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Tra sana rivoluzione e paura di scommettere

Erano i classici tempi di Moggi, quando ogni anno cambiavano significative pedine, rimpiazzati opportunamente nei fatti da giocatori nuovi, con nuove motivazioni ed energie. Erano i tempi in cui si vendeva e si comprava con un ritmo elevato, pur mantenendo inalterata una certa struttura di spogliatoio.

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La sfida per Marotta e Allegri è la stessa: mantenere la colonna vertebrale quanto più solida, e mettergli accanto tutta una serie di pedine che rinvigoriscono ambiente e risultati.

Sarà cosí anche quest’anno?

Pirlo, Tevez e Vidal rappresentano molto di più di tre autentici fenomeni in campo. Rappresentano anche un simbolo di rinascita dalle ceneri di Farsopoli. Un cambio di rotta netto, forte, violento che ha determinato gli ultimi quattro anni della storia del calcio italiano. Perdite importanti, ma non bisogna cascare nell’errore di sopravvalutare chi è arrivato e chi arriverà, o rimanere inutilmente legati a un passato con cui mai si è vinto.

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La rivoluzione è necessaria. La scommessa va fatta. Ponderando ogni genere di manovra: quella economica, quella tecnica, perfino quella tattica.

Senza fretta, perchè la Juve si trova davanti la possibilità di poter gestire il campionato e provare ad aggiungere nuovi tasselli di crescita in Europa.

Il pericolo più grave che la Juve corre non è quello di sbagliare il prossimo acquisto, ma quello di perdere di vista l’unità di intenti che deve legare staff e tifoseria. Già l’anno scorso, noi tifosi siamo stati autori di una campagna durissima nei confronti di quell’Allegri cui oggi siamo aggrappati. È ancora recente l’addio di Zidane, con i successivi anni d’oro che seguirono la sua partenza. Non ripetiamo gli errori. Non emettiamo giudizi, non affidiamoci al calcio di luglio (sebbene vada commentato e interpretato).

Per la serie: gli uomini passano, la Juve resta.

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Calciomercato Juventus: fra sogni impossibili e improbabili

Il calciomercato é quel sogno a occhi aperti che comincia ogni mattina alla lettura dei giornali. Tutti protagonisti: chi di calcio sa poco, chi di calcio non capisce niente, chi di calcio vive e capisce molto.

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Via Vidal, dentro tanti soldi. Il quesito é: come spenderli? Cosa manca? Chi prenderesti?

Vidal é impossibile da rimpiazzare: nessuno al mondo é capace di unire con questa classe ed efficacia sostanza e qualità, corsa e tecnica, recuperi di palla e gol. Speriamo solo che la Juve abbia azzeccato ancora una volta i tempi della rivoluzione, come fu con Zidane e Inzaghi.

Allegri adesso cerca un 10, un trequartista puro capace di giocare fra le linee e sostituire le giocate che sono state di Pirlo e Tevez in fatto di regia offensiva. Fra lanci, dribbling, assist e gol, il nuovo talento che la Juve prenderà é chiamato a grandissime giocate.

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Profili papabili? Goetze, per il dovere che impone la logica di considerare uno scambio asimmetrico di mercato fra Juve e Bayern. Poi Draxler, che rappresenterebbe una vera scommessa.

Ma non solo. Altri nomi che ad Allegri piacerebbero, fuori dall’impossibile trattativa legata a Oscar e Isco, fanno riferimento ai vari Pastore e Lamela, per esempio. Gente capace anche di giocare sulla fascia, o partire larghi per poi accentrarsi, e abili saltatori di uomini. Perfino Perotti, almeno come tipologia di giocatore, rientrerebbe in questa lista: dribblatori di professione in grado di garantire, da soli, la superiorità numerica lasciando al centrocampo il compito della quantità.

