Menu Chiudi

Tag: traoré

Juve: chi sarà ceduto?

Si attendono giustamente i colpi di Marotta, ma non bisogna dimenticare che la Juve deve prima, e forse soprattutto, vendere. Il che non è semplicissimo. Vediamo caso per caso quali grane deve risolvere Beppe Marotta.

Advertisment

Partiamo dai portieri. Marco Storari ha giocato un campionato eccezionale: sminuirne il valore ha senso solo per chi ama il gusto di dare contro alla Juve, e lascia il tempo che trova. Gigi Buffon è ancora, teoricamente, il numero 1 al mondo fra i numeri 1. Sembrerebbe un reparto più che completo, ma ci sono problemi. Storari vuole giustamente giocare, anche perché sono gli ultimi anni di carriera. Su Buffon esistono, inutile nasconderlo, diversi dubbi sulla sua tenuta fisica e sulle sue reali motivazioni di voler ancora faticare in campo. Entrambi avrebbero mercato e la Juve dovrà decidere in fretta cosa fare. Antonio Conte pare abbia parlato con Buffon sentenziando che il portierone potrà ancora dare tanto alla Juve. Mi fido, quindi resta da piazzare Storari, se non accetterà il ruolo da comprimario. La sua partenza sarà legata presumibilmente a un acquisto di profilo basso.

Advertisment

Difensori. Grygera e Motta e Grosso sono in partenza. Il primo non ha mai convinto e, anzi, è stato oggetto di durissime critiche. Pensare che l’abbiano tenuto rinunciando ai vari Balzaretti e Criscito… Il secondo verrà riscattato, ma Marotta lo utilizzerà in qualche scambio o lo venderà. A Grosso non verrà rinnovato il contratto e sarà libero di accasarsi dove meglio crede. Traoré tornerà all’Arsenal per fine prestito, mentre su Sorensen il dibattito è apertissimo: quarto centrale, dietro Chiellini-Bonucci-Barzagli, o in prestito a farsi le ossa? La situazione dei tre centrali invece appare chiara: impossibile (o quasi) rinunciare a Giorgione, Barzagli ha convinto e può tornare utilissimo, mentre su Bonucci, dovesse arrivare qualche succosa offerta dall’estero…

Centrocampo. Se Conte non metterà il veto, Sissoko sarà certamente ceduto. Il maliano ha mercato in Spagna e in Francia e bisognerà giocarsi bene questo cartellino. Felipe Melo rischia grossissimo: Conte non lo vede e l’arrivo eventuale di Inler significherebbe proprio la rinuncia al brasiliano. Costato 25 milioni di euro, oggi la Juve non potrà accaparrarsi più di 16 milioni. Anche lui potrà essere importante in qualche scambio di livello (Real? Liverpool? Arsenal?). Occhio anche a Pazienza, il cui eventuale ingaggio a me è incomprensibile: finirà come Marco Motta? Martinez è in uscita, ma chi su di lui?

Attacco. Iaquinta e Amauri hanno rappresentato il flop della scorsa dirigenza. Il primo condizionato dagli infortuni, il secondo condizionato da una incapacità di sopportare le pressioni. Entrambi sono però ostaggi di onerosi ingaggi, che ne precludono alcune trattative. Staremo a vedere. Per il resto il quartetto Del Piero-Matri-Quagliarella-Toni pare confermato, a meno che…

Advertisment

Tante polemiche in attesa di Juve-Milan

Si arriva al supermatch di questa sera in condizioni climatiche avverse. Non c’entra nulla il meteo, piuttosto quanto accaduto durante i 6 giorni che hanno preceduto la sfida.

Advertisment

Dal mani di Robinho alla sfida contro il Napoli, dalla par condicio della moviola riservato solamente alle milanesi al processo di Napoli col tentativo fetido di ricusare il Giudice Casoria.

Intanto si è assistito a un grande aiuto della squadra arbitrale a Montella e a Rosella Sensi. Gli amici di Moratti non vengono mai traditi. Ascoltare comunque le parole di De Canio e di Semeraro mi fa venire un brivido lungo la schiena, perché con questo meccanismo la Juve è stata mandata a processo:

[De Canio: ] C’erano almeno tre rigori per il Lecce, e la gara è stata decisa da episodi…

[Semeraro: ] Ora parliamo con i nostri parlamentari e faremo un’interrogazione parlamentare…

De Canio e il suo presidente scherzano, ma accadeva regolarmente quando la Juve di Moggi tritava ogni santa domenica l’avversario di turno. Intanto con questi regalini Montella e la Roma continuano a raccogliere preziosi punti in classifica. Che pesano e peseranno moltissimo. Speriamo solo che i regali alla fine, come amavano dire in tempo preFarsopoli, si compensino sul serio, perché a Torino di regali non ne vedono da Cagliari, turno d’andata del Torneo Aziendale 2010/2011.

