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Tag: tuttosport (pagina 1 di 2)

Conte l’eretico sbanca il Celtic Park: bravura o culo?

Dice capitan Buffon : “Ci vuole l’onestà intellettuale di ammettere che abbiamo avuto fortuna”.

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Argomenta Tuttosport: “Lennon aveva impostato la partita per il contropiede, mentre Conte aveva in mente la solita gara d’attacco e di possesso palla. Il goal di Matri dopo tre minuti ha cambiato tutto e Conte si è visto costretto a difendersi nella propria metà campo”.

Che culo! Se avessimo attaccato magari prendevamo goals in contropiede come con la Sampdoria.

L’ha detto Buffon e tatticamente l’ha spiegato Tuttosport. C’è qualcosa da aggiungere?

C’è molto da aggiungere, a parere mio.

Conte non è un fondamentalista cretino. La lezione con la Sampdoria ancora gli brucia e l’ha imparata bene. Noi stessi, dalle pagine di IoJuventino, ci eravamo permessi di suggerirgli che non c’è nulla di vergognoso a difendersi quando l’avversario è, per qualche motivo, più forte.

Se fosse vera la tesi di Tuttosport la Juventus avrebbe seguitato ad attaccare anche dopo l’1-0. È questo il credo di Conte.

Ma Conte questa volta ha fatto l’eretico. Ha sconfessato se stesso. Ha fatto una gara difensiva, tatticamente perfetta, e l’ha vinta nettamente.

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Non era un 3-5-2. Era piuttosto un 5-3-2 con Lichtsteiner e Peluso a difendere anche loro. E così era obbligatorio fare nell’inferno del Celtic Park, dove il boato del pubblico era terrificante, dove il Celtic mostrava un’esuberanza fisica ed un’aggressività straordinarie unite a simulazioni e lamentele per condizionare l’arbitraggio. Bisognava difendersi nell’attesa del loro inevitabile calo fisico. Quei ritmi non li tiene nessuno per novanta minuti, qualunque “aiutino” abbia assunto prima della partita. E il goal di Matri probabilmente non ha cambiato un bel niente (certo, meglio farlo subito l’1-0) perché avremmo comunque segnato e vinto nell’ultima mezzora di gioco.

Conte ha deciso di fare l’eretico e l’ha fatto veramente bene. Altro che culo!

Loro una rovesciata a fil di palo ed un comodissimo colpo di testa depositato nelle mani di Buffon. Niente altro di pericoloso in novanta minuti. Noi sei nitide palle goal: l’1-0 di Matri, la battuta “sporca” di Marchisio a porta quasi vuota, Vucinic che supera anche il portiere e non concretizza, nel primo tempo; il piatto a botta sicura di Vicinic che sbatte su un difensore, il 2-0 di Marchisio, il 3-0 di Vucinic, nel secondo tempo.

Troppo signore Buffon. Ma quale fortuna? Una partita perfetta.

E se il Barcellona di Messi ha perso al Celtic Park e se lì solo una squadra italiana ci aveva vinto in Coppa Campioni (il Milan di Rocco e Rivera  nel 1969, che poi si aggiudicò il trofeo), ci sarà pure un motivo.

Tuttosport esaltò l’impresa del Milan (catenaccio e contropiede) parlando di “forza, mestiere, classe e coraggio”, di un “Cudicini saracinesca” e di un “Rocco che non ha sbagliato una mossa”.

Ecco, Conte non ha sbagliato una mossa.

Tutta bravura, altro che culo!

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Marotta e Oreggia: in due perdono l’occasione per stare zitti

Su Tuttosport di venerdì la prima pagina è occupata da : ESCLUSIVO – MAROTTA A TUTTOSPORT  <<OGBONNA CI PIACE>>.

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Perbacco che notizia! Che scoop giornalistico straordinario!

Marotta, giovedì ospite della sede di Tuttosport, a domanda risponde:

Ogbonna è un talento, se fosse sul mercato una società come la Juve sarebbe obbligata ad interessarsene.

Cairo a sua volta ribatte:

L’interessamento della Juventus ci è noto, ma abbiamo declinato l’offerta. Mi auguro che il ragazzo rimanga sempre con noi, ma è anche vero che gli ho promesso che, se si presenterà per la sua carriera l’occasione della vita, non sarò io a tarpargli le ali.

Punto.

Invece non basta. Sabato mattina Oreggia decide di onorarci con un editoriale dove si traveste (o forse sono le sue vesti reali) da ultras del Torino. Una bacchettata a Cairo perché non ha detto che Ogbonna non lo darà mai alla Juventus:

Uno sforzo ulteriore, il patron granata, avrebbe potuto farlo dicendo che il giorno in cui le strade di Ogbonna e del Torino dovessero separarsi, l’unica destinazione proibita per una forma di rispetto nei confronti dei sostenitori granata sarebbe quella juventina, al netto di qualsiasi offerta e di qualsiasi tornaconto. Amen. Detto, scritto e vidimato con serenità, senza pensieri retroattivi e malmostosi, senza doppi sensi pataccari, senza che nessuno si consideri vilipeso da una semplice, normale, onesta notizia. Esiste il rapporto causa-effetto, esiste pure il rapporto notizia-risposta-controrisposta. Ri-amen. E che ciascuno se ne faccia una ragione.

