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Tag: zenga

La perversa sensazione del complotto

Tre giornate a Balotelli, un rigore che non c’era contro l’Inter. Basta questo per alimentare la sana consapevolezza del complotto. Un complotto che esiste solo quando le cose vanno male, solo quando le cose si mettono male. E con una Juve saldamente in testa, col miglior futuro fra le grandi d’Italia, perfino più forte della squalifica insulsa subita da Conte e Alessio, come si fa non gridare al complotto come ultima spiaggia?

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Un tentativo pallido e squallido di giustificare i propri limiti, i propri demeriti. Il tentativo perverso di far apparire sporco l’insieme di capacità della nuova Juve. Moratti prima, poi Galliani e Allegri, quindi Pulvirenti che non ha perso occasione per mostrare il peggio dell’imprenditorialità italiana e cioè: meglio dar la colpa ad altri che raccontare la verità.

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A Firenze, dopo una serie indiscutibile di vantaggi (chiamiamoli così!) orchestrati per il Milan (perché non sono orchestrati, allora la fortuna ha insistito parecchio con Allegri, anche se il livornese tende a dimenticare), si grida al complotto e Balotelli mette in scena il solito siparietto da ragazzino viziato e montato. Far passare SuperMario per un tipo equilibrato è un oltraggio alla dignità intellettuale. Cosa sia successo, per il resto, non mi frega proprio. Ho ben altro a cui pensare.

“Così aiutano la Juve”. Se possibile vorrei incontrare il Milan con il migliore Sheva, con Van Basten e Gullit, con Baresi e Tassotti in difesa, per poi godere ancora di più. Ma, a parte che troveranno il modo di squalificare qualche bianconero, così va il calcio. Pensa a Cambiasso, caro lettore: un fallo che meritava 3 giornate è stato ridotto a una sorta di piccolo insulto da 1 giornata. In fondo, può essere complotto pure questo, o no?!?

Che poi, e chiudiamo, il vero complotto sembra essere quello sottolineato da Gene Gnocchi: siamo sicuri che questo Stramaccioni ha capacità tali da guidare una squadra verso lo scudetto? Sembra quasi quel famoso Zenga che alla prima col Palermo disse di voler arrivare primo: “c’è qualche regola che mi impedisce di arrivare primo col Palermo?” chiese. Forse sì, una regola: quella del campo. Dura lex, sed lex.

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Povera Gazzetta, costretta a mentire e a disinformare sulle vicende del padroncino Moratti

Che la nevrosi nerazzurra per clamorosa assenza di tecnico abbia intaccato la sfacciata redazione della Cazzetta Rosa? Parrebbe di sì a leggere le prime pagine del quotidiano più disinformante dell’italico paese.

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Ben 9 le pagine dedicate all’uomo che guiderà l’Atalanta di Milano, appena pochi giorni fa. Si trattava di Bielsa. 9 pagine piene zeppe di commenti, con una specie di editoriale di Arrigo Sacchi che stancamente tentava di convincere tutti sulla genialità di questo allenatore. Ma la Cazzetta Rosa ha nascosto, in quelle 9 pagine, che Bielsa aveva rifiutato. Un secco no. Ma tant’é: pur di insabbiare pure i rifiuti, oltre ai fattacci di casa nerazzurra, 9 pagine e altro!

Dal giorno successivo la Cazzetta, che non prevede altro titolo se non l’Atalanta di Milano, ha esposto il casting morattiano che, in realtà, altro non è che una collezione di “no” arrivati dal 90% degli allenatori ancora in attività.

Da Ancelotti a Capello, da Lippi a Hiddink.

Non si fa accenno al rifiuto di questo o quell’altro allenatore, piuttosto si scrive “casting”, si scrive “sondaggio”, si scrive “ricerca del profilo adeguato”.

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Epperò la Cazzetta Rosa aveva fatto lo scoop: conosceva l’ora di arrivo di Bielsa a Milano, la nuova casa, che tipo di colazione avesse programmato per la firma del contratto, la provenienza della carta su cui si sarebbe stampato il contratto, quanti tornei aziendali avesse vinto Bielsa e via così.

Oggi, dopo aver, appena qualche mese fa, scritto una specie di necrologio su Gasperini e Zenga, la Cazzetta improvvisamente si è convertita. E da ex-bianconero (con chiara accezione negativa) Gasperini viene ora dipinto come mago del 3-4-3, come uno che insegna calcio, che fa giocare bene le squadre. Il che è pure vero, ma questo cambio di opinione a cosa è dovuto?

E’ dovuto al fatto che Moratti in mano ha poco o nulla. Tenterà il tutto per tutto offrendo tanti, ma proprio tanti soldi. Potrebbe addirittura riportare in Italia Spalletti. In ogni caso i nomi da dare in pasto agli intertristi sono diventati Gasperini, Mihajlovic (che a Firenze hanno implorato di andare in fretta e furia a Milano, e non certo con spirito propositivo), Zenga, Delio Rossi. Che poi potrebbero anche essere migliori dei vari Villas Boas o Capello stesso, per quanto mi riguarda.

Se poi giri pagina, su quel giornalaccio, scopri che da una parte non viene raccontata la verità sui tecnici che rifiutano la panchina nerazzurra, dall’altra si continua una lagna incredibile sulle parole di Marotta, ben più attrezzate in termini di serietà e coerenza con l’attualità politica-economica della società per cui lavora.

Ma tant’é: il padroncino ordina, la Cazzetta esegue! Da notare: è il primo quotidiano sportivo in Italia. Pensa come stiamo messi!!!

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