Advertisment

A Milano, dopo aver comprato l’ennesimo premio, il presidente-più-molesto-della-storia-del-calcio lancia il suo tifo per la Juve: come dire, da soli proprio non sanno andare avanti. E l’altra Moratti, il sindaco, incappa in una gaffe mica male. Berlusconi comunque ha replicato immediatamente: già oggi potete leggere quanto da lui scritto e firmato da Suma (che addirittura scrive essere Giornalista Professionista).

A Torino infine Del Neri non ha dubbi. E come potrebbe averli leggendo chi non c’è, chi non ci può essere e chi non è arruolabile? Il recupero di Aquilani è solo psicologico, a meno che qualcuno non abbia volontariamente mentito sulle sue condizioni di salute (e non credo). Starà fuori, quindi in mezzo al campo giocheranno Felipe Melo (attenti al rosso, in quanto si beccherà pure i gialli riservati a Van Bommel) e Marchisio. A sinistra Martinez (che proprio all’andata giocò la sua migliore partita in bianconero, figuratevi!) e a destra un Krasic che finalmente ha rilasciato parole nette:

Non sono un simulatore: studiate il mio gioco.

Non ha tutti i torti, ma se molta gente pare dare ragione a Pistocchi… allora tranquillo caro amico serbo, testa bassa, allunga la palla e asfalta i tuoi avversari.

Dubbi in attacco dove Del Piero scalpita, ma è troppo forte la tentazione di ripresentare la coppia Matri-Toni che aveva steso l’Atalanta di Milano.

In difesa turno di punizione per Bonucci (ampiamente meritato), ma soprattutto corretta mossa di giocarsela sulle fasce dove agirà Pato. Traoré dovrebbe essere titolare, mentre Barzagli e Chiellini garantiscono, al momento, una migliore copertura contro il fisico di Ibra e la velocità di Robinho.

Advertisment

Juve: bilancio di metà stagione

Dura la vita se ti chiami Andrea Agnelli o Beppe Marotta e di mestiere fai il Presidente e il Direttore Generale della Juve. Non tanto per i ruoli ricoperti, di prestigio assoluto, quanto per i troppi tifosi accecati da impazienza e da quello strano senso di dare contro alla propria società che è proprio di un club che si è reso più ridicolo vincendo di quanto non lo era già perdendo! Ammesso che queste vittorie abbiano un qualche significato.

Advertisment

La situazione della Juve è semplicissima. Beppe Marotta e Fabio Paratici avevano individuato quattro pedine per dare il cambio di marcia a una società, non una squadra, bensì una intera società, ridotta allo sbando da 4 anni di gestione senza senso! Le quattro pedine portavano i nomi di Krasic, Bonucci, Aquilani e Quagliarella. Con metodi differenti la Juve li ha acquistati tutti e quattro. E gradirei capire chi cacciereste dei quattro e per quale motivo.

E visto che il mercato in uscita è stato piuttosto vivace (fuori Camoranesi, Diego, Trezeguet, Poulsen, Tiago, Molinaro, Zebina fra gli altri) ecco alcuni innesti di riparazione, necessari perché il budget, già limitato, era finito a quei quattro nomi e perché serviva una sorta di rinnovamento nei nomi e nelle età. Ecco allora i prestiti di Pepe (che io riconfermerei senza esitazione) e di Motta (andrà via, tanto è costato solo 500 mila euro) e di Traoré e di Rinaudo e gli acquisti di Martinez (ingiudicabile fino a questo momento) e di Sorensen (18 anni, 150 mila euro per il cartellino e un futuro promettente) e di Storari (esperimento: rigioca la stagione senza Storari e prova a immaginare cosa sarebbe accaduto!). Di questi Traoré sta cominciando a giocare soltanto ora, Motta ha fallito, Pepe ha fatto benissimo, non considerando che molti si aspettavano Cristiano Ronaldo o il vecchio Giggs, Martinez va valutato, Storari è stato uno dei migliori in Serie A e Sorensen sarà preziosissimo in questa stagione e nelle prossime!

