Menu Chiudi

Tag: trezeguet (pagina 1 di 3)

Juventus-Fiorentina Comincia un duello lungo tre partite

E’ dal 1928 che la Fiorentina non riesce a scrollarsi di dosso un odio profondo e sincero verso i colori bianconeri. Un 11-0 che ha fatto malissimo, poi ripetuto con la UEFA del 1990 e il passaggio di Baggio alla Juve, senza dimenticare lo scudetto di Liam Brady.

Advertisment

No: non può essere una partita normale a Firenze. Anche perché, vincendone anche solo una delle tre in programma in 12 giorni, per i tifosi viola sarebbe già un anno migliore. Differenza di obiettivi, differenza di storia. Piaccia o non piaccia.

Rientra Gomez nelle fila viola, mentre la Juve continua ad affidarsi a una delle migliori coppie gol degli ultimi 20 anni, in perfetta scia a Del Piero-Trezeguet. Pensare che sono costati soltanto 9 milioni di euro più bonus, Llorente più Tevez.

Advertisment

Un trittico di partite ad alta tensione. In attesa di Napoli-Roma di stasera, il match a ora di pranzo può offrire diverse chiavi di lettura prospettiche per il campionato: può riaprirsi o chiudere definitivamente tutti i giochi. Mentre da giovedì comincia un’altra storia, ben più pesante, se visto dall’ottica di chi sta puntando un trofeo importante (dopo anni di digiuno).

Conte non si affida al turnover, se non per dare fiato a Bonucci (pronto Ogbonna). Squalificato Pirlo, tocca a Marchisio piazzarsi in cabina di regia, con l’occasione di sperimentare un ruolo che potrebbe già essere suo. Rientra Chiellini a sinistra, mentre i casi-mercato Pogba e Vidal hanno solo fatto vendere qualche giornale in più.

Juventus-Fiorentina Marchisio sostituisce Pirlo

#Mobasta: parola al campo.

Advertisment

Tutti sotto esame: Juve all’attacco

Mancano pochi mesi, poche settimane. Quelle decisive, quelle più dure. Quelle, paradossalmente, che possono trasformare ogni tipo di giudizio finale: buono, pessimo, incredibile, godurioso, soddisfacente, encomiabile, e via così. Siamo in Italia, siamo juventini, e nonostante il percorso il risultato finale conta moltissimo. Forse tutto.

Advertisment

Nella squadra costruita da Antonio Conte i punti interrogativi sembrano tutti sulla testa degli attaccanti. Un po’ paradossale, un po’ reale.

Paradossale perché i numeri di questa Juve sono migliori rispetto allo scorso anno e, segmentati, anche migliori delle Juventus del passato. Da qui può sembrare strano una tale valanga di critiche (al netto, almeno, del giornalismo terroristico cui ormai siamo abituati). Paradossale perché si pur tenere conto del diverso lavoro cui gli attaccanti sono chiamati a svolgere sotto gli ordni di Conte. Duro lavoro che poi permette al centrocampo di sviluppare tutta la potenza del motore bianconero.

Advertisment

Reale perché ad averci un bomber vero, uno tipo Trezeguet, uno tipo il-primo-Inzaghi, tanto per scomodare gli ultimi bomber, questa Juve avrebbe già chiuso il campionato e farebbe ancora più paura in Europa. Metti un David a raccogliere le palle che arrivano in area… ecco, il pensiero è giusto!

E allora tutti sotto esame. Arriverà Llorente, già preso a gennaio, mentre Conte sta facendo pressioni inimaginabili per far passare il concetto che “con un paio di investimenti questa Juve sarebbe da paura”. Qualcuno arriverà, ancora. Ciò significa che qualcuno partirà. E’ antipatico fare le nomination, ma tocca farle, anche per capire chi schierare da qui a fine stagione.

E allora tutti sotto esame. Magari è uno stimolo ulteriore per fare bene e meglio. I quattro attaccanti sono a due cifre per quanto riguarda il bottino. Non basta, non ci basta, ma siamo qui a tifare con tutta la voce possibile. Fino in fondo: forza Juve!

Advertisment

Alta tensione Juve: forza e coraggio!

