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Tag: torino (pagina 1 di 3)

Se la Juve non avesse segnato, il Toro avrebbe vinto

Se la Juve non avesse segnato sarebbe finita 1-0 per il Toro. Semplice. Lampante. Geniale.

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Un po’ quello che hanno venduto TV e giornali, ovviamente molto distanti dal compitare tutti gli episodi passati al vaglio della moviola, ma solo ed esclusivamente quelli interessati al polverone.

La cosa stupefacente è la regolarità di come il peggior pubblico calcistico ci caschi ogni volta. Più che altro, pubblico che talmente rivendica la bugia che finisce per crederci.

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Al netto della TV e stampa farlocche, resta una Juve purtroppo solida, falcidiata da infortuni e stanchezza, ma solida e sorprendentemente sul pezzo.

Prego mettersi l’anima in pace: anche con la gestione complessiva di Rizzoli, la Juve l’ha spuntata. Siamo belve. E continueremo ad esserlo anche dopo la sosta.

Resta infine un concetto: se la Juve non giocasse, il Napoli sarebbe primo. Semplice. Lampante. Geniale.

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Juventus – Torino 4 – 0 / Mi lamento, quindi tifo Toro

Fine del match, studi RAI. Marco Mazzocchi passa la parola a un certo Bruno Voglino che esclama: “Non capisco perché gli arbitri devono aiutare la Juve che non ne ha di bisogno”. Grazie. Semmai ce ne fosse bisogno, ciò vuol dire che siamo davvero tornati.

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In un match dove la possibile seconda ammonizione di Zaza si scontra con un mezzo rosso evitato al Toro e un mani in area di rigore granata non sanzionato, e dove i numeri sono impietosi, appare fin troppo comodo prendersela con l’arbitro.

La verità é un’altra: troppa Juve per tutti, in questo momento. Tornata solida in difesa, e con una percentuale realizzativa interessante in attacco. Immagine simbolo é il gol di Dybala: sembra facile, sembra inevitabile quando carica quel delicato e potente sinistro.

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Gran serata per Zaza, ulteriore mossa azzeccata da Allegri. Continua a mancare Morata che però ieri ha recuperato in fatto di prestazione. Il gol arriverà. Magari quando conterà davvero. Mentre un sontuoso Pogba deve solo capire che facile, nel calcio, spesso si coniuga con efficace. La punizione ispirata da Pirlo é qualcosa di straordinario.

Difficile giudicare Rugani: praticamente inoperoso nell’uno contro uno, mentre é risultato molto elegante e pratico in fase di disimpegno.

Ora il Carpi (Che ha eliminato la viola) per chiudere 45 giorni di rimonta spettacolare.

Altrove, stanno cercando di pesare la forza del Spezia-Barca.

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Juventus – Torino 2 – 1 / La beffa più atroce, la vittoria più dolce

“Lo voglio rivedere, Fabio!”. Chiude così Bergomi, con voce molto bassa a trasudare la peggio bruciatura. Mentre dopo 1 ora di moviola, Mediaset Premium si arrende all’arbitraggio perfetto di Orsato. Allegri gioisce, Ventura si azzuffa coi suoi tifosi (che ovviamente vengono subito scambiati per terroristi bianconeri in diretta giornalistica). La Juve gode, gli altri piangono.

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Sempre così, nonostante al Torino riesce un record bello, importante e significativo: di nuovo gol nel derby dopo 12 anni. Un gol, fra l’altro, bellissimo. Solo una curiosità lasciamo ai lettori: ci fosse stato Montero, oggi Peres che mestiere farebbe?

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Ma noi abbiamo Pirlo. Che da 27 metri sceglie, a 6 secondi dal termine, la traettoria più beffarda. Energie finite, attenzione finita, Bonucci che recupera con grandissima generosità un pallone che diventa subito maledetto, Vidal che offre a Sant’Andrea il più perfido degli assist.

Che ci vuoi fare? Garcia starà rosicchiando il suo tronco, Caressa che si rifuggia in un “sembrerebbe regolare l’intervento di Bonucci”, Aldo Serena che perde la voce. Vincere così, vincere adesso, ha il sapore dell’ennesima svolta stagionale. Un segnale forte.

