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Tag: vucinic (pagina 1 di 30)

Si riparte con un solo obiettivo: vincere

La feroce dittatura imposta nei 3 anni precedenti è ancora l’obiettivo per la stagione che comincia oggi. La Juve si raduna agli ordini di Antonio Conte. Mancheranno i big, in vacanza dopo il mondiale giocato, mentre saranno regolarmente presenti i vari Storari, Llorente, Tevez, Giovinco, Pepe. Con l’aggiunta di Coman, strappato al PSG.

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Scatta la nuova avventura, con tre tasselli che entro fine settimana andranno regolarmente a posto: Evra, Iturbe, Morata. Anche se poi i tempi del calciomercato sono alquanto indecifrabili.

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Da una parte il mancato rinnovo di Conte, dall’altra la voglia dei tifosi di non mollare di un centimetro quanto faticosamente guadagnato dopo lo tsunami Farsopoli. Ferita che brucia, continua a bruciare e che deve servirci per alimentare le nostre voglie di dominio.

Riflettori accesi proprio sul tecnico e sui big. Tante le voci su Vidal e Pogba. Una la voce della società: non vediamo nessuno, a meno che non siano gli stessi ragazzi a chiederci di andare via. L’incognita è rappresentata dagli assegni che ManUTD e Real possono offrire proprio ai ragazzi. Speriamo bene, perché perdere anche solo uno fra Vidal e Pogba vorrebbe dire privarsi di uno dei segreti di questi anni.

Non ci sarà Fabio Quagliarella nel ritiro di stamane: valigia in mano, resta solo da capire la destinazione. Torino? Verona? Ha già salutato tutti Mirko Vucinic. La Juve si rinnova, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: vincere.

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Dritti verso il nostro destino

Manca da troppo tempo. E con quella finale a Torino sarebbe un delitto non sudare le classiche sette camicie per andarci a prendere l’ultima partita.

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La Juve di Conte si gioca stasera un pezzo di qualificazione. L’altro pezzo si giocherà allo Juventus Stadium. Occhio ai diffidati: Tevez, Bonucci e Marchisio. Tre pezzi fondamentali viste le condizioni di Vidal (in dubbio anche per il ritorno, se in condizioni non certamente ottimali) e degli altri attaccanti bianconeri.

Juve contro Benfica. Due deluse. O due orgogliose. Dipende la lettura, o il giornalista che scrive il pezzo. Di certo c’è che sono due formazioni forti, nel panorama dell’Europe League 2013/2014. E arrivato a questo punto, difficilmente si trovano avversarie comode.

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Se Tevez vuol provare a rovesciare il tabu gol-europeo, Vucinic si gioca le ultime chance per una riconferma che comunque non arriverà. Ultimi scatti di orgoglio con la maglia bianconera per un talento purissimo, che si accende solo quando gambe e testa decidono di giocare a calcio. A quel punto è uno spettacolo e uno veramente forte, capace di spostare gli equilibri di un match. Ma questa altalena di prestazioni e voti non ce la possiamo più permettere.

Guarda Llorente e guarda Tevez. La continuità di rendimento ha fatto volare la Juve. E’ il differenziale rispetto all’anno scorso, i gol che mancavano, le vittorie che erano pareggi.

Il prossimo sforzo è lunedì sera. Contro il Sassuolo. Che giocherà, come al solito, con il sangue agli occhi. Non abbiamo mica la fortuna di Rudi Garcia, noi.

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Udinese-Juventus Noi non molliamo

Non molliamo un cazzo, come recitò Vidal qualche settimana fa. Non ha usato l’intercalare, Antonio Conte, ma l’avrebbe usato volentieri. Il Mister è tornato a parlare dopo 3 mesi di silenzio prima delle partite. Come sempre, è stato efficace e sintetico.

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Anche ieri la moviola ha offerto spunti interessanti. Quel famigerato #ersistema profetizzato da De Sanctis, portiere della Roma, sembra scricchiolare di giornata in giornata. Sempre a beneficio delle solite inseguitrici. Ma sai che importa. Il destino è tutto nelle nostre mani.

Purtroppo, è soprattutto nelle nostre gambe. Gambe appesantite da numerosi impegni e fatiche. Gambe che ci servono per chiudere in bellezza un’annata a dir poco eccezionale.

L’Udinese si presenterà ai nastri di partenza con la solita grinta di Guidolin, speranzoso di poter fare il miracolo. Francamente ci siamo abituati, anche se spereremmo in un atteggiamento molto simile a quello delle squadre che stanno affrontando i giallorossi in questo momento. Il sangue agli occhi se lo fanno venire solo quando vedono Juve. Va bene uguale, c’è più gusto.