E’ un sabato di altissima tensione. La Fiorentina arriva a Torino agguerrita: è la partita dell’anno per loro, come ha ribadito Conte. Per noi vale per i 3 punti. Diego Della Valle non ha perso occasione per confermare la pochezza: davvero non ha colto la citazione dantesca? Davvero si appiglia a qualunque tipo di episodio pur di andare contro la Juve? Contento lui.

Advertisment

Intanto la Juve deve accelerare. Matri e Vucinic per spronare l’attacco, mentre centrocampo al completo tranne De Ceglie (preferito agli altri per la fascia sinistra). Il duello con Cuadrado sarà importantissimo.

Advertisment

Antonio Conte e Vincenzo Montella prenderanno le misure del 3-5-2 avversario. Buon per noi manchi Sissoko: troppo forte l’affetto per il maliano per resistere alla visione di lui con la maglia viola.

Anelka si scalda, intanto si accomoda in panchina con Giovinco (il ragazzo deve darsi una seria svegliata) e Quagliarella (che paga sempre più un comportamento non limpidissimo, oltre questioni tecniche). Il francese potrebbe esordire in attesa di capire se è il rinforzo giusto per la Champions. Champions che ci attende martedì sera, poi sabato sera ancora la Roma. Conte si è sfogato: che razza di calendario è questo, visto che esistono regole precise per l’alternanza di partite e posticipi in funzione delle partite europeee? Altra conferma di quanto conti questa Juventus a livello politico. Davvero vergognoso.

Stimolo in più per far bene. L’unico rammarico a questo punto è rappresentato dal mancato ritorno di Trezeguet: io l’avrei ripreso al volo!

Advertisment

Chiudiamo bene l’anno: c’è il Cagliari

Antonio Conte ha messo in guardia i suoi: guai a rilassarsi, proprio ora, proprio adesso che bisogna accelerare e dare un altro segnale a chi gufa ormai da un anno e più.

Advertisment

La Juve guarda tutti dall’alto della sua incredibile classifica. E’ in buona salute fisica nonostante qualche acciacco (Chiellini e Pepe out, Vucinic non al meglio) e ha diverse carte da potersi giocare.

Rientra Pogba, ma Conte è intenzionato a mandare in campo i migliori 11. La formazione la daremo solo dopo pranzo, ma sembra ormai fatta. Giovinco guiderà l’attacco e ci mancherebbe: per molti è una delle pedine più importanti nello scacchiere del tecnico, e questo perché consente soluzioni che l’anno scorso non avevamo. Crescerà anche sul piano della realizzazione (quanti errori contro l’Atalanta?) e ha bisogno del pieno sostegno dei tifosi. Conte crede tantissimo in lui e, di riflesso, dobbiamo farlo pure noi.

Advertisment

C’è il Cagliari, in leggera flessione rispetto all’arrivo del duo che sta in panchina. C’è Cellino che ha già cominciato a ritagliarsi un po’ di spazio sui giornali e in TV. E’ colpa della Juve se non si gioca a Quartu, è tutta colpa della Juve. E’ solo colpa della Juve. E allora prendiamocela tutta questa colpa.

Voglio una squadra feroce, senza pause. Voglio un Vidal in gol, voglio un Pirlo ancora sublime, voglio tante reti e non ne voglio subire nemmeno una. E’ l’ultima partita dell’anno, l’ultimo sforzo in un 2012 che resterà impresso nella mia mente come pochi altri anni solari.

Un magnifico Conte ha guidato una delle Juventus più belle e più forti. Assurdo giocare su paragoni impossibili, ma riguardando le immagini del passato è oggettivo constatare come quella di Conte abbia una identità e un gioco difficilmente rintracciabile nelle Juventus di Trapattoni o di Lippi. Con meno Zidane o Platini, con meno Del Piero e Trezeguet, ma con un copione di assoluto livello. Prima c’era Furino, poi ci fu Deschamps, ma oggi c’è Pirlo. Prima c’era Tardelli, poi ci fu Davids, ma oggi c’è Vidal. Prima c’era Zoff o Tacconi, poi ci fu Peruzzi, ma oggi c’è Buffon. Prima c’era Trapattoni, poi ci fu Lippi, ma oggi… e ringrazio il Cielo ogni mattina… c’è Antonio Conte.

