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Tag: torres

Il punto d’ oro di Stamford Bridge

La Juventus è tornata, da grande protagonista, nel grande palcoscenico europeo della Champions League, facendo il suo esordio nella tana dei campioni d’ Europa del Chelsea. Mercoledì si è tornata a sentire la musichetta allo Stamford Bridge e per alcuni dei nostri ragazzi è stata la prima volta e Buffon ha tagliato il traguardo delle 400 presenze con la maglia bianconera. Dopo 1016 giorni la Juventus è tornata a giocare la competizione internazionale che le compete, dopo quel clamoroso 4-1 casalingo con il Bayern Monaco che ha sancito l’ eliminazione addirittura già nella fase a gironi. Da quel tonfo sono cambiate tante cose: dirigenza, allenatore e molti giocatori e il risultato si è visto ieri sera.

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La Juventus è partita bene dimostrando di essere concentrata e di non concedere molti spazi in fase difensiva, un buon possesso palla e delle ottime ripartenze fra cui quella in cui Marchisio avrebbe potuto indirizzare la gara in altro modo, ma così non è stato. Il Chelsea di Di Matteo provava a sfruttare le fasce con Cole e soprattutto con il fantasista Hazard ben bloccati su quella corsia da Lichtsteiner e da Vidal, un vero guerriero ieri sera a Londra, un leone. Dall’ altra parte neanche Ivanovic e Ramires hanno creto molti problemi sulla corsia di Asamoah aiutato da Marchisio nelle chiusure.

Sfortunamente, dopo che il Chelsea aveva provato a sfondare con Torres, anche lui non all’ altezza della sua fama e dopo la ripartenza della Juventus conclusasi con il tiro a lato di Vucinic sull’ assist di Vidal, che proprio in quella azione si infortuna alla caviglia ed esce momentaneamente, il Chelsea con Oscar punisce la Juventus con un diagonale da fuori area, con una complice e fondamentale deviazione di Bonucci che spiazza Buffon. Neanche il tempo di una reazione concreta, che di nuovo Oscar, con un colpo degno del nome che porta, trafigge Buffon per il due a zero piazzando la palla sotto il sette.

La Juventus potrebbe subire il colpa dell’ uno-due immediato, invece no, invece come ci ha abituato la squadra di Conte reagisce, con autorità e autorevolezza ma doprattutto come dice Vidal, con il cuore. Proprio Vidal che seppur zoppicando e stringendo i denti riapre la partita, con un tiro rasoterra su cui Cech non può nulla. Lui è il simbolo di questa Juventus, quella che non molla niente, quella che non molla mai, quella che ci crede sempre fino alla fine nonostante tutto e tutti. Questa è la Juventus che vuole Antonio Conte.

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Nel secondo tempo la Juventus che scende in campo è ancora più compatta e solida, solo Hazard fa venire i brividi con quell’ inserimento in aerea contrastato abilmente da Barzagli, Lampard solo su punizione e Mata, subentrato a Oscar, con un tiro di poco a lato mettono paura alla squadra guidata da Carrera. La Juventus nella secondra frazione di gara è anche decisa e sfrontata, anche se davanti con la coppia Vucinic-Giovinco non riesce a incidere come deve, la difesa del Chelsea centralmente concede poco e sia Giovinco, che non è riuscito a dimostrare il suo valore sbagliando anche passaggi e appoggi semplici, sia Vucinic che oltre alla possibile occasione dell’ 1-0 non è stato l’ uomo partita visto a Genova domenica scorsa.

Carrera così decide per il cambio Quagliarella per Giovinco e la scelta paga, con il pareggio. Fabio servito da una fantistica palla al bacio di Marchisio su un altrettanto fantastico incrocio della punta di Castellammare, infila con una freddezza assoluta il pallone sotto le gambe di Cech, è il 2-2 Poi sempre Quagliarella, servito dal neo entrato Isla che ha preso il posto di Lichtsteiner, con un girata stampa la palla all’ incrocio, insomma con due giocate Fabio stava per cambiare totalmente la partita. Successivamente anche Matri fa il suo ingresso in campo rilevando Vucinic, ma il risultato non cambia.

Alla fine è un pareggio giusto per quello che si è visto in campo, due squadre toste, quadrate e compatte che si sono date battaglia fino all’ ultimo minuto per cercare entrambe la vittoria. Un punto nella casa dei campioni d’ Europa è molto prezioso visto il duplice svantaggio e visto la reazione della squadra. C’è consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie forze, cercando sempre di più la continuità dei risultati. Questa squadra può dare e fare ancora di più di quello che si è visto ieri sera e Conte lo sa, lui è attento al minimo dettaglio e la Champions è la competizione dei dettagli, ma per oggi va bene così. Anche questa volta torniamo a casa da imbattuti, per la 43 volta.

