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Tag: van-persie (pagina 1 di 3)

Trequartista Juve: da Van Persie a Ozil, passando per Berardi

La telenovela ormai la conosciamo: chi sarà il prossimo 10 della Juve?

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Marotta è al lavoro, ma sarà dura: questione di budget, questione di opportunità.

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Una vocina è flebile, ma torna: e se fosse Van Persie il 10 che Allegri avrà? Una sorta di matrimonio a scoppio ritardato, dopo l’abboccamento di qualche stagione fa, con l’olandese in visita riservata a Torino e firma quasi apposta sul contratto. Poco trequartista, più attaccante, con qualche anno in più all’anagrafe. Il colpo d’esperienza che non ti aspetti, o l’affare last minute: chioccia fra giovani rampanti. Il Manchester United è alla ricerca di un attaccante, dopo l’addio di Falcao, ma anche di un fantasista. Mata resta, Van Persie parte?

Ozil è fantasia, anche nell’idea probabilmente. Passato all’Arsenal per 53 milioni di euro, difficilmente il tedesco si è clamorosamente svalutato, anche se i numeri inglesi non sono buonissimi. Tradotto: servono tanti soldi (non tantissimi), e serve la giusta dose di coraggio per scommettere sul rilancio del ragazzo che al Real e soprattutto in Nazionale ha ben impressionato (ma non nel periodo recente), ma con i Gunners le polveri sono spente (9 reti soltanto).

L’ultima carta è Berardi. La Juve ha sottoscritto un contratto che prevede il ritorno a casa del talentino del Sassuolo già alla fine di questa sessione di mercato. Anche cosí può essere letta l’intransigenza su Coman, pedina di scambio (prestito al Sassuolo) per far digerire una eventuale partenza anticipata dell’Under 21.

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Van Persie alla Juve era fatta, poi è accaduto che…

Il Financial Times propone una intervista succosa ad Andrea Agnelli. Il Presidente della Juve ha sciorinato tutta la saggezza di cui dispone solitamente un membro di quella Famiglia (Lapo e John portano infatti un altro cognome) e fra le tante risposte non sorprenderà trovarne una sul calciomercato e sul modo in cui la Juve è trattata dai media italiani.

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In special modo l’argomento che qui tratteremo è Van Persie. Al Manchester United l’asso olandese sta tornando comodo, molto comodo. In oltre 30 presenze ha messo a segno 24 reti. Annata positiva, dunque. Pensandolo in maglia bianconera vien da chiedersi cosa sarebbe cambiato nella stagione della Juve: qualcosa di più in Europa? Campionato chiuso a febbraio?

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Van Persie alla Juve era cosa fatta. Aveva praticamente firmato ed erano vere le indiscrezioni che riportammo qui su IoJuventino molti mesi fa. Aveva realmente visitato Torino e perfino Vinovo. Aveva toccato con mano lo Juventus Stadium, ma poi tutto è cambiato quando la campagna diffamatoria di quella specie di giornale chiamato Gazzetta ha fatto saltare l’affare. Giunge da Agnelli la news: il procuratore ha costretto Van Persie a cambiare i piani quando non si capiva bene che tipo di condanna avrebbe impedito a Conte di partecipare attivamente al campo.

Detto diversamente: come se non bastasse Abete e la combriccola milanese, ecco che la Gazzetta aiuta l’antijuventinità con le sue false e spudorate campagne contro il bianconero più famoso al mondo.

Sarà il caso di fermare tutto questo, perché già Calciopoli ci ha arrecato danni incalcolabili e risalire ci è costato tanta fatica e tanto sudore. Resta un fatto: Marotta si era mosso bene portando a casa l’attaccante olandese. Ora è il caso di divincolarsi dall’Italia e procedere da soli, in completa autonomia. Questo Paese non ci merita.

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Juve, dal top player al flop player. E se giocassimo così?