Ultimo strappo del 2012, mandiamo in frantumi i fegati di chi affannosamente cerca di ostacolarci. Poi un po’ di vacanza e poi un altro anno magnifico. I believe in Antonio Conte!

Advertisment

Con Trezeguet quanti punti in più avrebbe la Juve?

Nell’estate del 2010 la Juve sembrava aver trovato la giusta strada in avanti. Gigi Del Neri, nuovo tecnico bianconero, stava provando il duo Diego-Trezeguet: il senatore e il giocatore da recuperare. Nel precampionato la coppia funzionò, almeno nelle prime uscite e tutto lascia presupporre che il nuovo corso Juve poggiasse su basi solide.

Advertisment

Poi il clamoroso passo indietro, o forse l’imponderabile: prevalsero ragioni di bilancio e l’impossibilità di vendere. Iaquinta e Amauri furono trattenuti, Trezeguet e Diego svenduti. E con quei due rimasti la Juve andò a picco. Il solo Del Piero non bastò per tutta la stagione, Quagliarella si ruppe a gennaio dopo un girone d’andata pazzesco, Matri sbocciò in primavera quando ormai era troppo tardi.

Marotta capì l’errore (anche se tuttora non sono convinto che fu colpa sua, non tutta almeno) e rimediò nel mercato di gennaio: dentro Matri, fuori Amauri.

Oggi ci chiediamo, alla luce del cammino di Trezeguet, quali vantaggi avrebbe avuto Conte nel poter contare sul franco-argentino e non su Borriello. Domande da fantamercato, lo sappiamo, ma certamente interessante.

Advertisment

Via dalla Juve (171 gol in 10 anni, miglior attaccante straniero della storia bianconera), il bomber continua a segnare. Nell’Hercules Alicante, modestissima squadra spagnola, mette a segno 8 gol nel girone d’andata e poi una serie di problemi di squadra mettono a repentaglio la salvezza che infatti non arriva. A fine anno Trezeguet segnerà 12 gol. Il 13 febbraio aveva intanto festeggiato 200 reti in carriera. Si trasferisce ad Abu Dhabi dove gioca soltanto 3 partite per problemi fisici. Rescinde il contratto dopo appena 5 mesi e a fine dicembre 2011 firma per il River Plate. L’esordio avviene il 12 febbraio scorso, con grande gol. Da allora 7 reti in 8 incontri, una media degna di David Trezeguet. Questo l’ultimo gol realizzato:

Se date uno sguardo al Monumental, l’attaccante franco-argentino è ancora fisicamente integro, con una voglia pazzesca di calcio e ancora devastante. Ricorda un certo Alessandro Del Piero per professionalità e voglia. Classe intatta, senso del gol mai perso: davvero c’era bisogno di sacrificarlo? Davvero si poteva rinunciare al suo senso di Juventus? Al suo attaccamento a una maglia indossata con grande onore e merito?

Dove sarebbe oggi la Juve se il cambio di Matri fosse stato David Trezeguet? Quanti gol avrebbe potuto siglare il bomber con i rifornimenti di Vucinic e Pepe?

Advertisment

Nicky Butt: “La Juve potrebbe distruggere la carriera di Pogba”. Sicuro?

Nicky Butt oggi gioca in Cina. Deve aver smarrito l’uso della parola o, semplicemente, da piccolino simpatizzava per una italiana e non certo per la Juve.

Advertisment

La sua recente uscita sul futuro di Pogba è a dir poco delirante. Ecco la frase:

[...] è pronto per il calcio che conta e Ferguson è in grado di aiutarlo per questo salto. Gli italiani, invece, non saprebbero come gestirlo distruggendogli la carriera.

E’ evidente che pesano come macigni questi ultimi 5 anni di calcio italiano, sporcati vergognosamente dai vari Guido Rossi e Auricchio e Narducci, sotto la spinta di Galliani e Moratti e Baldini. Abbiamo perso punti a livello di etica, di immagine, di credibilità, di serietà. Fortunatamente la Juve non ha partecipato a questo giochetto. E sta tornando proprio in questi ultimi mesi a recitare il ruolo salvifico.

Advertisment

Juventus Stadium, record, prestazioni: basta andare a leggere i numeri. Tutti quelli che volete: presenze allo stadio, presenze negli stadi avversari, record di incassi che si verificano sempre quando c’è da incontrare la Juve, possesso palla, dominio territoriale, tiri in porta, imbattibilità.

