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Tag: tnas (pagina 1 di 2)

Calcioscommesse: in dubbio pro reo, tranne se c’è la Juve

E siamo ai saluti finali. Buona estate a Stefano Palazzi che ha scoperto il suo bluff: senza la Juve di mezzo, con paletta e secchiello, con minuziosità, le prove scompaiono e i verdetti si ammorbidiscono a seconda della direttiva che arriva dal Palazzo.

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Buona estate pure a Di Martino, il finto procuratore che fa finta di arrabbiarsi, facendo finta di aver veramente lavorato muovendosi nella direzione “La Giustizia è Uguale per Tutti”.

Buona estate alla FIGC e alla Lega Calcio. In quest’ultima, auguriamo una serena estate al VicePresidente Galliani, ai Consiglieri Cellino, De Laurentiis, Lotito e Pulvirenti. Bel lavoro ragazzi, grazie al supporto di RCS e di certi media.

Buona estate a Stefano Mauri: sei mesi di vacanza, Lazio salvata e poi potrà rientrare con la fascia di capitano biancoceleste. Ricordo Del Piero, oggi guardo Buffon e Marchisio: ognuno ha il capitano che si merita.

E buona estate a tutti quelli che hanno scritto e sciorinato opinioni e giudizi su questo secondo filone del Calcioscommesse. Anche oggi Gazzetta e Corriere hanno tentato di infilar dentro a un discorso vuoto e vergognoso il solito nome roboante: quello di Antonio Conte. Speriamo che il Mister abbia letto tutto, così la dose di incazzatura e fame aumenta e ne vedremo delle belle in questo 2013/2014.

Auguroni a tutti i tifosi che ancora oggi scrivono anatemi contro la Juve, contro Conte e perfino contro Leonardo Bonucci. Ciechi o, peggio, sordi o, più semplicemente, corrotti nella coscienza e nell’intelligenza, più di chi finora ha agito con i poteri conferitogli da uno Stato che sta interrogandosi se un pregiudicato, peraltro proprietario di una squadra di Serie A, può indire nuove elezioni come se nulla fosse o minacciare l’intera democrazia. Forse deve funzionare proprio così in Italia.

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E se siete arrivati a leggere fin qui, sperando di vedervi uniti in questi auguri, permetteteci di scrivere due righe sull’annosa vicenda Scommessopoli.

Dal giustizialismo antibianconero al garantismo: cosa è cambiato?

Cosa è cambiato dall’anno scorso quando l’ondata giustizialista aveva quasi demolito Antonio Conte, sottovalutandone la forza interiore e la classe immensa di quello che prima di essere il miglior allenatore italiano è uno dei pochi uomini rimasti in questo schifo di Paese?

Cosa è cambiato, quest’anno, con questo strano senso di garantismo? Vien quasi da pensare che qui stavolta le prove c’erano, c’erano tutte e pure pesanti. E siccome a essere tirati in ballo sono società che hanno un certo peso nelle istituzioni, allora val la pena di metterci l’ennesimo mattone sopra e si guarda avanti. Con Inter, Milan, Genoa e Roma tirate via dalle indagini nonostante gli agganci negli interrogatori e qualche tassello molto chiaro che tirava tutte le squadre in ballo.

Parola d’ordine: derubricare. Dal carcere al campo di gioco, come se nulla fosse, con una naturalezza talmente surreale che nessuno ha mai alzato la voce per chiedere un chiarimento. Forse perché di chiaro qui non c’è nulla.

Chi conosce il reale numero di sentenze confermate dal TNAS nei recenti e soli 12 mesi? Il numero è 5. 5 su 63. Percentuale a parte, questo è il lavoro trasparente di Stefano Palazzi che ha visto demolire e che ha demolito il suo stesso lavoro. Il pane è pane e anche lui tiene famiglia, quindi va capita la sua condotta.

Abete in silenzio, lui che probabilmente avrà promosso se non già avviato molti di quei procedimenti che Palazzi ha brillantemente indirizzato per compiacere gli amici, e i padroni. Tutto il calcio che conta in silenzio, ammesso che conti davvero quel calcio.

