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Tag: xabi-alonso

Sportività o paraculismo? Meglio la seconda

Pizza, pepsi e che sia un grande spettacolo. Almeno così avevo preventivato ieri sera quando mi sono messo a guardare Manchester United contro Real Madrid. Spettacolo sì, ma davvero poco gradevole.

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Il pubblico di Manchester è solitamente sportivo. Solitamente! Tranne quando vede qualcosa che proprio non torna. E il gesto dell’arbitro ieri sera non è tornato a molti, compreso uno scatenato Ferguson che ha dovuto imbavagliarsi a fine match per non scaricare la rabbia contro i microfoni.

Mentre nell’altra stanza si consumava l’ennesimo gesto da paraculo di Mourinho, uno che ancora, a parer mio, deve dimostrare di saperne anche di tattica oltre che di motivazione e di media.

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Un organizzatissimo Manchester contro un Real Madrid in piena di crisi di nervi risolta soltanto da un rosso abbastanza fantasioso mostrato a Nani.

Certo pure Sir Alex dovrebbe spiegare il motivo della rinuncia al giapponese e a Rooney, ma quell’espulsione ha completamente rovesciato la partita.

Fra un Kaka imbarazzante e uno Xabi Alonso sempre graziato nonostante i suoi comportamenti antisportivi, il Real ha espugnato De Gea con un tiro dalla distanza dell’oltre 30-milioni-di-euro (leggi Modric) e con un gol trovato da Cristiano Ronaldo (per me ancora di un gradino sotto a Messi). Poi le parate di Diego Lopez: paurosi alcuni salvataggi.

Sfortuna, ma non solo. Il gesto dei “soldi” mostrato a Mourinho la dice lunga su un pensiero comune: questo portoghese ha risorse inimmaginabili. Con queste stesse parole Indro Montanelli descriveva un certo Silvio Berlusconi. Salvateci!

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Il play maker? Ragione di vittorie

La Juventus smantellata da Farsopoli si schierava con un centrocampo a 4, nel quale i due centrali erano Vieira ed Emerson: insieme si completavano, con il francese fortissimo fisicamente e abile nel gioco aereo e negli inserimenti, e il brasiliano a fare da play davanti alla difesa, ma non come Pirlo. Caratteristiche diverse, con Emerson molto più bravo a dirigere che a impostare: il classico filtro davanti alla difesa, un po’ alla Deschamps. E infatti il vero regista di quella squadra era Camoranesi.

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Da quando la Juventus è scesa in serie B, sono iniziati i problemi: centrocampo sempre a 4 nella serie cadetta, con Marchisio e Paro, ossia un interno e un incontrista. Ma la serie B non ha richiesto molti sforzi e la Juventus, forte dei magnifici 5, non ha mai avuto problemi. I capricci sono sorti con Ranieri in serie A: di fronte alla scelta tra Xabi Alonso e Poulsen, il tecnico optò per il danese, ritenendo lo spagnolo molto lento. In realtà lo spagnolo è un regista puro, mentre Poulsen un incontrista. In quel tempo mi chiesi cosa avesse potuto spingere Ranieri a fare queste scelta, visto che da che mondo è mondo nel 4-4-2 i due centrocampisti centrali sono sempre un regista e un incontrista. Si disse che Ranieri amava il gioco sulle fasce, ma questo non giustificava l’esclusione di un play, anzi, chi meglio di un giocatore dai piedi buoni poteva aprire sulle fasce e dettare i tempi? Oppure si giustificò la scelta col fatto che con Poulsen si poteva optare anche per il 4-3-3, facendo presumere che lo spagnolo non era adatto al centrocampo a tre (cosa non vera).

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Non è un caso che i problemi si siano risolti con Pirlo in mezzo al campo: chiaro che la squadra è stata rivoluzionata e la mano di Conte è stata una manna dal cielo, ma non si può negare l’importanza di Andrea in mezzo al campo. Ed è stato forte il mio rammarico quando, a gennaio, la Juventus si è fatta scappare un certo David Pizarro, sostituto ideale di Pirlo: per me un grandissimo nel suo ruolo. Ma alla fine siamo stati fortunati, Pirlo ha tenuto botta per tutta la stagione. Non è un caso che senza Pirlo il Milan abbia fallito un bel po’.

Proprio per questo ritengo, in chiave futura, l’affare Verratti fondamentale per la Juventus: giocatore forte potenzialmente, bisognava prenderlo prima. Certo non è l’unico regista rimasto nel suo ruolo, ma è sicuramente un giovane promettente. Il play, o regista (come preferisco), è l’olio che fa girare il motore: se manca, allora nascono i problemi, e di conseguenza la squadra non gira a dovere. Soprattutto in 4-4-2, non si può condividere il pensiero di Ranieri di giocare con due incontristi, convogliando tutto il peso del gioco sui laterali: abbiamo avuto Camoranesi, che spesso si accentrava, ma molte volte non bastava. Il regista è il ruolo fondamentale in una squadra, e nei ruoli chiave, se vuoi vincere, non devi mai fallire.

