Menu Chiudi

Tag: toni (pagina 1 di 3)

Juve mia, tira ancora una bruttissima aria

Dopo il precedente pezzo, dopo questo fine settimana di calcio, sento ancora di più l’odore acre dell’aria che tira in Italia. E non è sensazione, ma una somma di fatti piuttosto eloquenti.

Advertisment

Con un attaccante vero questa Juve avrebbe chiuso i conti già a fine gennaio. Tant’é, molti dicono sarà più bello godere alla fine. Ma questo non giustifica alcune cose.

Galliani ormai è ridiventato padrone di un po’ di tutto. Mentre Pistocchi fa le sue veci a MediasetPremium vaneggiando un regolamento che cambia in base al colore della maglia, in RAI va proprio il boss pelato e grassottello, con più di 60 anni (… orca boia, pare l’identikit di Mister X descritto dagli zingari: quello che comanda il calcio italiano). E non uno che accenni all’espulsione di Candreva, forse affrettata, forse non corretta visto che il giallo era più appropriato. Anzi uno c’è.

Si tratta di Braschi che celebra le prestazioni di Orsato e di Rizzoli. Come a dire: lo stipendio a casa devo portare, al mio capo devo ubbidire. E meno male che non hanno scatenato i vari cagnacci su Chiellini. Prova TV evitata per miracolo, solo perché i gesti violenti, dopo tre notti insonni della redazione di Sky, non si trovano nemmeno con le controfigure e un po’ di effetti speciali.

Si troverebbe invece il rigore su Lichtsteiner molto palese, ma non viene fatto rivedere. Così come viene mostrato al volo il fuorigioco di Toni che permette alla Viola di vincere 2-1 sul Chievo. Ma che bella Fiorentina – e lo dico pure io, perché considero Montella uno scalino sotto Conte. Già, che bella squadra, ma fosse capitato alla Juve? I moviolisti che avrebbero tirato fuori?

Advertisment

Totti intanto festeggia. E mai episodio fu più divertente: ancora su rigore. De Rossi viene toccato e va giù. E’ rigore. Ci può stare. Solo che a questo punto, per dovere di equilibrio mentale, ci spieghi Cesari perché quello di Licht non era rigore. De Paola sarà felicissimo: lo dicono tutti. Ma tutti chi?

A Catania va in scena il far west. Spintoni su spintoni, fallacci, manate: vietato tirar fuori il giallo. C’è la Juve la prossima e Pulvirenti avrà bisogno di tutti.

Intanto qualche TG spiega che i fattacci del San Paolo sono stati provocati da oltre 50 tifosi juventini. Accidenti: sono stati loro a tirare sassi contro il pullman bianconero e sono stati loro a esporre la maglia numero -39 inneggiante all’Heysel. Prendeteli e bruciateli in pubblica piazza, maledetti bianconeri.

In tutto questo casino mediatico resta il tempo di chiudere la trattativa per il passaggio di Vidal al Real Madrid, di Marchisio al Manchester United, di Chiellini al ManCity e di Conte al Chelsea. Più, dopo un’attenta analisi che paradossalmente potrebbe essere l’unica veritiera, la vendita di tutto l’attacco. Questo… per dovere di informazione.

P.S.

Comprato oggi il DVD di Catania-Inter? Un’impresa che rimarrà nella storia…

Advertisment

ESCLUSIVA IOJ: La vera storia di Berbatov e il caso Toni-Bendtner

Una sorta di salvezza per i media. Gli speciali di calciomercato in TV e i giornali di ieri e oggi hanno avuto il loro sfogo. Uno sfogo su cui costruire le solite filastrocche: “Juve scorretta”, “Juve arrogante”, “mancanza di lealtà”, bla bla bla

Advertisment

La vicenda Berbatov, già di per sé unica nella storia del calciomercato, ha fatto infuriare i dirigenti Viola. Ma occhio all’illusione: la realtà è che lo sfogo è servito a coprire le proprie manchevolezze dal punto di vista della trattativa. A firma avvenuta col Fulham, sentiti gli agenti FIFA, siamo in grado di ricostruire la storia di Berbatov. Con buona pace per chi usa questo argomento per attaccare, visto che sul campo non trovano il modo giusto per farlo, la Juventus.

Berbatov alla Fiorentina il 26 luglio?

La trattativa fra l’attaccante bulgaro e la Fiorentina nasce il 26 luglio. Più o meno un mese fa. A contattare la dirigenza del ManUTD sono i dirigenti Viola che vorrebbero piazzare un grande colpo per l’attacco e consegnarlo ai tifosi negli ultimi giorni di mercato. La solita manfrina per fare audience e spettacolo. Dovreste ricordare il caso Ibrahimovic-Juve: preso a marzo in gran segreto, Moggi fece finta di fare il miracolo negli ultimi minuti del mercato. Annunciando in un solo colpo Cannavaro (scambiato con Carini) e appunto Ibra. Con quella corsa conto il tempo finta l’ultimo giorno di mercato e il deposito del contratto a pochi minuti dalla chiusura delle porte. La scena che piace ai tifosi, la scena che piace ai giornali.

Berbatov: firmo, non firmo, vado, resto, scusi tornerò!

Berbatov: firmo, non firmo, vado, resto, scusi tornerò!

Torniamo a Berbatov. I primi contatti risalgono a fine luglio, quando si capisce che il Manchester farà almeno un grande colpo e quindi si priverà di uno degli esuberi in attacco. L’indiziato è proprio Berbatov che non gode più della stima di Ferguson: Sir Alex gli preferisce gente giovane. Arriva a ManUTD Robin Van Persie e allora basta attendere il momento buono. La Fiorentina piazza altri colpi, molto importanti e interessanti, e tiene a bagnomaria il bulgaro. Chiunque pratichi da tanti anni il calciomercato sa bene che un giocatore non lo si fa arrivare, ma lo si va a prendere. E non con un agente FIFA che potrebbe fare i propri interessi (e così accadrà anche stavolta), ma con un proprio dirigente che scorterà il ragazzo fino alla sede, fino al momento della firma. Un esempio? Il caso Figo degli anni ’90: preso dalla Juve e da Moggi, poi il buontempone riuscì a firmare un secondo contratto col Parma. Da allora Moggi non regalò più fiducia agli obiettivi di mercato e gli mise alle calcagna sempre un proprio uomo di fiducia. Negli ultimi tempi a fare da usciere e da autista fu Alessio Secco. Ma torniamo ancora alla Fiorentina.

