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Tag: zaccheroni (pagina 1 di 3)

Da Diego a Dzeko, passando per Krasic, la strada è lunga

Uno di quei puzzle da 5000 pezzi raffiguranti un’opera dei macchiaioli: un azzardo assoluto. E’ questo il mercato bianconero per il quale ogni giorno si attendono novità e invece si realizzano ritardi e dubbi su dubbi. La certezza è che la Juve sta meditando, sta ragionando, sta rilanciando e discutendo. I Mondiali in SudAfrica giocano a favore di chi deve vendere e certo non di chi deve comprare facendo calcoli precisi su budget, rosa, esuberi, epurati e bocciati.

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La Juve, la nuova Juve di Agnelli e Marotta, è in attesa. Mai trasparenza fu così ben voluta dai tifosi. Ci sono i soldi per acquistare Krasic e l’offerta è chiara: 15 milioni massimo e il serbo passa a Torino. Prendere o lasciare. Ancora 48 ore secondo il procuratore del biondo esterno che ha più volte dichiarato la propria scelta, pare definitiva. Niente Inghilterra, solo Juve. Il CSKA è allora alle corde e non può certo rinunciare ai soldi bianconeri. Intanto i russi hanno completato l’acquisto di Tosic che sostituirà proprio Krasic. Sarà un colpo alla Marotta. Non mi convince per nulla invece Martinez: non può costare quanto Pepe (10 milioni) e non capisco dove potrebbe giocare visto che non è un centrocampista laterale, né un’ala pura né un attaccante. Credo piuttosto sia uno specchietto per le allodole in attesa di stanare il CSKA (già fatto).

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Per arrivare a Dzeko la strada è tortuosa e da lì si deve passare con qualche buona pedina da scambiare. Si tenterà così di liberarsi di qualche scarto e limare la cifra da inserire nell’assegno per i tedeschi. Quaranta milioni è una cifra insostenibile, più probabile chiudere a 30. Amauri potrebbe essere un cartellino gradito ai tedeschi che però vorrebbero Diego. Il brasiliano fantasista in realtà vorrebbe una seconda chance (che io concederei al volo impiegandolo alla maniera di Cassano con la Samp delneriana). Se non Diego allora Poulsen, forse pure Giovinco. Qui però i tempi sono lunghissimi, se ne parlerà dopo il Mondiale.

Infine un nuovo problema si staglia all’orizzonte. Ha parlato Zaccheroni che doveva farsi offrire una pizza e che rivela che un giocatore gli ha espressamente detto di non voler più faticare per la Juve. Il nome uscirà fuori secondo il tecnico romagnolo. Alcune ipotesi: non Trezeguet sul cui amore e sacrificio per i colori bianconeri sono pronto a mettere la mano sul fuoco, non certo Del Piero, nemmeno Buffon e Chiellini. Restano dunque aperte le piste Camoranesi (l’indisponenza in campo è proporzionale al suo talento), Cannavaro (basta osservare la sua corsa ai tempi della Juve e ai tempi del Mondiale in corso) e Felipe Melo (da ricercarsi in un rapporto complicato con la tifoseria e, pare, i compagni). Via al televoto.

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Da Montecarlo arriva il diktat

Era a Montecarlo e ha fatto bene. Io ho spento lo schermo al minuto 70 e ho acceso la quinta stagione di RIS. Piacevole, molto piacevole. Della TaoDue sto iniziando ad apprezzare il lavoro e le idee. Ok, torniamo al nostro argomento.

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Andrea Agnelli non ha voluto metterci la faccia e ha fatto bene. Sarebbe stato come mostrarsi di questa Juve. E questo non va bene. Bravo Andrea, prendere le distanze è importante.

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Abbiamo già discusso degli addii, ma aspettiamo ancora quello più importante. Il principale responsabile, se le cariche in una società hanno ancora un senso, è chiaramente Blanc. E’ lui che ha avallato e stilato i programmi ed è lui che ha firmato i fallimenti di questi 4 anni. O si defila del tutto o va via!

Il diktat lanciato da Andrea, che mercoledì sarà Presidente, è chiaro: “Ricostruire tutto!”. Bene, vedremo. Andrea c’è grande fiducia in te, ma attento: ogni passo deve essere pesato opportunamente. Ogni singola scelta deve essere fatta guardando alla qualità e alla storia bianconera. Niente più errori.