Il mister che ancora una volta è stato costretto a vedersi la partita dalla tribuna, causa squalifica, non si è sottratto alle emozioni della partita, scatenandosi ai goal come il tifoso a casa e allo stadio. Speriamo che questa sia una delle ultime volte che lo vedremo lassù, perché noi vogliamo vederlo esultare sì, ma in panchina e con i ragazzi. Fra un po’ di giorni sapremo se sarà così, al Tnas l’ ardua sentenza.

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Torres e Tevez alla Juve. No, forse arriva solo…

I giornali ormai si stanno scatenando. Finisce l’anno, si fermano i campionati per la sosta natalizia e per vendere i quotidiani ecco il solito valzer di calciomercato.

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Sessanta nomi per sessanta giorni. Una novità ogni 24 ore, trattative aperte e chiuse solo sui giornali, solo da chi probabilmente non trova di meglio da fare che non operare di fantasia.

Detto questo le ultime sparate sono inverosimili.

Abramovich pare aver dato il benservito a mister-58-milioni-di-euro. Per tutti Torres, per molti El Nino e tale è rimasto. Un ragazzino con potenzialità incredibili: velocità e scatto, fisico e colpo di testa, tecnica sopraffina in zona rete e nel dribbling. Ma personalità da rivedere.

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Non è riuscito a sfondare Torres e il suo acquisto resterà come uno dei più cari in Inghilterra, parimenti alla sua efficacia in campo: carissima per chi lo schiera. Per il bene che voglio al giocatore, uno dei miei preferiti quando ancora giocava nell’Atletico Madrid, non reciterò qui i numeri della stagione in corso.

Per questo non credo proprio al fatto che il Chelsea possa privarsene con quanto ha scritto Il Giornale. Quotidiano che se scrive di calcio come scrive di politica… stai fresco!!! E di certo la Juve non può basare il suo girone di ritorno su una scommessa forse a perdere. Le condizioni psicologiche di Torres imporrebbero sedute e sedute dallo psicologo per ritrovare un minimo di serenità. Meglio tenersi Quagliarella e insistere sperando si sblocchi subito.

Mentre sono incoerenti le notizie che giungono sempre dall’Inghilterra a proposito di Tevez. Il PSG disponde dei fondi per prelevarne il cartellino e offrire al giocatore un succoso ingaggio. Ma l’interesse del giocatore è rivolto in patria, sponda Boca. Sembra perciò tagliato fuori il Milan che, fra l’altro, non può investire tutto quel denaro, a meno di non fare i soliti magheggi sul bilancio coi cugini nerazzurri.

Il Tottenham si è ritirato e i giornali d’oltre Manica vogliono appiopparci la voce di un’offertona bianconero da 30 milioni di euro. E dove li prende i soldi Andrea Agnelli? E poi: siamo sicuri dell’integrità psicologica e fisica di Tevez, ormai abbandonato da settembre?

Il problema, infine, è un altro: qual è il giocatore oggi sul mercato in grado di far fare l’ennesimo e ulteriore salto di qualità all’11 di Conte? Si accettano consigli e suggerimenti…

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Gli oggetti del desiderio del mercato bianconero

Purtroppo la coerenza è un pregio talmente grande… Così proviamo a giocare, visto che, fino a prova contraria, in casa Juve non si può fare molto altro. Proviamo a giocare con un mercato evidentemente bloccato dalla mancanza di fondi e di introiti derivanti da movimenti in uscita. Facciamo i nomi, ben sapendo che la totalità di questi sono e resteranno dei desideri. Dei meri desideri di mercato, (quasi) irragiungibili per valutazione economica e fattibilità delle trattative.

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Cominciamo col nome che più di tutti stuzzica le fantasie di Mr Del Neri e del Direttore Marotta. Giampaolo Pazzini, un nome, una garanzia. Da quando ha lasciato Firenze il Pazzo si è letteralmente trasformato, o semplicemente ritrovato.

Attaccante di razza, di quelli che non prova paura, di quelli che si buttano dentro e spesso dentro ci finisce il pallone. Ha segnato tanto dal suo approdo alla Samp, offrendo delle prestazioni notevoli. Ha beneficiato certo della vicinanza con Cassano, assistman indiscutibile, e forse per questo nell’attuale campionato sta facendo più fatica. Vuoi anche per un generale ridimensionamento della Sampdoria targata Garrone e Di Carlo, ben diversa da quella apprezzata lo scorso anno. I 26 anni, le prospettive, le doti tecniche e le caratteristiche tattiche sono tutti fattori appetibili per qualunque club in cerca di una punta. Mobile e veloce, è uno che in area ci sa stare, che sa finalizzare i cross dal fondo e muoversi tra le linee. Ha un costo intorno ai 20 milioni di euro. A gennaio difficilmente potrà muoversi, mentre sarei più fiducioso di una trattativa seria e concreta a giugno. La Juve ha bisogno di svecchiare l’attacco e ha bisogno di un uomo come lui. Vedremo. Intanto per adesso possiamo solo guardarlo in blucerchiato. Fuori uno.