Perbacco, che editoriale! Altro che gli articoli di @IoJuventino.

Prima riflessione.

Ma perché Marotta non impara a starsene zitto? O quantomeno a non sbilanciarsi troppo? Già con il top-player è andato avanti per mesi, per poi fare la figura che ha fatto. Ora vogliamo mettere in giro anche la storiella di Ogbonna? Forse la risposta la sapremo quando @IoJuventino ci farà leggere il suo articolo “Marotta titubante, bravo o dilettante?”. Sta di fatto che il buon Marotta, in mezzo a tante cose fatte bene, ce ne mette altre discutibili ma soprattutto non riesce a stare zitto. Ora gli è venuto anche in mente di definire quella di Martinez un’ “operazione brutta” (talmente evidente che non c’era nessuna necessità di dirlo) scatenando la risposta piccata di Lo Monaco :”Se parla di operazione brutta si sbaglia di grosso: si ricordi piuttosto di Elia e Melo…”. A parte che Melo lo avevano acquistato i furboni Blanc e Secco, che bisogno c’è di parlare così tanto?

Anche Moggi parlava tantissimo, ma non diceva praticamente mai niente. Salvo poi fare tutto.

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Seconda riflessione.

Se la Juventus ha bisogno di fare acquisti, non è certo Ogbonna quello che le serve. Non mi sembra che abbia le caratteristiche di un attaccante di peso. Se Tuttosport si riduce a fare una prima pagina su un’esternazione di Marotta di importanza uguale a zero, significa che non aveva notizie da dare, nonostante Oreggia la consideri una semplice, normale, onesta notizia.

Terza riflessione.

Ma perché Oreggia si inalbera pretendendo che Cairo giuri e spergiuri che non darà mai Ogbonna alla Juventus? Ma saranno problemi di Cairo. Ma se il divino Baggio andò dalla Fiorentina alla Juventus, immaginatevi che problema sarebbe vedere il mitico(?) Ogbonna che va dal Torino alla Juventus! E poi, ma chissenefrega di Ogbonna, se lo tengano stretto. Pensa tu che perdita. Ma, signor Oreggia, stiamo già cercando di scaldare il derby? Salvo poi chiedersi chi ha innescato la miccia?

Quarta riflessione.

La parte finale dell’editoriale di Oreggia è talmente complicata che, essendo io stupido, non l’ho capita. Ho dovuto consultare la Treccani per sapere cosa volesse dire “malmostoso”:

malmostóso agg. [comp. di mal(e) e mostoso (nel sign. di «sugoso»)]. – Voce region. lombarda, ma entrata anche nel linguaggio comune e spec. nell’uso giornalistico, che significa propriam. «che fa o dà poco sugo», e di qui, riferito a persona, musone, scontroso, intrattabile, sgarbato, scorbutico: una persona dall’aria malmostosa….

E comunque, dopo il consulto, come suggerisce Oreggia me ne sono fatto una ragione: non ho capito lo stesso.

Pazienza se non ho capito, pazienza se Ogbonna non andrà mai alla Juventus, meno pazienza se Marotta non imparerà a parlare quando è il tempo e il caso.

P.S.    

Sulla prima pagina del Corriere dello Sport di domenica viene annunciato che Jovetic non verrà mai alla Juventus. Della Valle inserirebbe nel contratto una clausola che vieterebbe al giocatore, in caso di cessione, la destinazione Juventus.

Il “chissenefrega” usato per Ogbonna appare improprio per Jovetic.

Allora bisogna dire che Marotta, che poi non mi sta antipatico, con Berbatov ha combinato un altro guaio.

Ma aspettiamo di leggere @IoJuventino a riguardo.

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Padovan e CalcioGP: ci vuole cuore per amministrare la democrazia bianconera

Giancarlo Padovan è stato un grande giornalista. Sui generis per il modo di condurre certe prime pagine di Tuttosport, ma certamente uno che non le ha mandate a dire, uno diretto e anche alle volte scomodo coi suoi editoriali. Juventino sì, però anche in palese contrasto quando perfino certe scelte portavano poi alla vittoria.

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Tranquilli: è vivo e vegeto il buon Padovan, probabilmente c’è un solo piccolo problema col “giornalista”. L’abbiamo più volte proposto quale miglior direttore dopo la bestiale direzione di De Paola, un gazzettaro a Tuttosport. Con dispiacere, e chiedendo scusa ai nostri lettori, siamo costretti a fare un passo indietro. Non è una vendetta, ma un rispetto della realtà. Dove è finito il Padovan di una volta?

Il Padovan che ascoltiamo da qualche mese, specialmente negli studi di Sportitalia, è certamente una persona molto diversa. Sembra nascondere un qualche tipo di vendetta nascosta, covare una qualche forte delusione che lo porta a criticare scelte che ci sembrano semplicemente doverose circa la società e in particolare Andrea Agnelli e Marotta.