E allora, a tutti voi, ripetiamo: buona estate. Fra un po’ di settimane si riparte ufficialmente: noi contro tutti voi. Che la Storia ci sia amica e permetta l’attuazione di una regola fondamentale di natura: i forti vincono. E gli altri emettono sentenze fasulle, almeno in Italia.

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Perché il Napoli non ha ragione

Prima che la Corte faccia le sue valutazioni, ammesso che tali risultino agli occhi della logica più elementare e civile, chiariamo un punto su cui si è fatta volontariamente una confusione che giova solo a chi della polemica è padrone e tifoso.

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Il Napoli non può che avere torto a difendere i propri giocatori. La questione è semplice e quindi andiamo per gradi.

Tutto parte da Gianello, primo o secondo o terzo portiere del Napoli (poco importa), che sostanzialmente rivela alcune informazioni sulle combine. Combine che forse coinvolgono le partite del Napoli e per le quali Grava e Cannavaro sono stati chiamati in causa. Ed ecco l’inghippo.

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Primo: devono essere verificate le testimonianze di Gianello. Secondo: purtroppo la legge è legge e le Società pagano anche le colpe dei singoli. Terzo: Gianello non ha mai detto che Cannavaro e Grava hanno truccato partite, ma che erano stati messi al corrente che esisteva la possibilità di farlo. Anzi: a Cannavaro e Grava, dice Gianello, era stato proprio offerto di partecipare alla combine e loro hanno rifiutato. Questi sono i fatti.

Ora, un plauso a Cannavaro e Grava per l’onestà, ma è proprio qui il punto dolente: sapevano e non hanno denunciato.

Facciamo un passo indietro. Nell’affare Conte nessuno ha mai detto che Conte sapeva, né che a Conte era stata proposta una combine. Anzi, dagli interrogatori emerge una figura di un Conte che se solo avesse avuto il sospetto di combine avrebbe appeso al muro i propri giocatori. Emergono anzi discorsi improntati alla grinta, alla ricerca della vittoria. Conte non sapeva e poteva non sapere, a dispetto di una strana teoria mai provata e che vale solo per Conte in questo fantoccio di processo chiamato Calcioscommesse.

Restiamo perciò curiosi nel leggere la sentenza di secondo grado, convinti che con le carte in mano il Napoli potrebbe ridurre drasticamente la squalifica dei propri giocatori solo davanti al TNAS. E sarebbe clamoroso visto come si sono comportati con Conte. Equilibrio cercasi…

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La posizione sub-apicale di Alessio: Kamasutra?

E va bene che il povero Alessio è offuscato dalla personalità di Conte.

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E va bene che a Catania non ha tirato fuori il carattere per rispondere all’ignobile attacco dei giornalisti.

E va bene che ha avuto la sfortuna di trovarsi in panchina nella serata della perdita dell’imbattibilità.

Va bene tutto, ma vogliamo dire che se la squalifica di Conte è una vergogna per la Giustizia sportiva, come di  fatto lo è, la squalifica di Alessio è addirittura allucinante?

Fa meno notizia, d’accordo, ma da un punto di vista morale le persone vanno trattate tutto nello stesso modo.

Alessio, mai interrogato, ha subito la Giustizia sportiva in maniera “automatica”, per il semplice fatto di essere stato il secondo di Conte a Siena.

La squalifica è stata allucinante.

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Le motivazioni alla sentenza del Tnas di più.

Al Collegio appare eccessiva, a fronte delle violazioni di cui il sig. Alessio è stato ritenuto responsabile, la sanzione inflittagli dalla CGF, pur in riduzione di più gravosa misura imposta in prime cure. A tale conclusione il Collegio è indotto considerando la posizione sub-apicale del sig. Alessio nell’organigramma tecnico del Siena, nonché esigenze di riequilibrio della sanzione da infliggere all’odierno Ricorrente rispetto alle sanzioni irrogate ad altri soggetti sanzionati per la medesima violazione in relazione agli stessi fatti.” “Al Collegio appare eccessiva, a fronte delle violazioni di cui il sig. Alessio è stato ritenuto responsabile, la sanzione inflittagli dalla CGF, pur in riduzione di più gravosa misura imposta in prime cure. A tale conclusione il Collegio è indotto considerando la posizione sub-apicale del sig. Alessio nell’organigramma tecnico del Siena, nonché esigenze di riequilibrio della sanzione da infliggere all’odierno Ricorrente rispetto alle sanzioni irrogate ad altri soggetti sanzionati per la medesima violazione in relazione agli stessi fatti.