E con un progetto tecnico come quello di Conte ecco che suonano piuttosto strane le parole di Butt. Evidente come l’ex giocatore di Fergusson partecipi a una campagna che vuole il rinnovo di Pogba coi Reds. Dalla parte della Juve il fascino ritrovato, un litigio fra il giocatore e il tecnico del ManUTD (almeno così sembra) e Mino Raiola che spinge per portarlo a Torino.

Inoltre Butt dimentica tutti i talenti che la Juve ha contribuito a crescere nell’ultimo ventennio, giusto per non andare troppo indietro col tempo. E sempre per rimanere in Francia, giova ricordare che Thuram e Deschamps e Trezeguet e Zidane hanno vestito la maglia della Juve. Un paio di risultati li hanno portati a casa, compresi quelli con la maglia francese da giocatori bianconeri. Solo per questo… Pogba dovrebbe firmare a occhi chiusi per la Juve.

Vediamo come va a finire.

Advertisment

Del Piero guida la Juve, parola di Conte

E’ stato chiaro il Mister: giocherà Del Piero. Si parte dal 2-1 dell’andata, risultato esterno importante, ma stasera comincerà un’altra partita. Occhio a Orsato.

Advertisment

Conte lancia il Capitano che in quest’annata ha faticato tantissimo a trovare spazio. Le motivazioni principali sono da ricercarsi nella volontà di cambiare definitivamente pagina e, più propriamente, da scelte organiche ai moduli adottati. Detto diversamente: per l’allenatore Del Piero non ha le caratteristiche per sopportare i terribili ritmi richiesti alle punte. Né nel 4-3-3 né nel 4-5-1. Una chance, per come la vedo io, la poteva avere con l’illusorio 4-2-4, come perno d’attacco, o regista offensivo.

In realtà di Del Piero stupisce proprio l’arte di essere sempre in forma. Lo scatto non è più quello di un ragazzino, ma i mezzi tecnici e la fantasia sono talmente immutati che riescono ancora a fare la differenza. Altra prova stasera quando si troverà di fronte Mexes e Thiago Silva. Dovrà evitare gli interventi duri e… i pugni allo stomaco, per il resto dovrebbe innescare gli esterni che saranno Vucinic e Pepe. Qualità, tanta qualità.

L’esperimento farà felice chi in Del Piero proprio non riesce a vedere il solo e semplice giocatore, ma quasi una sorta di divinità che ha deciso di vestire la maglia bianconera e sporcarsi le scarpette con l’erba degli stadi di tutto il mondo. Visto che qualcuno tenta ancora di gettare fango su questa dirigenza… ci auguriamo di rivedere in coppia Del Piero e Trezeguet per l’ultimo saluto alla Juve… quando sarà, se sarà! Non è certo la priorità da qui sino a fine campionato.

Advertisment

Tornando agli schemi, non è comunque detto che Conte abbia scelto il 4-3-3. Anzi più probabile l’adozione del 3-5-2. Ibra ci sarà e chi ha creduto alla farsa delle rose spacciate per vere è ingenuo. Il Milan non solo non ha mollato, ma ho paura abbia preparato qualcosina. Quel famoso gol di Muntari è un incubo per loro e in campionato l’abbiamo già duramente pagato con le varie direzioni post Milan-Juve.

Squalificato domenica, Lichtsteiner sarà regolarmente in campo, a destra, mentre Chiellini riprenderà il suo posto al centro della difesa. Accanto a lui Bonucci chiamato a una riscossa dopo il doppio-clamoroso errore in campionato. A sinistra De Ceglie. La linea a 3 prevederebbe la rinuncia ai due terzini e l’inserimento di Caceres. In porta Storari, il dodicesimo più forte al mondo.

A centrocampo Conte dovrebbe concedere un turno di riposo a Marchisio, buono a gara in corso se ce ne fosse di bisogno. Torna titolare Giaccherini nelle vesti di mezz’ala: ha fatto bene, ci aspettiamo una grande prova dell’ex Cesena. Intoccabile e imprescindibile Pirlo: è una dipendenza davvero piacevole. A rompere i ritmi ci sarà Vidal.