Come valutare una parte di stagione? Semplice. A bilancio devi mettere quanto di buono fatto e le stronzate accumulate. Ed eccole:

Advertisment

  1. vittorie contro Milan e Lazio danno il senso di una Juve che, a ranghi completi, se la può giocare con tutte;
  2. i pareggi in Europe League sono stati determinati, per quanto mi riguarda, da scarso impegno collettivo, da stanchezza per mancanza di turnover e dalle pesanti assenze di Quagliarella e Aquilani; chiaramente vanno ascritte alla voce “perdite”;
  3. i pareggi con Bologna, Brescia e Chievo (cioè 6 punti persi, che sommati agli attuali 34 fanno giusto giusto 40) sono stati dettati da blackout spiegabili da una crescita mentale che è ancora in corso e alla quale Del Neri dovrà lavorare moltissimo, ma è evidente che queste partite non hanno mostrato limiti tattici o tecnici, ma limiti di concentrazione assolutamente da correggere, almeno io vedo questo lato positivo se ripenso ai match;
  4. per il resto l’andamento bianconero ha offerto alti e bassi, assolutamente corretti vista la gestione in emergenza di Del Neri (spesso con due soli attaccanti, spesso con gente costretta a giocare) e il dispendio di energia per il modulo tattico impostato (la differenza con le grandi squadre e la Juve del passato è che in condizioni pessime poi c’era Nedved che batteva la Lazio, o Del Piero che stendeva il Messina, o Mutu che risolveva la pratica Palermo, o Ibra che vinceva da solo, o Trezeguet che trovava la zampata finale).

Questi quattro punti per me sono inattaccabili. E andrebbe risolto soltanto il punto 3, visto che giochiamo a calcio per davvero e non abbiamo a che fare con dei robot!

Capitolo mercato

Amauri va o Amauri resta? L’arroganza di questo ragazzo è non più accettabile. Non c’è persona che non desideri mandarlo a quel paese. Qualunque paese purché non più Juve. L’eventuale arrivo di una punta (Luis Fabiano o Forlan, tanto per sognare) è subordinato alla sua partenza. Se parte, ne arriverà uno più forte di lui. Altrimenti la Juve è vittima di quel contratto da 3,8 milioni di euro annui che la precedente gestione gli aveva offerto!

Ti piace sognare facile? Luis Fabiano o Forlan? Beh, basti che ne arrivi uno. Per la manovra delneriana è preferibile il giocatore dell’Atletico: mobile e capace di ragionare palla al piede lontano dalla porta. L’altro, il brasiliano, è più uomo d’area, uno che la mette dentro se l’assist è buono, uno che non si emoziona se veste il bianconero. Uno che in crociera, tanto per dirne una, non dovrebbe andarci!

Il “no grazie” a Floro Flores è un tocco da meastro. Una mossa per stanare? Un depistaggio? Boh, io la penso così. Perché è assurdo che la Juve si butti sull’attaccante dell’Udinese che a Udine fa panchina. Servono i gol e allora i nomi sono quelli pocanzi scritti. O loro o si resta così, perché il colpo vero sarà a giugno, come ampiamente promesso. E a giugno il nome più gettonabile è Pazzo Pazzini. Con l’eventuale riscatto di Quagliarella (torna a aprile? impossibile!).

Advertisment

Napoli-Juventus 3-0 Addio sogni di gloria?

Sarebbe ridicolo dire che tutto va bene o che non c’è da preoccuparsi. Come sarebbe altrettanto ridicolo montare un dramma da disastro annunciato. Di certo c’è che questa Juve, messa così adesso, non può andare lontano.

Advertisment

E’ sbagliato l’approccio tattico, tanto caro a Del Neri, e sono sbagliati gli interpreti. E c’è poco da inventare quando hai in campo Grygera e Traoré, e ancora meno da fare quando sei costretto a schierare Amauri in coppia col debuttante Toni.

Il calcio alla fine è un gioco semplice. Si deve correre appresso a un pallone, e questa Juve corre poco e male (basta osservare le gambe pesanti di Krasic), e devi avere la qualità per superare in tecnica il tuo avversario.