Ma esiste anche un’altra possibilità di mercato. Se non un top (tipo Goetze), Paratici e Marotta potrebbero anche virare su un doppio nome: un centrocampista di qualità, ma un centrocampista, e poi un esterno d’attacco. L’idea che circola a Vinovo é che lo staff bianconero stia ragionando su un concetto semplicissimo: se é impossibile arrivare a un classico 10, tanto vale cambiare pelle e tentare la via che Lippi promosse al suo rientro a Torino nel 2002: via un genio come Zidane, e dentro muscoli e corsa (più una tonnellata di tecnica) come quella di Nedved, con contestuale cambio tattico.

Corsi e ricorsi?

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Calciomercato Juventus: le cifre della trattativa lampo fra Vidal e Bayern Monaco

L’indiscrezione pare realtà. E di ora in ora arrivano dettagli che vanno a confermare un affare che può ancora saltare, ma che pare indirizzato verso la logica conclusione: Vidal al Bayern Monaco.

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Cuore a parte, tifosi e dirigenza dovranno valutare lucidamente l’affare, tirando le giuste somme.

Cessione o rifiuto dell’offerta?

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Arturo Vidal è forse più di tutti il simbolo della rinascita bianconera, a partire da quando Antonio Conte si è seduto sulla panchina della fidanzata d’Italia. Arrivato fra gli ironici sfottò per il suo cognome e una carriera che pochi conoscevano, Arturo Vidal si è imposto come uno dei centrocampisti più forti al mondo. Leader di carattere, leader in campo per doti tecniche e tattiche. Un tuttocampista che fece infuriare il Bayern e in particolare Rummenigge quando Marotta lo strappò ai bavaresi quattro anni fa.

Ora, sul tavolo bianconero, con un 29enne Vidal reduce dalla conquista dell’America, c’è una offerta da 35 milioni di euro. Forse 30, a fronte di una richiesta di 40/45 bianconera.

Tre punti (domande):

  1. è arrivato il momento di cedere Vidal e tentare di ricaricare la rosa con nuovi innesti, più giovani o tecnicamente differenti (per supportare un tipo di gioco diverso rispetto al passato)? Se tatticamente e tecnicamente Vidal non si discute, a livello di motivazione può forse convenire il metodo Moggi che vendeva Zidane e Inzaghi per comprare Nedved e Trezeguet e rilanciare il ciclo vincente juventino;
  2. come si sostituisce Vidal? In campo e fuori? Khedira può bastare? Pereyra è già in forza per prenderne il posto sulla trequarti? La grinta di Sturaro è una scommessa per fare da continuità al Guerriero tanto amato dal popolo juventino? Inoltre, non va dimenticato che i numeri di Vidal sono semplicemente spaventosi: 48 reti in 171 partite, più prestazioni da capogiro che hanno portato una valanga di trofei e soddisfazioni;
  3. qual é il prezzo di Vidal? Se Sterling è stato pagato 49 milioni di sterline (siamo vicini ai 70 milioni di Euro), se Romagnoli viene valutato 30 milioni di Euro, se per Bertolacci è servito un assegno da 20 milioni di Euro… Vidal vale davvero solo 35 milioni?
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Centrocampo Juventus: ecco come potrebbe cambiare

Pirlo dentro o Pirlo fuori? In attesa di avere una risposta certa a una domanda che la Juve deve porsi, Sami Khedira è stato ufficializzato. Rinforzo a centrocampo utile, forse necessario, certamente prezioso per andare a rinforzare un reparto già fortissimo e completo.

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Ma andiamo con ordine.

Già con Conte si era capito come il reparto chiave di tutti i successi bianconeri è (stato) il centrocampo. Completo in tutti i suoi aspetti: tattici (possiamo variare una infinità di moduli), tecnici (abbiamo quanto di meglio il calcio offre in giro per l’Europa), caratteriali (forza, agonismo, rabbia). Allegri lo ha schierato in modo differente da Conte, con un falso trequartista ad agire dietro le punte, ma il risultato non è cambiato, anzi migliorato.

Contiamo e valutiamo gli uomini.

Marchisio è destinato a prendere il posto di Pirlo in cabina di regia, con la capacità di abbinare alla qualità anche la sagacia tattica di un interdittore. Futuro capitano bianconero, Claudio Marchisio gode di immensa stima da parte di Allegri e appare come un jolly imprescindibile di reparto.

