Menu Chiudi

Tag: tronchetti-provera (pagina 1 di 2)

Moratti rifiuta l’incarico di Presidente Onorario… ovviamente!

Presidente Onorario, cioè qualcuno in grado di rilevare e rappresentare con onore la carica di Presidente. Ovviamente… Moratti ha rifiutato.

Advertisment

Purtroppo leggeremo di un grande uomo, di una persona eccezionale, di un grande stratega, di una persona per bene e tante altre vigliaccherie di questo tipo. Tutto falso, anche perché la grancassa di chi scrive non agisce di testa, né di cuore, ma di portafogli e lo stipendio ti fa anche scrivere ciò che non pensi. Accade così in Italia.

Moratti molla, e con lui tutta la Holding di famiglia, quell’Internazionale Holding Srl che meriterebbe approfondimenti fiscali, ma figurati se c’è tempo e voglia. Meglio far le pulci al bilancio bianconero, per esempio.

Ma chi è Moratti? E perché la sua carriera di Presidente non è mai stata al Massimo, tranne per la voce debiti?

Advertisment

Arrivato nel ’95 sulle ombre di papà, convinto che bastassero i soldi a sfondare nel calcio, in 18 anni ha versato nelle casse più di 1200 milioni di euro, ricavandone solo la mega truffa passata alla storia come Farsopoli, o Calciopoli che dir si voglia. Prima di Farsopoli un elenco sterminato di gaffe, dimostrazioni di debolezza, scarsa capacità di management, zero idee.

Dai flop di calciomercato allo sperpero di denaro, unito a risultati umilianti in Coppa e in Campionato, salvo solo alcuni anni in cui Ronaldo ha saputo vincere quasi da solo una Coppa UEFA.

Dagli anni 2000 in poi, Moratti si è convertito alla forza oscura della forza: bilanci truccati, di cui si sa tutto, ma nessuno racconta, e poi gli illeciti combinati insieme alle strutture in mano a Tronchetti Provera, esplosi poi in Calciopoli.

Oggi molla, avendo lasciato in mano a Thohir situazioni disastrose. E va via salutato come un vincente.

La fotografia perfetta di una Italia che ha ormai terminato ogni forma di oggettività e di dignità intellettuale.

Advertisment

La nemesi per l’Inter di Moratti

Per Massimo Moratti e la sua Inter è giunta l’ora della nemesi.

Advertisment

Nel 1995, praticamente in concomitanza dell’approdo di Moggi alla Juventus, Moratti acquista l’Inter e per ben undici (11) anni prova inutilmente a vincere lo scudetto arrivando sempre sistematicamente alle spalle della Juventus di Moggi.

95-96 scudetto Milan                           – 11 dalla Juventus

96-97 scudetto Juventus                    -6 dalla Juventus

97-98 scudetto Juventus                    -5 dalla Juventus

98-99 scudetto Milan                           -8 dalla Juventus

99-00 scudetto Lazio                            -13 dalla Juventus

00-01 scudetto Roma                           -22 dalla Juventus

01-02 scudetto Juventus                    -2 dalla Juventus

02-03 scudetto Juventus                    -7 dalla Juventus

03-04 scudetto Milan                           -6 dalla Juventus

04-05 scudetto Juventus                    -14 dalla Juventus

05-06 scudetto Juventus                    -15 dalla Juventus

Moratti acquista di tutto e di più spendendo centinaia e centinaia di miliardi di vecchie lire: Zanetti, Roberto Carlos, Ince, Djorkaeff, Winter, Zamorano, Cruz, Simeone, Ronaldo, Recoba, Pirlo, Baggio, Peruzzi, Blanc, Jugovic, Di Biagio, Vieri, Cordoba, Seedorf, Mutu, Adriano,Toldo, Materazzi, Cannavaro, Almeyda, Crespo, Batistuta, Stankovic, Mihajlovic, Veron, Cambiasso, Davids, Julio Cesar, Samuel, Figo, Pizarro, Solari.

Cerca di acquistare anche Luciano Moggi, ma non ci riesce.

Non si rassegna alle proprie incapacità ed allora organizza con la Telecom di Tronchetti Provera la Farsopoli delle intercettazioni (dove vengono nascoste le sue telefonate e quelle del suo Presidente Facchetti) per distruggere Moggi e la Juventus. Si fa aiutare dal suo amico Guido Rossi ed approfitta delle guerre intestine al gruppo Agnelli dove John Elkann, Franzo Grande Stevens e Gabetti nulla fanno per difendere Moggi e Giraudo, uomini fidati del defunto Umberto Agnelli, padre di Andrea.