Infine, nessuno applauso a Zaccheroni. Con Ferrara comunque eravamo in corsa, con Zaccheroni siamo usciti clamorosamente. Non scherziamo, ragazzi, ci sono cifre e fatti. Abbiamo eguagliato il record di sconfitte che reggeva dal 1961. E analogo discorso per i gol subiti. Signori non scherziamo, siamo o non siamo la Juve? Qualcuno però ha ispirato questo concetto: la storia prima o poi presenta anni bui. Sono quattro con quello appena concluso. E nella storia bianconera di questi clamorosi stop se ne sono registrati parecchi. Poi siamo sempre ripartiti, col cambio generazionale in campo e fuori. Vuoi vedere che…

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Ultima tappa di una maledetta stagione

Non mi era mai capitato di essere felice perché si giocava l’ultima partita del campionato. Ho troppo giramento di scatole. Troppo deluso, troppo arrabbiato. Si chiude così, con le due formazioni deluse. Leonardo andrà via, Zaccheroni non è mai seriamente stato preso in considerazione. Si chiude con Milan-Juventus, una di quelle sfide stellari sempre e comunque.

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La memoria dovrebbe far affiorare alla mente del lettore un po’ di match storici: quel 6-1 che un mesto Sacchi insaccò da Mister Lippi, o ancora quel 4-1 che Lippi rifilò con la coppia Inzaghi-Del Piero, o quel meraviglioso assist in rovesciata di Del Piero per Trezeguet. Fra tutti questi c’è un ricordo certamente amaro. La lotteria dei rigori che darà al Milan una Champions che forse la Juve meritava di più. Quel quarto di finale col Barca e quella semifinale con il Real Madrid. E quella finale giocata senza Nedved, eppure Moggi truccava pure la Serie B inglese. Ho sempre pensato che la storia poteva essere riscritta con Nedved in campo e che quell’ammonizione ridicola a partita finita con i Blancos… Ricordi, ricordi dolci. Anche questi. Dolci anche questi perché mi fanno venire in mente formazioni formidabili. Il Lippi-bis poi fu estasiante, con quel 5 Maggio 2002 che ancora mi fa sorridere.

Si chiude con due formazioni ben diverse da quelle appena ricordate. Niente Baresi o Maldini, niente Peruzzi e Ferrara. Niente Weah e Zidane. Domani, per una strana logica “aspettiamo il Mondiale” vedremo in campo De Ceglie e Antonini, Abate e Poulsen, Amauri e Borriello. Nostalgia? No, terrore per quello che potrà essere il futuro.

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Si chiude così, con un Milan-Juve che non serve a nulla. Con un match anticipato a sabato per permettere ai Disonesti di fare i propri giochetti. Al diavolo l’ordine pubblico.

Zaccheroni vorrebbe chiudere con una vittoria e però riconosce che la Juve “con me non ha certo migliorato!”. Ah sì, Mister Zac! Onesto. Ma dell’onestà non ce ne facciamo proprio nulla. Leonardo, da parte sua, è stato costretto a salti mortali e arzigogoli complicati e complessi. Ha dovuto tenersi dentro parole e parolacce rivolte al patron. Ha dovuto forse sorbirsi sberle mediatiche per scelte non sue. Ha comunque conservato una coerenza immensa. E ha mostrato una intelligenza come poche se ne vedono in giro. Un tale abisso di differenza umana e professionale col suo cuginetto, quello dei polsi mostrati e delle frasi sconcertanti che regala un giorno sì e l’altro pure.

Strano il calcio, eh? Io non lo capisco più. Alla quinta giornata Leonardo era già licenziato. Mentre Ferrara veniva osannato a Torino. Oggi Ferrara è seduto chissà dove. Mentre Leonardo, con quella roba che hanno spacciato per ottima rosa di calcio, ha fatto un mezzo miracolo. Io questo calcio proprio non lo capisco. Anche perché non mi sembra ci sia una personalità e un giornalista talmente obiettivo da segnalare tutte queste clamorose incongruenze. Strano, eh?

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Zaccheroni si candida per il prossimo anno. Parliamone

Mister Zaccheroni ha strizzato l’occhio a Mister Zaccheroni. In una intervista ha chiaramente proposto una sua riconferma contando sulla tesi “non ho potuto lavorare come avrei voluto”. A rigor di logica ci sta. Non ha fatto mercato, né ha impostato una preparazione. Ha conosciuto i giocatori soltanto in corsa e ha avuto problemi. Ferrara ha avuto più problemi perché ha dovuto studiare uno schema che la Juve non applicava da tempo immemore. Inutile ripensare a Zidane, il più forte giocatore al mondo degli ultimi 20 anni. Ferrara ha avuto anche più infortuni e una rosa mai completa. Nonostante ciò il confronto è lampante: Ferrara ha fatto più punti e ha proposto, poche volte, una Juve bella a vedersi. Le prime 4 giornate (io mi sono divertito), Genoa, Sampdoria, Atalanta, Napoli in Coppa Italia e poi la vittoria sui Disonesti. Ha fallito in Coppa contro un Bayern in Finale e contro un buon Bordeaux. Il 4-1 rifilato a Torino dai bavaresi ci può stare più che il 4-1 rifilato da Hodgson in Inghilterra. Niente sconti dunque a Mister Zaccheroni.