La Juve è lassù, sola, e sappiamo bene – caro Rudi Garcia – come ha fatto. Se lo ricordi, magari spiegando anche il motivo per cui a Dodo non è stato concesso un rigore in Roma-Inter. Eppure era all’interno dei 16 metri.

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Juventus – Torino / La sfida dell’anno… per i granata

Ci siamo. Attesa quasi finita. Poche ore e andrà in scena il derby della Mole: Juventus contro Torino.

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Nel palcoscenico dello Juventus Stadium i granata tentano l’impresa, dopo un turno europeo più felice per i bianconeri. Ex dal dente avvelenato. Campioni in cerca di continuità. Allegri contro Ventura.

Ci sarà Vidal: se non segna… 1 punto in meno in pagella, ha detto Allegri in conferenza stampa. Verità a metà, nel senso che Arturo è realmente non al top della condizione, ma non lo stiamo valutando per i gol. Sono più di 40 e questo è il quarto anno, per un centrocampista goleador come pochi.

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E ci sarà Llorente accanto a Tevez: lo spagnolo di Bilbao batterà la concorrenza dello spagnolo che avanza, quel Morata che sicuramente prenderà parte alla sfida a gara in corso.

Occhio alle scorribande del Toro. Non ci sono più Cerci e Immobile, comunque neutralizzati lo scorso anno, ma i tiri di Quagliarella e la voglia di qualche ex potrebbe creare qualche problema alla difesa a 4 dove rientra Evra.

C’era un dubbio su Pirlo, con Marchisio pronto in regia, ma Pereyra è ricacciato in panchina e quindi l’assetto resta quello di mercoledì sera. Poi capiremo quale sarà la distanza con la Roma.

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Alla terza di campionato ci sono già i primi verdetti?

Nell’ordine: la Juve passeggia e si sbarazza del Milan; la Roma batte Zeman coi ricambi; il Napoli crolla con l’Udinese; la Fiorentina vince a fatica, ma vince; l’Inter si salva contro il Palermo; il Verona è terzo, mentre il Torino non segna ancora. Campionato già definito?

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Viene da pensarlo a guardare non già la semplice classifica, ma il modo in cui si è formata.

Tre vittorie su tre da parte di Juve e Roma che sono, praticamente, già in fuga. Dietro arrancano.

Milano piange

Le milanesi piangono. Mazzarri è contento perché è già in testa nella speciale e importante classifica dei calci d’angolo battuti. A Palermo i nerazzurri praticamente si salvano, grazie all’imprecisione sotto porta dei ragazzi di Iachini. Chi ha visto la partita avrà potuto apprezzare un secondo tempo in cui una squadra manovrava bene e l’Inter arrancava contando sulla giocata del singolo in attacco, che però non è arrivata. Con un Vidic in totale confusione. Un consiglio pratico: meno parole, più fatti.

Cambiando sponda, Berlusconi si è già lavato le mani: “Non fanno quello che dico io”, salvo che non ha ancora spiegato bene cosa dice lui. Così Pippo si ritrova di nuovo sulla terra, aggrappato agli spot “vogliamo tornare a vincere”, mentre Galliani sogna ancora la famosa cena in cui “Carlitos non tradirà” e invece Carlitos continua a segnare e a trascinare la Juve. Destino beffardo.

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Napoli: jurnata ‘e sole?

Più giù, ci sono solo due ipotesi per valutare Benitez: o lo fa apposta, oppure ci sta capendo poco. Turnover azzardato, risultati deludenti. Gli azzurri sono dietro già di 6 punti, sui 9 totali disponibili. Verrebbe da dire: ciao ciao scudetto già a fine settembre. Unito al ciao ciao Champions a fine agosto, la deduzione è che il progetto De Laurentiis non aveva fatto i conti con la realtà dei fatti.

La preoccupazione più grande è la gestione dello spogliatoio: il povero Higuain non lo dirà mai, ma già rimpiange quelle panchine al Bernabeu; Callejon non sta capendo le panchine al San Paolo; Hamsik dovrà decidere se curare ancora la cresta o magari tuffarsi in duri allenamenti pro performance.