Advertisment

Addirittura i suoi contatti con Cobolli Gigli e Blanc (messi da Elkann a sostituire di fatto Giraudo e Moggi) sono tali da riuscire a farsi dare dalla Juventus, da lui fatta retrocedere in serie B, Ibrahimovic e Vieira.

Mentre la Juventus risale dalla serie B e cerca inutilmente la sua identità, Moratti stravince facilmente campionati fasulli lasciando sistematicamente la Juventus a decine di punti di distacco.

06-07 scudetto Inter                            Juventus in serie B

07-08 scudetto Inter                            +13 sulla Juventus

08-09 scudetto Inter                            +10 sulla Juventus

09-10 scudetto Inter                            +27 sulla Juventus

10-11 scudetto Milan                           +18 sulla Juventus

Senza l’ostacolo Moggi le campagne acquisti dell’Inter diventano perfino facili o addirittura, come già detto, “aiutate”: Ibrahimovic, Vieira, Maicon, Grosso, Chivu, Muntari, Lucio, Thiago Motta, Sneijder, Milito, Eto’o, Pandev.

Ma il popolo bianconero costringe Elkann a cacciare prima Cobolli Gigli e poi Blanc ed a chiamare Andrea Agnelli al capezzale della Juventus.

Dopo un anno sprecato con la scelta di Del Neri, Agnelli affida la squadra ad Antonio Conte.

La Juventus torna regina e l’Inter di Moratti (che nel frattempo acquista Ranocchia, Coutinho, Nagatomo, Pazzini, Alvarez, Forlan, Zarate, Jesus, Guarin, Handanovic, Pereira, Gargano, Palacio, Cassano, Kuzmanovic, Kovacic, Schelotto e Rocchi) torna alla sua consueta mediocrità.

E il fasullo +27 sulla Juventus del 2010 si trasforma in un -26 nel 2012 ed addirittura in un -33 nel 2013.

11-12 scudetto Juventus                    -26 dalla Juventus

12-13 scudetto Juventus                    -33 dalla Juventus

Moggi è stato cancellato dal pianeta calico. Ma, terminato l’effetto Farsopoli, l’Inter è tornata ad essere quella di prima. Anzi è addirittura peggiorata.

È la nemesi.

Advertisment

Cinque scudetti? Quattro e un cartonato? No, ecco il giusto conteggio

L’Inter ha vinto 5 scudetti consecutivi? Assolutamente no. Ed è pure sbagliato precisare che ha vinto 4 scudetti e 1 scudetto di cartone. Il conteggio va rifatto ed è facile verificare quanto segue.

Advertisment

L’Inter ha vinto 1 scudetto di merda (cit. Mughini) e 4 Tornei Aziendali F.I.G.C. (Federazione Interista Gioco Calcio). Poi ci ha pensato Berlusconi a risistemare le carte tornando allo Scudetto nel 2011, mentre Conte – impertinente e volgare nella sua marcia da imbattuto – ha portato a Torino lo Scudetto 2012.

Advertisment

Ci sembra doveroso precisare il conteggio dei titoli perché Moratti è in fortissima confusione. Il rigore di Marchisio contro i nerazzurri non fischiato un anno fa era stato solo un disguido arbitrale, mentre il rigore non concesso a Ranocchia contro il Cagliari è frutto di un complotto.

Resta la cronaca: il complotto è davvero esistito e a organizzarlo sono stati Tronchetti Provera, Moratti e Facchetti. Su quest’ultimo ripetiamo un fatto assodato anche nei Tribunali: fu un giocatore dopato (e probabilmente la morte è dovuta proprio alle sostanze assunte in quel periodo: leggi l’articolo L’Inter, il doping e una storia insabbiata per conoscere tutti i dettagli della vicenda) ed è stato un dirigente che ha commesso illeciti sportivi. E non ha pagato: né Facchetti né Moratti né l’Inter. Sta pagando Tronchetti Provera, ma per conto della Telecom.

Nota bene: l’ultimo scudetto vinto dall’Inter risale al 1989 con Trapattoni in panchina. Le immagini dovrebbero essere ancora a colori. Per il resto ricordiamo una Coppa UEFA di Bergomi nel 1994 e una Coppa UEFA di Ronaldo nel 1998.

Advertisment

Reati e scandali che non interessano se non riguardano la Juve o se…

Stiamo mantenendo volontariamente il silenzio su alcune vicende che sui giornali trovano poco spazio, addirittura nessuno. Ci sarà tempo per presentarle ai nostri lettori e a quanti vengono a visitare IoJuventino, intanto segnaliamo l’assenza di contenuti sulla televisione libera italiana e sulla stampa libera italiana.

