Menu Chiudi

Tag: trofeo tim 2012

Trofeo TIM: che Juve è stata?

E’ il calcio d’agosto (anzi, di luglio!) e quindi va preso con le molle, con le dovute cautele. Niente giudizi affrettati, niente allarmi.

Advertisment

Innanzitutto informiamo sulla situazione di Caceres: verrà valutato in modo approfondito, ma quello che si può dire per certo è che lo stop sarà lunghetto: dai 2 ai 6 mesi. Per Martin ci dispiace un mondo e, come più volte detto alla Società, bisogna davvero tutelare i ragazzi che difendono i nostri colori. Si era capito già entrando allo stadio che quello lì era un campo buono per chi zappa e non per chi gioca a calcio: nessuno era andato in supervisione? Come detto dal Presidente… lo ripeto pure io: non riconosco questa Federazione, di conseguenza questo torneo per me è assurdo e inutile. Più performanti le sfide da 90 minuti. Tipo quelle con PSG e Real Madrid cui siamo stati costretti a rinunciare perché il regista napoletano vuole visitare la Cina. Auguri a Martin, ma di sfortuna proprio non parlerei…

Torniamo al campo e alle nostre valutazioni tecniche. Il calcio di luglio/agosto è solitamente dominato dai nerazzurri che concentrano qui i principali obiettivi stagionali. Guardare al risultato in sé sarebbe ridicolo per chi come noi ha affrontato un’infinità di analisi e ragionamenti durante tutto l’anno. E così faremo pure stavolta.

Juve-Inter: chi costruisce gioco e chi pratica il catenaccio

Per Stramaccioni “abbiamo sofferto solo nei primi dieci minuti e poi basta“… si vede che poi non ha più guardato la partita. La Juve si è presentata col 3-5-2, modulo di riferimento per tutta l’annata. Asamoah ha sostituito Marchisio, Marrone ha preso il posto di Pirlo. In difesa Lucio, Caceres e Masi. In attacco Matri e Quagliarella, ovvero i due che sono realmente sotto esame.

Isla e Asamoah: i rinforzi della Juventus

Isla e Asamoah: i rinforzi della Juventus

Le migliori indicazioni sono arrivate da Masi e Asamoah. Il difensore rimarrà (visto l’infortunio di Caceres) e non perché adesso è emergenza, ma solamente perché il ragazzo ha letteralmente impressionato. Tanto che ha sostituito uno svagato Lucio in mezzo al campo comandando la difesa come un veterano. Sicuro, agile, difficilmente va giù nei contrasti e con un senso della posizione degno di un classico libero degli anni ’90. Un acquisto incredibile se continuerà su queste prestazioni. Di converso, un Lucio troppo appesantito da uno stato di forma non eccezionale. Probabilmente c’entra tantissimo la preparazione: i calibri grossi hanno sempre sofferto i metodi di Conte, quindi è qui che va cercata la giustificazione a questo Lucio. L’infortunio sul gol di Coutinho è talmente banale che non può essere vero. Che Conte non sia rimasto soddisfatto ce lo dice proprio il cambio di posizione con Masi e secondo me la mossa è giusta: Lucio si trova più a suo agio in marcatura e di certo non scalzerà Bonucci da quella zona di campo. Piuttosto andrà ad alternarsi con Barzagli.

Il ghanese è invece uno di quei motorini che in una squadra fanno sempre bene. Corre, corre tanto, insegue, ma non facciamoci ingannare: i piedi sono quelli di un buon centrocampista e ci fermiamo qui nei giudizi. Buono nella fase di impostazione, ottimo nei fraseggi. Una cosa è certa: abbiamo, accanto a Pirlo, 3 dei migliori centrocampisti della Serie A. Sì perché Vidal avrà forse un accenno di pubalgia, ma è comunque su livelli più alti rispetto alla media. La sensazione è che abbia aggiunto pure quella dose di serenità ed esperienza che completano un professionista. E nel calcio è un valore aggiunto di fondamentale importanza.

Le fasce non destano preoccupazione, anzi: Lichtsteiner sembra non essersi mai fermato. Quei passettini brevi, ma velocissimi saranno ancora una volta l’arma in più di Antonio Conte. Con in più la possibilità di rifiatare quando ce ne sarà bisogno, con un Isla che non lo farà rimpiangere di sicuro.

Sull’attacco torneremo a fine articolo, qui ci limitiamo a sottolineare un problema cronico che non può andare più bene e va risolto in fretta: la squadra crea una mole di lavoro incredibile, ma zero gol contro i prescritti.