Il Padovan che ascoltiamo in queste sere non è quel giornalista che abbiamo apprezzato, col quale siamo stati anche in disaccordo palese. Perché quel giornalista che apprezzavamo leggeva le carte, le commentava e poi ne dava una propria interpretazione. Invece questo Padovan forse legge le carte, di sicuro non le commenta e poi si lancia in qualcosa che ci spaventa. Uniformarsi a gente di cui non faremo nomi è cosa brutta. Specie se dall’altra parte scopri gente come Jacobelli e Mentana, Cruciani e Battista, tanto per fare quattro nomi, che pur non amando la Juve ammettono che il Processo a Conte è una buffonata senza precedenti.

Padovan: cosa c’è sotto? Noi avanziamo una nostra teoria, e passateci una punta di narcisismo.

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Il fallimento del progetto CalcioGP: si scrive col cuore, non per soldi

Per prima cosa una precisazione sul titolo: un giornalista professionista scrive per guadagnare. E’ il suo mestiere, è la sua fonte di guadagno. Il senso del titolo è ben diverso.

Un anno fa veniva lanciato sul Web CalcioGP, il giornale della democrazia juventina. Diretto e ideato da Padovan, e occhio all’ordine delle parole “diretto” e “ideato”. Ti abbonavi e ricevi un po’ di pagine che contenevano notizie e approfondimenti sulla Juve. In più un piccolo blog online dove firmavano alcuni ottimi esponenti del tifo giornalistico bianconero (o giornalisti che tifano Juve, mettetela come vi pare).

A distanza di qualche settimana un problema: il progetto non sfondava. Noi crediamo perché online si può leggere gratis, dove per gratis si intende pure qualcosa a più ampio respiro: ci si può informare più volte, gratuitamente, magari su più fonti, magari venendo investiti da articoli in tempo reale, da una comunicazione costante e continua. Nel nostro piccolissimo, forse male, lo facciamo pure noi di IoJuventino.

A distanza di qualche mese il progetto subisce una battuta d’arresto e poi definitivamente tracolla. Non conosciamo francamene il numero di lettori, ma la cosa ci è dispiaciuta. Di fatto poteva trattarsi dell’unica pubblicazione in grado di raccontarci la Juve senza filtri e senza soprattutto la faziosità di certe voci pur bianconere.

Il dubbio che ci assale è: si è rotto qualcosa fra la Juve (non intesa come istituzione) e Padovan con quest’ultima esperienza?

Altrimenti Padovan spieghi la reale sostanza del veleno sputato contro la Juve in questi recenti mesi. Come sia possibile leggere le carte e ignorarle per dar contro Conte. Questo atteggiamenti ci spaventa. Non vorremmo leggere la firma di Padovan in una Gazzetta qualsiasi, ecco!

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Le “boiate” che scrive Vittorio Oreggia (TUTTOSPORT)

Nell’editoriale di domenica, Vittorio Oreggia, Direttore responsabile di TUTTOSPORT, si è esibito in uno dei suoi soliti articoli dove l’educazione ed il buon gusto non riescono proprio a trovar casa. Il suo è evidentemente un giornalismo di parole forti (boiate), di ironie pesanti, di disprezzo, un giornalismo che paga visto che è diventato Direttore al posto di quell’altro bel signore che risponde al nome di Paolo De Paola, andato a dirigere il Corriere dello Sport dalle cui pagine può spargere veleno sulla Juventus (poco male, tanto lo leggono quattro gatti …….).

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Oreggia, per capirci, è quel signore in tribuna a cui si rivolse Conte al goal di Giaccherini in Coppa Italia contro il Bologna, dicendogli “Hai capito chi è Giaccherini?”.

Erano mesi che Oreggia voleva che qualcuno gli spiegasse chi aveva fatto venire a Torino uno come  Giaccherini…

Ma andiamo al dunque: il buon Oreggia ha deciso che domenica era la giornata giusta per stroncare Carrera e Giovinco.

Parole di Oreggia su Carrera:

Senza nulla togliere a Carrera, per la prima volta si è capito quanto peserà nei prossimi mesi l’assenza di Conte in panchina. Non a caso, solo dopo l’intervallo, cioè dopo una serie di correzioni “telefonate” dall’allenatore sotto squalifica, la Juventus ha giocato con il piglio della Juventus.

E su Giovinco:

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E poi con Giovinco ancora più piccolo di quanto non sia già [...] tutti tranne il piccoletto con la crapa pelata. Per adesso Giovinco non legittima né lo sforzo economico, né i paragoni ingombranti con Del Piero (hai voglia, dai …), né la predilezione rispetto a Matri e Quagliarella. È un pallino di Conte, Giovinco, ma c’è bisogno che offra un contributo superiore per poter legittimare la presenza fissa in squadra. E se butta in questo modo in Italia, figuriamoci in Champions dove il livello globale si alza, e di tanto.

Parlar male di qualcuno della Juventus è un dovere ben retribuito per i giornalisti della Gazzetta e del Corriere, lasciando perdere la deontologia professionale, questa sconosciuta. Per i giornalisti di Tuttosport dovrebbe essere un dovere nel momento in cui queste critiche, se nei limiti dell’educazione, servissero a spronare cambiamenti necessari nella squadra.