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Un’altra sessione di calciomercato sta per finire e, salvo clamorosi colpi di scena, il tanto agognato top player non arriverà nemmeno stavolta. Il passaggio da Van Persie a Bendtner è stato lungo e sofferto, anche perché sognare il titolare dell’Arsenal, capocannoniere dell’ultima Premier League, e risvegliarsi con la sua riserva non è stato affatto bello. Antonio Conte dovrà cercare di fare il possibile con un parco attaccanti qualitativamente inferiore rispetto alla passata stagione, dal momento che Del Piero e Borriello sono stati sostituiti da Giovinco e Bendtner. Le prime uscite stagionali hanno visto la Juventus schierarsi con l’ormai collaudato 3-5-2, con Vucinic punto di riferimento offensivo, affiancato da uno fra Matri e la Formica Atomica. Proprio come l’anno scorso, le punte stanno trovando difficoltà ad andare in rete e i primi gol ufficiali, tanto per cambiare, sono stati segnati dai centrocampisti. A questo punto, quindi, perché non provare a cambiare leggermente modulo, puntando tutto sugli inserimenti dei “vecchi” Marchisio e Vidal e dei “nuovi” Isla e Asamoah? L’allenatore salentino potrebbe decidere di togliere un attaccante di ruolo in favore di un centrocampista, Isla, che già a Udine si è mostrato capace di presentarsi con frequenza ed efficacia in zona gol. Parlando di numeri, quindi, si passerebbe dal 3-5-2 ad un 3-6-1 compatto ed aggressivo, con Isla mezzala destra e Vidal trequartista alla Boateng.

In questo modo, Vucinic sarebbe ancora più libero di svariare su tutto il fronte offensivo, in modo da liberare gli spazi per le pericolose incursioni dei centrocampisti. La speranza di Conte e dei tifosi, ovviamente, è che Matri, Quagliarella, Giovinco e l’ultimo arrivato Bendtner smentiscano tutti iniziando a segnare gol a grappoli, ma pensare fin da adesso ad una soluzione alternativa potrebbe rivelarsi una scelta azzeccata.

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Della Valle blinda Jovetic, restano Van Persie e Dzeko. Si cerca un difensore

Confesso che la tentazione di scrivere sui recenti ed amari fatti riguardanti il calcioscommesse e i deferimenti, che vedono interessati molti tesserati bianconeri, era alta. Il rischio però di scadere nella volgarità, che non mi appartiene per nulla, era comprensibilmente elevato e quindi ho rinunciato.

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Purtroppo i nostri amati media non aspettavano altro, ed ecco che anche il calciomercato, nel vivo della sua imprevedibilità, diviene un argomento marginale. D’altronde quando si tratta di Juve, quando c’è da parlare male della Juve tutto passa in secondo piano. Trovato quindi il mostro da sbattere in prima pagina ( a dire il vero in prima pagina c’è già da un bel po’).

Ed ecco che, per addolcire anche il momento, sono investito da un irrefrenabile voglia di scrivere e parlare di calciomercato. Facciamo allora il punto della situazione. Partiamo da Stevan Jovetic, le cui quotazioni erano sensibilmente lievitate. Il fantasista montenegrino ha incontrato il presidente Della Valle che ha ancora una volta ribadito l’incedibilità del giocatore e la sua importanza nel progetto di rilancio della società viola. Non si conoscono le posizioni ufficiali del giocatore anche se si vocifera di una sua voglia di approdare in bianconero, ma ancora niente di ufficiale.

Per il reparto offensivo restano aperte le piste Van Persie e Dzeko con un importante avanzamento per il secondo. E’ da pochi giorni la notizia di un eventuale offerta di 20 milioni della Juventus ai campioni d’Inghilterra. Per il bosniaco la Juventus potrebbe incappare nella concorrenza del Milan anche se la preferenza del club rossonero sembrerebbe ancora Carlitos Tevez. Per Van Persie c’è da affrontare il capitolo ingaggio, esageratamente spropositato quello richiesto dall’asso orange. Anche in questo caso potrebbero registrarsi scomodi concorrenti.

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Si complica l’ipotesi Luis Suarez, pare che il nuovo tecnico dei Reds lo abbia completamente blindato.