La posizione sub-apicale di Alessio non ha niente a vedere con il Kamasutra.

È solo un modo di dire per indicare che era il vice allenatore.

Ma potrebbe anche essere effettivamente una posizione del Kamasutra.

Difatti, a causa di quella posizione, l’ha preso in   – - – -.

Perché così funziona la Giustizia sportiva.

La cui riforma non può più essere rimandata dopo la pubblicazione delle motivazioni del Tnas.

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Il “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza”: le motivazioni del Tnas per Conte

Sono state pubblicate le motivazioni del Tnas relative alla conferma della condanna a Conte per omessa denuncia relativa ad Albinoleffe-Siena e la contemporanea riduzione della squalifica a 4 mesi. Idem per quanto riguarda Alessio.

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La frase che fa gelare il sangue e compare più volte all’interno delle motivazioni riassume da sola le ragioni per cui è giunto il momento di riformare un sistema marcio come quello dell’attuale (in)giustizia sportiva: “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni più ragionevole dubbio”.

Conte è stato condannato senza prove certe, ma solo in termini probabilistici (o soggettivi) è stato ritenuto colpevole. Questo perché con l’attuale giustizia sportiva non è necessario avere la certezza della colpa di una persona per condannarla. E fa niente se lo stesso Tnas qualche giorno fa nel prosciogliere l’ex giocatore del Novara Gheller dalla condanna di omessa denuncia (sempre basata sulle accuse di Carobbio), abbia deciso di venir meno giustamente a questo principio ignobile, assolvendo il giocatore dato che non esistevano prove contro di lui, ma solo la parola appunto di Carobbio, detto Pippo da chi ha svolto le indagini.

Con Conte no. Con Conte hanno anche voluto (e dovuto) scrivere dei motivi per la sua condanna.
Innanzitutto la squalifica viene ridotta perché il Tnas ha ritenuto vero che Mastronunzio fosse infortunato e non messo fuori rosa da Conte perché contrario alla combine, come invece era stato scritto nelle motivazioni precedenti.

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Per il resto ci si attacca ancora alla veridicità delle accuse di Carobbio. Lo stesso Tnas scrive che “pur prendendo atto di alcune contraddizioni in cui è incorso il teste (cioè Carobbio, ndr) nelle diverse deposizioni, non ritiene che le dichiarazioni rese da quest’ultimo siano il frutto di un accanimento perpetrato da questi a danno del Conte”. Quindi il Tnas ammette che spesso Carobbio si contraddice, ma nel caso di Albinoleffe-Siena avrebbe detto il vero. A favore di questa versione di Carobbio, che dunque lo rende attendibile ai giudici in questa occasione, c’è l’interrogatorio di Stellini datato 29 luglio 2012 in cui l’ex collaboratore di Conte ammette la combine della partita contro l’Albinoleffe. Ma Stellini, diversamente da Carobbio, non dice mai che Conte era a conoscenza del fatto. I giudici lo fanno notare, ma scrivono anche che sarebbe comunque superfluo chiederglielo. Questo perché ritengono improbabile che Conte non sapesse le azioni di uno dei suoi collaboratori (ecco l’intramontabile “non poteva non sapere” che vale solo per Conte e non, ad esempio, per Mondonico in una situazione identica), mentre è credibile che non potesse conoscere le azioni di tutti i suoi giocatori (quindi anche di Carobbio).
Stellini viene utilizzato come scusa per confermare Carobbio in pratica. Ma tutto in via probabilistica, qui vige il “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni più ragionevole dubbio”. Ci dicono che “in via presuntiva […] tra le due ipotesi (cioè che Conte sapesse o meno, ndr) l’una appare più probabile e plausibile dell’altra”.