Negli ultimi giorni di mercato ecco la telefonata. Accordo col ManUTD per una cifra intorno ai 5 milioni di euro, fax della fidejussione che parte regolarmente e arriva in Inghilterra la mattina dl 30 agosto, e telefonata con gli agenti per prenotare un volo privato. Scalo a Monaco di Baviera, atterraggio previsto a Firenze intorno alle 13:30. Siamo sicuri di questo programma perché a Firenze si smuove parte della Fiesole: è proprio questa parte della curva Fiesole a dar vita alla protesta delle 15:30 quando capiscono che nessun Berbatov arriverà a Firenze. Perché?

L’intromissione nella trattativa in realtà non è della Juve, come i giornali vogliono far credere, dimostrando la propria incompetenza (se ci arriviamo noi a queste informazioni…) e la propria malafede (a questo crediamo più di tutti), ma del Fulham. Al Fulham è arrivato infatti l’ex allenatore di Berbatov ai tempi del Tottenham e il ragazzo, avvertito a fine agosto, ha un tentennamento: meglio il Fulham col proprio mentore o alla Fiorentina? E qui inizia la pantomima. Berbatov ha un fortissimo ripensamento sull’aereo per Monaco quando gli arriva l’SMS del Fulham: contratto interessante e una maglia da assoluto protagonista. Arriva il “no” secco alla Fiorentina. Berbatov resta in aeroporto in attesa di una offerta ufficiale del Fulham che arriverà a breve. Nel frattempo un agente FIFA (di cui non faremo il nome, ma che avrete sicuramente visto in TV) avverte Marotta: “trattativa saltata coi Viola, Berbatov è libero”. Qui comincia il blitz di Marotta.

Il direttore generale bianconero telefona a sua volta a Andrea Agnelli per comunicare un nuovo obiettivo. Nella mattinata del 30 agosto era stato bloccato Bendtner: restava da parlare con Wegner che non avrebbe ostacolato la trattativa. L’agente di Bendtner intanto vola a Milano e il ragazzo segue a ruota. Ma Andrea Agnelli lo congela e dà il via libera per Berbatov. Questo è vero perché sarà proprio Andrea Agnelli a trovare l’accordo con Ferguson sul pagamento del bulgaro. Bulgaro che pare aver fatto il doppio gioco: sì al Fulham, sì all’offerta ufficiale della Juve di 1,8 milioni di euro.

Advertisment

Poi sapete benissimo come è andata a finire, con il ridicolo ripensamento dell’ultimo minuto quando Berbatov sa dell’interesse del Tottenham. La sua ex squadra è alla disperata ricerca di un attaccante di rilievo e sta pensando a lui. Nei minuti finali la spunta il Fulham.

Il comunicato Viola: l’incapacità di giustificare un fallimento

Dal 26 luglio al 30 agosto il tempo per chiudere la trattativa è lungo. Ma a voler tirare la corda si corre il rischio di spezzarla. Specie quando a condurre le danze sono dirigenti poco navigati ed esperti. Il comunicato di Della Valle è solo il tentativo, poi riuscito, di non rispondere ai propri tifosi. Come si fa infatti a giustificare un fallimento clamoroso?

Fallimento che troverebbe comunque una spiegazione. Molto più razionale quella di Mezzaroma, presidente del Siena, che proprio stamattina confessa:

Avevamo un accordo con Bendtner e con l’Arsenal. Ma poi è arrivata la Juve e contro il fascino dei bianconeri valgono a poco strette di mano e accordi telefonici. E’ la regola del calcio.

Per chi non lo sapesse Mezzaroma è tifoso, appunto, della Roma, quindi nessun sospetto sia di parte in questa vicenda. Solo che Mezzaroma ha deciso di usare il cervello: fra Fiorentina e Juve, fra Siena e Juve, la scelta appare davvero molto semplice. Quindi lo sfogo di Della Valle lascia il tempo che trova.

E’ solo l’ennesima conferma di come la Juve può essere usata e manipolata per raccontare una storia falsa e far cadere su questa le colpe proprie. La verità del caso Berbatov è soltanto una: l’inadeguatezza e la leggerezza della dirigenza Viola. Il ridicolo di annunciare qualcosa che ufficiale non è. La pazzia di mandare un aereo e non già un dirigente a prelevare il ragazzo. L’idiozia di considerare la Fiorentina al pari della Juve in quanto a fascino e palcoscenico. I primi sono errori di trattativa, l’ultimo è semplice un complesso di inferiorità sofferto da tutta Italia. Tutta l’Italia antijuventina. Se ne facciano una ragione.

Il caso Toni: il vero scippo

Non ripeteremo le parole di Mezzaroma: un briciolo di onestà intellettuale in un paese davvero in ginocchio sotto questo punto di vista. Più che altro c’è da chiedersi se Della Valle scriverà un altro comunicato per chiedere scusa proprio al Siena. Luca Toni, acquisto dell’ultimo minuto della Fiorentina dopo i numerosi due-di-picche ricevuti da attaccanti (Pozzi e Babel) e da squadre (Lazio per Kozac e Catania per Morimoto), stava infatti accasandosi al Siena quando la Fiorentina lo ha scippato ai bianconeri di Toscana: è l’unico furto.

Inoltre chiediamo a Della Valle un minimo di coerenza: quando i suoi tifosi canteranno a squarciagola cori contro l’Heysel e la Juve, allora Della Valle dovrebbe avere la decenza di scrivere un altro comunicato. Altrimenti abbia il coraggio di cantare anche lui: non ci stupiremmo. Ci creda, non stupiremmo!

Advertisment

IOJLIVE: le ultime del calciomercato 2012 in diretta

Ecco le ultime news sul calciomercato 2012. Ultimi 90 minuti, come una partita. Chi vorrà fare affari dovrà correre e parlare veloce, sperando di indovinare gli ultimi colpi. La Juve ha già fatto tutto, al più potrà cedere qualcuno e acquistare forse Peluso (bloccato in mattinata).

Advertisment

Di seguito tutte le notizie minuto dopo minuto. AGGIORNA IL LIVE

19:00 – Problemi con gli ultimi contratti: countdown errato e persone dentro anche dopo la chiusura ufficiale. Protesta di alcuni procuratori per una gestione errata dei tempi da parte della FIGC.