Arturo Vidal è tornato ai suoi livelli, dopo una stagione travagliata. Ma il suo apporto è fuori discussione: se sta bene, è un giocatore unico e impareggiabile, ottimo per ogni tipo di posizione, in ogni tipo di schema.

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Paul Pogba è il genio che deve ancora convincersi di esserlo. Gigioneggia troppo – come da rimprovero di Allegri – ma mezzi fisici e tecnici fuori la norma. È una sorta di caveau per le casse bianconere, e una lampada magica in campo. Deve stare bene fisicamente e migliorare l’approccio agonistico al match, senza correre il rischio di privilegiare l’estetica all’efficacia. Allegri dovrà essere bravissimo nell’uso di bastone e carota. A regola, uno dei prossimi Palloni d’Oro sarà suo. Speriamo lo ritiri da juventino.

Khedira è acquisto preziosissimo, perché in grado di sostituire ogni titolare oggi a disposizione di Allegri, spostando qui e là parametri fisici o tecnici. L’esperienza può essere incredibilmente utile in certe fasi della stagione. La paura è che la sua firma nasconda una sorta di precauzione nel caso di addio del cileno o del campioncino francese.

Pereyra è stata la sorpresa più piacevole. Non avesse avuto quella carriera, siamo sicuri che avrebbe strappato la maglia da titolare a Pirlo nella finale di Berlino per meriti acquisiti sul campo. Sta pure imparando a segnare. Tecnico, veloce, capace di ricoprire più posizioni in mezzo al campo: una manna per chi lo allena. Un peccato doverlo piazzare in panchina per eccesso di titolari.

Sturaro ha letteralmente convinto in pochi mesi di Juve. Arrivato in silenzio a gennaio, ha dimostrato sul campo che ha qualcosa di bianconero: forza, determinazione, una certa arroganza, e mezzi tecnici già buoni destinati a migliorare. Gran bel colpo per la Juve, che si rafforza ringiovanendosi.

Fin qui, un centrocampo di questa portata, Pirlo o non Pirlo, non ce l’ha nessuno in Europa. I punti interrogativi dipendono dalle condizioni di Asamoah, sempre più visto nel ruolo di terzino e fluidificante, e la ricerca di esterni puri. Oltre la possibile mega offerta che può arrivare per Pogba, o per Vidal.

Di certo c’è che il motore della prossima stagione sarà ancora una volta la mediana. Con un Khedira in più, e forse un Pirlo in meno.

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Cesena – Juventus 2 – 2 / Problemi di ordine mentale

Una delle più brutte prestazioni di sempre. Non esageriamo se descriviamo così Cesena – Juventus, uno scialbo pareggio molto più vicino a una sconfitta.

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Due considerazioni pesanti:

  1. il pareggio di ieri sera consente agli avversari di respirare e rimanere ottimisti: se l’ennesima occasione di ammazzare il campionato viene sprecata in questo modo, allora c’è speranza;
  2. le certezze del gruppo vengono picconate e questo non aiuta a creare una squadra forte forte.

Piuttosto che cercare colpevoli, è più corretto cominciare a ragionare di risorse umane. Più volte in questo campionato abbiamo assistito a preoccupanti cali di tensione, alternati a prestazioni di primissimo livello. Perché questi cambi di atteggiamento? Normale aspettarselo dai vari Padoin o Ogbonna, mentre è inaccettabile da gente come Vidal o Pogba, perfino Pirlo.

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Il tutto è affidato allora a Buffon. Gigi ieri è stato importante, ma le sue sfuriate non sono state minimamente recepite.. Il mea culpa finale è un voler schermare gran parte dei ragazzi e lo accettiamo, da gran capitano quale lui è. Ma bisogna cambiare, una volta per tutte.

Ad Allegri toccherà fare molto più lo psicologo che il tattico. Se in campionato simili giornate possono avere scarso impatto, in Europa possono essere decisive in negativo. In ogni caso, nemmeno in campionato è tollerabile, visto il livello medio della Seria A.

D’ora in avanti dobbiamo imparare a essere una squadra cinica e killer: ammazziamo quanto possiamo, sportivamente, ammazzare, perché a noi non perdona nessuno nulla.