Parlar male di Del Neri o di Felipe Melo, quando la Juventus arrivava settima, era critica costruttiva.

Parlar male di Carrera (è inutile che Oreggia scriva “senza nulla togliere a Carrera”, se poi parla di “correzioni telefonate”) non serve a nulla, se non a creare insicurezza nel sostituto di Conte.

Conte è Conte. È unico. Ma o ce lo ridarà il Tnas o giocheremo tutte le partite di quest’anno senza di lui in panca. E in panca ci va Carrera, che non è Conte, ma non è un burattino. Nel secondo tempo la Juventus per un quarto d’ora ha corso come sa ed ha incenerito il Parma. E negli spogliatoi è Carrera che ha parlato, non le “correzioni telefoniche”: era un problema di grinta e di corsa, non tattico. Rispetto per Carrera, signor Oreggia!

Parlar male di Giovinco, oltretutto giocando grossolanamente sulle dimensioni fisiche e sulla testa pelata del nostro fuoriclasse, non serve a nulla, se non a creare ulteriori problemi di ambientamento a un ragazzo che di certo sembra averne. Lasciamolo tranquillo, sa giocare a pallone, è un nazionale, mostrerà il suo valore e darà il suo apporto. Veramente ingeneroso etichettarlo come “pallino di Conte”. E poi, cosa crede Oreggia, che con questi suoi giudizi costringerà la Juventus ad acquistare una punta di peso? La punta di peso la Juventus la sta già cercando, ma non sarà certo Giovinco a farle posto, ammesso che la si trovi. Rispetto per Giovinco, signor Oreggia!

 La Juventus di Conte e Agnelli è una famiglia. Che nessuno si azzardi a creare zizzania. Meno che meno quelli di Tuttosport. Peggio se presuntuosi.

 

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Io l’avevo detto molti giorni fa: si parla di Afellay per la fascia sinistra della Juve!

Al di là del titolo spocchioso, ammesso che sia vero il contatto, mi fa piacere che Marotta stia sondando mille strade e che la maggior parte di queste strade non coinvolga potenziali flop di mercato e, di più, riguardi gente giovane, fresca, con tanta voglia di vincere e combattere. Da qui a dire che c’è la trattativa.. ce ne passa.

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Il punto è che sembra ci sia stato un abboccamento della Juve coi dirigenti del Barcelona, per lo solite vie traverse degli intermediari FIFA (ruolo e mestiere che non capirò mai!). Giocatore in questione quel talento olandese che risponde al nome di Ibrahim Afellay.

Recentemente ne avevo parlato descrivendolo come uno dei colpi che mi farebbe più piacere commentare.

Riprendo velocemente il mio vecchio post:

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Classe ’86, Ibrahim Afellay si trova chiuso in Spagna, circondato e scavalcato da mostri sacri. Solo spezzoni di partite per lui, e certo questo non lo fa star felice. Si mormora che abbia chiesto garanzie: un minutaggio più sostanzioso o cessione per maturare e giocare di più.

Nonostante la giovane età, Afellay vanta oltre 100 presenze col PSV condite da una trentina di reti e già 36 gettoni con la Nazionale (con 3 reti). Dotato di una velocità super e di buona tecnica individuale, Afellay potrebbe alla fine rappresentare una pedina importante nello scacchiere di Conte. Preferibilmente viene impiegato a sinistra, ma può anche giocare sul lato opposto.

La clausola di rescissione è fissata a 100 milioni di euro, in realtà ne basterebbero una quindicina per convincere Guardiola. Guarda caso la stessa cifra stanziata per Bastos e offerta per Nani.

E scopro, oggi, con piacere che Tuttosport e TuttoJuve ne hanno parlato, più ovviamente le solite discussioni sui forum. Il nome di Afellay sembra mettere tutti d’accordo, a conferma del fatto che il tifo bianconero è ancora oggettivamente valido su argomenti interessanti per il bene della Juve.

Certo, avviare e chiudere la trattativa, visto il fermo totale del calciomercato europeo, è impresa complicata. Complicata, ma non impossibile. E sarebbe un riscatto enorme per i vertici di Corso Galileo Ferraris. A Marotta… l’ardua sentenza!

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Rivoglio Giancarlo Padovan alla guida di Tuttosport. De Paola dimettiti!!!

Mi erano bastati circa 2 mesi per capire tutto. E in soli 2 mesi la mia disaffezione per Tuttosport ha subito una flessione tuttora in corso. Non compro Tuttosport all’incirca da marzo 2008, cioè 60 giorni dopo l’avvento di Paolo De Paola alla direzione del quotidiano torinese.

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Cominciamo subito a chiarire un paio di cose. Uno che di professione, dal 1984, fa il vicedirettore della Gazzetta dello Sport non può dirigere Tuttosport. E’ come mandare Eugenio Scalfari a TG4 o, vicendevolmente, Emilio Fede a dirigere una rivista di politica. Assurdo, assolutamente un’assurdità.