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Stasera ci sarà da gestire un paio di casi. Tevez non vuole mollare, ma è troppo più utile integro che rotto. Nulla di che, solo un po’ di fastidio all’adduttore, con quel pensiero rivolto sempre al campo, con un occhio alla classifica cannonieri. Al suo posto pronto Giovinco, in cerca di riscatto. O Vucinic, che dovrà farsi perdonare la partita contro il Lione. Uno dei due affiancherà Llorente, mentre Osvaldo è destinato alla panchina.

Riposerà anche Vidal: lui sì che va preservato. In campo, sforzo massimo per Pogba e Marchisio, con Pirlo saldamente in cabina di regia. Lichtsteiner, diffidato, a destra, mentre Asamoah a sinistra.

In difesa uno dei tre stacanovisti riposerà: probabile Chiellini, anche se nella serata di ieri si parlava di Ogbonna al centro al posto di Bonucci.

Interessante valutare Scuffet. Buffon non è eterno e bisogna muoversi da adesso per trovare colui che difenderà la nostra porta per almeno i prossimi 10 anni.

Udinese-Juventus Probabili Formazioni

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Lione-Juventus 0-1 Con il cuore e con i nervi

La Juve passa a Lione col cuore e con i nervi. Gambe ancora imballate, idee annebbiate, ma c’è la scossa data dagli ingressi di Vucinic e Giovinco che potrebbero rivelarsi le armi preziose per il finale di stagione.

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La vivacità del talento di Beinasco e la voglia di Mirko hanno dato maggiore forza alla Juve, e questo deve far riflettere Conte sulle gerarchie da qui a fine stagione. Con Llorente spompato (ieri a riposo) e Osvaldo che di fatto sta deludendo le attese, e un Tevez da proteggere dall’usura, Vucinic e Giovinco potrebbero davvero essere le soluzioni per le partite che restano.

Sia inteso che il Lione è stato davvero poca roba. Con una marcatura asfissiante su Pirlo e scarsa vena offensiva, la Juve ha rischiato poco, ma ha rischiato. Pungendo però poco, il che preoccupa. Il giusto, come ha detto Buffon, ma preoccupa. Stanchezza, fisica e mentale, ma anche l’incapacità di cambiare gioco e schemi. A questo Conte deve porre rimedio.

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La fotografia del momento Juve è nel primo tempo contro i francesi: Pirlo ingabbiato, Bonucci a impostare, unica scelta il lancio lungo del tutto inefficace. Considerando che l’unico a saltare l’uomo è stato Asamoah, diventa così dura prendere il sopravvento.

Ad attendere Isla si rischia di fallire. Dopo due anni i verdetti sono emessi: serve una rivoluzione sulle fasce. Né Pepe (quanto ci dispiace non averlo avuto) né Isla: a destra serve un’ala vera. Così come a sinistra dove Asamoah non può tirare la carretta per 9 mesi interi.

In ansia per le condizioni di Tevez, occorre un’altra prova di forza contro il Livorno, non già per il livello dell’avversario, ma per scrollarci di dosso i gufi che inneggiano alla crisi e allo scoppio bianconero.

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Vucinic-Tevez per spazzare via il Lione

Dalle dichiarazioni del pre-partita, sembra che lo stop improvviso col Napoli non abbia infastidito più di tanto l’ambiente. Si rivelasse una sconfitta salutare come quella di Firenze, sarebbe allora una grande ripartenza, verso un finale di stagione affascinante.

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Il fascino è dettato principalmente dal tenere a bada la rincorsa della Roma e dei giornalisti, più la voglia di alzare un trofeo europeo che manca da un po’ di tempo (nonostante non sia il massimo trofeo europeo).

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Tevez e Vucinic probabilmente guideranno l’attacco. Il dubbio riguarda il montenegrino, il cui recupero sarebbe fondamentale visto la stanchezza degli attaccanti. Fondamentale nei primi due anni di Conte, questa terza stagione si è rivelata maledetta per Mirko: infortuni, un tentativo di cessione bloccata solo dalla scarsa serietà milanese, poi ancora infortunio e quindi ora il rientro.

Vidal starà fermo una settimana, dovendo saltare Lione e poi Livorno. Relax e recupero psicofisico, per averlo al meglio nello sprint finale. Quindi a centrocampo gli straordinari toccheranno a Pirlo, Marchisio e Pogba. Su quest’ultimo è cominciato il tam-tam giornalistico: dove andrà? Quanto lo pagheranno? Con chi lo scambieremo?