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Ma visto che gli imbecilli Elkan e Blanc guardano ai soldi, ecco allora la mia proposta. Zaccheroni intende candidarsi? Bene, risponda seriamente a queste domande:

  • come intende agire sulla rosa? Cessioni, possibili acquisti, riconferme?
  • quale progetto su Giovinco? E su Felipe Melo?
  • che tipo di schemi intende applicare alla sua Juve? E da quelli che tipo di gioco intende dare alla squadra? Rispetto a queste idee che fine può fare Diego?
  • che ruolo possono avere i giovani con Zaccheroni? I vari De Ceglie, Marchisio, Giovinco, Caceres, i possibili rientranti Criscito, Palladino, Ekdal?
  • ma prima di tutto: che tipo di rapporto ha e intende avere con Blanc?

Risponda seriamente a queste domande e poi ne possiamo pure parlare. Forse! Intanto ecco alcune mie riflessioni.

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Zaccheroni si è presentato puntando sull’orgoglio e le motivazioni. Io ho visto una squadra del tutto svuotata. Ha parlato di gioco, di ali, di fasce e di gioco d’attacco. Per gol e prestazioni io non ho visto nulla di tutto ciò.

Ha ignorato Giovinco, ha umiliato Candreva. Ha insistito su personaggi strani come Amauri mettendo a riposo Iaquinta e Trezeguet. Ha spremuto Del Piero. Non ha saputo gestire Felipe Melo, né tutti gli uomini di centrocampo. E’ andato visibilmente in conflitto col Capitano e con Camoranesi. Nei momenti chiave la squadra si è spenta.

Ha fallito ogni obiettivo possibile, eppure la Juve è entrata nuovamente in crisi con i recuperi. Paradossalmente, con gli uomini contati la Juve aveva giocato buone gare eliminando, fra queste, l’Ajax. Ha perso contro i Disonesti.

Il problema, come evidente, è grosso. E poche cose girano a favore del tecnico ex di Milan e Lazio!

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Juventus-Parma 2-3 Ho visto cose

In realtà il titolo non è esatto. Per diversi problemi che non sto qui a raccontarvi non ho proprio visto nulla. Seconda partita di stagione saltata, mai accaduto nella mia vita di tifoso. Anche questo dovrebbe essere registrato tra le statistiche ufficiali. Ho visto però le immagini salienti. In realtà ho sbagliato a fare click e sono andato a prendere la sintesi RAI. Incredibile il montaggio fazioso per far sentire i petardi che in effetti sono presenti solo allo stadio di Torino. Anche gli scontri fra tifoserie sono un nostro gentile omaggio, solo nostro. E’ di marca bianconera la violenza: da Moggi che chiude negli sgabuzzini Paparesta, a Moggi che non può concedere lo stipendio a un Blasi rientrante per problemi di squalifica, ai tifosi violenti e razzisti.

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Detto questo, non so chi sia in grado di confermarmelo, ma mi pare di non aver visto Trezeguet. Al di là di chi poteva essere più in forma, come già successo con Birindelli, avrei piacere a salutare il mio idolo e uno che ha scritto una pagina di storia piena di gol e soddisfazioni. Avrei piacere a che tale simbolo possa giocare la sua ultima partita e ringraziare poi ed essere ringraziato. Confermatemi anche questo, ma io non ho visto David. A conferma che questi dirigenti del cazzo non ci capiscono nulla di Juve e di calcio. David, scusali, non sanno quello che fanno.

Altra nota stonata: Candreva è entrato nel finale. O è una tattica per pagarlo di meno, o è una tattica per farmi avvelenare lo stomaco.

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Felipe Melo mi è parso attivo. Ma in due minuti e per di più col montaggio RAI mi pare difficile capirci qualcosa. In ogni caso non si è vinto. Si è perso e si è perso contro un ragazzo che era praticamente nostro. Davide Lanzafame (e io sì che lo volevo!!!), il vice Camoranesi. Che poi sarebbe stato titolare fisso visto che l’italoargentino non è riuscito a collezionare nemmeno 200 minuti di campo in tutta la stagione. Misteri di una società stranissima.

Molto carina la figura di Chiellini: ancora una volta, col Capitano, è uno dei pochi a metterci la faccia. Tranquillo Giorgio: insieme a pochissimi altri tu non rischi nulla!

Intrigante anche l’intervista post-match di Zaccheroni, quello che aveva preannunciato due vittorie. Ok, Mister, per giovedì contro i dilettanti della Valle d’Aosta dovremmo farcela. A patto però di mettere in campo Candreva e Trezeguet. D’accordo?