Advertisment

Da un Tronchetti Provera e la ricettazione, all’assoluzione di Moggi dal reato di diffamazione nei confronti di Zeman (la carriera è piuttosto chiara e limpida, altro che diffamazione: pura realtà!), da un medico in odore di doping e vicino al Napoli alle clamorose scoperte di Vaciago su Calciopoli, da un Calcioscommesse che improvvisamente non interessa più nessuno (perché interessa realtà protette) a un Premio Facchetti molto poco reale (doping e illegalità: purtroppo i tribunali su Facchetti hanno parlato chiaro!).

Advertisment

Giornali e TV, i famosi superopinionisti e i grandi esperti di comunicazione sono tutti in silenzio. Tutti muti su argomenti molto interessanti che hanno un solo difetto: non riguardano la Juve. Anzi riguardano ben altre realtà e allora la libertà di informazione lascia spazio alla libertà di insabbiamento.

Sappiate scegliere le vostre letture: in entrambi i casi, sia che diano notizie o che inventino notizie, orientano e vi mostrano una realtà che non esiste e come tale realtà non potrà mai essere. E più inventano più si confonde la fantasia con la verità.

Advertisment

La punizione di Moggi… palla nel sette!

Stasera c’è Juventus-Inter, di nuovo. Sono sei anni che questa gara ormai non è più la stessa, da quel famoso e tragico 2006, anno nel quale si è consumata la più grande farsa della storia del calcio italiano. Anno zero direi, nel quale è avvenuta la consacrazione della corruzione non solo del sistema calcio, anche dell’intero sistema che governa l’informazione in Italia. Abbiamo appurato che la stampa libera non esiste, e di conseguenza i giornali sono assolutamente pilotati; le tv si sono date un gran da fare per mettere il mostro in prima pagina, un certo Luciano Moggi, reo di aver commesso lo stesso “reato” che tanti altri commettevano ripetutamente. E Meani? E Della Valle? E Lotito? E Facchetti? Tutti innocenti, il mostro era uno solo e doveva essere punito. E così è stato.

Advertisment

Advertisment

Ricordo ancora il primo Juventus-Inter del post calciopoli: noi con una mezza squadra, loro fortissimi. Uno a uno, Camoranesi pareggiò non senza fatica. Commovente l’abbraccio di Cristiano Zanetti ai compagni, forse è stata la gara che ho sentito di più nel post calciopoli. Perchè avevo inteso che c’erano solo le briciole di quello squadrone che aveva conquistato il tricolore totalizzando ben 91 punti. “91 punti…teste di cazzo!” : una frase di Mughini che resterà nella storia, a ricordare lo scempio compiuto dalla giustizia sportiva nell’estate 2006. Noi con la paura addosso, la paura di una sentenza che ci avrebbe poi distrutto: e intanto i nostri stavano conquistando il mondo in quel di Berlino. Ma ricordo anche l’ultima del pre calciopoli: 2 a 1 a Milano, punizione nel sette di Alex Del Piero, con Julio Cesar immobile. Basta solo questo gesto per far capire che quella punizione non era opera di Moggi, ma di un campione capitano di tanti altri campioni. Quella palla nel sette è stata la prova inconfutabile: uno scudetto sudato sul campo ma assegnato ingiustamente ad altri.

Poi l’anno di purgatorio, i due splendidi campionati chiusi con un terzo e poi un secondo posto. Poi il buio dei due settimi posti, a ricordarci che il recente passato aveva lasciato ferite ancora aperte. E a raccomandarci che qualcosa doveva essere cambiato, si doveva ricostruire. E nella distruzione non potevamo non appellarci allo spirito Juve, sapientemente incarnato da un certo Antonio Conte, uno che la Juve l’ha vissuta sulla sua pelle, uno che ha il marchio bianconero. “Un gatta attaccato ai maroni” : splendida questa citazione di Gattuso, a ricordare i duelli con Conte in mezzo al campo. “Tutti parlavano di Davids, ma Conte era un gatto che si attaccava ai maroni”: sì, noi juventini siamo tutti gatti attaccati ai maroni, perche con farsopoli credevano di averci tolto di mezzo. Sorrisi beffardi e pacche sulle spalle, questa è stata la Juve dopo il 2006. Però poi siamo tornati, perchè non abbiamo mai perso la speranza di tornare a vincere: credevano di aver fatto tutto il possibile per eliminare la Juve, invece siamo di nuovo lì, davanti a tutti, ancora più odiati di prima, ma ancora più fieri della nostra storia e del nostro credo. Fiero di essere un gatto attaccato ai maroni.

Advertisment

Tu chiamale se vuoi… emozioni

Grande Lucio! parlo di Battisti naturalmente…

Advertisment

Il Lucio che è transitato tra le file della Juve un pò meno. Vuole andar via? prego si accomodi, già lo stesso fatto che ha indossato una certa maglia mi provoca delle coliti acute.