Di fronte a noi non la montagna, come ci ha piacevolmente definito l’allenatore di un Lione che è ben lontano dai fasti degli anni 2000. Ma ciò non vuol dire risultato assicurato. Bisogna lottare e tornare vera Juve. Con le gambe, ma soprattutto con la testa.

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Andranno in campo i migliori (anche perché gli unici)

Il titolo ironico non inganni il lettore. La Juve titolare andrà in campo contro un Lione messo anche peggio dei bianconeri, in fatto di assenze e defezioni.

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Andranno in campo i titolari, anche perché gli unici. In realtà, Barzagli e Vidal staranno fuori per motivi differenti: infortunio e squalifica, rispettivamente. Per il resto è tutto ok. Compreso uno spompato Llorente che avrebbe bisogno di rifiatare.

A questo punto conviene capire su quali alternative poter fare affidamento. Ci servirebbe, per esempio, il miglior Vucinic, capace di segnare qualche gol pesante e fornire assist importanti ai centrocampisti. Senza contare la mole di gioco che può sviluppare, almeno quando è in serata. Ci serve l’uno-contro-uno che tanto sa far bene Carlitos Tevez. Ci serve un regista avanzato e sarei proprio curioso di vedere Tevez e Vucinic all’opera.

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Perché il rischio più grosso è portare allo stremo i ragazzi. Llorente appare molto stanco. Pogba anche nervoso, forse vittima del pizzaiolo che ne segue la procura, oggettivamente appesantito dagli sforzi in campo nelle ultime settimane. Ci sembrano i due simboli della stanchezza generale.

Bravo Conte ad attirare su di sé ogni tipo di critica, con quell’uscita “il peggiore in campo è stato Conte”. Sappiamo perfettamente, Mister, che quelli ha e con quelli ha già fatto miracoli. Piuttosto, non sappiamo se sia tardi nel tentare vie nuove a livello tattico, consci del fatto che se non si corre, non si corre né col 3-5-2 né col 6-3-1.

Manca davvero poco al traguardo. Giusto lo sforzo di un quarto di finale alla nostra portata e un paio di partite in casa abbordabili in campionato.

Manca davvero poco.

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Catania-Juventus Il momento del massimo sforzo

Uomini contati, voglia matta di superare ogni record storico, qualificazione ai quarti di Europe League. La Juve sta vivendo un momento molto positivo dal punto di vista dei risultati, ma accusa stanchezza e flessione fisica.

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Normale. Naturale. Conte ha fin qui spremuto i suoi, affidandosi quasi sempre agli stessi uomini, quelli che hanno permesso una notevole crescita circa qualità e mentalità. Forse servivano più ricambi. Senza forse.

La Juve è attesa da un numero importante di partite, da qui fino a fine stagione, sperando di giocarle davvero tutte, compresi i giovedì. Fra turni infracampionato e Europe League, la squadra è chiamato al massimo sforzo. Non sarà semplice.

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L’infermeria conta diverse importanti pedine. Barzagli e Ogbonna, per esempio, costringeranno agli straordinari Caceres, Chiellini e Bonucci. Il “chi l’ha visto” Pepe e l’infortunio di Peluso lasciano scoperte le alternative sulle fasce laterali. Così Conte dovrà inventarsi un turnover intelligente.

 Catania-Juventus Probabili Formazioni

Già stasera Isla darà fiato ad Asamoah, mentre Padoin sostituirà Pogba in mezzo al campo. Marchisio non verrà rischiato, buono magari per la gara di andata contro il Lione quando mancherà Vidal.

In attacco, con Vucinic non totalmente recuperato e Quagliarella ufficiosamente ignorato, toccherà a Osvaldo affiancare Tevez, con Llorente inizialmente in panchina.

Si replica mercoledì sera contro un ottimo Parma. Poi ancora campionato e quindi l’andata di Europe League. E’ il momento di stringere i denti.

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Lista UEFA: non c’è Quagliarella e non per febbre

L’ingresso di Mirko Vucinic contro l’Inter ha decretato un passaggio importante in casa bianconera.  Nei mesi che restano, Conte ha già operato alcune scelte di spogliatoio e di campo importanti. E’ nei suoi diritti fare queste scelte. Anzi: è nei suoi doveri.