Circa il primo punto può io trovo abbastanza normale una flessione. Di quelle hanno attanagliato la Juve nelle serate di Europe League. Va messo in preventivo un periodo nero fisicamente, cui la Juve ha saputo sopperire precedentemente con molta difficoltà a causa di una rosa limitata. Oggi, con una rosa ancora più limitata, il discorso si fa pesante. La mano passa allo staff tecnico che dovrà ridare ossigeno al cervello e, soprattutto, alle gambe.

Circa il secondo punto le osservazioni sono ben più delicate e, anche qui, molto semplici da affrontare.

C’è un giocatore che fa l’attaccante che si è reso pericoloso soltanto una volta in una partita: un tiro da fuori ben parato. Si chiama Amauri e nell’arco solare di 365 giorni ha messo dentro una sola rete. Ma dove vuoi andare se lo schieri in campo da titolare? Solo perché è alto e grosso? In 90 minuti ha fatto più cose Toni che Amauri in due anni. E questo è un primo punto che va  affrontato immediatamente, perché causa di molti mali della Juve: o lo vendi o ne subisci le conseguenze.

Advertisment

I primi due gol di Cavani sono autentici regali di Grygera e Traoré: l’errore tecnico nel calcio ci può e ci deve stare, ma è imperdonabile l’errore di posizione, soprattutto se fai il difensore. Anche qui va messo un punto, perché Grygera è un recidivo e può offrire, suo malgrado, soltanto queste prestazioni (escluse quelle apparizioni positive di ottobre), mentre Traoré è una incognita difficilmente spiegabile ai più.

Detto questo la Juve sta soffrendo amaramente l’assenza di due giocatori che erano riusciti a sopperire alle lacune tecniche di un intero undici: Felipe Melo (strano, ma quando manca lui la Juve va in sofferenza e perfino i due centrali di difesa sbarellano, posto che la sua durezza e il suo agonismo sono preziosi, visto il trattamento di piacere che Aquilani e Marchisio hanno riservato ai colleghi avversari) e Quagliarella.

L’attaccante napoletano dava quel tasso di imprevedibilità e movimento che né Del Piero né Toni possono dare. Quindi si deve ricorrere al mercato, con un colpo da 90 e pazienza se si dovrà sforare il bilancio. Ne va del bene della Juve e proprio un colpo del genere mi aspetto. E’ quella chiarezza che ho chiesto. Con Toni hai messo una pezza, ma adesso serve un rinforzo vero, un rinforzo di qualità, altrimenti sono balle quelle fin qui pronunciate. E non si può attendere la rinascita di Martinez, né il miracolo Amauri.

Curioso poi che nemmeno un episodio, e che sia uno, sia girato dalla parte dei bianconeri. Per esempio basta un solo fallo per prendere un giallo a Traoré, e nemmeno tanto evidente, mentre Grava è stato più volte graziato. E stessa sorte è toccata a molti suoi compagni, prima del minuto 80 quando prendere il giallo non contava più a fini del match.

Curioso che l’uscita di Storari per poco non veniva utilizzata per firmare la petizione per una sua cessione, mentre quella di De Sanctis è servita per annullare il gol di Toni. E curioso ancora come in quella stessa azione andava fischiato un rigore netto su Chiellini, spogliato della maglia. Di due episodi a favore, ce ne è toccato uno contro. Pazienza.

E di pazienza ne servirà tanta ai tifosi. Ho avuto l’impressione che erano molti di più i tifosi bianconeri che finalmente ora potranno sfogarsi a sputare fango sulla Juve, rispetto a tutti gli altri tifosi che non vedevano un tracollo Juve ormai da mesi.

E’ la falsa partenza della Juve, così come a inizio campionato. Mi attacco a questo per sperare in una pronta rinascita.

Advertisment

Lech-Juventus 1-1 Essere o non essere incazzati

Essere o non essere incazzati… questo è il problema. Da parte mia il problema è di facile risoluzione. Nella vita puoi sempre scegliere due strade di fronte a una vittoria o a una sconfitta: perché è successo o scegliere qualcuno cui dare la colpa. Io preferisco sempre optare per la prima strada. E così farò nel giorno dell’eliminazione della Juve dall’Europe League, che definirla modesta è una volgarità nei confronti di chi questa coppa l’ha vinta.

Advertisment

La Juve esce perché si è dimostrata timida e per niente coinvolta dalla Coppa. L’atteggiamento tenuto il giovedì sera (anche se ieri era mercoledì) e l’atteggiamento della domenica di campionato sono due modi distinti di concepire il calcio. Il primo non è da Juve, il secondo sì. E infatti in Europa sono arrivati 5 pareggi su 5, mentre in Campionato Del Neri ha potuto sperimentare e contare su un certo tipo di gioco.