Advertisment

Menzione particolare per Luca Marrone: a molti non è piaciuto nella prima uscita stagionale, ma francamente non ne abbiamo compreso i motivi di quella bocciatura. Stavolta invece sostituisce Pirlo nella maniera migliore: tempi perfetti, fisicità incredibile, tante idee e tanti palloni toccati. Se Conte punta tantissimo su questo ragazzo un motivo dovrà pur esserci e infatti c’è: Luca è nato per fare il centrocampista, di quelli che ragionano molto velocemente con la testa e difficilmente perdono la serenità di gioco. Abbiamo trattato Verratti, ma forse il vice Pirlo ce l’abbiamo proprio in casa. A costo gratis e col marchio Juve già visibile nel comportamento di questo ragazzo. Cresci tranquillo, Luca!

Juve-Milan: non c’è storia!

Niente da fare, non si passa. Quasi a sottolineare la netta superiorità già dimostrata lungo le sfide dell’anno scorso, la Juventus si sbarazza del Milan in un modo piuttosto semplice. Il gioco della Juve non ha eguali nelle milanesi e questo è fin troppo evidente anche a fine luglio. La manovra si sviluppa in un modo fluido, con idee precise e attori che hanno già letto il loro copione.

Mirko Vucinic, il top player della Juventus

Mirko Vucinic, il top player della Juventus

In campo l’atteso Boakye. Il ragazzo non supera l’esame, ma non è mai riuscito a fare più di due metri palla al piede senza che la palla stessa non saltasse in modo anomalo. Di più: l’intesa con Vucinic è evidentemente inesistente e infatti il povero Mirko ha dovuto dialogare più con se stesso che col compagno di reparto. Va bene così, il ragazzino ha solide basi e deve soltanto crescere, magari assimilare ancora i dettami di Conte. Vucinic invece è stato largamente il migliore in campo di tutte e tre le partitelle. Già in stato di grazia il neo papà ha letteralmente ballato sul pallone. Imprendibile. Nei primi dieci minuti ha ridicolizzato Ambrosini, con Acerbi che lo ha visto da vicino solo per fargli fallo. Qualche protesta di troppo, ma per noi è sintomatica della cattiveria giusta. Gli avevamo rimproverato nel 2011 di mancare ogni tanto di decisività ed eccedere con l’indisponenza. Se ha corretto questi difetti rischia di essere il nostro migliore top player per il prossimo anno. A patto di affiancargli una prima punta dalle grandi doti tecniche, col quale può scambiare liberamente e liberare l’immensa classe che possiede.

Ottimo anche Pepe, già in piena forma. Tante sgroppate su quella fascia, con i soliti dribbling a rientrare o a guadagnare il fondo. Speriamo si tratti di un nulla di fatto per l’infortunio perché perderlo ora, perderlo per Pechino sarebbe un delitto. E bene anche Padoin: grande spirito di sacrificio e grande dinamismo, ma la Juve lì in mezzo necessita di molta tecnica in più. Il reparto è completo, probabile che dopo Pechino verrà sistemato altrove. A questo ragazzo dobbiamo dire comunque grazie per aver vestito dignitosamente la maglia bianconera (se mi vengono in mente nomi come Almiron o Tiago… questo qui meriterebbe la conferma a vita!).

Benino Ziegler: la spinta c’è, ma la qualità viene un po’ a mancare. Ha la difficoltà a sviluppare la sua buona corsa per arrivare sin sulla linea di fondo e crossare. Strano per un sinistro come il suo ed è forse il maggior difetto che suggerisce a Conte di privarsi di questo svizzero. Verrà monetizzato quando verrà individuato l’obiettivo per rinforzare la fascia mancina. Ci chiediamo, a questo punto, se non conveniva spendere i 4,5 milioni per Estigarribia (che al suo secondo anno avrebbe colmato le lacune mostrate).

Capitolo attacco: bomber cercasi!

Tre, sono tre le occasioni d’oro capitate sui piedi di Quagliarella. E solitamente le scelte di giudizio possibili sono soltanto due: o ci si accontenta dicendo che “però c’era, hai visto: è sempre lì a tirare”, o semplicemente si ragione da Juve con un “eh no, adesso basta: lì davanti le occasioni devono essere sfruttate”. Non si scampa: o l’uno o l’altro.

L’anno scorso abbiamo scelto l’uno, cioè ci siamo accontentati. Forse per via del fatto che la squadra riusciva a sopperire con i centrocampisti, forse perché ci siamo talmente divertiti che abbiamo perdonate tante cose ai nostri ragazzi. Ma quest’anno lo spirito deve essere differente: dobbiamo confermarci e allargare la distanza che ci separa dalle nostre avversarie. E non possiamo certo permetterci il lusso di dire “va bene, va bene lo stesso”. No, non va bene proprio: di tre palle gol chiare e limpide… zero gol! In campionato, con la pochezza del livello della Serie A, forse può perfino bastare, ma in Champions e nei momenti di difficoltà potrebbe rivelarsi il nostro peggior nemico.

