sembrano? Sono troppi, in effetti. Marotta sta provando a inserire il cartellino di Grosso e monetizzare il più possibile. Non bisogna tirare la corda perché ritrovarli a Torino sarebbe un rischio enorme. Meglio una minusvalenza e due stipendi in meno, che due bidoncini a Vinovo. Finito il Mondiale se ne riparlerà.

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Il Genoa è rimasto di sasso. Il Bari è d’accordo con Marotta: uno a zero per la Juve. Almiron e Immobile, più forse un conguaglio hanno convinto il ds barese a trattare la metà di Bonucci direttamente con la Juve. A quel punto il discorso sarebbe equamente diviso fra Genoa e i bianconeri. Col rischio buste, l’accordo si troverà di certo. La Juve vuole Bonucci, disposta come sembra a rinunciare a Criscito (errore). Andrà a finire così, evitando di giocare a Lascia o raddoppia il 26 giugno. E potrebbe anche essere, giocoforza, la soluzione migliore vista la necessità primaria di reperire un difensore centrale forte, giovane e di prospettiva da affiancare a Giorgione.

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Intanto da Torino giugne la notizia che la Juve ha mollato definitivamente Candreva. Il centrocampista lontano da Vinovo vuol pure dire che Del Neri sembra intenzionato a giocarsi la stagione con i tre tenori di centrocampo: Melo, Sissoko e Marchisio. E mi trova ampiamente d’accordo. Senonchè fatico a capire chi dei tre sarà il regista, visto che né Ferrara né Zaccheroni hanno capito molto delle caratteristiche dei tre giovanotti. Punto e a capo.

Ultima notizia: Marotta e Paratici hanno concluso alcune trattative riguardanti giovani classe 92 e superiore. Buon lavoro!

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Mercato Juve: è la settimana delle buste

A fine settimana si deve scegliere: busta A o busta B, Vecchia Signora?

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Vanno risolte le comproprietà. Chiariamo subito il meccanismo, peraltro molto molto semplice. Prima della data di scadenza le due società che co-posseggono il cartellino di un calciatore possono accordarsi: o rinnovano la comproprietà, o il calciatore viene ceduto (per l’altra metà) alla società che lo vuole. Oppure, a scadenza, si va alle buste. In un cartoncino sigillato ognuna delle due società scriverà una cifra (vale pure lo zero) e un notaio aprirà quindi le due buste decretando il vincitore, cioè la società che ha offerto di più. Arrivare alle buste può significare soltanto due cose: le due società sono assolutamente d’accordo (il giocatore non è di gradimento né all’una né all’altra) o le due società non sono assolutamente d’accordo (ognuna delle due lo vuole indietro). La Juve di queste comproprietà, grazie alla gestione senza senso del trio Elkan-Blanc-Secco ne ha a iosa. Marotta credo non ha avuto nemmeno il tempo di chiamare al cellulare le rispettive società detentrici di metà cartellino. Da Zalayeta col Napoli a Lanzafame col Palermo, da Palladino e Criscito col Genoa a Paolucci col Siena, tanto per citarne alcuni. Che sono poi i nomi grossi dal quale potrebbero arrivare i soldi necessari per finanziare altri colpi.

Alcuni di questi però potrebbero anche risultare utili proprio in chiave Juve. Per esempio l’esterno destro Lanzafame, autore di un campionato stratosferico col Bari di Conte in B e di un campionato lodevole col Parma di Guidolin in A. Proprio a Parma il giovane Lanzafame vorrebbe restare, ma è costretto ad attendere le decisioni di Zamparini e Marotta. Si andrà alle buste, questo è certo. Troppa distanza tra valore dichiarato, valore visto (dalla Juve) e valore decretato (da quel pazzoide di Zamparini). La Juve sta cercando un esterno, si parla di Krasic o Elia. Ma, se come penso, non ha realmente la possibilità di arrivare a uno dei due, perché non puntare sul ritorno di Lanzafame? Bettega si era interessato a lui già a gennaio e io, nel mio modestissimo ruolo di tifoso, avevo dato il mio assenso. Gioca da esterno di centrocampo o seconda punta, crossa e segna (poco, ma segna, chiedere a Buffon per informazioni). Sarebbe un acquisto economico e che in prospettiva potrebbe davvero far bene. Altrimenti sarebbe comunque una pedina importante da giocarsi in qualche trattativa (Udinese per Motta e Candreva, Bari o Genoa per Bonucci).