Ma è a questo punto che le motivazioni ci regalano il colpo di scena finale, uno spettacolo pirotecnico in onore delle probabilità, dell’aleatorio, e dell’assenza di ogni ragionevole dubbio.
Ricordano ancora che non è necessario chiedere a Stellini se Conte fosse o meno a conoscenza dell’illecito ai tempi del Siena, sarebbe “superfluo” anche se Stellini scagionasse Conte. Questo perché, secondo il Tnas, Conte sarebbe venuto a conoscenza delle azioni illecite di Stellini a Siena nel marzo 2012 e quindi sarebbe dovuto andare a denunciare il fatto:
“come ammesso dalla stessa difesa di Conte, quest’ultimo avrebbe avuto conoscenza dell’illeccito accaduto in data 08 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata 29 luglio 2012. Ne discende che il sig. Conte, anche a voler seguire la tesi sostenuta dalla difesa del medesimo, avrebbe omesso di denunciare, ai sensi dell’art.7, comma 7, il fatto illecito una volta venutone a conoscenza, cioè, quanto meno, a far data dal giorno 08 marzo 2012”.
Quindi, secondo il Tnas, è inutile chiedere a Stellini se Conte sapesse o meno perché la sua confessione è avvenuta a luglio, mentre Conte aveva scoperto tutto da marzo e avrebbe dovuto denunciare. Ammettendo che questo possa essere vero, ma ve lo immaginate come sarebbe stato accolto Conte a denunciare nel pieno delle indagini a marzo? Sarebbe stato ritenuto lui stesso colpevole, semplicemente, e non solo di omessa denuncia ma anche di illecito. Sarebbe stato visto come un tentativo disperato e mal riuscito di tirarsi fuori dalle sabbie mobili una volta fiutata l’aria che tirava.
La confessione di Stellini a luglio serve solo a rafforzare l’attendibilità di Carobbio su quella partita sostanzialmente per il Tnas, quindi anche le sue accuse a Conte. E fa niente se in altre occasioni (ad esempio il caso Gheller o semplicemente la partita contro il Novara per la quale era stato accusato Conte per la famosa riunione tecnica) Carobbio sia stato ritenuto non credibile, o più semplicemente bugiardo, anzi calunniatore.

Per condannare Conte basta meno, basta basarsi su ciò che viene ritenuto soggettivamente più probabile perché vige il “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni più ragionevole dubbio” come ricorda più volte, quasi con orgoglio o forse per giustificarsi, anche il Tnas.

E poi non diteci che questo sistema non è marcio e non è da rifondare. Al di là delle fede calcistica che uno può avere, infatti, in casi come questo a perdere sono solo la Giustizia e la Verità.

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Varriale ha detto che Palazzi ha lavorato bene: ora siamo tutti più tranquilli!

Io pago il canone della RAI. Mi hanno educato in famiglia a far così.

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Ho un’età per cui la televisione l’ho vista nascere, crescere, prendere colore, arrivare a quella attuale. Quella dove è difficile ascoltare un Telegiornale serio, quella dove esistono il Grande fratello, l’Isola dei famosi, i programmi della De Filippi ed amenità del genere. La TV dove tutti parlano di tutto e più l’argomento è tragico o scabroso più i giornalisti ci affondano le mani per fare audience. Sfruttando la parte meno nobile dell’animo umano. TV pattumiera.

Mi rifugio in Piero Angela e nei programmi sportivi.

Ma i programmi della RAI di Valenti, De Laurentiis, Martellini, Pizzul non esistono più.

Ora mi ritrovo a vedere partite della RAI, quelle che pago con il canone, dove in una postazione fanno la telecronaca un dipendente RAI ed un esperto esterno, in un’altra commentano un altro dipendente RAI ed un altro esperto esterno, a bordo campo, vicino alle panchine, mi ritrovo un certo Varriale ad osservare se gli allenatori si tolgono con le mani le caccole dal naso. Li pago tutti, anche Varriale.

