Non c’è limite al repertorio di Massimo Moratti, l’unico Presidente capace di festeggiare uno scudetto non vinto e trasformare i non-successi in vittorie. Un paradosso vivente, uno degli esempi della creatività italiana con accezione negativa.

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L’ultima sparata è raccolta dal giornale che più di tutti ne decanta le lodi senza un briciolo di deontologia professionale verso la realtà dei fatti narrata. Sul Corriere della Sera di ieri mattina si poteva leggere infatti:

Non ho proprio visto la partita, poi ho letto sui giornali quello che era successo. Da spettatore penso che un portiere non possa dire all’arbitro che è gol… Uno dei nostri l’avrebbe sicuramente fatto, ma il bello dell’Inter è anche questo!

Che dire? Gino e Michele dovrebbero cominciare a preoccuparsi perché un testo così è meritevole di Zelig o qualche altra trasmissione comica.

Forse Moratti dimentica quanto accaduto nei suoi anni alla regia nerazzurra, forse lui stesso dimentica che il bello dell’Inter è tutt’altra roba rispetto a quella narrata nell’articolo.

Il bello dell’Inter è segnare in fuorigioco a Siena con mezza squadra al di là dell’ultimo difensore ed esultare. O segnare di mano con Adriano e dire poi in conferenza stampa che si è trattato di petto o forse di testa o forse chissà.

Il bello dell’Inter è arrivare a 15 punti di ritardo dalla vetta e appuntarsi in petto un tricolore mai vinto. L’ultimo è del 1989, ma il bello dell’Inter è pensare di aver vinto davvero 5 o 8 titoli consecutivi.

Il bello dell’Inter è vendere il proprio marchio per taroccare i bilanci e ritornare di moltissimi investimenti sbagliati.

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Il bello dell’Inter è portare in tribunale Ferruccio Mazzola per diffamazione e soccombere all’evidenza dei fatti narrati da Mazzola sul doping di Herrera.

Il bello dell’Inter è cambiare 5 allenatori in meno di 2 anni e non capirne il motivo.

Il bello dell’Inter è cedere Muntari a costo zero, dopo i vari Pirlo, Seedorf, e arricchire gli eterni rivali rossoneri.

Il bello dell’Inter è pensare di scippare Guarin alla Juve, ma non poterlo usare per 1 mese e mezzo perché giunto infortunato ad Appiano.

Il bello dell’Inter è falsificare passaporti per far giocare un tizio quattro volte l’anno epperò pagarlo un botto di milioni di euro a stagione (leggi Recoba).

Il bello dell’Inter è grigliare con Bergamo, assoldare Narducci e Auricchio, e non riuscire comunque a vincere.

Il bello dell’Inter è chiedere aiuto alla Telecom di Tronchetti per poter vincere un campionato, poi mai vinto sul campo.

Il bello dell’Inter è questo, ma anche tanto altro.

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