Il prepartita, l’aspettare l’evento di stasera con tutti che stanno a fare previsioni, con tutti che stanno a dare formazioni, con i 60.000.000 di allenatori che ci stanno in Italia diventa uno stress e invece io voglio vivere questa partita di pallone ( in fondo di questo si tratta, siamo seri, con tutto quello che c’è in giro per l’universo mondo…), con le mie personalissime emozioni.

Advertisment

Stasera si fa 50, una vocina mi dice che così sarà e per alcuni motivi che elenco:

  • l’avversario di stasera ha un presidente che solo grazie ai “petroeuro”  è riuscito a far imbastire la più grossa ed epocale truffa ai danni della Juve mandandola in B e privandola grazie al compagno di merende “Red” e al primo azionista Telecom, “Tronchetto dell’infelicità”, di due scudetti regolarmente vinti sul campo (sentenza Napoli docet ) e del quale il Palazzinaro amico suo ha confermato, pur prescrivendone la palese colpa, che tutto ciò che era successivamente emerso era da art. 1 e art. 6. E poi diciamolo…mi sta sul cazzo proprio visivamente.
  • l’avversario di stasera per 5 lunghi anni, dopo 47  anni di totale stato comatoso e miliardi spesi inutilmente in acquisti ancor più inutili e mai azzeccati, mi ha provocato  una orchite acuta con le sue vittorie mai limpide ma regalate sulla scia di continui favori elargiti dall’entourage a lui vicino.
  • l’avversario di stasera sulla carta è inferiore alla migliore Juve vista l’anno scorso e, quindi, ubi major minor cessat.
  • l’avversario di stasera ha i tifosi più beceri e non obiettivi dell’intero universo calcio, mi ricordo ancora uno scooter che vola dal 5° anello dello stadio di S. Siro

L’emozione che mi pervade nel pregustare una vittoria per 1 a 0 al 95° con un gol in palese fuorigioco non me la darebbe nemmeno Belen cosparsa di oli profumati, ma credo che stasera ci sarà un rotondo 3 a 0 per la Juve.

Certo, la palla è rotonda e tutto ciò che ho scritto è opinabile ma chiedo alla mia Juve una sola cosa stasera: tutti potranno venire a vincere allo Juve Stadium, tranne questi! Costi quel che costi, fatevi venire le vesciche ai piedi, date l’anima e asfaltatemi questi indegni pedatori di palloni e quando l’arbitro fischierà la fine, nel momento in cui andrete a centro campo a stringere loro la mano per un fair play che più falso di stasera non potrebbe essere, indicategli quello scudetto con su scritto 30 che campeggia lo Juventus Stadium e sussurrategli sottovoce: vergognatevi!

Forza Juve, ora e sempre.

Advertisment

La statistica spiega l’anomalia dei 5 scudetti consecutivi dell’Inter

Lo so, sono 4 consecutivi dirà qualcuno, perché il primo è di cartone.

Advertisment

No, sono 5 consecutivi perché tutti di cartone. Che sono di cartone lo dice la statistica, che è una scienza.

5 scudetti consecutivi li ha vinti la Juventus del quinquennio 31-35 e forse li avrebbe vinti il Grande Torino se non fosse perito a Superga. Squadre mitiche, ma inserite in realtà storiche, sociali e sportive che potevano permettere anche questi eccezionali exploit.

Negli ultimi sessanta anni non c’è mai riuscita nessuna squadra, fatta appunto eccezione l’Inter.

Non il Milan di Gre-No-Li, non la Juventus di Charles e Sivori, non l’Inter di Herrera, non la Juventus di Boniperti, non il Milan di Berlusconi, non la Juventus di Moggi. Ma l’Inter di Moratti figlio, il più incapace dei presidenti di calcio che si sia mai affacciato alla ribalta della serie A, sì. Strano.

L’Inter e Moratti figlio (il meno capace) facevano ormai parte delle sceneggiature degli spettacoli comici della televisione italiana: si rideva di  Moratti, si rideva dell’Inter, ci ridevano sopra gli interisti stessi, ormai stanchi di piangere.

Se bisognava spiegare come una cosa era sbagliata, era storta, era brutta, era finita male, si faceva ricorso all’esempio dell’Inter, e tutti capivano.

L’Inter sospettava di non vincere  perché la Juventus e il Milan (più la Juventus però) arrivavano a fine campionato con 20 punti più di lei falsando, non è chiaro in che modo, i campionati.

Secondo l’Inter i campionati vinti dalla Juventus, il Milan, la Roma, la Lazio, erano falsati. Per questo lei non vinceva. Non perché faceva campagne acquisti ridicole sprecando miliardi di lire e milioni di euro. Non perché mancava di organizzazione. Non perché aveva un presidente incapace.