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Il calciomercato è un po’ bastardo. Riesce a creare spiacevoli situazioni e specie negli ultimi giorni è artefice di molti strani destini. Ma è sempre il campo a decidere, in moltissime società, la direzione di talune scelte.

Vucinic aveva espresso il desiderio di giocare. Con questo Tevez e questo Llorente, alla Juve si sentono sicuri di aver trovato la nuova coppia titolare. Non ce l’avevamo da un po’, specie con quelle caratteristiche, ma non scomoderò paragoni illustri. Al montenegrino, cui spesso abbiamo rimproverato la non continuità, è toccata un po’ di panchina. Tanta panchina. Complice un infortunio fastidioso. Causa, in realtà, della crescita dei nuovi acquisti.

Il rientro di Vucinic è a metà fra uno sberleffo nei confronti della società che ha combinato il putiferio in termini di mercato, e fra la necessità di reintegrare un giocatore che può tornarci molto comodo.

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Ne fa le spese Fabio Quagliarella che, a Roma, si è giocato la permanenza in casa Juve. Parliamoci chiaro: Fabio è un talento, ma ha bisogno di giocare. Sempre. Perché è quel tipo di giocatore che deve provare più e più volte prima di centrare la giocata, il tiro impossibile, il numero d’alta scuola. Alla Juve la pazienza non è certo una virtù praticata. E 6 attaccanti son troppi. Così l’acquisto di Osvaldo, con determinate caratteristiche, ha costretto Conte a rivedere parecchi schemi.

Ne fa le spese sempre Fabio Quagliarella. Vucinic è un po’ un pallino di Conte. Giovinco una scommessa forse persa, ma su cui Conte sta insistendo. Mentre il sacrificabile è proprio Quagliarella.

Credo che Marotta e Conte siano stati chiari con il ragazzo e col procuratore. Non c’è più spazio. Lazio, Monaco e forse qualche altra squadra: tutte rifiutate dal napoletano. Che ora viene escluso dalla lista UEFA. Più chiaro di così, il messaggio di Conte non poteva proprio essere. Ci dispiace, ma così va il calcio. Così va il mondo.

E per Bozzo si prospetta un altro contratto da chiudere a giugno, quindi altri quattrini sul proprio conto corrente. Dire altro sarebbe ridicolo e irrispettoso. Questo sì.

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Analisi di un mercato invernale in cui la regina è…

E’ stata una sessione di calciomercato molto interessante. Con un paio di telenovele e un paio di colpi a effetto. Di soldi ne girano pochi, quindi largo alle idee e alle occasioni.

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Le capoliste… anche del mercato

Idee e occasioni che non sono di certo mancate a Marotta e Sabatini. Cominciamo dalla Roma che doveva provare a colmare il gap dei 6 punti dalla capolista. Bastos e Nainggolan sono da leggere come validissimi rimpiazzi, anche migliori, di Marquinho e Bradley. In più i giallorossi si sono assicurati alcuni giovani di prospettiva. La sfida in campionato continua.

E continua perché la Juve si è mossa. Via De Ceglie e Motta e dentro Osvaldo e diversi giovani (Fiorillo e Kastanos su tutti). La punta era ciò che Conte voleva e cercava e Osvaldo era una delle opzioni suggerite. Come già detto in uno scorso articolo, prevalgono molto le doti fisiche e la capacità di garantire un certo peso in attacco. Se in più Osvaldo si ricordasse di segnare gol a raffica, allora sarebbe proprio perfetto. Già perché il suo arrivo a Torino è valido fino al 31 maggio in prestito, poi si potrà trattare sul costo del cartellino fissato adesso a 18 milioni di euro circa.

L’arrivo di Osvaldo coincide però con le non partenze di Quagliarella e Vucinic. I due ragazzi hanno rifiutato l’impossibile in questi giorni e, a mio parere, la società è stata brava a imporre le proprie scelte. Estere per Vucinic, nessuna delle milanesi per Quagliarella. Nessun ricatto, piuttosto restano in panca attendendo il loro turno silenziosamente. A giugno via per un ricambio generale dell’attacco dove gli unici sicuri sono Tevez e Llorente. Dovrà essere bravo Conte a tenere in pugno lo spogliatoio.

Che hanno combinato le altre?