Poi ci sono i tecnici addetti al suono, alle immagini, ecc.  che non compaiono in televisione. E magari quelli li pago volentieri. Ma 3 giornalisti (altro stipendio rispetto ai tecnici) e 2 esperti esterni per una partita, non vedo perché io debba pagarli. E se tra questi c’è Varriale, meno che meno. E poi magari ogni anno mi chiedono l’aumento del canone. E io, fesso, pago. Perché mi hanno educato così.

Chi è Varriale?

Si  riconosce subito. È quello simpatico, ma tanto simpatico, ma così simpatico che ogni tanto qualche allenatore o qualche calciatore lo manda a quel paese in diretta (vero Zenga?).

Immaginatelo con il grembiulino ed il fiocco delle elementari e vi trovate di fronte l’immagine del compagno di classe, insopportabile, che vuole sempre mettersi in mostra, che parla sempre e fuori luogo, che fa anche la spia alla maestra.

È napoletano. È tifoso del Napoli. A Pechino (Supercoppa) ha soggiornato, dopo regolare permesso richiesto alla RAI, nell’hotel extra lusso del Napoli. Tutto regolare? No, perché poi durante la partita tifava in diretta Napoli. E io gli pago lo stipendio.

Domenica 7 ottobre, mentre in televisione intervistava Abete, ossequiandolo come si conviene ad uno come lui quando ha a che fare con un uomo di potere, nel chiedere se erano in previsione modifiche all’ordinamento della Giustizia sportiva, si è lanciato in una sentenza definitiva : “PALAZZI HA LAVORATO BENE”.

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Perbacco, e noi coglioni che credevamo che ne avesse combinate di tutti i colori, Palazzi. Invece no, Varriale ci ha rassicurato che Palazzi ha lavorato bene. Ora siamo tutti più tranquilli.

Palazzi che è pappa e ciccia con Pippo Carobbio.

Palazzi che voleva tener fermo per più di tre anni Bonucci.

Palazzi che guarda le partite allo stadio in compagnia di Galliani.

Palazzi che manda in prescrizione gli illeciti dell’Inter.

Palazzi che istiga gli indagati a fare nomi grossi, promettendo in cambio sconti extra.

Palazzi che ha detto che Conte sapeva degli accordi tra i calciatori ma poi li spronava a vincere.

Palazzi che deferisce Conte per aver detto che in Procura Federale Carobbio è chiamato amichevolmente Pippo.

Palazzi che non deferì Moratti che lo chiamò “stupido”.

Tranquilli, Palazzi ha lavorato bene.

Lo ha detto Varriale.

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Le spiegazioni di Antonio Conte a sua figlia

L’uomo con gli occhi da tigre, il condottiero degli invincibili, il leone rinchiuso nei box delle tribune ha già urlato la sua innocenza nella conferenza tenuta nella sala stampa dello Juventus Stadium.

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Ha anche attaccato al cuore la Giustizia Sportiva, scuotendola dalle fondamenta:

il patteggiamento è un ricatto; Pippo, non Filippo, Pippo è pappa e ciccia con gli uomini della Procura Federale; in Procura spingono a fare nomi, i più grossi possibili, in cambio di sconti sulle sanzioni.

Antonio Conte ha spiegato al mondo intero le sue ragioni, il suo dolore e la sua rabbia.

Prendendosi il relativo deferimento di Palazzi che invece non si è accorto delle parole di Zeman su Abete e dello “stupido” datogli da Moratti.

Ma prima di tutto deve spiegare a sua figlia.

Prima di essere il condottiero della Juventus è un papà.

La Giustizia sportiva (giustizia?) nella fretta delle decisioni legate ad interessi economici enormi se non ad altri interessi addirittura illeciti, non ha pensato a questo “trascurabilissimo” particolare, al quale già aveva accennato Di Vaio quando disse “Io voglio risposte immediate dalla Giustizia sportiva, perché questa sera devo parlare con mia figlia”.

Oltre che sull’animo degli adulti, la Giustizia sportiva passa sopra anche all’animo dei bambini sicuramente innocenti. Con danni incalcolabili.