Mi accingo alla conclusione implorando a Bettega la seguente cosa: gradirei leggere che a inizio luglio (tanto sappiamo già come andranno le cose là, in quel posto caldo) gente come Diego e Felipe Melo, come Amauri (che Secco non riuscirà a vendere) e Zebina siano regolarmente in campo a sudare e correre come mai hanno fatto in questo anno (escludendo forse il solo Zebina in questo quartetto). Che cazzo di vacanze deve fare certa gente che se l’è menata per 10 mesi? Quali batterie deve ricaricare se ancora il pacco che ne contiene quattro, ministilo, deve essere scartato? Attenzione Signori, abbiamo intrapreso una strada lunga, tortuosa e infame: quella che fu dei nerazzurri a partire da Febbraio 1995!

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Chi ha fatto bene?

E’ quello che emerge dall’ultima conferenza stampa di Zaccheroni. In fase di preparazione della partita, l’ultima a Torino per fortuna – guarda un po’ quello che un tifoso è costretto a dire in questo anno – e la penultima dell’intero torneo, l’allenatore ennesimo della Juve post-Calciopoli (a differenza dei venti anni precedenti: Lippi, Ancelotti e Capello) rivela che “Ho fatto bene”. E poco importa se non argomenti del tutto la sua certezza. Così, esplicitamente, le chiedo, Mister Zac: cosa ha fatto bene? E mi permetto di segnalare alcune cosette.

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Al cambio di panchina sono arrivate poche vittorie, un paio di pareggi. Successivamente, come capitato a tutti quelli che hanno calcato Torino dopo l’estate del 2006, il flop con sconfitte, alcune anche assordanti tipo il 4-1 in quel Cottage maledetto. Partite con l’idea di una Juve divertente, quasi a venire incontro a chi diceva “se perdiamo, quanto meno ci divertiamo”, la stessa filosofia non è stata mai applicata e subito abbandonata. Risvegliato incredibilmente dal suo sonno, dove poi è caduto in fretta, Amauri si è insistito con un valzer stranissimo di punte e centrocampisti. Spremuto Del Piero, tenuto a riposo Candreva. Mai usato Giovinco. Quindi, Mister Zac, le ripeto la domanda: cosa ha fatto bene?

La gestione di Felipe Melo e Diego, cioè i due principali problemi di Ferrara, non ha prodotto molti frutti. A conti fatti Diego aveva fatto meglio con Ciro che con Alberto. E non si può dire che Felipe Melo sia notevolmente migliorato. Lo preferivo cattivo e rognoso come a inizio anno, piuttosto che inconcludente e indisponente come il finale di campionato mi ha mostrato. Quindi, anche qui Mister Zac: cosa ha fatto bene?

Statistiche alla mano Ferrara non ha mai avuto la squadra al completo. Quasi mai in realtà ha potuto usufruire dei quattro attaccanti e quasi mai dell’intero centrocampo, mentre lei Mister Zac ne ha avuto recentemente disponibilità piena. La gestione però è da buttar via. Candreva inspiegabilmente ignorato, volendo togliere dal discorso ragionamenti crudeli sull’interesse che aveva la Juve a non farlo giocare per motivi squisitamente economici-contrattuali. Giovinco addirittura abbandonato. Trezeguet, dopo un primo momento di ritrovata felicità, si è visto di nuovo sbattere fuori da un undici senza motivazione alcuna. Lei Mister Zac ha preferito a uno dei bomber più forti della storia, numeri alla mano prego per eventuali critiche, uno strano personaggio in cerca di passaporto. E meno male poi che tale passaporto non sia stato falsificato come nerazzurra-memoria insegna. Quindi, Mister Zac: cosa ha fatto bene?

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La Juve che è andata a Zaccheroni, pur praticamente fuori da ogni possibile reale obiettivo, era comunque in corsa per qualcosa. Qualcosa di importante economicamente e per poter preparare il biglietto da visita del 2010-2011. Media punti o ruolino, fate voi, non esiste un miglioramento del rendimento della squadra. Siamo fuori, tremendamente fuori. Abbiamo subito rimonte. Se non altro, torno a ripetere, con Ciro avevamo dato l’unica gioia dell’anno: 2-1 con gol di Marchisio decisivo e tutti a casa quelli che credono ancora di aver vinto qualcosa di significativo.

Dunque, a conclusione di questo ragionamento che tutto può essere tranne che fazioso, alla luce dell’ultimo sfogo di un Campione Onesto e un Capitano come forse da Scirea in poi non se ne erano più visti per classe e intelligenza, le ripeto la domanda, sperando in una risposta: cosa ha fatto bene, Mister Zaccheroni?

P.S.