Meno convincente, per quanto mi riguarda, la candidatura di Alberto Gilardino. Strepitoso goleador a Parma, cioè in una squadra che viveva esclusivamente per lui, ha fatto fatica a inserirsi e imporsi nel Milan di Ancelotti, dove pure ha segnato un buon numero di gol. A Firenze è riesploso, ma gli servono tanti palloni, praticamente un intero centrocampo che lavori per lui. La Juve ha bisogno di un attaccante di manovra e il pregio di saper giocare spalle alla porta lo candida per il futuro bianconero, ma sinceramente non lo vorrei a Torino. Anche lui costa e a gennaio non potrà muoversi. Fuori due.

E adesso le perle. Chi non vorrebbe Giuseppe Rossi in bianconero? Ecco, ora: chi mi dice dove la Juve trova i 30 milioni di euro necessari per strapparlo al Sottomarino Giallo? Perfetto: fuori tre! E’ la seconda punta che ci serve, quella in grado di giocare sulla trequarti, quella con lo spunto sui trenta metri, quella con l’uno-contro-uno facile, quella che offre assist e ti può risolvere la partita anche da solo. Ma servono i soldi. E il Villareal non intende privarsene, proprio perché non gli servono soldi, anzi gli serve Giuseppe Rossi che in pochi anni è entrato nella storia del club.

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Diego Forlan è l’altro oggetto del desiderio. Un Mondiale da urlo, un inizio di campionato balbettante. I 32 anni e i 4,5 milioni di euro di ingaggio sono le uniche note negative e i fattori per i quali i dirigenti Juve non si sono mossi con decisione. A ciò andrebbero sommati gli oltre 10 milioni di euro che servono per portarlo a Torino. Visti gli anni di Del Piero, Amauri, Toni e Iaquinta… la Juve ha bisogno di altro, fermo restando il tasso tecnico del giocatore sudamericano. Fuori quattro.

Nei giorni scorsi è rimbalzata una voce affascinante dall’Inghilterra. Tanto affascinante, quanto inconcludente. Il russo Arshavin alla corte di Del Neri? Perché no! Il genio russo sarebbe la seconda punta perfetta per gli schemi di Del Neri. Abilissimo nel dribbling, buon tiro, aprirebbe tanti spazi per le fasce bianconere e garantirebbe la giusta dose di palloni per l’attaccante di turno. Ma… costa e non credo che l’Arsenal se ne priverebbe con facilità. Quindi, fuori cinque!

Inutile continuare facendo i nomi di Adebayor, per il quale si insinua un interesse del Real Madrid, o di Benzema (con l’infortunio di Higuain, una sua partenza da Madrid è praticamente impossibile) o di Torres (vero che il Liverpool è in crisi, anche economica, ma 35 milioni di euro non basterebbero nemmeno per avviare la telefonata o spedire un fax di cortesia).

Quindi vale quanto detto, e non c’è verso di eludere questo ragionamento, da Marotta. La Juve cercherà di fare qualcosa, ben sapendo che non può comprare tanto per comprare, e ben conoscendo le logiche del mercato invernale. L’assenza di Quagliarella sarà comunque pesante. Se ci sarà la possibilità di portare a casa uno da Juve la proprietà farà tutto perchè ciò avvenga, altrimenti Del Neri dovrà inventarsi qualcosa per far rinascere l’attacco bianconero.

A proposito, stasera andranno in campo un malconcio Toni (ematoma al polpaccio per un intervento di Campagnaro su cui si era tanto scatenato Del Neri a bordo panchina) e Del Piero, con Giannetti unico sostituto in panchina. Di Iaquinta non si hanno notizie. Sissoko è out. Boh!

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Proviamo a parlare di calcio?

Chiedo scusa ai lettori per gli ultimi interventi, ma la cronaca e l’attualità hanno un peso così rilevante nella testa dei tifosi, e soprattutto nel loro cuore, che meritavano simile attenzione. Proviamo però a tornare sui binari della passione. Proviamo perciò a parlare di calcio, calcio giocato e della solita fantasia che alimenta il tifo di noi tutti, indipendentemente dai colori.