L’ANSA che informava tutti del disastro fu questa:

Dal prossimo 9 gennaio Paolo De Paola assumera’ la direzione del quotidiano Tuttosport. Lo comunica ufficialmente l’editore del quotidiano sportivo, la Nuova editoriale sportiva Srl, dopo che sul cambio al vertice di Tuttosport erano circolate in questi giorni una serie di indiscrezioni.

“De Paola, 50 anni, sposato con due figli – ricorda ancora l’editore – laurea in lettere e’ attualmente vice direttore della Gazzetta dello Sport, testata nella quale ha svolto prevalentemente la sua attivita’ giornalistica sin dal 1984. Giancarlo Padovan che ha guidato il giornale negli ultimi cinque anni continuera’ a scrivere per Tuttosport in qualita’ di editorialista”

Una tristezza infinita. Uno dei migliori direttori del quotidiano torinese, tale Giancarlo Padovan, cacciato per motivi ancora sconosciuti. O meglio, palesi e lapalissiani. La sua cacciata ha favorito una delle tante voci della Famiglia che vedono la Juve non già come una filosofia di vita come piaceva all’Avvocato, bensì come una attività fastidiosa da dover portare avanti.

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A dirigere Tuttosport uno dei famosi paladini di Calciopoli, lui insieme all’infame redazione della Gazzetta. Solo in Italia è possibile un simile salto mortale a livello di ruoli, e francamente ancora non capisco come l’editore di Tuttosport abbia potuto commettere un tale reato.

Dal 9 gennaio 2008 le prime pagine di Tuttosport hanno fatto il giro del mondo per l’ilarità dei contenuti e dei titoli. Da quel momento la linea editoriale è totalmente cambiata. Solo alcuni sprazzi di autentico giornalismo a firma Alvaro Moretti o Vittorio Oreggia, tanto per citarne due.

Ivan Zazzaroni, notizia non confermata, ma di facile ammissibilità, si lasciò sfuggire un commento all’indomani dell’insediamento di De Paola a Torino: “Ma come?!? Un’interista dirigerà Tuttosport?“.

Con De Paola Tuttosport ha raggiunto livelli di idiozia disarmanti. La recente lotta verbale fra la Juventus e Tuttosport è solo una delle mosse intelligenti attuate da Andrea Agnelli che conosce benissimo l’azione contraria che De Paola sta esercitando su una possibile rinascita bianconera.

Con De Paola il calciomercato viene raccontato come peggio non si potrebbe. E il tifoso ha bisogno di essere indirizzato, guidato e bene informato sulla realtà fattuale in cui gravita la Juventus. Invece il Tuttosport degli ultimi anni ha sempre preso in giro tutti i tifosi, molti dei quali si sono fatti tristemente infinocchiare. Compreso il racconto delle partite o il fissare obiettivi irrealistici e poco coerenti con la realtà. Negli ultimi anni sono da imputare a Tuttosport alcune forzature contro cui la vecchia dirigenza non ha saputo reagire.

Oggi Padovan, uno che di calcio ne capisce sul serio, mica un Palombo qualsiasi, dirige CalcioGP, una fonte inesauribile di sano ragionamento circa l’ambiente e il mondo juventino.

Non compro Tuttosport dal marzo 2008 e tornerò a spendere quell’euro quotidiano se e solo se… Giancarlo Padovan verrà richiamato a guidare l’ultimo baluardo di difesa mediatica che ci resta. Pardon… che ci restava!

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Cara redazione di Tuttosport, l’uomo Del Neri non si tocca!

Come ormai spesso capita, la prima pagina di Tuttosport è imbarazzante. Considerarlo la roccaforte degli juventini risulta un’operazione di fantasia sufficientemente ridicola. E’ certamente un giornale vicino alla Juve, ma quantificare, e soprattutto qualificare, il termine vicino non è semplice. Ma vado subito al sodo.

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Tuttosport si è impegnata, dopo il 2006, a costruirsi un ruolo di primo piano nel vasto panorama di chi-comunque-la-Juve-deve-sparlarla! Ottimo il lavoro su Calciopoli, roba da Premio Pulitzer visto quello che hanno combinato tutti gli altri giornalacci. Alvaro Moretti ha firmato articoli quanto più vicini alla verità, e in questo Paese è già un miracolo che li abbiano pure stampati su carta. E con lui altri redattori molto molto validi. Ma chi firma certi editoriali e chi sceglie il titolone in bianco su sfondo blu ho paura che con la Juve non c’entri nulla. Proprio nulla.

Oggi il titolo è “Stupefacente”, volgare allusione alle parole di Del Neri in conferenza stampa prima del match contro il Parma.

Io non ci sto. Questi signorotti dalla penna libera dovrebbero imparare prima di tutto a usare la testa, poi vengono le tirature e i numeri in sé. In realtà in questo paese l’ordine di priorità è stato largamente invertito: prima i numeri, poi eventualmente la realtà e la dignità professionale. Ma sono dettagli, e mi scuso per l’inconveniente della puntualizzazione.