La foto è tratta da uno scatto del 5 maggio 2002. Una delle date più incredibile che la storia recente del calcio abbia mai vissuta, assieme forse a quella strana finale tra Bayern e Manchester che evocata pone sempre una domanda: ma chi vinse alla fine? Si giocavano lo scudetto ben tre squadre: la Roma di Capello, la Juve del Lippi-bis e i Disonesti affidati al mago Cuper. Oggi si dice che quegli scudetti erano pilotati. Eppure fino al fischio finale, per esempio fino al primo tempo c’era spazio per ogni soluzione. La Juve feroce di Marcello Lippi azzannò la preda nei primi 8 minuti con un gol lampo di Trezeguet e raddoppio di Del Piero per poi sedersi comodamente in panchina con le orecchie tese alla radio. Era una giornata strana in cui il tifo laziale era tutto concentrato contro la propria squadra. Squadra che vantava nomi del calibro di Simeone e Peruzzi per esempio. Zaccheroni era in panchina a guidare l’ennesimo miracolo-richiesto. La Lazio fu eccitata dal proprio pubblico-ostile e vinse 4-2 contro una formazione che alternò Vieri a Ronaldo e che doveva assolutamente vincere. Tutto nelle proprie mani. L’intuizione di quel mercato di Branca si chiama Gresko. Qualcuno giura di avere ancora il suo poster attaccato in camera, ma non si tratta di tifosi nerazzurri. Mentre in Repubblica Ceca è sembrato normale che un tipo, cui violentemente si era scagliato contro il pubblico laziale in settimana, come Poborsky giocasse quella partita col coltello fra i denti. Era un contesto avvelenato si disse. Da cosa, però, non si ha traccia neppure oggi. Era un contesto marcio, si disse e si dice ancora. Sta di fatto che una partita di calcio venne regolarmente, più o meno, giocata. In vantaggio per due volte, e per due volte raggiunta. Poi il crollo psicologico nella ripresa, con le lacrime del macellaio Materazzi a far vedere al mondo cosa significava il progetto Moratti. Pochi giorni è andato in scena il remake di quella giornata. Si è giocato però di sera. Anzi, pardon: non si è giocato. Uno di quei biscottoni che nemmeno Pellegatti e la sua passione per l’ippica potranno mai capire a fondo. Stesse condizioni, eppure un finale che ai più pareva scontato. Strana la vita, eh? Clima marcio pochi anni fa. Clima sereno, forse anche troppo per i pochi opinionisti obiettivi capaci di non obbedire ciecamente al padrone, pochi giorni fa. Qualcosa non torna. E guardando al Processo di Napoli e immaginando gli sviluppi futuri di quella farsa, qualcosa non tornerà mai.

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Catania-Juventus 1-1 Zac dacci un taglio

E’ una domenica strana. Da una parte c’è ancora la felicità per quanto accaduto, da un’altra parte c’è la tristezza di atti e dichiarazioni. E dall’Inghilterra rimbalza una voce forte che rompe un silenzio francamente insopportabile: “Il Liverpool non ha mantenuto le promesse”. Caro Rafa, non so se chi eventualmente ti ha fatto certe promesse, soprattutto se con accento francese, le manterrà effettivamente.

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Già perché smaltita l’euforia mi balenano in testa pensieri non positivi: e se fosse una mossa salva-culo! Che poi sarebbe equivalente a dire salva-faccia, visto che Elkan e Blanc mostrano una somiglianza imbarazzante fra le due parti anatomiche. Continuo a sognare, visto che per la prima volta non ho piacere a vedere la Juve in TV. Almeno questa Juve, fatta di strana gente.

Per esempio il più strano mi sembra quello in giacca e cravatta che digrigna i denti. Porta gli occhiali, lo chiamano Zac. Zac, dacci un taglio. Un’espressione onomatopeica. Un’espressione che calza a pennello con quanto fatto – o non fatto, poi qui la differenza è davvero sottile – in questi mesi. Mesi in cui il risultato ultimo era prenderci per il culo e ci sono riusciti tutti benissimo. Io non posso credere che questo allenatore per bene possa optare per scelte alla cui base c’è evidente un disegno malvagio. Tenere fuori Candreva per esempio ha del genio incompreso e mai comprensibile da una mente umana integra. Tenere in campo poi Melo, con quell’atteggiamento da hai-rotto-veramente-i-coglioni è ancora più incomprensibile. Nemmeno il perfetto intertrista potrebbe tenere un simile comportamento e fare certe scelte. E allora provo a interpretare, domenica scorsa e questa domenica, l’atteggiamento di un uomo sulla cui onestà e professionalità, prima ancora che classe e onore, c’è poco da dubitare. Alessandro Del Piero. I suoi occhi sono sempre espressivi. E’ di poche parole, ma forse è l’ora che le tiri fuori. Tutte. E scommetto che direbbe molte cose intelligenti e pertinenti, dure e incisive. Come suo solito. Ma è un Signore, un vero Signore e non lo farà. Continuerà a farsi maltrattare. Perché sostituire un tipo come Del Piero, che nel 2010 è uno dei più positivi, al riposo è sconcertante. Vuoi indicare davvero in Del Piero la causa di un primo tempo senza idee né intenzioni? Scarichi sul Capitano errori tuoi di formazione e gestione di un gruppo che continui a reputare di ottimo livello? Zac, ti prego, dacci un taglio. Oppure ammetti che la formazione ti costringono a farla guardando al bilancio e a numeri che col calcio c’entrano solo per riempire pagine di giornali e libri contabili.