Posto che la delusione è alta, conviene pure cominciare a pensare che l’eliminazione sia benefica per il prosieguo della stagione. Allenarsa con costanza e tranquillità evitando trasferte, viaggi e stress può essere un bene. L’obiettivo primario di questa Juve è l’accesso alla prossima Champions.

La Juve esce perché, oltre che timida, si è rivelata incapace di sostituire due uomini fin qui chiave come Aquilani e Quagliarella. E pensare di vendere Sissoko non è più una pazza idea come poteva apparire qualche mese fa. Momo in mezzo al campo rallenta la manovra e non offre qualità. Marchisio ha retto bene, ma non poteva bastare. Senza Aquilani e Melo la Juve perde il 50% della sua pericolosità. Non sa più amministrare palla e non ruggisce a dovere. Servono due piedi deliziosi là in mezzo e sono quelli di Aquilani e Melo. Marotta farà bene a cercare un centrocampista che possa dare fiato a uno dei due senza perdere troppa qualità e competitività.

Advertisment

La Juve esce perché la presenza in campo di Quagliarella è determinante per il movimento collettivo della Juve. Del Piero sta tirando il fiato e vorrei vedere se qualcuno possa azzardare a criticarlo. Per 19-partite-19 ha tenuto una media voto superiore al 7, adesso ci sta un po’ di stanchezza. E non c’è il sostituto. Iaquinta è troppo isolato senza Quagliarella e comunque non gli si può rimproverare nulla.

La Juve esce perché gli esterni hanno praticamente fallito. Traoré sta cominciando adesso ad assaporare corsa e pallone. Sembra avere potenzialità dalla metà campo in su, ma in fase difensiva pecca. Considerando che ieri non aveva contro un fenomeno, si è difeso bene, ma in Serie A potrebbe non bastare. Comunque non possiamo fare altro che aspettarlo ancora un po’. Giusto un po’! Tanto c’è Grosso che a questo punto diventa fondamentale. Pepe è tornato a buoni livelli, Krasic è semplicemente bestiale, ma oltre loro non c’è più nessuno. Timido, troppo timido, poco incisivo Lanzafame. Mi aspettavo moltissimo, anche più minuti in campo. Viene da un infortunio, ma il suo apporto non può risolversi nel precampionato.

La Juve esce perché a -12 gradi io non mi alzo nemmeno dal letto per fare pipì. Io non so come funzionano le regole, ma con la tuta termica, il caffé all’intervallo e il nevischio… non credo siano le condizioni ideali per giocare una partita di pallone. E non perché rischi di perdere o pareggiare o pure vincere, ma proprio per lo spettacolo. La Juve ci ha provato, ma l’UEFA si è divertita. Contenti loro. Rispettiamo la scelta e se la fortuna ci avesse dato una mano oggi staremmo qui a parlare di impresa nell’impresa nella neve.

Ora sotto col mercato, che paradossalmente può attendere. Sì perché a destra ieri ha giocato una partita mostruosa Camilleri. Appare un ragazzotto smaliziato, pronto alla battaglia, che non tira indietro il piedino e che tecnicamente si è dimostrato molto coraggioso impostando e talvolta rischiando il dribbling. Lui e Sorensen andrebbero tenuti d’occhio perché non necessariamente occorre spendere milioni di euro in giro per l’Europa per trovare un campioncino.

Advertisment

Juventus-Roma 1-1 Che non favorisca la Juve, mi raccomando!

La parola oggettività porta con sé un significato altissimo. Forse anche troppo alto per il Paese in cui viviamo. Tale parola, insieme a quella di obiettività, regge la professione del giornalista. Cioè, colui che deve ricercare la verità e scriverla, fotografando certi suoi aspetti. Se ti concentri però sul rovesciare alcuni concetti cardine del pensare-e-vedere-comune non stai facendo il giornalista, ma l’ubriacone da strapazzo che vive dentro ai bar. E non dovrebbe esserti permesso di poter scrivere su giornali, a maggior ragione se questi giornali vendono tante copie e sono potenzialmente dei plasmatori della coscienza comune. Al di là del calcio, è un po’ quello che è capitato nel nostro piccolo (in molti sensi, purtroppo) Paese italico. Tornando al calcio, è un po’ quello che capita leggendo la Cazzetta Rosa. Purtroppo, il lunedì mi tocca perché non ho il portafogli di Berlusconi e Moratti e perché questo-passa-il-convento.