Con Matri non convocato, scontato il suo uso da titolare domenica sera, l’attacco centrale è chiamato a una grande prova, a fornire risposte molto concrete perché questo è il penultimo turno infrasettimanale. Come detto e annunciato, le gerarchie in attacco sono piuttosto chiare, toccherà ai vari Quagliarella e Borriello mettere in difficoltà il tecnico leccese. E “difficoltà” significa ottime prestazioni condite da gol. Già da stasera.

L’obiettivo è lì, a portata di mano, sarebbe un incentivo al processo di crescita iniziato appena 6 mesi e mezzo fa. Chi passa stasera affronta il Napoli… capisci ammé!

Advertisment

Si va verso il 4-3-3 con Del Piero in campo

Sbagliare una sfida come quella di stasera sarebbe gravissimo. Non prendere, poi, i 3 punti contro il Bologna mercoledì significherebbe dire addio ai sogni di gloria.

Advertisment

Se una Juve sempre padrona del campo e del gioco non riuscisse infatti a superare gli ostacoli Chievo e Bologna, allora si farebbe fatica a pensare a una squadra capace di stendere tutti in serie.

Spiego ancora meglio. Il calendario è tosto e qualche passo falso è preventivabile in sfide molto particolari e delicate quali quelle contro l’Atalanta di Milano, la Viola, la Roma, la Lazio. Ma contro Chievo e Bologna i 6 punti dovrebbero essere obbligatori. In tal senso mi trovo d’accordissimo con Conte che vede il Milan ancora favorito.

Advertisment

Il tecnico bianconero è di una intelligenza sopraffina e purtroppo, lui per primo, vede la Juve faticare come non mai contro le cosidette medio-piccole a causa del fatto che non esiste più un Trezeguet là davanti capaci di ammazzare questi match. A David bastava un solo pallone, anche sporco, in una occasione anche poco limpida… tanto la buttava dentro e sparivano in un solo colpo commenti negativi sul gioco e i 3 punti finivano regolarmente a Torino.

Forse è per questo che stasera pare in vantaggio Del Piero. Lui, proprio lui che fino a questo momento è stato praticamente ignorato. Lui che a 37 anni, con un attacco così sterile, diventa ancora una volta l’ancora di salvezza della Juve.

Schierato dove? Già, bella domanda. Non ha più la gamba per ripetere i movimenti che farà Vucinic sull’altra sponda del campo, ipotizzando il montenegrino a sinistra e Alex a destra, con Matri prima punta. Non ha la gamba né serve che rientri sin sulla linea di metà campo: la sua genialità serve soprattutto a ridosso dell’area, quando l’idea vale molto più di mille tocchi e mille minuti di possesso palla. E serve pure il suo fiuto, l’arte di trovare il gol e sarebbe ridicolo tornare a rimuginare sui numeri mostruosi del Capitano.

Così, nelle due sfide delicatissime, torna il suo nome. Alex Del Piero, maglia numero 10, 19 anni in bianconero e una storia non ancora finita.

Advertisment

Parma-Juventus 0-0 L’analisi a mente fredda

Difficile rimanere calmi e sereni perché a tutto ci deve essere un limite. Il calcio, in fondo, è bello pure per questo genere di emozioni: ne faresti a meno, ma sono il sale della vita. Così a mente fredda cerchiamo di ragionare sullo 0-0 di Parma-Juventus.

Advertisment

Poiché vogliamo tentare di ragionare, togliamoci subito un paio di sfizi:

  1. i rigori netti per la Juve sono 2 e non 1. Se quello di Giaccherini è piuttosto lampante ed evidente pure a velocità normale, quello di Pirlo è alquanto curioso. A 2 metri dalla porta, solo contro il portiere, Pirlo viene abbattuto e si cerca di capire quanta potenza in Watt è stata sprigionata da Santacroce. Tutto ok se non fosse che qualche minuto prima in telecronaca stavano discutendo sul fatto che Barzagli ha comunque ostacolato Giovinco (ostacolato e non abbattuto) e quindi il danno c’è. Basta questo già per rovinarsi il fegato;
  2. in una partita dove attacchi per quasi 75 minuti e subisci una caterva di falli, vedere poi che gli unici ammoniti sono Bonucci (da rivedere il fallo, prego!) e Vidal (ci sta, irruenza, ma il giocatore viene solo sfiorato) è tanto curioso quanto la statistica dei gialli presi in questo campionato;
  3. ci deve essere poi una strana sorte avversa per quanto riguarda le punizioni pericolose: ieri solo una, con Pirlo che calcia di qualche millimetro fuori, poi la squadra che attacca per 75 minuti non prende più un fallo nei primi 25 metri vicini la porta. Complicato, troppo complicato.