19:00 – Errore nel countdown della Federcalcio: ennesima bufala di un calcio che funziona davvero poco. Ultima ufficialità quella di Samassa al Chievo!

18:56 – Gilardino in prestito al Bologna dal Genoa. Ufficiale Boakye al Sassuolo. Come volevasi dimostrare il giovane bomber era legato all’affare Peluso.

18:53 – Di chi sarà l’ultimo colpo?

18:50 – Parla Bozzo: “Peluso sfumato”. La colpa è il mancato accordo Ziegler-Parma. La Juve dunque rinuncia all’ultimo colpo.

18:46 – Prima di Ziegler non si fa Peluso. O ora, o tutto rimandato a gennaio.

18:43 – Stop ufficiale per Peluso: l’Atalanta non lo cederà. Intanto Ziegler-Parma sarà risolta nei secondi finali.

18:40 – Fuori Bozzo dal box Juve, ma la faccia è negativa: Peluso sfuma definitivamente.

18:39 – Notizia non controllata: Ziegler al Parma in extremis?

18:38 – Bouy al Brescia. Il talento della Juve in prestito. Fa riflettere questa operazione dopo quanto detto e fatto da Corioni.

18:36 – Torna Rosina e va al Siena. Salta la doppia operazione Barreto-Pasquale dall’Udinese al Torino.

18:35 – Il Siena era vicinissimo a Toni, mentre poi la Fiorentina è intervenuta in extremis. Ci sarà un comunicato di scuse di Della Valle?

18:33 – Contratto da 4,5 milioni di euro per Cavani più una serie di bonus davvero ridicoli nella sostanza che verranno tutti messi a segno. Clausola altissima: può pagarla solo il PSG!

18:26 – Si attendono news dal box Juve, ma news non ne arrivano. Pare che il Palermo proponesse condizioni non soddisfacenti per Marotta e quindi affare che rischia di saltare. Senza l’uscita di Ziegler la Juve non può chiudere per Peluso.

18:23 – Luca Toni alla Fiorentina! Colpo a sorpresa dei Della Valle

18:20 – Arriva l’ufficialità dell’operazione Bendtner.

18:14 – Ramirez: dal Bologna al Southampton. Va via un altro talento dalla Serie A.

18:13 – Floccari resta alla Lazio: parola dell’agente. Mentre la Fiorentina pare alla finestra per la punta. Babel ormai è dell’Ajax: anche lui ha rifiutato il passaggio ai viola.

18:11 – Mancherebbero solo i documenti e le firme per quanto riguarda la girandola Ziegler-Peluso: mancano 49 minuti.

18:10 – Altro no secco del Catania alla Fiorentina: Morimoto non andrà a Firenze. Intromissione di Marotta?

18:08 – Ancora Tottenham e calcio estero: fatta per il portiere Lloris. Il club inglese sembra scatenato dopo l’affare Modric.

18:06 – Il Sion su Cacia: conferma di come sia forse sfumato Alex Del Piero, sempre più vicino al Sydney.

18:05 – Sarà Moutinho il rinforzo per il Tottenham. Teniamo sempre un occhio aperto riguardo la situazione di Llorente. La sensazione è che solo una mega offerta smuoverà il presidente del Bilbao.

18:00 – Borriello ha firmato: farà coppia con Immobile al Genoa.

Advertisment

17:58 – Beppe Bozzo nel box della Juve: si parla sicuramente di Peluso e allora quello di prima era un depistaggio. La Juve sta chiudendo Ziegler al Palermo e potrebbe davvero prendere l’esterno orobico.

17:56 – Sembra fatta per Gilardino al Bologna. Commento sarcastico di Vargas. E allora può sbloccarsi Gilardino al Genoa.

17:55 – Ryan Babel vicino al ritorno all’Ajax.

17:52 – Depositato il contratto di Boakye: va al Sassuolo e questa forse è una conferma al fatto che Peluso potrebbe sfumare.

17:50 – Trattativa avviatissima fra Marotta e Perinetti per Ziegler: si attendono novità positive a minuti.

17:48 – Arriva la conferma di Masi alla Pro Vercelli. Intanto zero conferme su Tottenham-Llorente. Eppure gli inglesi hanno il budget da spendere…

17:42 – Confermato l’interesse del Palermo: si tratta per un prestito, anche se la Juve preferirebbe una cessione definitiva.

17:40 – Irrompe Perinetti su Reto Ziegler: il Palermo cerca un terzino sinistro e la Juve non pone il veto sullo svizzero. Mancano poco più di 1 ora alla chiusura.

17:35 – Sembra definitivamente tramontata l’ipotesi di Quagliarella in Germania. Conte ha posto il veto, la Juve vuole cinque attaccanti e non ci sono i tempi per chiudere per un’altra punta.

17:32 – L’ex bianconero Marchionni, svincolato, sta trattando col Cesena.

17:32 – Maglia numero 9 per Berbatov, maglia bianca. Finita la telenovela più ridicola degli ultimi anni di mercato.

17:29 – Tre attaccanti cercano casa o la cambieranno: Gilardino prigioniero del Genoa, Borriello che non rimarrà a Roma e Floccari in attesa di news dalla Lazio.

17:27 – Rettifica del Presidente del Sydney: “vedremo Del Piero la prossima settimana, non ho mai detto che il giocatore ha già firmato”.

17:26 – Il Tottenham vira su Llorente. Prima offerta ufficiosa di 20 milioni di euro a cui si attende una risposta da parte dei baschi. Mentre filtra la voce di un preaccordo fra il bomber e la Juve per firmare a gennaio: subito per pochi milioni di euro, a giugno gratis!

17:25 – La Fiorentina ufficializza Tomovic dal Genoa, mentre Vargas compie il tragitto opposto.

17:24 – Marino e Marotta insieme. Sesto piano dell’Ata Hotel: parleranno di?

17:20 – Forse sarà Javi Garcia il nuovo centrocampista di Roberto Mancini. Il City ha avanzato un’offerta di quasi 30 milioni di euro al Benfica. Si attendono news circa questa operazione last minute.

17:20 – La Fiorentina sta cercando ancora una punta. Pochi minuti fa è arrivato un no definitivo da parte della Samp per Pozzi.

17: 19 – Poco prima delle 17:00 è stato ufficializzato il passaggio di Maicon al City.