Advertisment

Juve-Roma è stata una partita bruttina dal punto di vista tecnico: al di fuori di Aquilani non mi pare di ricordare qualche giovinotto che abbia espresso bel calcio. Juve-Roma è stata una brutta partita anche dal punto di vista del nervosismo. La cosa più sorprendente è che la Juve schierava Felipe Melo e a farsi portatori sani di isterismo sono stati i giallorossi. Da Totti che  - al pari del suo Presidente del Consiglio – ha individuato nella curva bianconera il motivo del suo essere pensionato ormai da un paio d’anni e della sua mancanza di gol in campionato dal recente maggio. Da Borriello che non ha niente di meglio da fare che prendersela con Chiellini che di professione fa il difensore ed è uno tra i più forti al mondo in marcatura: a proposito, ci sarebbe una prova televisiva nei confronti del giallorosso perché, a meno di cambi di regolamento come già accaduto ai tempi di Nakata, il pedatone a palla lontana dovrebbe essere punito, pena prevista in una delle 17 regole che governano questo sport. Da Mexes che solo il giorno dopo ha il coraggio di parlare della sua scivolata (individuata – udite udite, signori udite – dallo Studio Mediaset Premium, dove perfino Aldo Serena fa l’occhiolino di quelli ”per contratto sono obbligato a dire che è un episodio dubbio”) in area. Da Ranieri a Montali, due col dente avvelenato che non capiscono che tornare a parlare dei fasti vissuti in maglia bianconera non fa altro che accrescere il forte senso di rivalsa e rivincita che ha animato il ritorno di Andrea Angelli in casa Juve. Il fatto poi che gli screzi coinvolgano solo e soltanto Ranieri e J.C.Blanc non è altro che una palese conferma che quella degli anni passati era tutto… tranne che la Juve.

Oggi sul giornalaccio rosa leggerete di squadre che si sentono penalizzate da infortuni, fosse anche il panchinaro di turno. Leggerete di Presidenti che noi-abbiamo-giocato-male-e-non-gli-altri, quando lo spettacolo offerto dal nostro calcio è così ridicolo e basso che all’estero non ci cagano, se non dopo la Ligue 1. Leggerete di un tale livello di inadeguatezza della Serie A che capisci perché alcuni personaggi sono ancora lì a comandare o a ricoprire ruoli importanti e intanto la nostra politica calcistica va giù, sempre più in giù. Testimonianze ferree e inconfutabili le uscite di gente come Zamparini e De Laurentiis, due vecchietti con tanti soldi che hanno illuso loro stessi pensando di poter comprare pure le competenze, le astuzie, quel talento innato, insomma, di chi sa far calcio perché ha un’anima e intelligenza. Talento: non c’è altro modo per spiegarlo. Non fosse per gente come Reja e Delio Rossi, Lotito (nelle sue infinite sfaccettature) e Pastore… ogni domenica sarebbe uguale all’altra: zero contenuti, pochezza di immagini e tanto urlare.

In mezzo a queste urla finiscono le parole pacate, ma forti, giustamente forti, di Beppe Marotta che si appella a qualcosa che lui non conosce, evidentemente: sentimento di giustizia nei confronti dei bianconeri. Beh, Beppe, svegliati e cresci! Sei alla Juve ed è molto diverso dall’essere alla Samp (con tutto il rispetto per quei colori e una squadra che ho adorato, tranne per un personaggio altamente molesto come Garrone: vedere i tifosi e gli striscioni, prego). Servono – scusate il termine volgare – le palle, grosse e pesanti, ben salde al loro posto. Serve anche essere svergognati, saltare un po’ di regole: lo fanno tutti e non capisco perché dobbiamo dare il buon esempio.