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Dall’Inghilterra, voce non confermata però, arriva un sibilo: Aquilani sente nello spogliatoio dei Reds il nome della Juve. Non c’è alcuna sfida in programma. Tranne quella sul mercato. Bettega ha le idee chiare, ma è andato a Lione. Ma è il classico atteggiamento della vecchia Triade: depistaggio. Molti potrebbero essere gli obiettivi di mercato, in entrata e in uscita. Prima però c’è da sistemare, una volta per tutte, la questione allenatore e staff tecnico. Serve, lo ripetiamo da un po’, un nome di primissimo livello, con esperienza, con curriculum, tenacia e personalità. Con idee. E Rafa Benitez risponde a tutte queste caratteristiche/richieste.

Il tecnico già del Valencia è in rotta col club. Il club è in rotta con se stesso per ragione di soldi, di bilancio, di spese, di gestione. Le uscite incaute, ma molto dure e veritiere, di Torres prima e di Benitez poi fanno pensare che il divorzio è vicino, ancor prima che possibile. Torres e Benitez, due pedine che sembrano legate insieme da un legame reso forte dall’esperienza inglese. Due pedine che servirebbero come il pane, forse di più, alla Juve che verrà.

Benitez sembra si sia ricreduto sul vagone di persone che porta con sé: una dozzina fra medici, paramedici, osservatori, paraosservatori, tattici e preparatori. La Juve non può permettersi, né vuole ovviamente, questo afflusso di gente. Ne bastano pochi, almeno 4/5 in meno. E Benitez sembra si sia convinto del taglio da fare, indipendentemente dalla possibile destinazione torinese. Pure in altri club avrebbero difficoltà a pagare simili ingaggi e comunque rivoluzionare i quadri interni. Il primo tassello, ammesso e non concesso che sia già avvenuto un incontro fra Bettega e il mago spagnolo, è andato a posto.

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Il secondo tassello riguarda l’ingaggio, ma anche qui la Juve sa che non può permettersi più calcoli. Inoltre Benitez non è un paraculo qualsiasi e non chiede certo 11,5 milioni di euro (ogni riferimento a bambini-allenatori è puramente casuale). E poi basta fare due calcoli: o dai 400 mila euro a un emergente e ti becchi bastonate dal tifo, o cominci a varare un progetto serio. Pare che Bettega abbia insistito su quest’ultimo punto e io mi fido ciecamente.

Il terzo tassello riguarderebbe, ammesso e non concesso l’arrivo di Benitez a Torino, l’attaccante. Fuori Amauri e Trezeguet, dentro Torres che garantisce varie tipologie di gioco e almeno 5 anni tranquilli di gol e prestazioni. Magari. Magari. Visto però il comportamento di Torres, c’è da sperare. Il problema è che tale speranza è condivisa da altri club, di primissimo livello e con capacità economiche ben superiori a quelle della Juve. Ma sono club spagnoli. Il Barca ha già speso e non spenderà in quella zona del campo. Il Real può fare quel che vuole, ma attenzione alla mia idea. Se il Real compra Torres, deve vendere Benzema. Qui c’è da aver paura solo del ManUTD. Di certo, Torres non resterà in Inghilterra. La palla passa a Bettega. Servono almeno 30 milioni di Euro, forse di più.

Il quarto e ultimo tassello dell’affaire Benitez riguarda il mercato. Il veto posto dal tecnico spagnolo su Buffon e Chiellini è ampiamente condiviso dalla società e dai giocatori medesimi. Vuoi vedere che Gigi non resta con Benitez al comando? E dove va Chiellini? Piuttosto gli spacchiamo le gambe se la società vuole venderlo. Si scherza, ovviamente. Capitan Futuro resta. E resterà per sempre. Cessioni a parte Benitez vuole esterni. E li vogliono anche i tifosi e logica di una rosa costruita male, rifinita peggio. Gente che corre, gente che attacca. Praticamente andrebbe bene il 4-4-2, ma con la variante Benitez. Da Kuyt a Walcott, da Giovinco rigenerato cui Benitez, ci scometto, concederebbe fiducia ad altri nomi alla portata del mercato bianconero.

Chiede questo Benitez. E noi a lui che ci faccia un po’ divertire e magari portare a casa qualcosa.

Intanto per domani pomeriggio è previsto il tutto esaurito nel reparto d’attacco: mai successo in questa stagione. Mancherà Sissoko per squalifica e i soliti Caceres e Diego (ultima settimana per lui). Al rientro Buffon. Zac, fai vedere come sai lavorare, ma i tuoi bonus li hai tutti sprecati. Benedetta quella sera a Craven Cottage.

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