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Di Matri, di Sturaro e del super calciomercato, ma solo a luglio

Guardiamo alla realtà delle cose: senza stupidi pareggi (leggi Sampdoria, Inter, Sassuolo), la Juve oggi volerebbe con un vantaggio irrispettoso. Ciò significa che il mercato di riparazione toccava ad altri.

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In ogni caso, qualche tassello è stato inserito. Disquisire su questi tasselli è il minimo.

Cominciamo da Alessandro Matri. L’operazione finanziaria non fa una piega: lo abbiamo venduto, ora lo prendiamo in prestito, con metà ingaggio pagato dal Milan. La goduria è irrefrenabile. Ma serviva? E se sì, qual é stato il ragionamento che ha spinto Allegri a chiedere a Marotta di prendere Matri? Seguitemi.

Max Allegri si è accorto che il suo gioco non giova a Llorente. Letta al contrario, Llorente fa fatica bestia nel modulo di Allegri dove serve corsa, vivacità e strappi in verticali: non proprio le caratteristiche del basco.

Morata è al punto di svolta: o incide adesso, o è destinato a dividere la maglia da titolare con qualcun altro.

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Ecco Matri. Giocatore da contropiede, giocatore di gran fisico, ma molto più mobile di Llorente.

Passiamo a Sturaro. Giovane di grandi speranze, centrocampista muscolare come ne servono in determinate partite, e in determinati mesi della stagione. La Juve sta pianificando il futuro, l’averlo portato subito a Torino potrebbe essere indizio di due cose:

  1. Marotta ha capito che in estate partirà un big: o Vidal o Pogba, e certamente Pirlo non è eterno, per cui bisognerà rimpiazzarlo. Più probabile lo spostamento di Marchisio in regia, e a quel punto un muscolare come Sturaro serve come il pane;
  2. Allegri vuole impostare un centrocampo di grande fatica e qualità, magari per un assetto da tridente, e allora ecco Sturaro come alternativa ai vari Marchisio, Vidal e Pogba, con Pereyra più-che-riserva.

Capitolo difesa. Il rientro di Barzagli sembra imminente e auguriamo ad Andrea il massimo della fortuna, visto che l’età non è dalla sua parte. A quel punto la retroguardia sarebbe al completo, grazie al rientro di Caceres. Per cui lì potevamo anche non intervenire, e così è stato fatto. Tranne l’aver certificato il rientro di Rugani in estate.

Unica nota negativa, visto che stravedo per Alberto Masi: aver ceduto il controllo del suo cartellino.

P.S.

Tello ha firmato. Ora assalto all’under 17 brasiliano che sta facendo impazzire gli opinionisti sudamericani. Bene il futuro, ma non dimentichiamoci il presente.

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Juventus: scenari di mercato fra Zaza, Sturaro e Pogba

Febbrile attesa per tanti tifosi juventini. Il calciomercato è sempre affascinante per il tasso di intrecci misteriosi di procuratori, giocatori e idee. D’altronde, è proprio uno dei motivi per cui amiamo follemente questo sport.

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Investimenti in estate?

Conosciamo perfettamente la dialettica aziendale: “gli investimenti li faremo in estate”. E’ la dichiarazione standard, come a dire: per adesso le idee sono quelle che sono, e i soldi peggio, quindi rimandiamo tutto.

In soldoni: sono circa 60 i milioni di euro che arriveranno dalla UEFA, più le cessioni già completate dei vari Gabbiadini, più un piccolo tesoretto che possiamo costruirci con altre cessioni in estate.

Tradotto: non c’è budget in questa sessione, a meno di clamorosi affari. Ri-tradotto: non faremo nulla in questa sessione. Perché i clamorosi affari predispongono comunque a forti investimenti.

Porte girevoli in attacco: Giovinco e Zaza

Appurato quanto sopra, ci sono sol due nomi che possono vivacizzare le ultime ore di calciomercato, a rendere più adrenaliniche le puntate speciali dei vari Sportitalia, tanto per capirsi.