Il centrocampo è il reparto più completo, puntellato anche con l’arrivo (finalmente) di Pogba sottopostosi alle visite mediche questa mattina.

Per la difesa il discorso può variare a causa del deferimento per illecito sportivo a Bonucci. Ovviamente è ancora tutto da dimostrare ma la società cercherà di tutelarsi in caso di squalifica del difensore toscano. I nomi più in voga sono quelli di Bocchetti del Rubin Kazan e Astori, con un recente interesse per Andreolli del Chievo. Potrebbe prendere corpo anche l’idea di una conferma di Masi, che ha positivamente impressionato nelle prime uscite precampionato.

Resta aperta, anche se debole, la pista Ranocchia. Non vorrei che con un suo arrivo alla Juventus fosse tirato in ballo nel calcioscommesse per il suo passato barese, visto che adesso è intoccabile.

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Il bomber lo abbiamo in casa

Amici ci risiamo! Dopo la delusione dell’anno scorso, quando da Aguero passammo a Rossi, e poi a Vucinic, per la Juventus, ma soprattutto per noi tifosi, si profilo un’altra estate di passione sul fronte top player. Si vocifera, si parla, si mormora. Ma a livello di concretizzazione zero.

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Marotta sta sondando diverse piste, forse troppe, e forse anche sbagliate rispetto a ciò che serve alla Juventus. Sembra quasi tramontata la pista Luis Suarez, col manager del Liverpool che ha dichiarato la permanenza dell’uruguaiano in Inghilterra. Higuain e Benzema ce li possiamo scordare. Resta solo Van Persie, e Jovetic della Fiorentina che non è la punta che ci serve.

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Negli ultimi giorni la Juventus si è avvicinata a Pazzini, con una presunta ma molto credibile telefonata del dg Marotta all’attaccante dell’Inter. Soluzione di emergenza, almeno così si è detto, profilando addirittura uno scambio con Quagliarella. Soluzione sbagliata, secondo me: dare Quagliarella per Pazzini non conviene perché, sebbene il livello sia lo stesso, almeno col Quaglia abbiamo una certa duttilità. È vero, Conte lo vede solo prima punta, ma all’occorrenza può benissimo giocare come attaccante esterno: la corsa ce l’ha e anche i piedi. Cosa che non ha Pazzini, invece più punta centrale, e meno dotato tecnicamente. Ma con Pazzini non facciamo nessun salto di qualità, sebbene dovesse arrivare insieme a Jovetic, almeno così era stato ipotizzato. A questo punto rimpiango il fatto di non aver tenuto Immobile, un ragazzo di 22 anni che ha fatto tutta la trafila della giovanili con la maglia bianconera. Insomma, uno che conosce la Juve, ed è conosciuto dalla Juve. Io ho visto diverse gare del Pescara, ma anche della primavera della Juve, e posso dire che questo può diventare un grandissimo attaccante, un vero centravanti. Fisico forte, movimenti da ariete, e fiuto del gol: tutte le caratteristiche ideali per fare bene. E ha solo 22 anni. A Pescara ha fatto tanti gol, ma lui li ha sempre fatti, anche in primavera. E poi è uno da Juve: un altro rammarico è di averlo dato in comproprietà al Genoa di Preziosi, e se Ciro Immobile dovesse fare bene (molto probabile), forse ci potremmo ritrovare di fronte a un nuovo caso Giovinco. E proprio per questo l’altro giorno ho parlato di doppia faccia della medaglia, per quanto riguarda il mercato dei giovani.