Aria tiratissima a Milano. Thohir è stato costretto a svenarsi per Hernanes, praticamente all’ultimo anno di contratto con la Lazio epperò pagato a peso d’oro. Decisivo il pianto del ragazzo all’uscita di Formello: a Mazzarri serve proprio uno con… queste caratteristiche! Arriva il brasiliano che pesterà un po’ i piedi a Guarin che, ricattando la sua stessa società, è riuscito a strappare un rinnovo di contratto. Il paradosso è che a Mazzarri serviva un attaccante che non è arrivato. Voleva Vucinic, poi aveva scelto Osvaldo, ma si accontenterà di Milito e Palacio, con Belfodil sbattuto a Livorno. Non è arrivato nemmeno il rinforzo in difesa, anzi è stato ceduto in prestito Ranocchia (l’unico nazionale).

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Il Milan invece si è mosso discretamente bene. Non ci sono più soldi, il bilancio è da ripianare senza le astute mosse del passato, e perciò via coi prestiti o parametri zero. Honda è da scoprire, Taarabt è potenzialmente un bravissimo giocatore, ma da vedere in Italia. Gli altri sono solo tappabuchi di una rosa non all’altezza delle grandi stagioni. Con un Seedorf che avrà moltissimo da lavorare.

“C’è solo un capitano” che è finito in panca e ora al Sassuolo. Si tratta di Paolo Cannavaro che dopo 8 stagioni è stato gentilmente accompagnato alla porta da Benitez. Sono arrivati i soliti nomi stranieri del tecnico spagnolo, molti di questi giovani promettenti. Il punto è capire quanto sono pronti per sopportare sin da subito il peso del calcio italiano. Con una Fiorentina che avanza imperterrita nonostante le defezioni da infortunio. Anderson, i suoi tre figli, e il belloccio Matri possono dare più di una mano a Montella che sta dimostrandosi, dopo Conte e Garcia, uno dei migliori tecnici in giro per l’Italia.

Delle altre val la pena di sottolineare la rivoluzione totale del Sassuolo. Undici o dodici acquisti, più il cambio dell’allenatore.

Il futuro è dei giovani? Da Berardi a Gabbiadini, passando per Kastanos e Fiorillo

In casa Juve ci si è mossi anche per il futuro. Il talento Kastanos è stato portato a casa: si dice un gran bene di questo ragazzino. Mentre Fiorillo, nel mirino di Paratici da un almeno due anni, è stato acquisito con la solita formula “metà a me, metà a te” (l’altra metà scambiata è quella di Beltrame, su cui dobbiamo continuare ad avere il controllo). Buffon non è immortale, e il portiere blucerchiato potrebbe rivelarsi una preziosa risorsa quando si tratterà di cercare il sostituto del numero uno al mondo.

Nei mesi che seguono, fari puntati su Gabbiadini e Berardi. Anche su Immobile, ma l’attaccante di Sorrento sembra destinato a un clamoroso scambio o a fare cassa.

Il caso Cellino: cosa stiamo esportando?

Intanto all’estero continuano a mantenere alta l’ironia nei confronti del nostro Paese. Cellino, non contento degli affaracci sparsi in tutto il mondo, ha messo gli occhi sul Leeds. Prima mossa? Ordinare l’esonero dell’allenatore. I tifosi si sono imbestialiti e il chitarrista Cellino è stato salvato dalla polizia.

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E’ fatta per Osvaldo? Ecco condizioni e motivi

In serata si è diffusa la voce, confermata dalle nostre poche fonti, che Osvaldo sarà un giocatore bianconero nella giornata di domani.

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Le condizioni dell’affare sono semplicissime: prestito a titolo gratuito con un riscatto, non vincolante, fissato a 20 milioni di euro. La Juve difficilmente eserciterà il riscatto, almeno non a quella cifra. Per cui si assicura un valido sostituto dei titolari, pagando soltanto la restante parte dello stipendio annuale.

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Ciò significa che Vucinic è destinato a partire. Domani sapremo la destinazione. Ciò significa pure che la Juve si prepara a rovesciare l’attacco a giugno. Difficilmente Giovinco e Quagliarella verranno confermati, sicuramente uno dei giovani che la Juve controlla verrà fatto rientrare alla base. Gabbiadini, per doti tecniche e atletiche, è uno dei papabili. Immobile è forse destinato a qualche clamoroso scambio (Cerci?).

La mossa Osvaldo conferma comunque un altro trend: la Juve cerca vice Llorente, cioè giocatori molto capaci a livello fisico e nel gioco aereo. La prossima ricerca dell’attaccante, esclusa la conferma di Osvaldo, sarà perciò rivolta a giocatori di questo tipo. Con Giovinco che in realtà, in assenza di valide offerte, potrebbe rimanere come vice Tevez.

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