17:14 – Il Napoli rinforza le fasce con l’acquisto di Mesto, pallino del tecnico Mazzarri.

17:12 – Per questioni esclusivamente di tempi, l’affare Ziegler rischia di saltare definitivamente. Allora lo svizzero rimarrà agli ordini di Conte almeno fino a gennaio e intanto potrà essere valutato come terza scelta sulla sinistra.

17:10 – Dall’estero rimbalza una clamorosa indiscrezione: Wallcot e Dzeko si dovrebbero scambiare le maglie. Entrambi erano nella lista dei desideri di Antonio Conte, evidentemente imprendibili per le cifre richieste.

17:10 – Ze Eduardo, che era del Milan prima dello sfogo di Allegri, è quasi del Siena: mancano gli ultimi i dettagli e il deposito del contratto.

17:07 - Dovrebbe essere fatta per Borriello al Genoa. Si tratterebbe di prestito. A questo punto via libera per Gilardino al Bologna: va a sostituire Di Vaio.

17:06 – Cessioni di giovani bianconeri: D’Elia al Venezia, Ilari al Salò, Maniero alla Ternana.

17:05 – Non si potrà fare Peluso alla Juve. Mancano i tempi tecnici per una tripla operazione che coinvolge la cessione di Ziegler (che potrebbe ancora avvenire) e l’acquisto del sostituto da parte di Pierpaolo Marino. Depistaggio o verità?

Advertisment

Conte: “non abbiamo ancora fatto niente”. Sicuro?

Antonio Conte da Dubai torna a macinare il solito ritornello. Un ritornello che ci ha portati sino a qui, cioè al primo posto in campionato. Strameritato, giocando il miglior calcio, con, addirittura, molte recriminazioni per non aver saputo chiudere alcune partite.

Advertisment

Ecco, con qualche rammarico. Addirittura!

Il punto interrogativo è esattamente la risposta che vorrei dare al mister Conte, uno che fino ad adesso ha giocato al meglio le carte che si è trovato in mano. Adesso col mercato invernale qualcosa si può ancora migliorare, qualcuno verrà definitivamente allontanato.

Di certo c’è che la Juve fino ad adesso ha costruito qualcosa di importante. Primo fra tutti uno spogliatoio granitico: ci hanno provato in mille modi, ma l’ambiente bianconero non si è nemmeno lesionato. E dire che i motivi c’erano tutti: l’utilizzo col contagocce della Bandiera Del Piero, le esclusioni ai limiti della decenza umana di Amauri, Iaquinta, Grosso e Marco Motta, il non utilizzo dei due titolari-d’estate Krasic ed Elia, il silenzio dignitosissimo di Luca Toni, il lentissimo recupero di Quagliarella (mai una parola fuori posto).

Advertisment

Di certo c’è che la Juve fin qui ha mostrato il più bel calcio della Serie A. I numeri stavolta sono davvero disarmanti. Possesso palla magistrale, giro palla veloce ed efficace, uso creativo del 4-5-1 che si è più volte trasformato in 3-5-2, in 4-3-3, in 4-4-1-1. Numero di occasioni create, media tiri in porta per partita, numero di giocatori mandati a rete.

Di certo c’è che grazie a Conte la Juve può contare davvero su un’idea di gioco. E chissà cosa potrà accadere con dei giocatori di primissima qualità.

Di certo c’è che grazie a Conte la Juve ha trovato una personalità che ha sorpreso tutti: tenace, combattiva, mai molle. Il dato delle zero sconfitte è illuminante, così come il fatto che fin qui nessun avversario ha ancora messo alle strette i bianconeri. Il predominio territoriale è stato sempre appannaggio della Juve.

Di certo c’è, ed è una sensazione diffusa, che la Juve non abbia ancora espresso completamente il suo potenziale. Detto di Krasic che andrà via, mancano all’appello il miglior Elia, il miglior Quagliarella e finalmente ritorna Vucinic. Con un rincalzo a centrocampo che permetterà a Marchisio e Vidal di non affaticarsi fino allo sfinimento (discorso che vale più per Marchisio, molto appannato nelle ultime partite).

Di certo c’è che al caldo di Dubai la Juve è tornata a correre. Veloce, con la grinta e la cattiveria giusta, con la mentalità concentrata. Perché è vero, in fondo, quello che dice conte: “ancora non abbiamo fatto niente!”. Ancora.

Advertisment

Pedine in uscita alla Juve: ora è ufficiale

Sotto a chi tocca. O, semplicemente, chi vuole se li prende.

Advertisment

In partenza per Dubai la Juve lascia a casa diversi uomini. Uomini che sono già ufficialmente sul mercato. Valutazioni a prezzo di saldo, ingaggi più o meno importanti. Gente che alla Juve non serve più, forse non è mai servita. Il che aumenta la rabbia dei tifosi, ovviamente.

Restano a Torino, in cerca di sistemazione presso altra società, in cinque:

Advertisment

  1. Amauri
  2. Grosso
  3. Motta
  4. Toni
  5. Iaquinta

Assenze pesanti, per nulla sorprendenti. Assenze che in realtà non dovevano essere tali se ad agosto questi signori non si fossero impuntati a rifiutare ogni destinazione. Come accaduto per Felipe Melo e Ziegler, tanto per intenderci.

Cinque sul mercato quindi, cioè cinque stipendi in meno. E che stipendi se consideriamo quelli di Iaquinta e Amauri.

Ceduti questi cinque, Marotta passerà a esaminare la posizione di altre pedine in bilico. Su tutti Krasic per il quale, voci non confermate, si parla di Turchia o addirittura Premier League. La Turchia garantirebbe un ritorno economico importante, mentre la Premier garantirebbe l’impostazione di uno scambio con qualche giocatore utile alla causa bianconera.

Advertisment

Calciomercato Juventus: a che punto siamo con le cessioni?

L’indice di salute di una squadra, si dice, è dato dal numero di cessioni effettuate nel mercato di gennaio. Una vecchia teoria di un vecchio teorico del calcio, quasi sempre azzeccata nel corso di questi anni.

Advertisment

Spiegazione: se una squadra cede molti pezzi della sua rosa a gennaio, allora vuol dire che l’allenatore ha trovato i perni della sua idea di gioco.