A questo punto, se proprio dobbiamo accontentarci di un Pazzini, che non ci fa fare il salto di qualità, e per il quale bisognerebbe sacrificare Quagliarella, o peggio ancora una decina di milioni, era meglio tenere questo ragazzo di 22 anni, che seppur giovane e meno esperto, ha tanta voglia di mettersi in mostra, e il suo entusiasmo nel giocare lo dimostra. È uno che lotta su ogni pallone. Per me bisognava tenerlo, magari poteva essere utile. Infatti un caso analogo è stato Masi: chi si aspettava una personalità così forte di questo ragazzo?! Caro Marotta, come ho scritto un po’ di tempo fa, io pretendo il top player, e non questi giocatori che nulla hanno del top player. A questo punto, puntiamo sui nostri giovani: Immobile è uno che farà strada, e sono convinto che tra un anno, di questi tempi, molte squadre faranno a cazzotti per accaparrarselo, un po’ per come è successo con Destro. Spesso non capisco queste azioni di mercato: per Destro avremmo speso un bel po’ di milioni, invece diamo Immobile via così. Non pensiamo solo all’aspetto economico, ma anche a quello tecnico, e alle aspettative e sogni di questi ragazzi. Immobile è sullo stesso piano di Destro (a dir la verità quast’ultimo cos’ha dimostrato? Ha fatto 14 gol, ma bisogna sempre confermarsi e non è facile). È ingiustificata la ressa che si è creata per Destro, ma lo è altrettanto l’indifferenza con la quale vengono ceduti i nostri giovani, senza dar loro una minima possibilità (alla luce delle strategie di mercato che si stanno profilando). L’errore è passare da un estremo all’altro, senza trovareinuma via intermedia.

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Juve: sarà rivoluzione in attacco?

Trascorso un anno, con una rivoluzione già iniziata appena 12 mesi fa, se non 24 mesi quando Andrea Agnelli e Marotta si insediarono alla Juve. Una rivoluzione che ha praticamente cambiato volto a tutta la società, dove perfino cuochi e magazzinieri sono stati messi in discussione da un Presidente… lui sì in linea con la storia della Juve.

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E rivoluzione potrebbe ancora essere. Confinata soltanto in attacco stavolta.

Conte ha fiducia in Matri e Quagliarella, ma giustamente pensa che per una Juve che deve raggiungere il tetto d’Europa e del Mondo servono ben altri calibri. Quagliarella ha forse patito più del previsto il terribile infortunio, mentre Matri patisce la concorrenza. E alla Juve queste due situazioni non sono ammesse.

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Conte ha bisogno di pezzi da novanta, come un nuovo Del Piero o un nuovo Trezeguet. In Champions, specialmente, al tecnico serve gente di grande talento e magari con un minimo di esperienza. Ecco la rincorsa a Van Persie, ecco la rincorsa a Jovetic (giudicato da Marotta e Conte come un talento presente e un campione del futuro).

Forse è azzardato, ma vi è un pizzico di verità quando si dice che la Juve potrebbe aver in mente di cedere Matri e Quagliarella e fare un ulteriore grande sforzo economico per prendere un esperto (RVP) e un talento (Jovetic). Due nomi o due investimenti differenti solo a patto di avere un forte ritorno economico dalle cessioni (Melo, Krasic, Ziegler, Padoin, Pazienza, Iaquinta, Quagliarella, Matri). Ipotizzando questo scenario, più da sogno che reale, Conte si ritroverebbe in mano un parco attaccanti con Vucinic, Giovinco, Van Persie e Jovetic.

Possono perfino cambiare i nomi e le coppie, tipo Jovetic-Dzeko (il bosniaco potrebbe essere scaricato dal City qualora Mancini prendesse un grande bomber) o Suarez-Dzeko, ma resta lo spirito delle operazioni: via i dubbi, dentro le certezze.

E voi che fareste?

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Lo diciamo prima: ecco i parametri di promozione di Beppe Marotta

Voci, flash news, finti scoop, solita macchinazione mediatica. La Juve e il calciomercato infiammano da sempre le estati. A maggior ragione quest’anno quando la forbice di qualità fra la Juve e le altre potrebbe ulteriormente allargarsi a favore dei bianconeri.

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Tutti i flash su Marotta, con Paratici attore non protagonista, nonostante sia il vero top player dei dirigenti. Ricordate la frase di Conte durante la sua prima conferenza stampa qualche giorno fa?La 10 la darei a Paratici, per esempio“.

Parliamo prima, lo diciamo prima così da evitare future polemiche. E il pensiero è del tutto personale. Ecco i parametri per decidere della promozione di Marotta.