Advertisment

Krasic si è tuffato e mi pare che nessuno abbia detto il contrario. Strumentalmente si è voluto far credere che la Juve voleva farla franca, quando invece la Juve aveva chiesto parità di trattamento. Perché molti altri erano caduti a quel modo, provocando fra l’altro la sconfitta dell’avversaria. Sono caduti giocatori nerazzurri e di ogni altro colore, ma ancora non era stata applicata la politica “ora ti faccio vedere io”. Molti hanno palesato dei ko in stile Tyson e qualche partita ha mostrato risse da far west (mi viene in mente Napoli-Milan). A pagare però è stato Krasic e solo Krasic. Sarebbe una buona cosa anche solo prendere in considerazione l’eventualità di portare in giudizio gente e calcioni come quelli di Borriello o dello stesso Ibra, seppure quel meraviglioso colpo da uno-contro-uno nei confronti di Materazzi mi inorgoglisce e mi fa iniziare la settimana in modo divertente (tanto per essere chiari: tanti auguri al giocatore che in finale dei campionati Mondiali ha segnato in partita e uno dei 5 rigori. Si scherza e ci si prende per il culo, ma la salute viene prima di ogni colore). Che poi, ci mancherebbe, nessuno verrà processato. Gente come Pistocchi non si sognerebbe mai di fare uno sgarbo al padroncino per segnalare una simulazione di Eto’o o le origini slave di Ibra, contrariamente a quanto capitato nei confronti del serbo della Juve.

Strano poi il fatto di applicare il regolamento in un modo quanto meno originale. A Milano non si batte un calcio d’angolo, a Udine non si fa in tempo a battere la punizione, a Torino invece al minuto 51 del primo tempo c’è ancora tempo per prendersela comoda per posizionare la palla e battere e poi discutere su quale parte del corpo Pepe abbia voluto proteggere. Lì, in realtà, il discorso è più ampio: o si stabilisce, una volta per tutte, che se la palla tocca la mano di un giocatore che è infartuato viene fischiata COMUNQUE la punizione, o la discrezionalità dell’arbitro premierà sempre la polemica. Che poi, immaginatevi il contrario: avrebbero chiamato i RIS per capire se era dentro l’area o fuori l’area.

Dal punto di vista squisitamente tecnico, la Juve ha ancora una volta dimostrato di averne pochi, di titolari e gente capace di sopportare il peso-Juve. Felipe Melo e Aquilani sono intoccabili e non hanno riserve. Marchisio è stanco, però è sempre utile. Krasic manca da morire, mentre Del Piero dovrà tirare un po’ il fiato. Sfortuna vuole che gli attaccanti bianconeri siano solo in 3: Iaquinta (gol da favola, io l’avrei tenuto in campo), Quagliarella (chi critica Fabio o non capisce nulla di calcio, ed è grave, o semplicemente vuole giocare a fare la polemica, che è peggio) e appunto Del Piero. Non mi azzardo nell’assegnare il ruolo di prima punta a Amauri, che farebbe bene a preparare la valigia. E’ tornato il solo Amauri: inconcludente, a tratti indisponente, mai utile, sempre evanescente. Che sia Forlan o Boniperti Jr, che sia Maxi Lopez o Benzema, qui serve qualcuno che dia il cambio al Capitano, a Eta Beta (non l’avevo ancora sentita questa) e a Vincenzone. Magari qualcuno che ogni due/tre partite la butti dentro, così, tanto per vedere l’effetto che fa.

Dietro la Juve non ha sofferto. Zero! Bonucci e Chiellini hanno fatto il loro dovere. Serviva tempo per registrare la difesa e il tempo è stato sfruttato molto bene. Esordio di Traoré: ha numeri in fatto di fisico, corsa e un buon sinistro, deve solo prendere confidenza col campo, visto che è da agosto che non toccava palla. Che dire poi di Sorensen? Ricordo ancora quando esordì Stendardo, poi Knezevic o ancora Andrade o addirittura Boumsong. Ecco, questo significa programmare e mandare in giro per l’Europa gente competente come Paratici e Marotta. Tutto, nella vita, ha un motivo d’esistere. Mi sfugge solamente il motivo per cui gente nativa e residente in Argentina o in Birmania debba togliere il posto nella MIA Nazionale a ragazzotti che dovrebbero rappresentare il nostro futuro, mentre quando cambio canale vedo i vari Pedrito e Krkic, i giovanotti lanciati da Capello o quelli gestiti da Loew in Germania, per non parlare della rivoluzione di Blanc in Francia. Ecco: questo cazzo di motivo mi sfugge!

Advertisment

Brescia-Juventus 1-1 Occasione sprecata?

Chiaro: il risultato è deludente. Ovvio: la Juve dovrebbe vincerle queste partite, e azzarderei pure un facilmente. Però c’è da fare i conti con una situazione complicatissima. Anche ieri defezioni, di quelle importanti, e anche ieri conferme di un concetto facile, banale: questa Juve ha 11 uomini contati, di quelli dal livello alto, di quelli superiori. E poi ha i rincalzi che Marotta aveva provveduto a spolverare ben benino nel corso dell’estate. Tanto lavoro rimane da fare, ma qualche mossa è azzeccatissima. Deve essere letto così il pareggio col Brescia, e non c’è modo di uscire da questo ragionamento.