Poi, e ora sappiamo come, venne Calciopoli. E l’Inter vinse 5 scudetti di seguito.

Statisticamente un’anomalia.

Advertisment

Noi sappiamo ormai tutto quello che è successo, ma un osservatore neutrale ed all’oscuro delle faccende italiane farebbe questa banale osservazione: come si fa a definire falsati i campionati dove vincevano un anno una, un altro anno un’altra squadra, e definire regolari quelli in cui vinceva per cinque anni di seguito una squadra soltanto?

Le anomalie sono quelle prima del 2006 o quelle dopo?

Quelle dopo, lo dice la statistica.

Con Calciopoli, da lei organizzata, l’Inter eliminò gli avversari. E senza avversari si possono vincere anche tutte le partite. Quello che praticamente hanno fatto le Inter di Mancini e Mourinho.

Sul momento uno sprovveduto poteva anche credere che nel 2006 era stato eliminato il marcio.

Ma marcio non era un campionato dove fino all’ultima giornata non sapevi chi lo vincesse.

Marci sarebbero stati i campionati successivi dove già ad agosto si sapeva che avrebbe vinto l’Inter.

Insieme alle prove provate dell’innocenza della Juventus (nessun risultato falsato, hanno detto i giudici), insieme alla prescrizione dell’Inter (altrimenti condannata per illecito sportivo), c’è la scienza, la statistica che ci spiega che non è anomalo vincere quasi mai (l’Inter di Moratti figlio prima del 2006) ma è anomalo vincere sempre (l’Inter di Moratti figlio dopo il 2006).

Ora aspettiamo che qualcuno rimetta in ordine la storia dando a Cesare quel che è di Cesare.

Bisogna cancellare l’anomalia dagli almanacchi e dalle statistiche.

Lo dice la statistica.

Advertisment

Farsopoli e Intercettopoli: tutto viene a galla, meglio tardi che mai

Ci sono ancora persone che non hanno ben chiaro il significato del termine Farsopoli. Calciopoli per noi è Farsopoli almeno dal 2007, cioè da quando abbiamo cominciato a studiare le carte di quella strana vicenda. Che fosse strana lo si capì in verità subito: troppi interessi convergenti, troppa TV, troppi giornali coinvolti per non sospettare che qualcosa sotto c’era e non era certo quello che veniva raccontato. E ora, dopo anni, tutto sta venendo a galla anche nei Tribunali. Ma tranquilli: finirà tutto presto perché siamo in Italia e i potenti, i farabutti, i mascalzoni hanno sempre la meglio.

Advertisment

E’ per esempio la storia dell’Inter e della Telecom, la storia di Facchetti e dei suoi illeciti insabbiati e prescritti, la storia di Moratti e di Tronchetti, due fra i peggiori manager che l’Italia abbia mai avuto. Storia di una TV corrotta, di una RCS dove si nasce interisti e si producono prodotti in difesa di quella fede e in barba alla deontologia giornalistica. Storia di un paese moralmente sconfitto, eticamente da buttare via, dove i farabutti fanno e disfano senza essere mai puniti e tutti gli altri subiscono in silenzio.

E’ il paese dove la verità viene puntualmente bollata come faziosità o chissà quale tipo di operazione eversiva, mentre la menzogna è la regola. Talmente palese la menzogna e talmente in declino il popolo italiano che finisce poi per confonderlo per verità. A quel punto è tutto lecito.

E’ lecito che un club possa utilizzare la Telecom di un suo membro del CdA (leggi Tronchetti) come strumento di spionaggio nei confronti di competitor e dirigenti federali. Come abbiano usato poi le scoperte è tutto da stabilire. Moggi per esempio ha sempre detto di aver avuto il sentore che le sue operazioni di mercato erano in qualche modo viziate. Ha sempre detto che i suoi telefoni si comportavano in uno strano modo e perciò cercò rimedi. Memorabile l’affare Domoraud, un difensore francese che lui fece finta di seguire e di voler comprare elogiandolo come fosse il nuovo Baresi e puntualmente arrivò l’Inter a sorpresa sul ragazzo. Uno dei tanti esempi citati da Moggi, in ultimo quello del terzino dell’Ajax che doveva arrivare a Torino insieme a Ibra e finito invece, a sorpresa, a Milano.

Advertisment

E’ lecito usare quelle intercettazioni per preparare dossier e orientare le indagini dei carabinieri. Auricchio in aula ci ha dimostrato e confermato come l’istituzione che dovrebbe salvaguardare la Legge l’ha invece violentata e viziata, con una delle operazioni più false e meschine. Ma Auricchio è stato premiato e Narducci perfino retribuito con un assessorato a Napoli. Tutto lecito, tutto normale.