Uno è quello di Giovinco: andrà a Toronto in estate, ma a Vinovo l’idea che circola è un’altra. Stanno caldamente invitando Giovinco a prendere adesso l’areo per l’America, in modo da liberare un posto per un nuovo attaccante.

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Il nuovo attaccante dovrebbe essere Zaza, di rientro dal Sassuolo, anticipando l’approdo in bianconero di 6 mesi.

I motivi di questi spostamenti vanno ricercati in:

  1. non credono più ai vantaggi che Giovinco apporterebbe alla Juve, in questo ultimo scorcio di stagione;
  2. Allegri ha bisogno di più peso in attacco;
  3. i vari Llorente e Morata non hanno confermato le attese.

Sturaro: mossa preventiva nel caso Vidal e Pogba…

Il nome che invece arriverà a Torino da lunedì è Sturaro, il giovane centrocampista che la Juve ha parcheggiato a Genova quest’estate, sponda rossoblu. Per i problemi ad Asamoah e Romulo, Allegri ha chiesto un rinforzo e Sturaro potrebbe recitare il ruolo che Pereyra sta sino a qui ben interpretando.

La mossa suggerirebbe in realtà un altro progetto: che fine faranno Vidal e Pogba? Soprattutto: chi sostituirà e come sostituiremo Pirlo?

Sturaro dunque per il presente, ma soprattutto per il futuro, con 6 mesi di inserimento sereno in rosa, a partire appunto da lunedì.

La difesa torna serena

In difesa non arriverà nessuno. Caceres si è perfettamente rirpreso, mentre Barzagli dovrebbe poter tornare in campo a febbraio. Il che vuol dire che gli uomini in difesa torneranno a disposizione concedendo ad Allegri di poter far rifiatare qualcuno, di tanto in tanto.

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Napoli – Juventus 1 -3 / Signori si nasce e noi lo nacquimo

Vittoria abbastanza netta, se si vuole parlare di calcio. Altrimenti evitiamo ogni forma di opinione. Napoli – Juventus finisce 3 a 1 per i bianconeri, stavolta privi del miglior Tevez, ma forti di un gruppo unito.

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Allegri imposta il solito 4-3-1-2, con Vidal a occupare sistematicamente ogni zona del campo utile a sfogare il proprio dinamismo. Il cileno sta ritrovandosi e la Juve ne beneficia. Ed è regola quella per cui la linea del centrocampo perde Pirlo che arretra in mezzo a Bonucci e Chiellini per impostare da lontano, con gli attaccanti costretti a un incessante di movimento a pendolo. Alla lunga la paga Llorente che poi si ritrova lontano dalla porta quando la Juve accelera in verticale verso la porta avversaria.

Caceres non fa rimpiangere Lichtsteiner, e sì che nei primi minuti era palese l’assenza di fiducia verso il sudamericano. Evra presidia bene, spinge stavolta poco, ma il francese ora è rassicurante. Sono state queste le chiavi del match, con un Napoli che ha faticato a costruire con i suoi playmaker, preferendo più scorribande laterali e lanci in profondità su cui la difesa bianconera non ha avuto problemi.

Non uno spettacolo eccezionale dal punto di vista tecnico, ma agonismo e ritmi interessanti in Napoli – Juventus.

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Il gol di Pogba è una gemma, quella di Britos una conferma della scarsa costanza di attenzione juventina. La variante, rispetto a Samp e Inter, è rappresentata dalla reazione: la Juve troppo bassa è riuscita a ripartire, grazie anche a una non saggia decisione di Benitez di lasciarle un uomo in più a centrocampo. Caceres pareggia il conto delle palle inattive, mentre da uno strattone di Morata nasce il gol stupendo di Vidal che ha chiuso la pratica.

Non tutto è risolto, ma la famigerata crisetta ha prodotto un ritorno a +3 circa le distanze dalla Roma.

Ora, in serie, ci sarà spazio per far sfogare la panchina giovedì contro il Verona in Coppa Italia, e poi un remake della sfida agli scaligeri domenica sera.

Per tutte le polemiche, leggere il nostro articolo sul perché “Avete rotto i coglioni“.