Praticamente quanto accaduto alla Juventus di Antonio Conte. E a gennaio le cessioni in casa bianconera saranno numerose per diversi fattori: ambientali (leggi Amauri, Iaquinta), tecnici (leggi Toni, Motta), opportunità tattica (leggi Pazienza, solo se dovesse arrivare un centrocampista, Marrone, solo se Conte decidesse di farlo maturare altrove). Oltre che economici.

Al di là della teoria prima esposta, che tale è e tale rimarrà, in realtà ai tifosi bianconeri interessa molto il concetto di bonifica-della-rosa-bianconera. Detto in altro modo: alcuni cadaveri e alcune zavorre sul bilancio verranno fatti fuori.

I nomi che più infastidiscono i tifosi, me per primo, sono i primi due sopra citati: Iaquinta e Amauri. Non necessariamente in questo ordine. Considero Iaquinta molto utile quando sta bene, ma appunto non sta mai bene. Più infermeria che campo. E considero entrambi questi giocatori la prima rovina della Juventus postCalciopoli: l’illusione più cocente di una pronta rinascita mai avvenuta, se non quest’anno con Conte al comando. Per colpa di Iaquinta e Amauri abbiamo dovuto rinunciare a Trezeguet. Per colpa loro e dei loro assurdi stipendi abbiamo forte dovuto rinunciare a qualche grosso giocatore, il tutto per far quadrare i conti (non che poi siano quadrati così come dicono).

Advertisment

Ma siamo agli sgoccioli. Entrambi verranno sbolognati da qualche parte.

Quanto al resto dei nomi, su Toni conservo sempre il rispetto per un giocatore che fin qui non ha mai creato problemi. Tenuto lì per il vecchio concetto del “non si sa mai”, in realtà Toni verrà ceduto per mancanza di spazio e di minutaggio. E al suo posto arriverà un altro attaccante, visto che il modulo tattico del futuro sarà sempre vicino al 3-5-2, nelle sue varianti magiche (4-5-1, 4-2-4, 4-4-2, 4-3-3).

Mentre su Marrone e Pazienza valgono i logici discorsi di opportunità e spazio. Spazio per il giovane Marrone che ha bisogno di giocare. Opportunità per il buon Pazienza, fin qui molto positivo, ma certamente la Juve sta pensando a una pedina di ben altra qualità in grado di dare il cambio ai tre tenori di centrocampo.

Resta poi da vedere il futuro di Krasic ed Elia, posto che Giaccherini, Pepe ed Estigarribia garantiscono una buona efficacia da qui alla fine dell’anno.

E noi attendiamo le lieti notizie.

Advertisment

5 motivi per cui la Juve è sulla buona strada

Ormai è diventato complicato scrivere di calcio. In Italia la cultura è talmente elevata che se di mezzo non c’è uno scandalo, una velina, un politico di turno… non c’è notizia. Così passa in secondo piano tutto: da un Marchisio stratosferico al ritorno alla vita di Cassano, dai giovanotti che stanno animando il campionato di Serie B a tante piccole belle iniziative italiane.

Advertisment

Advertisment

In ogni caso credo di poter raccogliere ben 5 motivi per cui la Juve sembra sulla strada giusta:

  1. i giocatori sono ormai ai limiti degli alcolisti, ci manca giusto un po’ di droga: prima la campagna contro Toni e la patente ritirata (quasi fosse il primo in Italia a vedersi ritirare la patente, mentre altri addirittura hanno dovuto ricorrere a falsificare documenti, ma… tant’é!) e ora almeno 10 giorni di news quotidiane sullo stato di salute di Vidal. Ultimo in ordine di tempo il quasi-editoriale di Isla dell’Udinese. Senza ferire nessuno, noi ci teniamo questo ubriacone ventiduenne che ha cambiato volto alla squadra di Conte. Ora ci tocca sentire i pipponi sul menu di pranzo e cena di Elia (l’unica cosa vera detta finora) e le mirabili traduzioni dal ceco antico all’italiano di Krasic in tribuna, il tutto per tentare, sempre fuori dal campo, di imbrigliare la banda juventina;
  2. gli editoriali dei vari Cerruti e Palombo, dei vari Suma e della redazione Mediaset ci confortano: Conte sta facendo un lavoro maestoso, lavoro cui si è arreso pure Arrigo Sacchi domenica pomeriggio nello studio di Callegari;
  3. commenti come questo (“non hai ancora capito che la Juve vincerà perché hanno deciso così?”) rendono ancora più merito al cammino della Juve: una volta le istituzioni ci sono a favore, una volta contro, una volta sono ostaggio, una volta siamo capocupolari, un’altra siamo vittime, altre ancora carnefici. Dipende sempre dal minuto in cui la stronzata viene detta. Il problema è che viene recepita come vera. Intanto Marchisio e Matri segnano, le altre seguono;
  4. casi come quelli di Quagliarella e Krasic e Del Piero prima venivano usati abilmente per destabilizzare un intero ambiente, creando il casino più totale nello spogliatoio. Invece quest’anno ci vorrebbero i carroarmati per stropicciare il gruppo creato da Conte. La vicenda Del Piero dimostra proprio il sapiente e delizioso lavoro politico di Andrea Agnelli e Conte: gioca chi dice il tecnico, gioca chi è più utile alla causa bianconera in quel preciso istante, in quel preciso ruolo;
  5. è sempre bello assistere alle supermoviole della RAI e di Mediaset, così come è sempre bello ascoltare i piagnistei di Galliani e Paolillo. Ora abbiamo un talento in più da sfoderare, tale Ranieri per il quale il vento è cambiato. E da mo’ che l’abbiamo capito noi, caro Claudio. Secondo noi è cambiato quando AntonioConteCapitano è andato a sedersi su una panchina per troppi anni nelle mani di gente indegna di quel ruolo, di quei colori. Ora finalmente i tasselli sono al posto giusto, compreso Ranieri.
Advertisment

Esuberi in casa Juve? La lista dei partenti

Troppi giorni senza calcio giocato e così l’attenzione è tutta rivolta verso il calciomercato.

Advertisment

Ancora lontani dalla data fatidica di inizio gennaio, quando le operazioni avranno ufficialmente il via, ecco nomi e cognomi di obiettivi, acquisti papabili, addirittura colpi già conclusi.

Advertisment

Per la maggiore si tratta di fumo negli occhi dei tifosi, notizie buone per riempire pagine dei giornali, ma nel caso dei bianconeri assume più interesse la possibile lista dei partenti.