Su Criscito ho perso le speranze. Lui per Bonucci: mi sembra una scelta da piccola squadra. Moggi, se li avesse voluti entrambi, li avrebbe presi in due minuti. Rinunciare a Criscito, titolare della maglia azzurra, è un delitto. Visto che proprio in quel ruolo la Juve fatica a trovare una valida alternativa a De Ceglie. Chi crede alla favola Kolarov dovrebbe sciacquarsi la faccia e guardare la realtà: non ci sono i soldi per prenderlo e non possiamo competere con ManCity e Real Madrid. Purtroppo è così.

Palladino è invece una carta buona, da cedere completamente al Genoa più conguaglio per i due giovani nazionali (appunto Criscito e la metà di Bonucci). L’altra metà di Bonucci in forza al Bari andrebbe presa con conguaglio e Almiron più il prestito di qualche giovanotto (Immobile o Marrone). Su Marotta, fai il miracolo.

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Zalayeta, utilissimo nelle gestioni Lippi e Capello, potrebbe portare a casa qualche milioncino di euro, da spartire col Napoli. Giusto per pagare un terzo dello stipendio a Poulsen, intenzionato a restare a Torino. Ti credo, chi dovrebbe pagargli quello stipendio? E chi offrirebbe 8 milioni di euro alla Juve? Mica tutti si chiamano Ranieri e Secco, accidenti a loro! Analogo discorso per Paolucci: via e monetizzare.

Storari è praticamente della Juve. Ma devono spiegargli che le cose a Torino sono cambiate. Si è presentato con una frase paurosa: “Possiamo lottare per grandi traguardi”. Mi dovrebbe spiegare quali e se sa che Buffon rientrerà in campo a Febbraio 2011.

Capitolo Tiago. Molinaro è stato ceduto, lui ancora no. La doppietta alla Corea non fa testo, o almeno potrebbe farlo solo spillando qualche centinaia di euro in più all’Atletico Madrid. Rientrare alla base non avrebbe senso. Di Tiago però mi piace sottolineare quanto detto in lungo e in largo nei vari blog:

Sono stato subito al centro delle critiche senza che nessuno mi avesse mai visto e a ottobre avevo già chiesto di andare via. Ha funzionato soltanto con i compagni, spettacolari: Camoranesi, Chiellini. La società? So che è cambiata e spero che ora difenda i giocatori in difficoltà, soprattutto quelli che arrivano dall’estero senza conoscere il vostro calcio.

Sfido chiunque a dargli torto su queste riflessioni. Caro Mendes Cardozo, che dirti. Diciamo che le cazzate sono da dividere equamente fra te, Secco e Ranieri. D’accordo così?

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Ciao ciao Tiago, buona fortuna!

Tiago è partito. E’ ufficiale il suo passaggio all’Atletico Madrid e per la Juve inizia la ripresa.

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Questo è un giocatore che mi piace e che mi piaceva. Probabilmente in Spagna troverà un ritmo migliore e magari riuscirà a riprendersi. E’ il mio augurio. Però alla Juve non serve. O meglio, non è servito.

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Uno degli acquisti più sfortunati e con la Serie A può sempre capitare. Anche con la Juve può capitare, l’ambiente non è semplice e anche il periodo non è stato il migliore per Tiago.

Ora non resta che trovare spazio per Poulsen, chiaramente su qualche aereo, non certo in campo. Far rientrare qualcuno, magari qualche giovane, cedere qualche altro cadavere e provare a rimescolare le carte per costruire una rosa finalmente all’altezza. Per vincere? No, per cercare di vincere. Sono due cose differenti e la faccia di Bettega contro il Parma mi ha dato ulteriore conferma di questo mio convincimento. Nel frattempo, Bobby Gol è riuscito in appena pochi giorni a fare quello che in tre anni Blanc e Secco non erano riusciti a combinare.

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