Mister Del Neri non avrà certo fatto un campionato di alto livello. I risultati sono più che evidenti e la non-soddisfazione dei dirigenti, a partire da Andrea Agnelli cui nessuno potrebbe mai insegnare cosa è la Juve, passando per Marotta e Paratici, è palese. Attaccare il professionista non solo è lecito, ma doveroso se si vuole giocare il ruolo di opinionista e critico sportivo. Magari sarebbe opportuno stare ai fatti, anziché alzare costantemente la voce sparando titoli a effetto, ma privi di contenuto, ma anche questo, purtroppo, è un dettaglio.

Quando però si attacca l’uomo e si mischia l’analisi sportiva con la satira, mal riuscita, allora il tutto diventa riprovevole, piuttosto volgare e non fa ridere, né riflettere, né accende un minimo di dettaglio.

Io potrei rispondere a quel titolo con un altrettanto identico titolo riferito a chi firma quelle prime pagine. Ma tento ancora una volta di stare ai fatti.

Se Del Neri ha risposto in quella maniera, il motivo è da ricercarsi negli stessi attacchi che gli sono stati inflitti. Mi spiego ancora meglio.

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Quando le cose sono precipitate, dall’infortunio di Quagliarella in avanti, a Del Neri veniva costantemente rinfacciato il punteggio, i punti, i dati sui gol fatti e presi e via dicendo. Ragionare sui numeri solo quando si vogliono cercare argomentazioni contrarie è da bambini, di quelli odiosi, di quelli cui non faresti volentieri il regalo. E allora partiamo coi numeri.

Del Neri ha semplicemente ricordato che attaccarlo su questi dettagli è inutile, dannoso pure per chi tenta di sferrare l’attacco.

Nell’anno 2009/2010 la Juve ha subito 15 sconfitte a fronte di 16 vittorie. Mentre Del Neri quest’anno, a 2 partite dalla fine del campionato, è a quota 9 per quanto concerne le partite perese e 15 circa i match vinti.

Nell’anno 2010/2011 la Juve aveva subito 56 reti segnandone 55: fatto storico di enorme valore, in senso negativo ovviamente. Quest’anno la Juve di Del Neri ha segnato già 55 reti e ne ha subite 44. Un’enormità, ma a chi gli chiedeva un miglioramento rispetto lo scorso anno, eccolo: i dati sono questi. Nudi e crudi. Il discorso qualitativo è certamente differente: ero abituato con Lippi e Capello a stare sempre sotto i 30 gol subiti a campionato, specialmente con Lippi ad avere la migliore difesa. Quest’anno mi sono accontentato, senza bomber, di essere il miglior attacco per lunghi tratti del girone d’andata: anzi, per tutto il girone d’andata.

Il dato clamoroso è il fatto che la Juve, nei confronti di chi la precede, ha un ruolino impressionante: ha stracciato le romane, battute le milanesi, è in vantaggio sull’Udinese, manca la sfida col Napoli (andata: 3-0 per i partenopei). Il difetto è contro le piccole e contro chi la segue.

C’è di più. Il lavoro sul gruppo di Del Neri è stato eccezionale. La Juve non si è mai disunita, la Juve è rimasta compatta, con uno spirito che vorrei rivedere anche il prossimo anno. Di aiuto reciproco, di difesa reciproca anche quando le cose andavano malissimo. Spero solo che i risultati possano aiutare i ragazzi in questo processo di crescita. Negare questa crescita significa voler male alla Juve. Il che non equivale a dire che le cose, così come stanno, sono eccezionali. No, io questo non l’ho mai detto, solo mi ricordo la depressione del campionato scorso.

Che poi Del Neri abbia azzeccato qualche mossa e sbagliato molte mosse, questo è ridicolo anche solo puntualizzarlo. Proprio per questo non condivido gli attacchi pesanti alla sua persona. In confronto a chi scambia i colori, in confronto a chi ha mostrato comunque poche innovazioni tattiche. Io non credo che il lavoro degli allenatori che precedono Del Neri sia stato migliore rispetto a quello di Del Neri. Per questo non condivido chi vorrebbe Mazzarri alla guida della Juve. Per questo non capisco come si possa pensare ad altro.

Il lavoro dell’uomo Del Neri è molto positivo. Ha difeso a oltranza, come faceva Moggi, la sua creatura. Quando tutti gli davano contro. E vergognosamente ha ricevuto più fischi che applausi in questo contesto. Mentre era giusto fischiare, anche se la mia filosofia di tifo è esattamente un’altra, quando ha schierato delle Juventus indecenti. Ma non sono tutte sue le colpe. Vanno adeguatamente distribuite. Quando qualcuno capirà questo, allora, forse, la Juve potrà continuare a crescere. Perché continuare a negare che questa Juve sia partita dal basso, da un punto moooolto basso, è ridicolo quanto il lavoro di chi disegna le prime pagine di Tuttosport.

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Tuttosport la spara grossa: Ibra alla Juve!

Non passa giorno che la redazione di Tuttosport non alzi il gomito. L’effetto è solitamente il titolo sul giornale del giorno dopo, quello scritto in bianco su sfondo blu. Ormai famosi, famosissimi.