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Punto numero uno: guai a fare affari, di qualunque tipo, con le milanesi. Niente aiuti, niente soldi da queste due società. Che si adeguino da sé, che si arrangino coi loro amichetti e cioè i vari Cellino, Zamparini, Preziosi. Quindi niente Matri al Milan, a questo punto per nessuna cifra al mondo (certo con 18 milioni si firma!). Niente Krasic ai Prescritti.

Punto numero due: Giovinco non si tocca. Abbiamo imparato sulla nostra pelle che le partite le sbloccano i fuoriclasse. Pirlo e Vucinic sono stati i nostri migliori alleati in merito, nonostante il montenegrino non sia un bomber vero. Quagliarella e Matri ci hanno colpevolmente abbandonati per troppi match: il bottino di reti non è all’altezza dei veri bomber. Un po’ per colpa di infortuni (Quagliarella), un po’ per scelte gerarchiche precise (Matri). Perciò, a mio avviso, Giovinco è intoccabile: ci serve il suo estro, ci serve la sua capacità di saltare l’uomo e fornire assist, ci servono – magari – i suoi 12/15 gol all’anno fatti col Parma.

Punto numero tre: il top player sì, ma non a tutti i costi. Attenzione però: se altri riescono a chiudere trattative importanti, la Juve non può stare ferma. E non già per rispondere a livello mediatico e simbolico a eventuali colpi delle avversarie (ci credo poco!), ma proprio per mantenere il gap qualitativo con le loro rose. Il top player, indipendentemente da questo ragionamento, comunque ci serve. Ma chi è? Dovrebbe essere quello che si sposa meglio con le idee di Conte. Non cerchiamo quindi i colpi a effetto, ma puntiamo e prendiamo quello che serve a Conte. Serve un esperto e che l’ha buttata dentro, tecnico e forte fisicamente? Prendiamo Van Persie al costo di qualche sacrificio (del tipo qualche milioncino in più per il cartellino, ma fermiamoci a 6 milioni per l’ingaggio). Serve un tipino molto tecnico e agile, piccoletto, in grade di replicare la filosofia del Barcelona? Prendiamo Jovetic e convinciamo la Fiorentina ad accettare delle contrapartite tecniche per abbassare il denaro contante. Rimanere a bocca asciutta sarebbe davvero fastidioso. Altrimenti la società dovrebbe pubblicamente ammettere l’impossibilità reale di fare un gran colpo e chiedere ai tifosi di supportare Matri e Quagliarella, così evitiamo tutte queste discussioni su “chi va e chi resta”.

Punto numero quattro: come è possibile che non riusciamo a vendere? Se l’obiettivo numero uno è liberarci degli scarti e di pesi ingombranti, rinunciamo a qualcosina, ma mandiamoli via per denaro fresco e liberiamo la Juve dai loro stipendi. Quindi via i vari Iaquinta e Martinez, Melo e Motta, Pazienza e Ziegler. Che aspettiamo ancora?

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Il 3-5-2 allo stato attuale

Lo abbiamo già detto molte volte che il mercato della Juventus ha preso una direzione ben precisa, ossia quella di ricercare uomini che possano interpretare al meglio più ruoli, ma soprattutto uno in particolare: il 3-5-2.

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Ne è una conferma l’abbandono della pista Robben; oppure l’acquisto di Isla dall’Udinese; e anche la tratativa che nelle ultime ore sta di nuovo infiammando l’asse Torino-Udine, ossia quella che vede Armero nel mirino della Vecchia Signora. Tenendo conto degli uomini a disposizione di Conte, abbiamo ipotizzato questo tipo di formazione, con alcune variabili non indicate in grafica: il possibile arrivo di Armero sicuramente collocherebbe il colombiano sulla fascia sinistra al posto di De Ceglie; oppure l’acquisto di una punta, che sia Pazzini o Suarez o Van Persie, creerebbe grande competizione per la seconda maglia dell’attacco; in mezzo è chiaro che Asamoah può ritagliarsi uno spazio importante, visto che ha giocato così a Udine; infine sulla destra anche Lichtsteiner può ricoprire il ruolo come ha già fatto altre volte, ma sicuramente Isla ha nel suo Dna il 3-5-2, più dello svizzero.