Una delle stagioni più imbarazzanti. Silvestre non aveva ancora segnato. Siamo la squadra contro cui tutto è possibile: dai record infranti e che duravano da 46 anni, a personaggi che vivono il loro momento di gloria. Solo che prima accadeva passivamente, mentre adesso accade per volontà altrui. Non è la Juve che da grande fa grandi gli altri, ma sono gli altri che diventano grandi a dispetto di una Juve che si fa piccola. Prima si parlava di Juve che giocava da provinciale, ora la Juve è davvero una provinciale che pensa di essere grande. Prima capiscono ciò, prima ne usciamo. Ma se la funzione di capire è affidata a Blanc, a Melo e a Poulsen, compreso un Brazzo entrato per difendere il pareggio, allora siamo messi male. Molto male.

E sarà quel che sarà. Sarà forse una spesa folle tra giugno e luglio. Sarà forse un’estate cortissima con tutto ciò che può comportare sul lungo periodo (cioè mesi da marzo in poi del 2011). Sarà forse una vera rivoluzione, ma per adesso non si vede nulla. Finora Andrea Agnelli ha speso appena 8 minuti di parole. Queste ultime dovrebbero terminare qui, per lasciare posto ai fatti. Se così sarà Andrea avrà allora dato una svolta epocale: dopo 110 anni rinascerà finalmente la Juve, con la speranza di non trovare fra 100 anni un altro coglione petroliere al quale, si vede, piacciono i finti titoli. Contento lui e chi tifa per lui, quasi contenti tutti. Tutti meno 16 milioni di persone. Ma a ben leggere in giro, le persone che stanno aprendo gli occhi aumentano di giorno in giorno.

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Detto ciò passiamo al campo. Se Chiellini è l’erede designato di una fascia da Capitano che merita per mille ragioni, Claudio Marchisio quella fascia ce l’ha già: in testa e nel braccio. Figlio dell’ultima vera Juve mette in campo un mix di intelligenza, sagacia tattica, tecnica (sta in particolare migliorando nell’uno contro uno) e tanta tanta grinta. Che da lassù veglino per questo gioiellino. Imbarazzante Felipe Melo, a tratti indisponente, a tratti strafottente. Che nessuno riesca a porre un freno non ci credo. Probabilmente fa parte di quel progetto malvagio di cui sopra. Al suo cospetto Poulsen diventa, in questo schema, un giocatore fondamentale. Non è un maestro, ma si applica e gioca da Poulsen. Visto così merita ampiamente la sufficienza. Imposta come può, anche se non è un regista, fa legna, come si dice in gergo. Chiedergli un altro gol risolutore sembra proprio esagerato. Voto altissimo a Camoranesi. Fuori per scelta tecnica: sembra un paradosso, uno di quei giochi logici impostati male e quindi non risolvibili. Eppure, Zaccheroni ci dà in pasto proprio questo rebus: serve intelligenza e creatività, servono cross, perché non metto Camoranesi? Provi chi vuole a rispondere. In particolare si provi pure a rispondere al seguente quesito: devi vincere, stai pareggiando, perché metti Brazzo e non Candreva? E, alla luce di domenica scorsa, perché Candreva non ha giocato dall’inizio? Forse perché qualcuno non vuole spendere quei 7 milioni di euro che questo centrocampista eclettico merita? Forse lo stiamo allevando per qualche formazione concorrente tipo Cagliari o Chievo, senza nulla togliere a Siena, Atalanta e Livorno ormai quasi spacciate? Ma soprattutto, come vi presentereste a giugno da Fernando Torres o dal figlio di Pelè per chiedergli il parere su un loro possibile acquisto? Direste Juve o “c’è una squadra di Torino che gradirebbe il vostro contributo”!

P.S.

Semmai ce ne fosse bisogno, uno dei pochi superlativi è stato ancora una volta Gigi Buffon.

P.P.S.

Chiedo troppo se voglio le dimissioni di Zaccheroni? Obiettivo fallito, saluti e baci. Sono parole sue e se ha le palle lo deve fare. Poi propongo una cosa utile: un barista qualsiasi juventino messo a fare l’allenatore. Qualcuno crede possa riuscire a fare peggio di questi professionisti?

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E chi l’ha vista?