L’omessa denuncia è un’invenzione della Giustizia sportiva che non trova riscontro in nessuna Giustizia ordinaria. Il processo senza contraddittorio è un processo sbilanciato, senza possibilità di difesa (vogliamo parlare di Alessio, mai ascoltato e condannato?). I pentiti credibili sono considerati persone più affidabili di indagati contro i quali non c’è altra prova che la parola del pentito.

L’Ingiustizia sportiva, che può distruggere una carriera, che può segnare indelebilmente la vita di un uomo, si abbatte senza remore anche sulla sensibilità di anime incontaminate come quelle dei bambini.

La Giustizia sportiva va modificata, ma nel senso che va riformata dalle basi, affinché possa essere giusta e credibile.

Non è più possibile condannare senza prove . Non si può condannare per omessa denuncia solo perché non si trovano altri metodi per combattere i disonesti. In questo modo si colpiscono, forse tra molti colpevoli, anche gli innocenti. E questo è inaccettabile.

In dubio pro reo.

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Condannato perché colpevole oltre qualsiasi ragionevole dubbio.

Concetti che non appartengono alla Giustizia sportiva.

Non vogliamo nemmeno entrare nel merito dell’innocenza di Conte, secondo i canoni della Giustizia sportiva: da un patteggiamento di 3 mesi  ad una richiesta di 15 ed una condanna di 10 per due omesse denunce; da una condanna di 10 mesi per una sola omessa denuncia ad una sentenza definitiva di 4 mesi. Quanta poca credibilità in questi numeri! Condannato perché “non poteva non sapere”. Senza prove.

Noi crediamo che Conte effettivamente non sapesse.

Ma anche se avesse percepito qualcosa di strano, secondo la Giustizia sportiva avrebbe dovuto denunciare i suoi giocatori sapendo che poi il Siena, la squadra che si era affidata a lui, ne avrebbe pagato le conseguenze per la famigerata “responsabilità oggettiva”?  Avrebbe smesso di allenare. Ma veramente la Giustizia sportiva pretende una cosa di questo genere? Ma in che mondo vive o vuole vivere la Giustizia sportiva? In un mondo irreale?

Ma Farina del Gubbio l’ha fatto. Con il massimo rispetto, ma chi è Farina? Cosa ci ha perso nel farlo? Ci ha solo guadagnato premi vari e l’imperitura riconoscenza di Abete che gli ha garantito in qualsiasi momento un appoggio della FIGC.

Maradona ci ha vinto un mondiale segnando un goal di mano. E nessuno gli ha mai dato del ladro.

Conte invece è colpevole per omessa denuncia.

Ma torniamo al problema di un papà che deve parlare con sua figlia.

Mamma e papà l’avranno certo protetta e rassicurata, e le fotografie “rubate” dal box di Siena che la ritraggono mentre riceve il bacio di Antonio prima della partita ci rasserenano in merito. Ma verrà un giorno che papà dovrà spiegare  tutto alla figlia diventata ormai abbastanza grande per capire.

E spiegherà che nel mondo esistono persone che si guadagnano la vita onestamente, altre meno. Che un suo giocatore del Siena  che si chiama Pippo Carobbio non se la guadagnava onestamente. Si vendeva le partite. Vistosi scoperto e sentitosi dire che, se avesse denunciato qualche personaggio molto importante, avrebbe avuto un notevole sconto sulla pena da pagare, Pippo non trovò di meglio che tirare in ballo Conte visto che non c’era nessuno più importante di lui: allenatore della Juventus imbattuta e Campione d’Italia. Disse che Conte non si era venduto nessuna partita (e ti credo, portò il Siena dalla B in A) ma sapeva che lui, Pippo, le vendeva.

Senza prove, anzi solo con prove a suo favore, Conte fu comunque condannato a non sedersi in panchina per 4 lunghissimi mesi.

Spiegherà che “brave persone” sono Palazzi e i Giudici. E chi sono Abete e Petrucci.