In virtù dei vari dossier pubblicati dalle altre squadre, aggiungiamo all’album di famiglia queste due foto (una è presa da una redazione mooooolto juventina). Gradiremmo inoltre lo stesso tipo di atteggiamento di Leonardi e Ghirardi al prossimo torto subito.

Tolti gli sfizi, passiamo al ragionamento.

Antonio Conte non è esente da colpe, ma faccio fatica a capire chi ha più colpa: lui che sbaglia completamente il centrocampo, i titolari che rimediano una bruttissima figura se confrontati ai cosidetti panchinari che mercoledì hanno distrutto il Milan, o un attacco talmente sterile da produrre, in 5, 4 gol in meno di Di Natale?

Ho visto un paio di insulti a Conte su Facebook e ripeto un concetto espresso l’anno scorso: se la maggioranza dei tifosi oggi ce l’ha con Conte… allora ci meritiamo di andare in B stavolta senza Guido Rossi e Moratti di mezzo. Auguro a questi tifosi la morte sportiva, le più terrificanti delusioni. Se non fosse che tifo Juve quanto Antonio Conte che, rispetto a questi pseudo tifosi, ci sta mettendo l’anima, la classe, la preparazione, la dedizione.

Inoltre proprio non capisco perché dovremmo rimanere in silenzio e sottolineare i demeriti quando là davanti in classifica c’è una formazione che è lì grazie a innumerevoli regali gentilmente concessi dalla terna.

Advertisment

La Juve di ieri ha peccato solo nel non trovare il gol. E questo punto non si può eludere. Sempre aggrappati allo spunto del centrocampista. Se è Giaccherini l’uomo più pericoloso, con quel tiro ribattuto nel finale, allora vuol dire che ci sono problemi grossi in attacco. E certo la colpa non può essere tutta di Matri che comunque nove reti le ha infilate.

Dove sono i gol di Quagliarella? E dove quelli di Del Piero che ha la scusante dello scarso minutaggio? E dove quelli di Vucinic la cui classe fa a botte con i numeri impietosi del tabellino marcatori. Attendiamo a questo punto lo sblocco di Borriello, ma tornano come un monito alla società le parole di Antonio Conte: “Non ho mica Tevez e Nani”. A significare che almeno due campioni, di quelli pesanti, in stile Trezeguet e Nedved, ci vogliono se vuoi puntare a traguardi ambiziosi. Perché certe partite le vincono loro.

Dove sono quindi i gol di Quagliarella e Vucinic? Voglio ricordare che perfino Zalayeta, giocando pochissimi minuti, riusciva a risolvere gare complicate a Lippi e Capello, e allora occhio al prossimo mercato: qualcosa in avanti non va, e in valore assoluto non si può ragionare.

Marchisio e Vidal sono per me i due centrocampisti più importanti dell’intero campionato, con Pirlo e Boateng. Ma in questo 2012 si sono fermati, seduti. Il problema non è fisico, ma mentale: troppi complimenti? Bene, allora cominciamo: cari ragazzi, cortesemente è arrivato il tempo della panchina. Di quella che fa riflettere, l’esclusione per scelta tecnica. Ho ancora negli occhi l’atteggiamento di Padoin e Giaccherini contro il Milan: vogliosi, rabbiosi, molto propositivi. E infatti la gara è stata vinta così: con le invenzioni dell’ex-Cesena e le incursioni e il dinamismo di Padoin. E invece ieri il centrocampo, tutto intero, è venuto meno. Molto meno: Estigarribia timido, Lichtsteiner poco innescato, Vidal e Marchisio in ombra rispetto a Mariga. Che succede ragazzi?