Io non ho visto la partita. Un po’ di coerenza riesco ancora a mantenerla. Una partita al venerdì sera, di questa importanza, di tale interesse, è significativamente ridicolo. Ridicolo perché attesta da una parte lo strapotere politico dei disonesti, dall’altra una totale rassegnazione di un mondo piegato a 90 gradi di fronte a certi imbecilli. Compresi, ben inteso, quelli che chiedono “di non aiutare la Juve” o addirittura “di sbagliare contro la Juve”. E come ampiamente detto: questa non è più una partita di calcio da un po’ di tempo, 4 anni per la precisione.

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Detto questo non posso fare altro che riportare quanto mi hanno detto: espulsione logica (hanno una partita fra un po’ di giorni, quindi è perfetto), gialli mancati per loro, un po’ di cuore bianconero, ma zero idee e tante tante cazzate di Zaccheroni. Per esempio non ho capito, da fuori e al buio, il perché Del Piero out e Diego in! E’ una bestialità. Ripeto, non ho visto la partita, ma è una bestialità alla luce della settimana e del precedente match di campionato. Qui, oltre a Calciopoli, c’è da indagare sullo staff interno perché non credo che una persona sana di mente opererebbe simili scelte.

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Di certo le parole di Gigi Buffon alla fine della partita fanno male. Fanno male perché sono dette da un grandissimo uomo e da un professionista eccellente. E quelle parole sono legate a quanto la società sta commettendo: alto tradimento di fronte alla maglia, ai tifosi e ai giocatori medesimi. Non tutti evidentemente hanno in testa i soldi, Gigi è fra questi. Per il suo bene spererei andasse al Barca o al Real Madrid. Per il suo bene! Appare dunque chiaro che tutto è in mano a Roberto Bettega. Se per riavere la Juve, quella Vera, bisogna passare da scelte dolorosissime e inevitabili… ben vengano!

Prego confermare: Diego inutile! Prego confermare: nessun brutto fallo da parte dei bianconeri! Prego confermare: solo Chiellini e Cannavaro a lottare come leoni! Prego confermare: Marchisio uno fra i migliori in campo! Cannavaro a parte, questi due si giocano la leadership dentro lo spogliatoio, qualunque esso sia. Da questi bisogna ripartire. Ma serve coraggio. E serve un’azione di forza da parte della gente bianconera.

In ultimo: Luciano Moggi ha lasciato intendere che quanto emerso finora grazie alla sua difesa è soltanto una piccola parte di quanto hanno preparato. Ahhh, preparo Coca Cola e patatine perché mi divertirò tantissimo in questa settimana. Soprattutto nella prossima. Anche nel silenzio cupo e disonesto di chi dovrebbe informare.

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Buona Pasqua a pochi

La Società si scusa con i tifosi. Quanto di più falso potessero mai fare Elkan e Blanc. E Zaccheroni è un genio.

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La Juve doveva aggrapparsi a pochi uomini rimasti solidi e vivaci: Candreva (da riscattare) e Giovinco e la rabbia di Trezeguet ieri rimasto in panchina. A essere sostituito è Del Piero, un cambio talmente malvagio che non riesco a capirne il motivo: ha voluto proteggerlo o lo ha bocciato?

Qualcuno che guida le scelte tecniche c’è ed è chiaro, perché non è possibile che Zaccheroni rincoglionisca in poco più di un mese e avalli scelte così incomprensibili. Marchisio, uno dei migliori e completi centrocampisti under 25, relegato sulla sinistra. Giovinco in panca in assenza di Diego. Candreva entrerà solo al minuto 87. Queste scelte hanno una unica motivazione: malafede. E da quello che sta uscendo dai tribunali capisco allora moltissime cose.

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La Società si scusa. Dovrebbe anche fare i bagagli e chiudere qui questi 4 anni tragici in cui un mito di nome Juve è stato offeso ripetutamente. Attenti, Elkan e Blanc: siamo in 16 milioni, siamo incazzati e nonostante sia Pasqua la rabbia è talmente tanta che può pure capitare un qualcosa di brutto. Nessuna violenza, sia chiaro, niente botte. Ma qualcuno, con la forza, da quella maledetta sede dovrà pure buttarvi fuori. Meglio se ciò accade prima dell’estate, prima dei Mondiali o subito dopo se Lippi decide di tentare il miracolo.

A stupire è la non-voglia di inseguire gli obiettivi. Quando la società parla – e lo ha fatto pure questa settimana – i giocatori si fermano. Non può essere un caso. Non è un caso. Le facce di Del Piero in panchina e la testa di Melo ciondolante durante una sostituzione ridicola dicono molte cose.

I ragazzi, la maggior parte, non hanno alcuna colpa. Ed è veramente da ignoranti prendersela con Zebina o Melo o Diego. Non hanno una guida, nessuno che faccia scelte dignitose. Nessuno che li sproni e metta i giusti paletti così come in ogni gruppo di persone. A maggior ragione nella Juve.