Nella testa di Conte molti uomini non sono utili, altri non hanno la fiducia del tecnico. Sarebbe poco carino dividerli fra queste due categorie, per cui ci limitiamo a una lista unica. E facciamo notare come se Marotta riuscisse a piazzarli, per la Juve ciò si tradurrebbe in una boccata di ossigeno a livello numerico di rosa e a livello economico (fra ingaggi risparmiati e gli euro intascati).

Secondo i ben informati a poter lasciare la Juve a gennaio sono:

  1. Amauri, attaccante rilanciatosi a Parma dopo aver deluso tutti con la maglia della Juve, visti i numeri e le prestazioni negative. Il suo valore difficilmente potrà superare i 5 milioni di euro, a fronte pure di un ingaggio elevatissimo cui il giocatore non vuole rinunciare. Per il momento è fuori rosa, fuori dalla foto, fuori dagli allenamenti;
  2. Iaquinta, più presenze in infermeria che in campo. Anche per lui vale il concetto di ingaggio e soprattutto la discontinuità di rendimento. Sarà difficile piazzarlo al miglior offerente, ma per Conte risulta un peso;
  3. Toni, 33 anni, attaccante, partito ultimo nelle gerarchie di Conte e rimasto ultimo. Nessun tipo di utilizzo e sarebbe complicato mettere in panchina gente come Vucinic o Matri per fargli posto. L’impressione è che la Juve si sia voluta cautelare mantenendolo in rosa, ma adesso c’è forse spazio per una sua cessione;
  4. Marco Motta, il terzino destro rimpiazzato da Lichtsteiner. Voluto da Del Neri il giocatore non ha mai convinto, alternando cattive prestazioni con l’ex Grygera. Conte ha preteso lo svizzero e il cambio di marcia si vede, eccome se si vede. Bastano pochi euro per il giovane terzino, ma potrebbe rimanere per far panchina;
  5. Sorensen e Marrone, qui il discorso è nettamente diverso dagli altri in lista. Per loro vale un concetto di maturazione che difficilmente può avvenire agli ordini di Conte. Le gerarchie sono già stabilite e proprio i ruoli in cui potrebbero essere protagonisti vedono gente molto affidabile e di difficile scarso rendimento. Poche presenze e tanti allenamenti non bastano per maturare, per cui i due giovani bianconeri quasi sicuramente andranno in prestito in Serie A. Diverse squadre ne hanno già richiesto le prestazioni, vedremo cosa sceglieranno. Non sarà un addio;
  6. Elia e Krasic, i due punti interrogativi più grossi dell’attuale stagione. Il primo ha sulle gambe e sulla coscienza (volendo essere cattivi) i 45 minuti di Catania, dove però tutta la Juve non aveva brillato. Alla base delle sue assenze vi è forse un problema di regole non rispettate e di scarso impegno a imparare l’italiano e gli schemi di Conte. Verrà valutato. Così come verrà verificato il rendimento del serbo, elemento di indiscusso valore, ma la cui anarchia tattica stride con i dettami del tecnico leccese. Sono però i colpi in uscita che potrebbero produrre i maggiori introiti, questo verrà preso in considerazione solo in caso di obiettivi di mercato già a gennaio, altrimenti rimarranno in rosa nel tentativo di recuperarli pienamente.
Advertisment

Il 4-2-4 della Juve di Conte (con immagini)

Ore 16:50. Spengo tutto, una lattina di Coca-Cola e divano. Prima uscita stagionale della Juve: I M P E R D I B I L E.

Advertisment

Ore 15:00 della domenica successiva (ieri, nda): altra uscita della Juventus. Altra occasione per aprire una nuova lattina di Coca-Cola.

Per la prima volta l’uomo più atteso non ha giocato, almeno per quanto mi riguarda. Quando esordì a Bari mi divertivo a vedere lo speciale di RaiTre. Ora me lo posso godere dopo aver visto circa 300 sue partite con la maglia bianconera. Mi ero perso i primi due anni per motivi di non-esistenza-della-pay-tv. Sto parlando di Antonio Conte.

In questo articolo cercheremo di capire come ha sviluppato il suo 4-2-4 con gli uomini a disposizione. Al di là di battute facili o facili entusiasmi riguardo al mero risultato dei due match (per la cronaca, 12-1 e 6-1) è importante capire come i ragazzi hanno assimilato le idee offensive dell’ex capitano bianconero.

Il primo tempo con la Juve titolare?

Quando le formazioni entrano in campo… un tuffo al cuore. Quella maglia bianconera addosso ad Andrea Pirlo mi vien voglia di fare due abbonamenti televisivi, così sono sicuro di non perdermi nemmeno un minuto di questo straordinario calciatore. Poi finalmente Matri e Quagliarella insieme.

Conte sceglie il primo 11 così composto nella prima partitella:

  • Buffon in porta;
  • linea difensiva che vede, da destra a sinistra, Lichtsteiner, Sorensen, Chiellini e Grygera;
  • centrocampisti centrali Pirlo e Pazienza;
  • a destra Krasic, a sinistra Marchisio;
  • Quagliarella e prima punta Matri.

Nel secondo match l’unica novità è Ziegler a sinistra al posto di Grygera. Praticamente la formazione titolare a meno di stravolgimenti incredibili in attacco (Aguero o Pepito Rossi) e sulla fascia sinistra (un acquisto avverrà di certo).

Comincio subito a capire qual è lo schema di Conte dal centrocampo in su: una sorta di diamante per costringere i terzini avversari a rimanere sull’uomo, Marchisio e Krasic, i due di centrocampo che si muovono all’unisono formando quasi una linea orizzontale a stringere verso la porta avversaria e rinculare all’indietro in fase di non possesso per garantire una buona copertura del campo, infine i due attaccanti. Qui sotto una piccola schematizzazione dei 6 uomini d’attacco.

Una mia prima idea è stata sbugiardata già nei primi 10 minuti di gioco. Pirlo non si muove esattamente come nel Milan e nella Nazionale, cioè nella linea verticale fra i difensori centrali, ma si muove insieme a Pazienza. Piuttosto è la seconda punta, e cioè Quagliarella, che si muove fra i due centrocampisti centrali, sempre in linea verticale. In questo modo Conte dà la possibilità di giocare palla in almeno quattro direzioni che, nel primo tempo, sono state costantemente applicate: il difensore a supporto che non ha cominciato l’azione, il laterale difensivo, la seconda punta che viene all’incontro occupando il ruolo della trequarti o l’esterno di centrocampo che rimane largo e sempre molto alto. Nella prossima immagine ecco una tipica azione di manovra con il pallone nei piedi di Pirlo: rispetto allo scorso anno si evita il passaggio in orizzontale e in linea gialla tratteggiata vengono schematizzati i 4 passaggi che Conte impone al portatore di palla. L’idea è semplicemente quella di trovare il miglior spazio possibile per costruire l’azione.