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Mourinho ordina: fatevi espellere

Ero piccolo e giocavo in una delle categorie giovanili. Partita d’andata di un torneo molto importante. Ero diffidato ed ero in campo, regolarmente.

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Al minuto 50 circa (perché in quella categoria il tempo totale era fissato in 1 ora) vincevamo o 4-0 o 5-0, non me lo ricordo più. Ero stanco e mi è venuta una idea che io pensavo fosse geniale: mi faccio ammonire, salto il ritorno così mi riposo e gioco la finale fresco e con le gambe in palla. Detto… fatto. Supertrattenuta, credo pure di essermi portato a casa un pezzo di maglia dell’avversario. Cartellino giallo sacrosanto e partita conclusa. Triplice fischio e sotto la doccia. Si avvicina quel grandissimo Mister di cui conservo un ricordo immenso e mi chiede perché quella trattenuta. Pensavo di essere intelligente o furbo e così gli ho rivelato il mio pensiero. Mi riposo – ho detto – e così sono fresco per la finale. Compiaciuto va via. La semifinale di ritorno fu una passeggiata. Il giorno prima della finale, durante l’ultimo allenamento, appena finita la doccia, tutti riuniti per le convocazioni. 16 ragazzi su 17 disponibili andranno a giocare la finale. Il diciassettesimo ero io. Non giocherò la finale e finirò in tribuna. Chiedo perché e la risposta fu una cosa del tipo: “Ho bisogno di gente seria e tu hai dimostrato di non esserlo. Potevamo anche perdere il ritorno. Stai a casa o se vuoi puoi venire a vederti l partita”. Questa piccola frase, detta in un modo così tranquillo e corretto, vale più di mille allenamenti e corse. Da quel giorno credo di non aver più accettato consigli dall’istinto animale che è in tutti noi.

Questo fa da premessa alla vergogna cui ho assistito ieri sera guardando la Champions. Ajax-Real Madrid era una partita divertente. Molto bella, ma è stata rovinata da una cazzata vergognosa e meschina, propria della figura di Josè Mourinho. Cosa è successo?

Il Real Madrid aveva in campo un paio di ammoniti. Giusto un paio: Ramos e Xabi Alonso. Nel nuovo regolamento vale la seguente: le diffide si conservano dal girone di qualificazione agli scontri diretti dagli ottavi in poi e le squalifiche si scontano nel corso di tutto il torneo. Quindi Ramos e Xabi Alonso rischiavano di perdere l’ottavo di finale qualora avessero beccato il giallo nell’ultima giornata del gironcino di qualificazione.

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Dudek si alza dalla panchina e si avvicina a Casillas. Circa due minuti per trasferire l’ordine di Mourinho. Casillas riferisce ad Arbeloa che gira l’ordine ai diretti interessati. Punizione dalla propria area. Potrebbe battere Arbeloa o l’altro centrale, potrebbe, come consigliato dalle tattiche classiche, perfino battere il portiere. No: va Xabi Alonso. Prima finta, seconda finta, corsa rallentata. Vai, sì, ora batte: rincorsa, stop, ancora un saltello, un gesto con la mano. Dai, batti! Niente: l’arbitro si avvicina e tira fuori il secondo giallo per il regista. Xabi Alonso esce sorridendo.

Rimessa dal fondo. Potrebbe battere Casillas così come dalla notte dei tempi. Niente: va Ramos. Prima finta, seconda finta, rincorsa stoppata… ma, questa cosa l’ho già vista! L’arbitro si avvicina e tira fuori il giallo. Remake dell’espulsione di Xabi Alonso. Il Real finisce in 9. Ma poco importa: l’obiettivo, oltre la vittoria, è stato raggiunto.

Infatti, Xabi Alonso e Ramos potranno scontare la squalifica non giocando la sesta partita del girone e potendo iniziare gli ottavi di finale senza il problema delle diffide.

Qualcuno ha detto “geniale”, qualcun altro ha detto “è un talento” e via così. Per me è semplicemente vergognoso. E forse la UEFA prenderà provvedimenti perché si tratta, palesemente, di gesto antisportivo. Cerchiamo di dare il loro nome alle cose. Una cosa è fare fallo (solitamente la vecchia trattenuta), un’altra è richiedere in quel modo il cartellino giallo. Oggi purtroppo non sono riuscito a farmi un giro sui siti spagnoli, perché sono curioso di capire cosa ne pensano i tifosi blancos che, appunto, non sono né neri né azzurri né italiani!

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