In tutto ciò, ci mancava giusto secondo De Laurentiis, il figlio di Aurelio: calma e sangue freddo. La consolazione è che si può preparare la sfida alla Juve in tutta calma e puntare così a una stagione comunque positiva: battere la Juve per salvare un’annata. Roba da Napoli.

Il Toro spreca, la Viola fatica, il Verona vola

Se a Napoli piangono, a Verona stanno godendo come matti. 7 punti 7, terzi in classifica. Mandorlini sta accumulando miracoli su miracoli, con un Saviola ancora da scoprire. Segnano pure i moldavi, in una formazione stupefacente. Ne fa le spese il Torino che sta pagando a caro prezzo il furto dell’Europa League ai danni del Parma: visto che succede ad appropriarsi di meriti non acquisiti sul campo?

Il bomber Gomez è a riposo, così Montella deve inventarsi altre mosse. A fatica, ma l’Atalanta è stata battuta, ma il calcio che conta avrebbe bisogno di altro. Vedendo però le milanesi e il Napoli, la lotta per il terzo posto è alla portata dei Della Valle. Buona sfida.

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Serie A: la seconda giornata regala emozioni e verdetti

Una seconda giornata di Serie A con tante emozioni. Risultati a sorpresa, risultati sorprendenti. Gol a raffica, fatti e presi, protagonisti sugli scudi, qualche fischio di troppo partito dalle tribune a segnalare insoddisfazione.

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Tre squadre al comando, con modalità molto differenti. Con alcuni ritardi già clamorosi, o sintomatici delle distanze di forza.

Juve, Roma e Milan si contendono il primato. Bianconeri e giallorossi confermano lo strapotere, anche se in maniera diversa. I milanisti gongolano con Inzaghi in panchina, ma le riflessioni da fare sarebbero tante.

Perdono terreno Napoli e Fiorentina. I partenopei addirittura stanno vivendo più di una crisi: di gioco, di rapporti fra squadra e tifoseria, di equilibri fra presidente e allenatore. Non semplice, ma pompare troppo un ambiente senza prima averne verificato la reale forza implica anche questo tipo di rischio. La vittoria va al Chievo, la stessa formazione battuta dalla Juve 14 giorni fa. Lo shock Pepito Rossi sembra invece aver travolto Montella e la sua banda.

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Tutto facile, troppo facile, per le milanesi. I regali del Parma risultano decisivi, con un rigore in più e un rosso generoso (quello a Felipe). Ne va dell’umore comunque: Berlusconi è tornato e se ne vedono i frutti, a ogni livello, mediatico e non. Mentre Mazzarri può continuare a sfoggiare frasi che ricorderemo per sempre, scolpite nella pietra, nella categoria “ma davvero ha detto una tale stronzata?”. Chissà quanto durerà quest’effetto positivo. Certo, non sarà sempre Sassuolo. A proposito, provando a giocare con la perversione degli antijuventini: quante probabilità c’erano di ripetere lo stesso risultato di un anno fa, cioè 7-0?

Cade il Torino. Andare in Europa senza averne meritato il diritto sul campo sta costando caro ai granata. Involuzione di gioco, minore peso offensivo dopo la partenza di Immobile e Cerci, una nuova identità da costruire. Ventura avrà da lavorare, anche se la rosa pare ottima, a quel livello, e con quegli obiettivi.

Roma e Juve, dicevamo. Chiudiamo con le prime della classe. La Juve continua la striscia di ferocia chiusa a 102 punti lo scorso campionato. Identità tattica notevole, tasso tecnico migliorato, panchina lunga, gioco addirittura più bello a vedersi. Resta la favorita per un numero enorme di fattori. Il dubbio era: quanto perderà in sicurezza e voglia dopo l’avvio di Conte. Sembra averne guadagnato.