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In una recente edizione ecco l’ennesima sparata, a conferma che quel documento firmato da Andrea Agnelli ha senso di esistere e molti tifosi bianconeri, quelli veri, dovrebbero cominciare a prendere le distanze da una serie di fogli che hanno il solo effetto di generare confusione e falsi obiettivi.

Veniamo al punto.

Nedved è entrato nel CdA bianconero grazie alla sua storia e, soprattutto, all’amicizia che lo lega ad Andrea Agnelli, l’attuale Presidente della Juve. Nedved è stato vicino a Mino Raiola, il pizzaiolo che cura gli interessi dello svedese che Moggi prese a fine marzo dall’Ajax per 19 milioni di euro. La storia ovviamente parla di un contratto depositato soltanto il 31 agosto, ma le recenti dichiarazione dell’ex direttore sportivo della più famosa squadra olandese hanno rivelato quella che fu una trattativa per nulla semplice.

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Ed ecco la magia. Un sorta di sillogismo di difficile dimostrazione: Nedved chiama Raiola che porta Ibra alla Juve!

E giù, le tirature aumentano, i giornali si vendono e sono tutti contenti. Mentre al bar senti i soliti antijuventini che si divertono come dei pazzi, e hanno non una, ma mille ragioni per farlo. Dall’altra parte senti pure una serie di persone che dicono di tifare Juve e che se la prendono con Andrea Agnelli perché non compra Ibra. Fortunatamente esistono moltissime persone che conservano un minimo di coscienza critica. Queste persone ti direbbero le seguenti cose:

  1. lo stipendio di Ibra è pari, circa, a quello di Del Piero e Quagliarella e Marchisio e Matri, cioè i 4 pilastri da cui ripartirà la Juve il prossimo anno. Nessuno può dargli quanto lo svedese chiede. Nessuno alla Juve si intende;
  2. ammesso che qualcuno paghi lo stipendio, dove si trovano i soldi per convincere il Barcelona a mollare il suo cartellino? Si parte da una base di almeno 26/28 milioni di euro per un giocatore che va verso i 30 anni;
  3. ammesso che si trovino anche i soldi per il cartellino, perché il Milan dovrebbe privarsene?
  4. ammesso che il Milan se ne privi, perché Ibra dovrebbe accettare un campionato non da protagonista e niente Champions?
  5. ammesso che Ibra accetti, perché ci sarebbe solo la Juve sulle tracce dello svedese?

Cinque dettagli mica male in ostacolo alla trattavia. Ma tant’é, Tuttosport ha trovato la chiave di tutto. Ma c’è di più.

Ragionando con la logica di Tuttosport si potrebbe concludere che (che lassù qualcuno mi perdoni per quanto sto per dire): Boniperti ha giocato con John Charles, Boniperti è vivo, quindi John Charles è vivo. Amen.

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Continuo a non capire le prime pagine di Tuttosport

Chiedo scusa, ma sono ripetitivo. E forse anche logorroico. Ma da un po’ di tempo credo di aver capito cosa non va alla Juve. Ogni giornale può dire la propria e farla passare come verità assoluta e qualche boccalone di tifoso ci casca dentro e perde di vista la realtà. Quella concreta, quella, appunto, vera.

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Felipe Melo ha concesso una bella intervista a un paio di giornalisti. Luogo dell’incontro lo Juventus Store. Ha parlato, come al solito, senza troppi problemi di tutto quanto gli hanno chiesto. Momento attuale, bilancio complessivo, sogni, debolezze, desideri e consigli. L’interivsta potete vederla tranquillamente sul Web o il canale Juventus Channel darà comunque le repliche. Provate a chiedere a qualche amico di parlarvene. Scoprirete che nessuna delle sue risposte è coerente col titolo a caratteri cubitali di Tuttosport, edizione del 25 marzo 2011 che recita: “Pronto ad andar via!”.

L’ennesima cazzata, tipo che Farfan sarà il prossimo attaccante bianconero o che la Juve ha già acquistato Giuseppe Rossi, Lionel Messi e Iniesta, o che in redazione conoscono i nomi dei prossimi 6 tecnici bianconeri, in rigoroso ordine temporale.

Solo in caso di approdo in bianconero di Aquilani e Mascherano si potrebbe pensare di dare via Felipe Melo (e in tal caso solo in ottica di far cassa e reinvestire, appunto, in altre pedine).

Dico così perché già stamattina qualcuno non capiva il motivo per cui, cedendo Sissoko e con la prospettiva di ingaggiare SOLTANTO un solo big a centrocampo (continuando a sognare, tipo Mascherano o Pirlo), la Juve dovrebbe privarsi di Felipe Melo, l’unico giocatore a garantire equilibrio. Equilibrio che si è visto nel periodo d’oro di Del Neri e cioè ottobre/novembre 2010.

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Felipe Melo ha parlato di tante cose e ha chiuso l’intervista (prego rivedere i filmati, perché a parole la Cazzetta-Rosa ha inventato Calciopoli e continua a infangare un Processo che sta avviandosi alla chiusura della farsa) con questa frase:

Fa piacere dell’interessamento di grandi squadre. Vuol dire che evidentemente non sono un bidone. Però io già sto in una grande squadra e voglio rimanerci!