In questo modo il gioco offensivo della Juve si sviluppa come mai avevo visto in questi 5 anni. Pochi tocchi, molte vericalizzazioni a palla bassa e massima profondità garantita dal movimento della prima punta (sempre ad attaccare la porta) e dai due esterni (uno pronto a ricevere palla sui piedi, l’altro che parte come un fulmine per ricevere eventualmente il lancio). Conte riesce così ad avere 3 uomini costantemente in attacco, la seconda punta a supporto di Matri e i due centrocampisti pronti a salire vicino l’area di rigore.

Matri e Quagliarella hanno dialogato a meraviglia e con Pirlo dietro a dispensare i suoi magici palloni la Juve ne ha beneficiato in termini di velocità, imprevedibilità e capacità di arrivare costantemente al tiro.

Quanto detto in precedenza lo vediamo schematizzato nella prossima grafica (in blu i movimenti richiesti da Conte):

Badiamo bene: si tratta certamente di Val di Susa e Lucento, ma i movimenti sono proprio questi qui e in appena 7 giorni l’impronta di Conte appare chiara, molto limpida.

Il 4-2-4 disegnato nel primo tempo delle due sfide è quello che io preferisco, cioè asimmetrico. Se a destra si spinge da paura, con Lichtsteiner che sta prendendo le misure a Krasic (bellissima la sua intervista dopo il primo tempo) e col serbo che pare non subire la fatica della preparazione, a sinistra Marchisio garantisce più manovra e meno velocità e profondità. Non è un caso se dalla destra sono arrivati i migliori contropiedi e a sinistra sono arrivati i palloni più ragionati. Lì Marchisio mi piace da matti: ha dribbling e la qualità necessaria per operare da esterno sinistro. E’ chiaro però che per supportare al meglio l’idea di calcio di Conte lì serve un clone di Krasic.
Bene Pazienza, ma come evidente si tratta solo di una possibile pezza nei momenti più brutti della stagione.

Advertisment

A conferma che con Conte si ragiona di più ecco uno schema da calcio d’angolo, curiosamente tutti partiti dalla destra con Krasic sulla bandierina. Ecco l’immagine:

Come si può leggere dalla grafica è successo più volte che Pirlo andasse incontro a Krasic e se c’era lo spazio la palla arrivava al regista bianconero che poi provvedeva a scaricarla verso il centrocampista o verso l’area. Marchisio in tal caso andava verso la lunetta fuori area pronto a raccogliere la respinta della difesa e i due attaccanti occupavano lo spazio ai limiti dell’area piccola.

Il secondo tempo senza Pirlo

La differenza principale dei due modi di interpretare il match fra il primo e il secondo tempo è l’assenza di Pirlo. Giuro che non presterò più ascolto a chi ancora solleva dubbi su questo fuoriclasse, uno che non ha rivali in quella posizione, forse giusto Xavi.

Senza di lui, con Marrone timido e Felipe Melo (o Giandonato nella seconda partitella), la Juve perde un sacco di qualità nella manovra e cominciano di nuovo i lanci. Sono serviti parecchi insulti di Conte per costringere Bonucci e Barzagli a ragionare e cercare i compagni con palla raso-terra. E infatti, dopo i primi 10 minuti (nella prima partita) piuttosto confusi, per via anche dell’11 nuovo (a eccezione di Matri e Quagliarella), la Juve ha provato a giocare.

Sorprendente la prestazione di Elio De Silvestro. A me lì è piaciuto Pasquato nel Modena (e il Pasquato della seconda partitella), e io penso che ci sarà spazio per il giovane talento nella trasferta americana (cosa che pare confermata dalle convocazioni ufficiali da cui sono stati esclusi Melo e Amauri e Iaquinta e Sissoko. Bene pure Pepe che ci ha messo un po’ a carburare, anche perché servito male dai centrali di centrocampo.

Alessandro Matri ne ha infilati 3+3 e comunque la sua prestazione è stata molto pesante in entrambe le occasioni, nel senso che questo ragazzotto è cresciuto tanto, troppo. Sempre autoritario e sempre pericoloso. Buon gioco di prima e buon affiatamento con Quagliarella. E’ sempre pericolosissimo e se quest’anno verrà servito a dovere potrà certamente confermare quanto di buono fatto in appena 4 mesi di Juve.

Nel secondo tempo la Juve ha sofferto più che nel primo. Barzagli e Bonucci vanno registrati, mentre Motta ha ancora una volta confermato lacune difensive gravissime.

Al contrario del compagno-flop della scorsa stagione, Reto Ziegler è entrato subito nei meccanismi di Conte. Spinta a volontà e due ottimi tentativi di sinistro dalla distanza. Se De Ceglie non si dà una mossa lo svizzero gli soffia il posto.

Luca Toni ha fatto doppietta. A conferma che l’organizzazione del gioco è tutto, le sue sponde sono state preziose per Matri prima e Quagliarella dopo (rientrato nel secondo tempo). Se sarà tenuto in rosa, come vice Matri, potrà sicuramente risultare utile in certe partite in cui occorre peso specifico là davanti. Ottime alcune azioni che transitano per le sue sponde, non ultimo il gol di Pepe allo scadere del match, con un filtrante splendido di Quagliarella che si è distinto per la qualità che riesce a dispensare sulla trequarti.

Menzione speciale (ma, purtroppo per lui, inutile!) per Felipe Melo, ma Conte non si fida al 100% del brasiliano. In 45 minuti ha fatto tanto, corso tanto, recuperato abbastanza e costruito in modo soddisfacente, ma non bastevole per quanto mi riguarda. La volontà c’è, ma non è un regista. E nonostante il gol non è nemmeno un trequartista o un centrocampista d’attacco. La non-convocazione per la gita americana è un chiarissimo segnale di rottura.