Mentre la Roma si avvicina sempre di più. Più sicura, più compatta. E’ venuta fuori da due partite complesse, il cui risultato ha forse raccontato meno di quello visto in campo. Se l’Empoli e la Fiorentina avessero avuto anche un solo attaccante in campo, probabilmente staremmo a raccontare dello sbocciare di un nuovo epico duello Juve-Milan.

Sarà un campionato eccezionale. Meno male. Sai che noia averlo chiuso già alla seconda?

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Ghirardi contro gli urlatori e i violenti: il caso Parma

Per un attimo ho avuto i brividi. Ho solo pensato: e se fosse stato il mio Presidente a dire queste cose, nel lontano 2006? E i brividi sono aumentati, un po’ perché non capisco torto e ragione di questa vicenda, un po’ perché sempre più convinto che prima o poi qualcuno debba intervenire per abbattere il sistema attuale, che non è quello fantasticato da De Sanctis e compagni.

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Il Parma è fuori dall’Europa. Per un cavillo. Forse per un errore. E c’è un passaggio che descrive bene lo stato di salute dell’attuale calcio italiano: “Due son le strade: o sono incapaci o sono in malafede”. La nostra paura è che le due condizioni siano non esclusive, anzi ben presenti.

Avanza così il Toro in Europe League. Il campo? Ma chi se ne frega delle questioni del campo. Curioso poi come cartone e tribunale uniscano le due tifoserie più avverse ai colori bianconeri, e cioè i granata e i nerazzurri di Milano. Ma loro son contenti: il campo è solo un dettaglio.

Resta il fatto che perderemo un personaggio interessante, uno dei pochi a non aver mai dimostrato furbizia oltre misura (quella cioè che si trasforma in una sorta di delinquenza d’azione, così diffusa in questa Lega). Resta il fatto che rimediamo l’ennesima figuraccia in zona europea, non bastasse quanto combinato sul campo.

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Ah già, il campo, questo arbitro sconosciuto che emette verdetti subito ribaltabili da un tribunale, da un pugno di controllori non controllanti.

C’è un unico appiglio: il TAR. E Leonardi sembra persona abbastanza tenace da violare accordi taciti, così da far saltare il banco una volta per tutte. E speriamo ne abbia finalmente le palle, dopo i vari Zaccone, Elkan e Cobolli Gigli.

Ecco il video del suo intervento in conferenza stampa.

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Juventus-Torino 1-0 E’ sempre dominio bianconero

Sentire il commento tecnico di Bergomi ti mette addosso tanta tristezza e, al tempo stesso, tanta goduria. Così parziale, così inutile in certe osservazioni. Resta il vantaggio conservato sulla Roma e il primo posto granitico, in attesa del ritorno di Coppa e delle prossime sfide.

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Segna Tevez contro il Toro. Gol pesantissimo che rovina la domenica dei gufi. Segna Tevez, in una partita complicata, con una Juve tutt’altro che eccezionale. Ma è arrivata la vittoria e questo basta. Per il momento.

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Cerci e Immobile non fanno male, Tevez sì. Questa la differenza nel derby della Mole, con un Torino davvero molto interessante. “Meno male che l’arbitro ha scelto bene” è stata la risposta di Conte alle solite provocazioni giornalistiche.

Il tour de force continua. Giovedì la gara di ritorno di coppa, nell’inferno turco, poi, con poco riposo nelle gambe, la sfida al Milan di Seedorf senza Vidal.

Da registrare soltanto lo strano atteggiamento di ultras e tifosi: qualcuno ha pure pensato di non tifare, qualcun altro era contrario a sostenere la squadra. Le motivazioni mi sfuggono, sento solo tanta tristezza per gente che non ha minimamente idea di cosa vuol dire il nome “Juventus”.

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La moviola di Napoli-Torino: il movimento controintuitivo

Dopo l’illecito strutturato, ecco la genialata più creativa: il movimento controintuitivo.

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E’ appena finita Napoli-Torino leggerissimamente decisa da episodi arbitrali. Ventura voleva lasciare il campo già a fine primo tempo, in segno di protesta. Ha finito il match ridendo e scherzando con la panchina, giusto per salvare il cuore.

