La Gazzetta dello Sport è ormai in guerra aperta con il popolo juventino. Il giornaletto rosa ha deciso di uscire definitivamente dalle trincee e di attaccare direttamente la Juve nell’estate 2006 e da allora la situazione è precipitata. Processi mediatici, disparità di trattamento tra tesserati juventini e quelli di altre squadre, incapacità di tornare sui propri passi e riconoscere gli errori passati alla luce di vere prove emerse e di fatti nuovi, una particolare predisposizione all’adorazione di qualunque cosa sia nerazzurra e la tendenza a insabbiare tutto ciò che non è in linea con la strada intrapresa sei anni fa.

Advertisment

La collezione primavera-estate 2012 tinta di rosa su sfondo nerazzurro ha riproposto un classico della casa: la macchina del fango azionata contro la Juve. Nel 2006 la causa di tutti i mali era Moggi, oggi il mostro da sbattere in prima pagina e da rinchiudere in gabbia per poi buttar via la chiave è stato individuato in Antonio Conte. E la rabbia mai sopita del popolo bianconero è riaffiorata ed ha trovato terreno fertile su Twitter, dove l’hashtag #iononcomprolagazzetta ha avuto un successo strepitoso provocando reazioni scomposte in via Solferino con tanto di articolo strappalacrime pubblicato per provocare lo sdegno dei propri (ingenui) lettori. Dal nostro profilo ufficiale lanciamo volentieri, quasi quotidianamente, il monito a non comprare quell’house organ dell’antijuventinità.

Ma il popolo juventino è un fiume in piena e per fortuna sempre più persone stanno imparando a informarsi da chi garantisce loro la verità e non si prodiga a raccontare favole in cui cappuccetto rosso ha la mantellina nerazzurra e il lupo cattivo è in realtà un husky dal manto bianco e nero, magari con gli occhi azzurri, guarda caso come Conte.

L’ultima perla ce l’ha regalata il vicedirettore rosa Umberto Zapelloni scrivendo su twitter “gli juventini veri comprano eccome la gazzetta a cominciare dal loro presidente…gli ultrà di Moggi pazienza…”. Quando ho letto questo tweet ho provato quasi pena per l’ingenuità di Zapelloni nel dire una cosa simile dopo che la testata per cui lavora ha appena perso 30mila copie in termini di diffusione nell’ultimo anno. E la cosa ridicola è che tutto è nato da un tweet in cui il vicedirettore faceva gli auguri di compleanno a Facchetti, immacolato e mai al telefono secondo la Gazzetta. Infatti l’amico Massimo Crepaldi (@TweetGino), sostenuto dall’attentissimo Barza Inter (@BarzaInter), ha fatto notare a Zapelloni la disparità di trattamento riservata a Moggi e a Facchetti dalla rosea per le vicende di Farsopoli. Il vicedirettore non si è dimostrato in grado di rispondere se non con insulti fuori luogo e con il tweet riportato in precedenza.

Advertisment

Io sono uno juventino verissimo e purissimo al 1000%, non sono un ultrà, ma stimo i ragazzi e le ragazze che riescono a seguire ovunque la nostra squadra, e sarò sempre dalla parte di Luciano Moggi per le emozioni che ci ha regalato vincendo tutto e per l’ingiustizia che ci ha travolto nel 2006. E non dimentico che è solo grazie alla tenacia di Moggi e all’abilità del suo team di avvocati e tecnici che abbiamo potuto ascoltare telefonate che “piaccia o non piaccia” qualcuno ci aveva raccontato che non esistevano, trattandoci come dei pazzi da portare al manicomio e da sbeffeggiare per tutta la vita.

Premesso questo, io non ho mai comprato la Gazzetta prima del 2006, non l’ho fatto dopo, né lo farò mai. E siamo moltissimi a pensarla così, pur non essendo ultrà come favoleggia Zapelloni.

È anche vero che la strada è ancora lunga finché sentirai amici raccontarti che in settimana a Chatillon c’erano persone in tribuna con la Gazzetta e lo stesso ti viene riferito da chi va a vedere allo stadio tutte le partite della Juve, dalla gelida San Pietroburgo in Champions League fino a Poznan immersa nella tormenta per assistere a una mesta eliminazione dall’Europa League. Molti juventini continuano a comprarla per abitudine o perché ingenuamente non riescono a capire gli attacchi diretti che ci vengono riservati con cadenza pressoché quotidiana. Oppure perché non leggono con attenzione quello che c’è scritto altrimenti non riusciremmo a spiegare ciò che in realtà appare inspiegabile.

Le perdite della Gazzetta comunque sono un dato di fatto, così come è una certezza che una valanga di “juventini veri” non comprano e non compreranno più quel giornale perché sanno ragionare con la propria testa.

Caro Zapelloni, piaccia o non piaccia, sono meno 30 mila perché qualcuno non compra più il tuo giornale e sospetto che quel qualcuno siano 30mila “tifosi veri” bianconeri. Sulle prossime maglie che venderete in edicola vi consiglio di scrivere questo: “Meno 30 mila sul campo”.

Advertisment