E’ lecito telefonare a dirigenti per consegnargli regalini (leggi Facchetti con Bergamo), è lecito telefonare ad arbitri, è lecito grigliare e indovinare la griglia contrariamente a Moggi che stranamente non azzeccava mai le griglie di Bergamo.

E’ lecito avvicinare un arbitro, promettergli un posto in banca in cambio di chissà quali tipo di azioni di spionaggio e dichiarazioni puntualmente esposte sui giornali e TV, salvo scomparire dalla scena a processo iniziato.

E’ tutto lecito, e nessuno che muova un dito.

Alla mole di dati che abbiamo scoperto e raccontato si aggiunge ora l’ennesima testimonianza. Quella di Cipriani, titolare della Polis d’Istinto, il braccio armato di Tronchetti Provera, che rivela piccanti particolari su come l’Inter avesse commissionato il colpo di stato ai danni del calcio italiano. Non una novità per noi.

Advertisment

E vissero per sempre prescritti e contenti

Esistono molti vizi a questo mondo tra i quali ognuno di noi può ben scegliere quello che più lo diverte o la fa star bene. Perché, parliamoci chiaro, a vivere di sole virtù sono bravi in pochi. La parte di Milano tinta di nerazzurro ha scelto anche lei la propria virtù e il proprio vizio: la virtù è l’onestà, il vizio è la prescrizione. Geniale, direi. Sì, perché in fondo loro si definiscono da sempre onesti e sono stati premiati per questo con uno scudetto di cartone gentilmente offerto da un proprio ex dipendente che aveva preso il potere momentaneamente giusto per conferire tale titolo e fare qualche altra aggiustatina qua e là. Poi poco importa se i fatti continuino a dimostrare che così onesti in realtà non lo siano mai stati, perché a quel punto interviene il vizio che tutto risolve, la prescrizione.

Advertisment

In pratica puoi commettere tutti gli illeciti sportivi e civili che vuoi, tanto poi interviene la prescrizione che risolve tutto e puoi così continuare a definirti onesto. Puoi così continuare ad andare in giro con il famoso smoking bianco, e poco importa se il retro dei pantaloni all’altezza del sedere sia ormai tutto sporco e marrone, conta la facciata, salvi l’apparenza.

Abbiamo visto passaporti falsi che se avessimo fatto noi saremmo ancora adesso in galera. Abbiamo visto plusvalenze pompate insieme ai cugini rossoneri per falsare i bilanci. Abbiamo ascoltato telefonate imbarazzanti fatte da Facchetti ad arbitri e designatori. Abbiamo visto Palazzi e la giustizia sportiva muoversi con una lentezza inaudita, considerando gli standard utilizzati per giudicare le faccende di casa Juve, giusto per far cadere i fatti in prescrizione. Abbiamo visto Moratti e Tronchetti Provera che in pratica si nascondono ghignando dietro al cadavere di Facchetti, morto poco prima che saltassero fuori quelle telefonate. E, probabilmente, morto sempre grazie ai fatti poco limpidi che accadevano nello spogliatoio interista negli anni ’60 e che hanno coinvolto anche altri giocatori di quella squadra (in italiano si direbbe doping). Abbiamo anche visto che spiavano illegalmente propri dipendenti, arbitri, designatori, dirigenti vari e dirigenti della principale rivale, cioè la Juve (in italiano si direbbe spionaggio industriale).

Il tribunale di Milano ha dato ragione a Vieri e ha giudicato Inter e Telecom colpevoli di un’attività illecita di spionaggio ai suoi danni. Nel 2007 Bobo aveva fatto la stessa denuncia alla Figc ma Palazzi aveva archiviato il caso per prescrizione (strano!) e ci aveva ritentato nel 2010 con un esposto in cui chiedeva la revoca del titolo assegnato all’Inter a tavolino nel 2006 in nome della sua rinomata onestà. Ovviamente, prescrizione anche lì. Anche altri avevano provato a denunciare questo spionaggio da parte dell’Inter alla Figc come l’arbitro De Santis ma in questo caso Palazzi si dimostrò più originale: improcedibilità a causa della morte di Facchetti.

Forse in pochi si rendono conto della gravità della situazione. Ai fini sportivi, non etici, può magari apparire meno grave pedinare propri dipendenti come Vieri, Ronaldo, Jugovic e Mutu. Ma come la mettiamo con il resto? È incredibile che l’Inter faceva spiare arbitri in attività come De Santis e Racalbuto, un designatore come Bergamo, il dirigente del Messina Fabiani e il nostro Moggi, oltre al marito della Fazi, un’impiegata della Figc. È assurdo, come può essere giustificato un comportamento simile anche in termini sportivi? Cosa sarebbe successo se fosse capitato a parti invertite? Cosa ci faceva un computer di Tavaroli, il responsabile dello spionaggio della Telecom, nell’ufficio di Auricchio, quello che ha svolto “indagini” a dir poco indirizzate su Farsopoli?