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Juventus – Inter / Terzi e scudetto: nulla è impossibile

Ha perfettamente ragione Mancini: nulla è impossibile per chi ha truffato il calcio italiano, è arrivato terzo, e si è visto anche assegnato uno scudetto.

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E’ su questa base che si riparte questa sera, quando il tedesco neo-acquisto nerazzurro prenderà la scena più di ogni altro fenomeno in campo. Segreti, misteri e potenza della stampa tutta italiota.

Dopo l’incazzatura post Supercoppa, Allegri deve subito ripartire a grandissima velocità, prendendo l’abbrivo per arrivare in perfetta forma agli ottavi di Champions, senza aver rinunciato a un allungo in campionato.

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Sfida particolarmente complessa, non già per il livello dell’avversario, ma per le condizioni col punto interrogativo della Juve: Tevez a parte, sembra che tutti gli altri siano sotto la casella da valutare. Da Llorente a cui si chiede gol, a Vidal a cui si chiede almeno di provare a giocare da 6 in pagella, da Pogba a cui si chiede di essere più incisivo e decisivo, a Morata a cui si chiede di fare l’atttaccante-se-possibile-bomber.

E mentre Allegri chiede il trequartista, gli occhi sono puntati in difesa dove siamo ancora contati, tranne per il rientro di Caceres che comunque non risolve i problemi a sinistra, dove Padoin è solo l’ultima delle soluzioni possibili (almeno finché si vuole pensare in grande).

A Napoli Gabbiadini pare già felice. La Juve intasca 6,5 milioni di euro e sta decidendo come risistemare la rosa da qui a fine stagione.

Intanto, stasera si torna finalmente a giocare.

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Supercoppa Italiana: di tutto per perdere… e quasi non bastava

Se volevamo regalarla, tanto valeva chiuderla, a loro favore, prima. Molto prima dei rigori.

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Il vizio più perverso si è impadronito della Juve: l’incapacità di chiudere i match, di conservare i vantaggi. Di sciupare fino al terzo rigore consecutivo. Con Allegri che ha letto malissimo la partita, facendo cambi più con la logica dei dadi che con l’intelligenza tattica.

Qualcuno ha detto: pazienza!

Beh, questo qualcuno ha poco di bianconero.

Dispiace soprattutto per Buffon, autore di una prova mostruosa. Dispiace anche per Pirlo il cui nervosismo – stai sereno Andrea – è assolutamente il nostro. Dispiace anche per Tevez, l’unico a metterci un po’ di cuore, oltre che immenso talento e… il rigore può sempre capitare.

Gradirei adesso parlare di rinnovi con riduzione di ingaggio, perché i vari Pogba e Vidal stanno più facendo danni che altro. Soprattutto il cileno è al terzo errore grave, anzi gravissimo visto che ci è costato una coppa. E’ dal suo sciagurato pallone perso che Higuain ha pareggiato il primo gol di Tevez.

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Ah, ci fosse stato Moggi…

Così Allegri stecca la prima, mentre la Juve ora deve fare i conti con un gruppo spremuto (visibile, palpabile) e scarse alternative: davvero con Padoin volevamo vincere la gara? Asamoah, Caceres, Barzagli e Romulo rientreranno o bisognerà intervenire sul mercato?

Inoltre, sarebbe carino conoscere i motivi supremi che hanno spinto più in alto in gerarchia dei rigoristi Chiellini, Pereyra e Padoin rispetto, per esempio, a Evra che qualche finalina l’ha giocata nella sua carriera (e sembra avere piedi più morbidi dei tre ragazzi mandati sul dischetto).

Bene così. La sberla alle volte aiuta. Anzi deve aiutare. Ma gli errori si stanno clamorosamente ripetendo, di gara in gara.

Come si dice in francese “caro Paul, devi essere più concreto e meno pavone”? Come si dice in cileno “Arturo, gentilmente puoi farti tre panchine di fila, magari ti viene la voglia di giocare come sai”? Prendiamo al più presto un traduttore, perché così si va poco lontano.

Unica morale del match? Abbiamo fatto di tutto per perderla… e quasi non bastava.

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