E spiegherà che l’avvocato Briamonte della Juventus lo “consigliò” per il bene (a suo dire) della Juventus di patteggiare perché tanto lo avrebbero comunque condannato, per come era gestita la Giustizia sportiva, e in quel modo avrebbe avuto meno mesi di squalifica. Sbagliò ad accettare il consiglio perché la sua dignità doveva essere più importante della Juventus, questo sì, ma accettò la richiesta dei patteggiamento senza ammissione di colpa. Come dire chiedo il patteggiamento solo perché è un ricatto. Fortunatamente i giudici non accettarono il patteggiamento e l’avvocato Briamonte fu costretto ad abbandonare la Juventus.

Questo spiegherà alla figlia.

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In panchina torna Alessio: squalifica ridotta

La recupera i pezzi. In panchina già contro il Napoli potrebbe finire Angelo Alessio, braccio destro di Antonio Conte, già campione d’Italia con la Juve lo scorso anno e invischiato nella vicenda Scommessopoli per l’imbattibilità cui ha contribuito col suo lavoro sul campo.

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E’ chiaro come la riduzione della squalifica confermi la farsa comminata alla Juve. Se per Conte vale il discorso delle non prove, per Alessio potrebbe valere il discorso “ma perché sono stato tirato in ballo?”. Come nei migliori paesi del quarto o quinto mondo il povero Alessio ha più volte fatto la domanda a cui la FIGC non ha saputo rispondere: “Intanto ti becchi la squalifica, poi ne parliamo con calma”.

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Ecco il comunicato ufficiale:

Il TNAS comunica che, in relazione alla controversia A.Alessio/FIGC, il Collegio Arbitrale (Prof.Avv. Luigi Fumagalli (Presidente), Prof. Avv. Luca Di Nella e Avv. Enrico De Giovanni) ha respinto la domanda principale formulata da Angelo Alessio, mentre in parziale accoglimento della domanda subordinata formulata gli ha inflitto la sanzione della squalifica sino al 15 ottobre 2012.

A nostro avviso un altro episodio squallido che fa male al sistema Italia.

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TNAS e Conte: quelle prime pagine false come Giuda

A leggere oggi i giornali si capisce quale sia la vera sostanza della vicenda Conte nel Calcioscommesse. Per prima cosa sottolineiamo come l’ennesimo grande scandalo italiano sia stato insabbiato, coperto, non indagato, ignorato, perseverato e avallato. Lo scandalo delle scommesse non è mai stato portato alla luce: né dalle TV, né dai giornali. Palazzi & Complici hanno saputo ottimamente sviare l’informazione verso altri lidi. Conte è semplicemente quello a maggiore attrazione, mediatica e non solo.

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Il vero scandalo, quello che avrebbe coinvolto Milan e Inter con la confessione degli zingari, è già stato risolto in una pacca sulle spalle. Chissà, intercettando Palazzi e qualche grosso dirigente magari avremmo potuto scoprire molte cose, ma ormai è andata come la vera storia di Farsopoli che per fortuna è stata raccontata da forum e blog coraggiosi.

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A leggere oggi le prime pagine dei giornali salta subito in mente una domandina: “Come sconto? O è innocente e deve essere assolto o è colpevole e forse non basterebbero 10 mesi!“. E’ un concetto talmente banale che gente come Galdi della Gazzetta o De Paola del CorSport non riescono proprio a pensare. Questo perché la malafede e soprattutto la loro fede calcistica impedisce al sangue di giungere al cervello per elaborare uno dei più antichi concetti civili: innocente o colpevole. La via di mezzo non esiste, se non nella mente bacata e rosicante di chi pensa che colpendo Conte si danneggi la Juventus. Piaccia o non piaccia, con Conte o senza Conte, la Juve è sempre quella che Conte ha in mente, ha costruito e ha allenato. Meglio di chiunque altro allenatore italiano ed europeo.

La storia dello sconto, forte o debole che sia, non sta in piedi. Ma Conte è colpevole o è innocente? Che razza di mestiere è quello di una persona che dovrebbe esercitare la Giustizia ragionando un tanto al chilo? Ma che vergogna stiamo esportando all’estero dove non ci stanno più capendo nulla, dove si chiedono come mai uno come Moratti che ha assoldato l’intelligence telefonica del Paese per fare i suoi porci comodi venga ancora intervistato a mo’ di servo-e-padrone?