Quest’analisi non sarebbe cambiata anche con la vittoria bianconera. Non basta ripetere “siamo imbattuti comunque”, perché 1 vittoria e 1 sconfitta valgono molto più di 2 pareggi ai fini del punteggio finale. Inoltre mi assale un dubbio: qual è l’utilità pratica di Krasic ed Elia? A che tipo di gioco stiamo giocando? Servirebbe spinta, servirebbero forze fresche, servirebbe una nuova scintilla: paradossalmente, Elia e Krasic potrebbero rivelarsi gli uomini in più. Ma Conte li ha ormai abbandonati: perché allora non venderli e cercare di rafforzare la rosa? Magari con un innesto da 90 là davanti, ampiamente pagabile con la cessione dei due e la rinuncia a Borriello.

Detto questo, che mi appare abbastanza innegabile, resta lo strano trattamento ricevuto da Mazzoleni e chi per lui. Soprattutto in virtù dell’esposizione così netta da parte di Abete:

Il massimo esponente della Figc, Giancarlo Abete, ha espresso soddisfazione per il risultato importante e prestigioso conseguito dal Milan.

Ok, abbiamo capito, grazie! Ora siamo dietro: riuscireste a non romperci più i co*****i?

Advertisment

Conte: i sei punti e l’annuncio di mercato

E’ un Conte poco poco diverso dalle recenti conferenze stampa, praticamente tutte quelle del girone d’andata. E la differenza sta tutta nei mesi fin qui trascorsi a Torino.

Advertisment

Pochi credevano sarebbe riuscito a plasmare un’intera società a sua immagine e somiglianza: Marotta fa quello che dice lui, i giocatori seguono, senza possibilità di alterarle, le sue idee e i risultati sono evidenti. Anche logici se volete: il possesso palla ti porta a correre meno dell’avversario (frase che i più smaliziati di calcio capiranno sicuramente) e ad avere il pallino del gioco, il predominio territoriale sfianca chi è costretto a difendersi e prima o poi l’errore ci scappa, i numerosi tentativi avvolgenti portano costantemente nuove e pericolose azioni contro la porta avversaria.

Se la Juve avesse avuto un bomber come Trezeguet, a quest’ora si starebbe parlando di un campionato praticamente finito. Già perché partite come quelle in cui la Juve ha pareggiato per proprio demerito venivano, in passato, risolte proprio dall’istinto killer del franco-argentino. Pur se Matri viaggia su medie comunque interessanti, alla Juve è mancato un attaccante in grado di replicarne i gol, i numeri sottoporta.

Forse è per questo che la Juve di Conte andrà incontro a un altro cambio tattico. Di facile previsione, dettato dall’intuizione del tecnico: Pepe appannato, Krasic ed Elia fuori per varie ragioni (quali siano quelle relative all’olandese… mi è impossibile anche solo sospettarlo), attacco stentato in zona gol e allora via alle due punte.

Advertisment

Che due punte proprio non sono. Il 3-5-2 vuole significare proprio il portare a giocare un attaccante nel ruolo di trequartista, più vicino alla porta, svincolato dai compiti massacranti della fascia. Del Piero contro la Roma ne ha già beneficiato, poi anche Quagliarella nei minuti finali e lo stesso Matri. Stasera avremo la conferma se è questo e se può essere questo il modulo presente e futuro. Di certo Caceres è stato acquistato proprio per potenziare l’assetto difensivo a tre dietro e, all’occorrenza, favorire la sostituzione di Lichtsteiner (il quale, giova ricordarlo, ha solo due polmoni).

Una puntata sul mercato: non è detto che la Juve abbia finito di sparare le proprie cartucce. Arrivato Caceres, sistemato da tempo Borriello, ora sotto con un centrocampista. Solo però se di qualità, se di alto livello. Marrone non si tocca e condivido questa scelta, ma è chiaro che serve una validissima alternativa a Pirlo-Marchisio-Vidal. La migliore in assoluto è Nainggolan per il quale Marotta sta lavorando a tutta forza. Difficile piegare Cellino, ma non si sa mai.

Intanto stasera è gara da sei punti, chissà qualcuno pensasse di aver già fatto la propria parte. La pressione? Beh è forse questa la frase più importante della conferenza di Conte: “Chi indossa questa maglia ha sempre pressione. Chi non la sopporta deve ridimensionare i propri obiettivi e cambiare spiaggia”. Avviso ai naviganti…

Advertisment