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Passeremo a illustrare poi anche il 4-3-3, l’altro assetto che ha dato tante soddisfazioni alla  Juventus.

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Il punto sul top player: nomi e cifre della Juve

Marotta sta lavorando piuttosto bene nel campo degli acquisti. La squadra è stata ulteriormente rinforzata, ma per l’arrivo più importante, e cioè il tanto sospirato top player, occorre sfoltire la rosa e racimolare un tesoretto.

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La situazione riguarda il top player è piuttosto semplice: arriverà coi soldi della Famiglia (consideratelo una sorta di regalo della Proprietà per i risultati raggiunti), ma arriverà solo se verrà realmente individuato. E comunque l’ingaggio è un parametro decisivo per il tesseramento. Detto in altro modo: il cartellino verrà pagato, anche se salato, ma l’ingaggio deve rientrare nei limiti della società. Ciò significa, al massimo, un ingaggio pari a quello di Gigi Buffon: 5,5 milioni di euro.

Il messaggio è chiarissimo: chi vuole la Juve deve dimostrare di volerla davvero, ingaggio a parte. Non si sforerà e, nonostante sono rimasto scottato dalla vicenda Aguero, tendo a sottoscrivere questa regola della Società. 5,5 milioni di euro non sono briciole, chi vuole la Juve rinunci agli ingaggi faraonici.

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Van Persie attende perciò la prima vera offerta. Fosse reale quel misterioso viaggio a Torino avremmo un motivo valido per sostenere che è lui il primo nome sul taccuino di Marotta, ma va convinto l’Arsenal. Bottega molto pregiata quella londinese, con un Wegner molto nervoso per dover rinunciare ai campioncini che lui stesso alleva in Inghilterra. A favore di Marotta un contratto in scadenza nel 2013 e quindi, de facto, l’impossibilità per l’Arsenal di sparare cifre impossibili. Il giocatore, quasi 30enne e in scadenza, non può essere pagato più di 20 milioni di euro. Lo sa Marotta, lo sa in fondo Wegner che spera di aprire un’asta. Asta che al momento è scongiurata: il Barcelona non è interessata, nemmeno Mourinho, il PSG non gode della preferenza del ragazzo. Resta il Manchester City che per il padre rappresenta un’accozzaglia di figurine. A favore di Marotta l’acquisto di Giroud e praticamente quello di Podolski: come a dire che Van Persie è già stato sostituito.

Se non Van Persie ecco Suarez, a detta di Luciano Moggi il giocatore ideale per gli schemi di Conte. Capace di garantire movimento e gol, per più anni rispetto all’olandese che è più vecchio di 5 anni. Suarez costa sui 25 milioni di euro e il Liverpool non sembra averlo dichiarato incedibile. Di più, il Liverpool è alla ricerca di un attaccante e sembra proprio dover monetizzare. La Juve vorrebbe giocarsi la carta Krasic, perfetto sostituto di Kuyt che dopo anni ha lasciato l’Inghilterra.

Più indietro, per costi e opportunità, i nomi di Cavani e Higuain.

Non tramonta l’ipotesi di dover abbandonare la pista del top player costoso per preferire soluzioni in stile Vucinic: 15 milioni di euro per 10 reti in Serie A, 1 in Coppa Italia (quella col Milan, stupenda) e ben 9 assist (un paio in meno di Andrea Pirlo).

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Calciomercato Juventus: le idee di Conte e le ragioni di Marotta

Si sta facendo un gran parlare sui colpi già fatti da Marotta e sui prossimi colpi da fare, magari anche quelli mancati.

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Un gran polverone si sta alzando in queste ore sul top player. Agognato, sognato, inseguito, forse… mollato. Cuore e ragione, due punti di vista assolutamente distanti in questo momento nella mente di Marotta.