Buona Pasqua a Luciano Moggi, un poveraccio cui hanno tentato di scaricare le colpe di un’Italia malata! Buona Pasqua al Capitano cui non riesco a mandare nessun tipo di augurio: immenso come persona, inarrivabile come giocatore. Buona Pasqua a Ciro Ferrara: avrà avuto qualche colpa, ma certamente non era il principale colpevole. Anzi, da adesso per me è vittima e il suo progetto iniziale, in qualche modo, nei primissimi mesi, aveva dato qualche frutto (splendide partite alternate a momenti di crisi per giocatori infortunati e fuori forma). Buona Pasqua a Roberto Bettega: non so cosa ti frulla in testa, caro Bobby, ma il lavoro che ti aspetta è di un livello di complessità così elevato da farmi paura. Buona Pasqua Roberto e buon lavoro. Anche tu non meritavi questa juve!

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A poche ore dal match

Non c’è moltissimo da dire, c’è soprattutto da non dare la parola a chi della disonestà ne ha fatto una professione di fede. Le telefonate ci sono, i testi sono quelli, addirittura esistono pure i nastri con le voci originali e non doppiate. Ci sono date e numeri, riscontri e fatti. Questo non è ribaltare la realtà: è ribaltare la farsa e riconsegnare un po’ di dignità ad un mondo che ha deciso il suicidio umano, prima ancora che sportivo, nel 2006, in estate precisamente.

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Chiuso il capitolo disonestà, per cui ci sarà molto da lavorare, apro il capitolo campo, quello per cui insomma la Juve è nata e là dove la Juve ha sempre vinto. Le ultime sulla formazione reclamano un Giovinco in grande forma, ma terribilmente relegato in panchina. Motivo? Beh, mi piacerebbe rispondere. Soltanto il forfait di Melo costringerebbe Zaccheroni a schierarlo in campo. In tal caso infatti Candreva andrebbe ad affiancare Marchisio e Sissoko, ammesso che Camoranesi resti fuori dal primo minuto. In attacco due fra Del Piero (sicuro Capitano) Amauri e Trezeguet cercheranno dei gol preziosi per tenere il passo – mai avevo sognato una cosa simile – di Samp e Napoli, in attesa del Palermo. I gol che mancano, i gol che clamorosamente mancano.

Chiellini non ce la fa e sarà sul divano, a fianco a Buffon e Iaquinta. C’è da valutare ogni minuto della vita di questi atleti perché il prossimo anno non si può più scrivere di infortuni, ricadute e via dicendo. C’è da valutare attentamente perché serve una rifondazione vera.

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Giovinco in campo? Se sì solo sulla fascia. Nato trequartista, cresciuto trequartista, affermatosi come trequartista, inspiegabilmente alla Juve lo vedono come centrocampista offensivo di sinistra. Pure Zaccheroni sul quale confidavo, sul quale ho ammesso di aver sbagliato: è solo uno di passaggio, come un qualsiasi Corradini che a due giornate dalla fine si è fatto fare qualche foto sulla panca della Juve. Se non altro, abbiamo regalato simili emozioni a tanta gente che di Juve proprio non ha niente.

Dicevo di Giovinco. Siamo l’unico popolo che non asfalta le macchine di staff e dirigenza per vederlo in campo per cinque partite consecutive. Giusto per capire se è da Juve, se è possibile appendere il suo poster in camera. Giusto, insomma, per capire se Moggi e Bettega avevano visto giusto quando a forza lo trattennero a Torino contro tutto e tutti, in particolare contro chi diceva che un ragazzo così basso ed esile col calcio non poteva fare nulla.

Fuori Diego, ma sempre dentro Del Piero. Lui, unico vero Juventino rimasto in sede. Lui, unico a chiedere indietro gli scudetti perché nostri, perché di appartenenza bianconera. Unico a chiedere indietro un po’ di dignità quando si parla di Juve, di Juve sul campo. Lui, unico vero Capitano e giocatore Maestoso, per certi tratti inarrivabile. Peccato non sia nato in Brasile: a quest’ora avrebbe vie e monumenti dedicati. In Italia si attende semplicemente di vederlo giocare da 6 in pagella per tirargli addosso veleno e gratuite stupidità. Siamo sempre italiani, in fin dei conti. E se certuni dicono che in questo periodo la Seconda Squadra di Milano è la più forte d’Italia… un motivo ci sarà! Triste, ma è pur sempre un motivo.

Infine, un saluto immenso a quel genio televisivo di Maurizio Mosca. Sempre criticato oggi è mancato terribilmente a quanti hanno acceso la TV aspettando l’ennesimo tormentone o l’ennesimo giudizio o pendolino. Niente più superbombe, niente più quella voce e quell’atteggiamento che ti facevano amare ancora di più questo sport. Con l’ironia di pochi, con il sapersi mettere in gioco dei grandi. In fondo, il calcio è semplicemente un divertimento. Abbiamo forse smarrito questo concetto. Ciao Maurizio, grazie di tutto!

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