Inoltre il legame tra Inter e Telecom non dà fastidio a nessuno in questa vicenda? L’inter ha beneficiato di un evidente canale privilegiato dato il ruolo di Tronchetti Provera. Come se la Juve nella macchine del gruppo Fiat comprate da arbitri e dirigenti di altre squadre mettesse delle microspie. In quel caso sarebbe la fine del mondo però.

Vieri, forte di questa sentenza civile a suo favore, dovrebbe chiedere alla Figc di riaprire ufficialmente quel caso che era stato archiviato nel 2007 in nome della prescrizione. In teoria (molto in teoria, ahimè) ci sarebbe anche la possibilità di uscire dalla prescrizone e da altri magheggi utilizzati da Palazzi per risolvere allora la questione, secondo Alvaro Moretti di Tuttosport. Innanzitutto il giudice Spera di Milano ha giudicato responsabile di questo spionaggio terminato nel 2004 ai danni di Vieri l’allora amministratore delegato interista Buora. I fatti risalgono al 2004, dunque le penalizzazioni l’Inter le avrebbe dovute ricevere nel campionato 2005/06, guarda caso quello regalato da Guido Rossi. Nel 2007 al momento della denuncia di Vieri i fatti riguardanti il 2005/06 non erano ancora in prescrizione, quindi in teoria si potrebbe anche procedere se il caso venisse riaperto.

Advertisment

Inoltre ci sono ancora in corso due procedimenti civili paralleli e simili a quello di Vieri, ma più gravi perché non riguardano un allora dipendente del club nerazzurro come Bobo. Sempre al Tribunale di Milano infatti si è rivolto De Santis, mentre Bergamo, Fabiani, Racalbuto e il marito della Fazi sono impegnati al Tribunale di Firenze., scelta perché è la città di Cipriani, l’investigatore che di fatto svolse le indagini commissionate dall’Inter. E c’è grande attesa da parte degli avvocati di De Santis, e non solo, per il 19 settembre quando a Milano parlerà proprio Cipriani che dovrebbe di fatto ammettere quello che ormai già tutti sanno dal processo Telecom. Mentre il 24 ottobre sarà chiamata l’Inter a comparire in aula. Se l’esito per De Santis sarà favorevole (la sentenza potrebbe esserci per la primavera 2013) anche lui dovrebbe poi far ricorso in Figc contro l’archiviazione del 2007. A Firenze invece l’Inter ha presentato richiesta di archiviazione perché dal suo punto di vista i fatti sono prescritti (strano!), ma se il giudice Minniti la penserà diversamente, ossia come il giudice Spera di Milano, anche qui la sentenza potrebbe arrivare in primavera.

Ieri inoltre Tavaroli, ospite a Radio 24, ha rivelato al conduttore Giuseppe Cruciani quello che già si sapeva, cioè:

Moratti? Mi parlò lui direttamente della situazione di Vieri. Su Moggi non c’era nessun dossier, ci fu però la richiesta da parte dell’Inter di verificare alcune informazioni date da un arbitro. Su Moggi ci furono controlli di tabulati, alcuni svolti con attività illecite.

E caliamo un velo pietoso su quell’arbitro di cui parla Tavaroli, cioè Nucini, che quando era ancora in attività aveva legami strettissimi con Facchetti, riceveva “regalini” e tramava con l’Inter dopo aver avuto la promessa di un nuovo posto di lavoro.

Ieri l’avvocato dell’Inter Fabio Iudica, oltre a raccontare una barzelletta come il “non mi risulta che ci siano altri soggetti sottoposti a indagini illegali” (chiedilo a Moggi e a tutti gli altri già citati che hanno portato Inter e Telecom in tribunale), ha ricordato come vanno le cose in casa Inter, nella patria della virtù e dell’onestà:

Per la giustizia sportiva i fatti sono ormai sepolti dalla prescrizione. Voglio tranquillizzare i tifosi.

Non sono solo i fatti ad essere “sepolti” come sempre accade da almeno 6 anni, ma anche l’etica e la dignità di certe persone che dovrebbero vergognarsi. Moggi è da una vita che sosteneva di essere spiato, ma non è stato creduto, anzi è stato considerato il diavolo a cui si è voluto contrapporre l’acqua santa nerazzurra e premiarla per questo.