Top player: questione di cuore e ragione

Le idee, la necessità tecnica soprattutto, impongono un top player. Uno del calibro di Higuain (gol a raffica dovunque giochi) o di Van Persie (fra scettici e fan), Cavani (il sogno proibito di Conte) e Suarez (il più “prendibile”). La Famiglia, soddisfatta dell’annata appena terminata, ha già detto di voler finanziare un eventuale colpo, ma c’è un grosso “ma”.

Il grosso “ma”, nemmeno tanto velatamente nascosto (velatamente nascosto?) da Marotta nelle sue ultime dichiarazioni, è rappresentato quasi unicamente dall’ingaggio. Facciamo un esempio pratico. Aguero era nelle mani della Juve un anno fa, poi però l’argentino firmò col ManCity. Un ingaggio mostruoso, nell’ordine di 1 milione di euro netto al mese (precisamente poco più di 180.000 euro a settimana). Vale a dire qualcosa come 18 milioni di euro lordi. Da pagare soltanto per un giocatore. Mettiamoci 5 anni di contratto e l’investimento totale diventa di 90 milioni di euro. A questi aggiungiamo i 42 milioni di euro pagati all’Atletico… non facciamo la somma, ma i tifosi devono capire che simili cifre sono insostenibili. Insostenibili per la Juve e probabilmente per la stragrande maggioranza dei club europei.

Su questa base si sta trattando l’eventualità di prendere o meno il top player. Van Persie interessa, interessa pure Higuain, ma Marotta non può offrire ingaggi superiori a quello percepito da Gigi Buffon, vale a dire nell’ordine di 5 milioni di euro netti all’anno. Chi desidera la Juve, chi vuole veramente e fortemente la Juve deve adeguarsi. Giocare con l’economia non è possibile, al costo di illudere i tifosi.

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Se l’idea, dunque, c’è ed è forte in casa Juve, è pure forte l’equilibrio mentale che impone a Marotta una certa riflessione. Il top player sì, ma ai costi e nei limiti della Juve. Sarebbe preferibile un discorso in stile Cavani: 30 milioni per il cartellino e poi un ingaggio intorno ai 3 milioni per il ragazzo. Il problema è la resistenza del Napoli che valuta il suo gioiello molto più di quanto la Juve sarebbe disposta a offrire. Un milione in più chiederebbe forse Suarez del Liverpool, e qui i Reds sarebbero meglio malleabili del Napoli viste le difficoltà economiche.

Altrimenti, ed era questo il discorso di Marotta, la Juve preferisce cercare potenziali top player e investire su giocatori di un certo valore, capaci di inserirsi bene in un gruppo già forte e contribuire in modo decisivo alla stagione bianconera. Lo è stato Vucinic, pagato 15 milioni di euro, l’anno scorso, così come lo sono stati i vari Vidal e Lichtsteiner risultati più che decisivi.

Le idee di Antonio Conte

A Conte sappiamo piacere diverse caratteristiche: spirito di sacrificio, corsa, gran fisico, buone proprietà tecniche. In tutti i campionati vinti Conte ha saputo esaltare il gruppo che gli è stato messo a disposizione, e siamo sicuri lo farà con Giovinco che rimarrà alla Juve e avrà modo di mostrare il proprio talento. E proprio Conte sta orchestrando a dovere le manovre sul mercato della Juve.

Sua l’intuizione di rinforzare la fascia destra con Isla, sua la richiesta di blindare il centrocampo con Asamoha, il perfetto sostituto di Marchisio o Vidal quando uno dei due titolari non sarà disponibile o avrà la necessità di rifiatare.

Ed è una sua richiesta Mattia Destro. Stando alle voci vicine al tecnico bianconero, la sua previsione relativa a Destro è quella di un grande campione, un grande bomber. Se non dovesse arrivare il top player Conte preferisce puntare proprio sull’attaccante senese rinunciando a uno fra Matri e Quagliarella (indiziato il primo) visto il rendimento non eccelso dei due giocatori juventini.

Sarebbe conveniente dare fiducia alle idee di Conte: fin qui le scommesse le ha vinte tutte. Anche senza top player!

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