Ale Matri: che succede?

Ale Matri: che succede?

A stupire è pure il fatto che Matri non sia risciuto ad arrivare al tiro in 45 minuti, denotando ancora una totale mancanza di approccio al 3-5-2 di Conte. Spalle alla porta Alessandro Matri non è così forte come in contropiede o in spazi larghi. Ma chi concede spazi larghi alla Juve? L’inter nella prima partitella si è chiusa dietro in stile “catenaccione” affidandosi solo a qualche contropiede opportunamente disinnescato. E in Champions il livello è tale che lì davanti o segni alla prima occasione o rischi di impallarti e addio competizione.

Via David Trezeguet… serve un altro David Trezeguet. O, come forse avrà capito Conte, data l’inesistenza di un altro franco-argentino di quella classe e potenza, conviene cambiare strategia. E affidarsi a gente molto tecnica, ma di estrema efficacia. Una sorta di soluzione in stile Barca: potere alla tecnica. Quindi Jovetic e Suarez sembrano più adatti di Pazzini o Dzeko, in quest’ottica. Con una nota che non possiamo non scrivere: ma che razza di coppia sarebbe quella formata da Vucinic e Van Persie?

Advertisment

Trofeo TIM, la Juve passa col Milan

Un rigore di un Vucinic in stato di grazia spazza via un Milan del tutto innocuo. A parte un tiro di Boateng da fuori area i vice campioni d’Italia non riescono mai a pungere la retroguardia bianconera guidata da un sorprendente Masi.

Advertisment

Juve che sembra aver assimilato un modulo che permette diverse varianti di gioco. Il 3-5-2 di Conte esalta infatti gli esterni (ottimo Pepe, speriamo bene per il suo infortunio) e mette al centro di creazione Mirko Vucinic. Marrone si conferma il vero erede di Pirlo perché Vidal in quella posizione è sprecato. Bene Padoin, grande dedizione e ottimo sacrificio, ma la qualità è limitata. Ancora positivo Asamoah che dimostra pure tempi di costruzione non indifferenti.

Advertisment

Davanti la Juve si è mossa bene e, a oggi, la coppia non può che essere Vucinic (a proposito: solo un crampo il suo!) con Quagliarella. Sotto tono e fuori dal gioco l’atteso Boakye. C’è da dire che il campo non ha facilitato il gioco palla a terra.

Un fortissimo in bocca al lupo per Caceres (per il quale vi aggiorneremo solo domani). Come in tutto l’anno… Juve batte il Milan (e che non si parli della parata da rigore di Yepes su Pepe!!!).

 

Advertisment

Trofeo Tim, la Juve inizia con una sconfitta

La Juventus esordisce con una sconfitta contro l’Inter: 1-0 per i nerazzurri, con gol di Coutinho. Una Juventus molto in palla direi, al di la del risultato che a mio avviso è sicuramente bugiardo. Ai punti vince nettamente la Juve che ha giocato bene, ha mostrato la ripresa di quegli automatismi che l’avevano caratterizzata lo scorso anno. Il modulo 3-5-2 sembra ormai essere quello definitivo, anche se rispetto alla prima uscita Lucio è stato spostato sul centrodestra, con Masi centrale. Difesa che si schierava a 4 in fase di non possesso, con Lichtsteiner che scalava sulla linea difensiva.

Advertisment

Grandissima la prova di Marrone, nel ruolo di Pirlo: da segnalare un lancio per Lichtsteiner, un passaggio filtrante per De Ceglie, il tutto con grande lucidità e rapidità. È andato anche al tiro, segno che sta iniziando a mostrare grande personalità. Buonissima gara di Asamoah, bravo in un paio di inserimenti, anche con un colpo di testa. Dietro Masi ha retto bene, così come Caceres. Invece Lucio al secondo errore, pero è da dire che ha molte meno colpe rispetto al primo, il rimbalzo del pallone è stato veramente strano.

Advertisment

Juve che ha costruito tanto, ma zero concretizzazione: le due punte molto sterili, Matri non si è visto, Quagliarella ha sbagliato l’impossibile. Juve con i soliti pregi e i soliti difetti dunque, Conte non sarà mica contento degli attaccanti.

PAGELLE: Storari 6; Masi 6,5; Lucio 6; Caceres 6; Lichtesteiner 6; Marrone 7; Vidal 6; Asamoah 6,5; De Ceglie 6; Quagliarelle 5,5; Matri 5.

Siete d’accordo con questi giudizi?

Advertisment