Con le formazioni rimaneggiate nel secondo tempo c’è poco da segnalare, se non le buone prestazioni dei giovanotti bianconeri. Al punto che mi sorge un dubbio e pongo quindi la domanda: conveniva prendere Pazienza? O era meglio far crescere Giandonato all’ombra di Pirlo? E soprattutto, quel Pasquato o quel De Silvestro non potrebbero realmente fare il quarto esterno della Juve, cioè la riserva di Mister X a sinistra o di Krasic a destra? Nella tourné americana avremo altre conferme.

Nel frattempo appare chiaro che Conte ha già un’idea di gerarchia all’interno del suo 11 titolare. Banale segnalare Lichtsteiner e Chiellini e Krasic e Matri e Pirlo. Piuttosto va segnalata la presenza costante accanto a Chiellini di Sorensen che non sarà tenuto. La Juve sta cercando un difensore centrale? Pare di sì. Barzagli e Bonucci sono stati provati insieme e l’indicazione mi pare evidente. O si giocano un posto accanto a Giorgione o partono entrambi dalla panca.

Altra indicazione per la fascia sinistra. Marchisio può starci in caso di difficoltà e assenze, ma come detto occorre qualcuno specialista del ruolo (tipo Nani o Ribery, per intenderci).

Accanto a Pirlo serve a questo punto Vidal, uno in grado di costruire, dialogare, fare l’interdizione e andare al tiro da fuori area. Quindi resta da capire la seconda punta: Quagliarella appare motivatissimo e in una forma splendida (il gol nella seconda partita è da cineteca). Pepito Rossi mi piace, mi piace più Aguero, ma mettere in panca uno come Fabio è durissima!

Consigli e suggerimenti sugli schemi? Qualcuno ha notato qualche giocata tattica particolare?

Advertisment

Vi racconto il primo giorno di allenamenti della Juve: le sorprese e le conferme!

Arriva il pullman, scendono tutti. Maglia bianca, a simboleggiare la reale purezza di un marchio che non potrà mai essere distrutto, né contaminato. Peggio, non può esserlo a forza di bugie e vaneggiamenti, ricatti e minacce, volgari allusioni e colpi di testa frutto di una incompetenza che ha sfiorato la pazzia di certi avversari.

Advertisment

Scendono tutti: Chiellini e poi Buffon, Conte, quindi Marchisio e Bonucci, poi Del Piero.

La Juve comincia, comincia con tre biondi che dovrebbero rappresentare l’esempio più palese di cosa vuol dire correre in campo: Lichtsteiner che si nasconde dietro le cuffie alle orecchie, Ziegler e un Krasic quasi rabbioso e desideroso di cominciare già a correre.

Prime indicazioni sul campo, prime parole di Conte. Gli occhi di Conte contro gli occhi dei ragazzi: non accadeva dai tempi di Capello quando nessuno fiatava e nessuno, proprio nessuno, vagava con lo sguardo spento verso gli spalti. Nessuno in posa da foto, tutti rigidi, pronti a macinare sudore. E infatti si comincia già a correre. Ritmi blandi? Macché, si ha l’impressione che Conte spremerà all’inverosimile i suoi ragazzi.

Advertisment

Gruppo omogeneo, nessun tipo di settorializzazione fra i giocatori: Amauri in mezzo a Del Piero e Quagliarella, Iaquinta fra Marchisio e Chiellini, poi Storari e Kirev e Buffon, quindi i nuovi mischiati ai vecchi.

A mio avviso ecco le sorprese e le conferme, sperando sia davvero un inizio nuovo e decisivo.

Fra le sorprese:

  1. Martinez è apparso clamorosamente in palla, schierato alto nel centrocampo e libero di andare all’1-contro-1, cioè la sua più grossa qualità espressa a Catania e che ne valsero i 12 milioni pagati da Marotta;
  2. Toni ha subito rispolverato il feeling con Pirlo e le fasce: si capisce perché Conte, prima di privarsene, vorrebbe capire come si comporrà l’attacco bianconero;
  3. l’autorevolezza di Sorensen in difesa e, per la prima volta, l’ho visto spingersi in attacco con una cattiveria che l’anno scorso non poteva avere. Sia chiaro: via in prestito, ma occhio alle sue prestazioni;
  4. l’ottima voglia di Pepe, unita a una forma già invidiabile: sgambate e cross, un paio di tiri e i movimenti che tanto piacciono a Conte. Troppe volte criticato ingiustamente, dalla panchina potrebbe essere un’arma importante nello scacchiere dell’ex-Capitano bianconero;
  5. un talento in porta come Kirev: parate su parate, questo gigante di 20 anni mi ha piacevolmente sorpreso. Non faccio fatica a dire che la Juve, per il futuro, può scegliere tranquillamente fra Pinsoglio, Costantino e questo Kirev.

Fra le conferme:

  1. Del Piero apre le marcature dell’anno: chi se non lui? La cosa che più impressiona è la sua voglia, la sua dedizione. Mai visto uno così, a quasi 37 anni è ancora uno dei più integri e dei più freschi. E la sua dimensione sul campo di gioco la noti tutta, come una di quelle leggende che sai che hanno qualcosa di più rispetto a tutti gli altri, qualcosa di magico, di supremo;
  2. le geometrie di Pirlo, alla faccia dei detrattori sol perché quella è la maglia della Juve! Andrea si è piazzato, qualunque fosse l’esercizio, al centro, a dettare le regole. Sarà vecchio, sarà logoro, sarà stato scaricato (e non è vero) dal Milan, ma le cose che fa Pirlo non le ho viste fare a nessun altro su questa Terra;
  3. la sensazione che Matri stia scaldando i motori. Un paio di tiri deboli, qualche ciccata. Struttura fisica imponente, qualche smorfia per dover smuovere i suoi chili, ma già buona agilità, nessun chilo di troppo. Al di là degli errori, Matri c’è sempre, là dove un attaccante dovrebbe stare. Sbaglierò, e sbaglio, ma quei maledetti movimenti incontro alla palla li ho visti fare a un solo attaccante del recente passato bianconero: David Trezeguet;
  4. il sorriso di Felipe Melo. Chi si aspettava un giocatore spento è rimasto deluso. Molto deluso. Scherzi coi compagni, serenità e poi, in quella partitella finale, la diga che serve a questa Juve accanto a Pirlo. Contrasti vinti, tanta fisicità, buona tecnica. Non è un regista, ma la Juve il regista ormai ce l’ha. Se solo riuscisse a placare il suo cervello…
Advertisment