Diffidate gente, diffidate dei giornali che trovate in edicola. Mettetevi su Internet e troverete la verità!

P.S.

Sempre nell’edizione odierna di Tuttosport la redazione offre un curioso sondaggio: cederesti Buffon e Chiellini? Ovviamente le risposte sono state estratte a sorte dai capiredattori, perché io non conosco gente reale che abbia detto “sì, venderei Giorgio Chiellini”. Anche perché poi non ti saprebbero rispondere alla domanda: e come lo sostituisci? Roba da manicomio.

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Continuo a non capire le prime pagine di Tuttosport

L’accesa guerra fra la Dirigenza Bianconera e la redazione di Tuttosport non accennerà a raffreddarsi. Un po’ perché Andrea Agnelli era sicuro di aver spiegato benissimo la situazione juventina nelle sue due clamorose uscite: la prima, in fase di presentazione della sua missione a maggio 2010, e la seconda a inizio 2011 nella quale ha dovuto spiegare che molti avevano esagerato parlando di scudetto, coppa campioni e invasione della Polonia e della Svizzera. Un po’ perché la logica di un uomo di calcio imponeva un certo tipo di ragionamento su questa Nuova Juventus, partita a mille e tornata nella giusta scia al sorgere di mille difficoltà (infortuni e stanchezza per me sono le componenti che stanno devastando le stagioni bianconere da almeno 4 anni).

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Dall’altra parte c’è invece un giornale che ogni mattina stampa qualcosa di fresco, di innovativo, di tremendamente giusto visto con gli occhi del bambino innamorato dei colori bianconeri: grandi campioni, grandi colpi di mercato, grandi allenatori.

Per esempio anche stamattina la foto in prima pagina raffigura uno dei talenti più forti nel panorama europeo: Ribery. Zizou Zidane lo volle, almeno così narra la leggenda, accanto a sé in Nazionale e da quel momento la sua parabola si impennò fino al trasferimento milionario in Germania. Frank Ribery è un trequartista che Van Gaal sfrutta prevalentemente sulla sinistra, per bilanciare l’assetto offensivo garantito, a destra, da Robben. Due talenti del dribbling e del gioco d’attacco. Pagato a peso d’oro, oggi Ribery non solo non è in vendita, ma quand’anche lo fosse non sarebbe certo la Juve il team in prima fila per provare a prenderlo. Costerebbe un sacco di milioni (che la Juve non ha) e soprattutto il giocatore preferirebbe palcoscenici importanti quali la Champions (che la Juve non può offrire). Ma è stampato lì, in prima pagina, chiamato da Toni che non mi risulta essere diventato il nuovo direttore sportivo bianconero. E già qualche ragazzo, tipo in piazza, ci è cascato e ha giurato che non tiferà Juve se non Ribery non sarà dei nostri la prossima estate. Ecco il mostro che è stato innescato: campagne stampa al fine di vendere più copie, e tremenda rottura di scatole per chi quelle campagne di rafforzamento sta tentando di programmarle con un occhio al bilancio e un occhio alla qualità complessiva di una rosa finora mai all’altezza del nome Juve.

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Sempre sulla prima pagina di Tuttosport campeggia il nome di Luciano Spalletti. Magari venisse alla Juve, sarebbe uno degli allenatori più apprezzati, al momento, dal popolo bianconero. Ma è difficilmente prendibile: lo Zenit fra poco comincerà il campionato, il suo ingaggio non è basso, occorrerebbe poi pianificare una corretta campagna acquisti per soddisfare le sue idee di calcio. Se non Spalletti, dice Tuttosport, allora Roberto Piagnisteo Mancini. Ragion per cui ho buttato il giornale di stamattina senza provare nemmeno ad aprire e leggere pagina 2 e 3! Mancini sulla panca bianconera equivale a Bossi sindaco di Napoli. E sarebbe, a oggi, l’unica mossa che mi costringerebbe ad abbandonare per un po’ di tempo il mio tifo per la Vecchia Signora. Ma ho fiducia in Andrea Agnelli e Marotta e so che è solo una malsana idea di qualche editorialista.

Ma tanto domani la storia sarà diversa: avanzerà Conte o si riproporrà Mazzarri, ci sarà Gasperini che illustrerà la sua formazione 2011/2012 o chissà che Van Gaal non abbia già prenotato 5 superacquisti.

Scrivere questo vuol dire far male alla Juve. E non aiutare il lavoro di Andrea Agnelli che è il primo, e nessuno come lui, a sapere quanto questa Juve sia lontanissima dalla Juve che chiuse il 2006 con un numero altissimo di punti in classifica.

Scrivere questo vuol dire allinearsi allo stile del quotidiano rosa-suino che da un po’ di giorni, mi segnalano, pubblicano un’inchiesta dal titolo “Che fine ha fatto la Juve?”. Bene, la risposta, ai vari terroristi della stampa sportiva italiana che lavorano in quella redazione, la suggerisco io: la fine che Voi avete deciso di farle fare! Buon fine settimana a tutti, sperando che Matri e Del Piero riposino a dovere in vista del match di domenica pomeriggio!

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