A livello sportivo benché in teoria ci siano possibilità di manovra non succederà niente. Perché ormai il finale della favola lo sappiano, è sempre lo stesso… e vissero per sempre prescritti e contenti.

Advertisment

Inter… una prescrizione che salva la vita

Onesti, puliti, esempio di lealtà… ma a processo non si va. Giammai, puliti e leali solo a parole, parole vuote e false già prima di uscire dalla bocca, perché in fondo il cervello pensa prima la terribile falsità e poi la bocca si presta per dirla. E se non è la bocca è certamente la tastiera, magari sul sito ufficiale o su uno dei tanti house organ travestiti da stampa libera e democratica.

Advertisment

E’ tutto questo l’ambiente nerazzurro: un covo di falsità, una produzione continua di frasi fatte che non hanno attinenza col mondo reale. Un mondo fantasioso che è stato messo davanti agli occhi dei tifosi per nascondere loro la verità: che sono schiavi, che vivono in una prigione che non conosce vittorie, solo menzogne e sconfitte.

Con un po’ di anni di ritardo, per nulla casuali, la società di Massimo Moratti cade ancora in un’aula di Tribunale. E lo fa con stile. Con molti anni di ritardo ecco arrivare anche la condanna sul caso Vieri. Che non è un caso semplice, perché è anzi una conferma, la più tremenda, di quanto già dimostrato da svergognati bianconeri che non hanno mai accettato la farsa raccontata in TV e sui giornali. Dimostrato coi fatti, gli stessi fatti che inchiodano Tronchetti Provera e Moratti.

Sono fatti semplici da raccontare perché si sa già tutto e fortunatamente qualcuno prova a tirare via dalla sabbia la testa e a metter bocca su qualcosa per cui l’Italia dovrebbe muoversi: Farsopoli. L’Inter cade vittima dei suoi stessi tranelli: lo spionaggio ai danni di Vieri è stato dimostrato, acclarato e punito in Tribunale. La Corte ha deciso che Bobo verrà risarcito con 1 milione di euro a fronte dell’attività illegale della Telecom pagata da Massimo Moratti. Ben inteso, per quanti fanno finta di non capire: l’indagine è stata commissionata e pagata dall’Inter, nella veste dell’allora presidente Giacinto Facchetti. Cosa abbiano a che fare queste cose con lealtà, coraggio, pulizia e santità… è un mistero!

Gli avvocati di Vieri, molto deluso da questa vicenda, vogliono andare fino in fondo, chiedendo la riapertura del processo sportivo. E perché mai? Una vendetta nuda e cruda? Assolutamente no!

Advertisment

Gli avvocati di Vieri vogliono riaprire il processo sportivo perché leggendo le sole carte riguardanti il Processo Telecom sentono, come Neo in Matrix, che il mondo descritto dalla Gazzetta è tutt’altro che reale e che molto ci sia ancora da dimostrare e indagare. Certo non possono dire in aula di sapere già tutto, di aver letto blog e forum su Internet, di aver letto le carte di un altro processo e aver scoperto che era tutto falso, tutto una Farsa!

Però, come già accaduto in passato, specie nella gestione Moratti, le aule di Tribunale, al contrario del campo, sono un terreno amico. Il petroliere sembra giocare in casa e le vince tutte. Senza seguire le regole, eludendole e piegandole al proprio volere… o portafogli che sia. Prescrizioni, regolamenti violati, galere evitate per falsificazione di bilanci, trucchi con le plusvalenze, riciclaggio documenti e via così. Prescrizione su Calciopoli quando la posizione di Facchetti e della Società era ben peggiore rispetto a quella bianconera. E ora, Prescrizione pure su questa vicenda come ci tiene a ricordare l’avvocato della società nerazzurra:

I fatti sono sepolti dalla prescrizione. Non si arriverà alla giustizia sportiva.

Più che una valutazione sembrerebbe una minaccia!

L’estate sta finendo, ma la paletta e il secchiello di Gazzetta & Co. sono pronti: insabbiare, insabbiare, insabbiare. Mai si arriverà alla Giustizia Sportiva: loro sono puliti, leali, onesti e coraggiosi. Sono interisti… e già questo è un paradosso con questi aggettivi!

C’è solo una domanda che vorremmo porre, solo questa: è lecito pensare che tale attività abbia procurato uno smisurato vantaggio alla società nerazzurra? Vantaggi in termini di ricattabilità degli intercettati (arbitri, designatori, giornalisti, giocatori, dirigenti)? Vantaggi di natura professionale (Moggi ha denunciato il fatto che molti suoi movimenti erano pedinati e molte sue attività di mercato avevano un che di misterioso in quanto UNA società sembrava leggere nel suo pensiero)?

Advertisment