Advertisment

La Juve di Marotta e Andrea Agnelli ha cominciato un processo di rivoluzione che piace per tutti gli aspetti positivi proposti. Tali aspetti positivi hanno nomi e cognomi:

Advertisment

  1. Alberto Aquilani è tornato a livelli mostruosi. Copre e rilancia, imposta come pochi e si approccia alla trequarti come un numero 10. E’ il centrocampista che cercavamo da almeno quattro anni. Adesso fuori i soldi per comprarlo già da gennaio, così da evitare brutte sorprese a giugno;
  2. Marco Storari ha ridato serenità a un ambiente che ha patito l’assenza, fisica e di presenza in campo, di Gigi Buffon, cioè il numero uno fra i numeri uno. Pagato quanto una falange di Milito o di Ibrahimovic, si sta rivelando una delle sorprese più belle di questo campionato. L’ha voluto fortemente Del Neri, l’ha preso Marotta;
  3. Fabio Quagliarella ha numeri e li mette a disposizione della squadra. Il numero più importante è il 6 perché tanti sono i gol firmati da questo napoletano eclettico, capace di scalzare Amauri e Iaquinta da una maglia di titolare che sarà difficile strappargli. Movimento e imprevedibilità, dribbling e copertura. E’ un pazzo o, peggio, in malafede chi tenta di criticare questo attaccante: cosa dovrebbe fare di più? Ieri l’unico rimprovero è quello sul tiro finale che avrebbe regalato la vittoria. Per il resto solo complimenti. E’ stato acquistato da Marotta a un prezzo minore di quanto De Laurentiis aveva speso appena un anno prima. Oggi vale tantissimo, ma la Juve farà bene a tenerselo stretto.
  4. Alex Del Piero, 36 anni. E’ la prima partita dove meriterebbe un 5,5. Cioè è la prima partita, dopo 18, in cui il Capitano scende sotto la sufficienza. Siamo a metà novembre quasi, si gioca ormai da luglio, sarà ragionevole che accada ciò? Alla faccia di chi lo dà finito.

Da questa lista, che regge praticamente la Juve, ho escluso, per evidenze e per assenze che da ora in avanti si faranno sentire, Krasic, Melo (che sarà recuperato, ma che non sta benissimo), Chiellini (recuperato e pronto per tirare la carretta fino a Natale), Marchisio. Tutta gente rivitalizzata da questa dirigenza.

Si poteva certamente fare di più, ma aver recuperato un minimo di spirito battagliero, di aver messo in campo un po’ di audacia e un minimo di qualità, di fare resistenza contro la sfortuna e gli infortuni… beh io sono comunque soddisfatto. Tanto sono sicuro: riusciremo ancora a migliorare. Ora, sotto con la Roma, perché il tempo di fermarsi per riflettere proprio non c’è. Nemmeno, purtroppo, per recuperare un po’ di fiato.

Tornando al match di ieri sera ho solo da segnalare un paio di cosette:

  • sarebbe opportuno capire quando una persona deve essere punita per simulazione: ieri i tuffi sono stati tanti e ripetuti, compreso il buon Diamanti che solo dopo il casino della difesa bianconera ha ammesso di essersi tuffato; questo discorso vale pure per gli avversari di turno tipo Eto’o, Lucio e i vari signorini del calcio pulito;
  • Del Neri ha azzardato una sostituzione che è logica, ma non prudente: fuori Aquilani e dentro Marchisio, a rischio squalifica. Io avrei tolto il Principino, ma è andata bene;
  • assist e un’altra partita buona, non eccezionale, ma di più non si poteva chiedere: è il match di Fabio Grosso, recuperato e integro fisicamente. Non sono del tutto d’accordo col suo rientro, a livello proprio morale o educativo (pensiero del tutto personale, ripeto), ma devo ammettere che ci è utile viste le assenze; discorso uguale, tranne che per la mia totale approvazione, per Brazzo che sabato sarà presumibilmente titolare come terzino destro (Motta è squalificato);
  • che fine ha fatto Armand Traoré: io mi ricordo di un terzino dalla grande corsa e buona tecnica.
Advertisment