Oggi si decide se scontare o meno la posizione di Conte. Più o meno la scena sarà la seguente: “Ok Antonio, fatti un altro po’ di partite fuori e poi rientri”. Il perché non verrà spiegato, anche se conoscono tutti la risposta, il come non verrà mai appurato, il chi invece è ben stampato in tutte le menti degli italiani: la banda Abete-Petrucci-Palazzi colpisce ancora. Chi sarà il prossimo? Carrera o Vucinic?

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Mauri in campo, Conte nemmeno in tribuna?

Qualcuno ci spieghi qualcosa che non si spiega. Qualcuno ci dia una risposta su quanto sta accadendo in Italia. Nella vicenda del Calcioscommesse si capisce ben poco e anzi si capisce benissimo che l’obiettivo primario per la FIGC non è fare pulizia, ma limitare la Juve investendo tutte le energie sulla farsa che riguarda Antonio Conte.

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Durante gli highlights di ieri sera abbiamo assistito a un quasi gol di Mauri. Per carità, fintantoché non ci saranno prove certe sono tutti innocenti per quanto ci riguarda. Ma qui esiste un dubbio grosso: perché le indagini su Mauri non portano a una sua sospensione, mentre su Conte, per il quale ci sono prove di segno contrario, si insiste sul rifiuto della sospensiva?

Se Conte riuscisse a dimostrare – in che modo, francamente non lo sappiamo visto che lo ha già fatto in abbondanza – la sua estraneità, come si fa a spiegare la sua assenza dal campo in queste partite? Inoltre, proprio il fatto che tale allontanamento non ha prodotto i risultati sperati a Milano e Roma, non sarebbe il caso di restituire un protagonista alla scena calcistica europea? Che poi, a ben leggere, è proprio questo il motivo per cui il TNAS non accoglierà l’uso della logica e imporrà il delinquere perpetrato dalla FIGC e da Palazzi: evitare il risarcimento più che giusto a Conte e alla Juve.

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Domande che continueremo a porci e per le quali non otterremo risposta. Forse la otterremo il 2 ottobre quando la farsa sarà completa. Forse no, ma intanto Carrera ha volontariamente lanciato la provocazione:

Conte? Può stare benissimo a casa.

E allora Mauri in campo, Conte forse nemmeno in tribuna perché a Firenze se ne sono inventata un’altra. Siamo così in Italia, molto creativi e fantasiosi. Solo che usiamo queste due qualità nel modo sbagliato.

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Caso Conte: il rinvio è solo il tentativo di innervosire la Juve

E’ talmente idiota come situazione che ormai viene difficile pure parlarne. Figurarsi analizzarla tecnicamente. Il caso Conte viene rinviato al 2 ottobre, così intanto il tecnico salterà ulteriori partite.

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Questo continuo rinvio della decisione, fra imbecillità e incompetenza della FIGC e degli organi complici, nasconde il semplice e banale obiettivo di innervosire la Juve, visto che di indebolirla non se ne parla. La Juve senza Conte in panchina pare solo aver le gambe pesanti, non certo le idee o la voglia.

E forse la FIGC sta familiarizzando proprio con tale concetto: con Conte o senza Conte, è pur sempre vera Juve.

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Piaccia o non piaccia così è, e così sarà. La nostra speranza è che la squadra continui a giocare con questa voglia e con questa disciplina, sempre intenti a non far pesare l’assenza del tecnico più preparato d’Italia (e uno dei migliori al mondo).

Al comunicato viola sembra far eco l’organo che comanda il calcio italiano. Davvero la farsa deve continuare? Anche dopo che i giornali inglesi non hanno per nulla dato peso alla squalifica di Conte, anzi ribadendo come l’unica squadra italiana di stima è proprio la Juve? Anche dopo aver assistito all’ennesima impresa, o semplicemente il normale lavoro per la Juve di Conte?

Perché privare i bianconeri del loro condottiero? Perché in Europe League Mauri poteva scorazzare e Ranocchia indossare la maglia da calcio e Conte deve per forza sedere in tribuna?

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