E’ mancato solo che a fine match Mazzoleni consegnasse le medaglie di Pechino mai ritirate.

Primo rigore: Mertens è più furbo di Bellomo e De Marco ci casca.

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Secondo rigore: Mazzoleni, sensibile ai fogli di giornale, decide di rendersi simpatico ai napoletani e concede un fallo di mani che non c’è, anche perché in un Genoa-Juve non venne sanzionato.

Il problema è la gestione mediatica. Nessun accenno alla moviola, anzi il completo ribaltamento della verità, nonostante le immagini.

Il più onesto, alla fine, sarà Billy Costacurta che negli studi di SkySport non ce la fa più a una simile vergognosa pantomima ed esplode in un “rigore inventato”, riferendosi al secondo. Moviola abolita invece in MediasetPremium che piuttosto manda le immagini del pubblico, del Maschio Angioino e del Golfo.

Higuain intanto si avvicina alla quota di 20 gol, profetizzata da Benitez: mancano solo 15 rigori.

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Torino-Juventus 0-1 Nel segno di Tevez e Pogba

Partita complicata in cui una Juve desiderosa di riscatto ha avuto la meglio grazie a un guizzo di Pogba. Nonostante l’errore sulla posizione di Tevez (in fuorigioco di mezza figura) e nonostante Immobile abbia potuto completare la gara.

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Si chiedevano risposte alla Juventus e alcuni risposte sono state date. Sul pezzo, vogliosa, aggressiva quanto basta. Con un Tevez che è sempre più trascinatore e giocatore di un gradino oltre tutti gli altri. Grazie Marotta per il colpo e beato Conte che se lo può coccolare. L’argentino è uomo ovunque e di una generosità paurosa. Capofila di un gruppo di una classe immensa che in questo avvio di stagione sta prendendosela comoda, forte di una superiorità netta.

Conte si è divertito a mischiare le carte. Pogba è partito con l’intenzione di sostituire il manovriere Pirlo, ma già dal secondo tempo è apparso chiaro che risulta impossibile a rinunciare alle sue giocate sulla trequarti e così il compito di impostare è stato ceduto a Vidal. Interessante la variante tattica apparsa sul finale di gioco: Pogba largo a destra, Lichsteiner basso sulla linea di difesa e Marchisio-Vidal a comporre la coppia centrale di centrocampo. L’esperimento è durato solo pochi minuti, un 4-2-4 diventato presto 4-5-1 per contenere gli ultimi tentativi granati.

Palese l’assenza di un ricambio doc a centrocampo, nella zona centrale. Padoin ha sostituito Asamoah, ma dovesse rimanere fuori uno fra i quattro centrali, allora sarà un bel problema per Conte. A meno di nuove soluzioni tattiche.

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Tornando al match, partita scorbutica. La Juve ha giocato a sprazzi. Quanto basta per capire che se si decide di accelerare sul piano della corsa e della voglia, allora possiamo tutto. Tevez illumina, costruisce e rifinisce come poche volte abbiamo visto, con una fisicità importante che ha retto in coppia col leggero Giovinco. Il talento di Beinasco non mi è dispiaciuto: si è mosso e in posizione di prima punta (spesso) ha mostrato buone idee e sciupato un paio di occasioni da rete. Può essere importante, almeno voglio crederci.

La decisione di rinunciare a punte pure, arretrando in una strana posizione da trequarti perfino Immobile, il Torino è apparso fin troppo leggero in avanti e i tre difensori bianconeri hanno avuto vita facile. Con un Buffon inoperoso. Solo qualche spunto di Cerci (ma se l’avessimo noi uno così sulla fascia?) e poi non si registrano altre note di rilievo.

Da sottolineare l’entrata di Vucinic. Non tanto per gli aspetti tecnici, quanto per l’atteggiamento di sacrificio. Lo ripeteremo fino alla morte: se il montenegrino ha voglia, il posto da titolare è assicurato. Ma deve avere voglia e questo atteggiamento. E come lui, tutta la Juve.

Non chiediamo altro, noi tifosi, che vedere una Juve col DNA storico che ha contraddistinto la nostra storia.

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