Sul Tardelli calciatore si può dire poco e chi ha da dire è certamente in malafede. La carriera parla chiaro.
Il problema è semmai il Tardelli opinionista. Io lo ricordo come allenatore nerazzurro e quel ricordo mi basta. Certamente non lo ricordo mai vicino alla Juve, nel senso proprio di opinioni buttate lì perché negli studi RAI faceva comodo far casino.
Lo ricordo sproloquiare su Bettega, praticamente mai toccato da indagini e scandali, forse l’uomo che ne capiva più di calcio nella Juve post-Calciopoli. Eppure il Tardelli ebbe a dire: “o dentro o fuori, Bettega così non serve”. E non ho memoria di una sua campagna pro-Bettega.
Tardelli nel team di ricostruzione post-Calciopoli ha lasciato il segno. Più o meno il segno di Secco e Blanc impresso sul mercato. E ricordo ancora Tardelli dire più volte “Calciopoli è finita, basta, scordiamoci tutto”. Quindi quelli che lo elevano a esempio di juventinità dovrebbero precisare che stanno parlando del Tardelli giocatore, non certo del Tardelli opinionista che di bianconero ha davvero poco. Figuriamoci il Tardelli dirigente.
Ho sempre sostenuto, e peccato non aver avuto già allora questo blog, che la gente subentrata a Giraudo, Moggi e Bettega avesse un’aria strana, come quelle iene che subentrano ai leoni per finire una preda e vorrebbero far capire che i leoni non ci sono mai stati. E mi fa, dunque, ridere quando mi dicono “hai visto, ha parlato Tardelli, se lo dice lui!”.








Lo pseudojuventino Travaglio con la sua onestà a targhe alterne: vergognati!
Non parliamo di ridicolo...
Errori pro Napoli e squalifiche pro Milan: è il calcio pulito!
Juventus-Inter 2-0 Tutta colpa di Moggi
Parma-Juventus 0-0 Il Palazzo dice no!








19/11/2011 - 10:56
PaoloChi ha qualche anno in più ricorderà le parole di Tardelli quando, nel 1985, venne ceduto dalla Juventus.
Le sue non furono certo parole d’amore. Chi si ricorda a chi fu ceduto?
Da opinionista lasciamo perdere, non ha mai nascosto il rancore perché Boniperti, invece di aumentargli lo stipendio, lo mandò via. E la Juventus dei giovani, con Platini, vinse scudetto e intercontinentale.
Solo una società con Cobolli Gigli e Blanc al potere lo poteva chiamare a far parte della dirigenza.
Sarebbe ora di capire che non basta aver giocato nella Juventus per essere dichiarati Juventini.
19/11/2011 - 15:03
IoJuventinoAh ah ah io avevo una mezza intenzione di scrivere un piccolo articolo sui passaggi, forse lo faccio. L’ultima frase vale pure per gli opinionisti, giusto?!? Dal 2006 ne sono nati di finti juventini dichiarati tali per accaparrarsi un po’ di spazio in TV e sulla radio… uuuuhhhh quanti ne sono nati!!!
19/11/2011 - 18:39
Paolo@IoJuventino
Vale soprattutto per gli opinionisti. Ma importa davvero agli Juventini ciò che dicono Boniek e Tardelli? Per me sono Juventini quanto Galeazzi…
19/11/2011 - 18:44
IoJuventinoOoooooh eccheccazzo, ci siamo, così ci siamo @Paolo! Pensa che sono stato etichettato come antijuventino per il solo fatto che dovevo prendere per buono, cioè senza nulla a dire, le cose che dicono proprio questi due qua, ti rendi conto?
19/11/2011 - 13:36
T.C.@Paolo
“Sarebbe ora di capire che non basta aver giocato nella Juventus per essere dichiarati Juventini.”
Hai proprio ragione, sai?
Per essere dichiarati iuventini basta avere qualche condanna penale (o sportiva) sul groppone o aver passato qualche anno in galera!!
E’ una conditio sine qua non…
19/11/2011 - 18:37
Paolo@T.C.
Mentre invece avere una condanna penale definitiva, e non solo in primo grado, è conditio sine qua non per essere tifosi di che squadra? O forse è richiesta per essere dirigenti accompagnatori?
Ma non vi rendete conto di essere patetici?
19/11/2011 - 18:43
IoJuventinoPatenti ricettate? Passaporti falsi? Patteggiamento in aula e caso insabbiato? Penalizzazione evitata per i casi Milito e Thiago Motta? Ma @Paolo… ma sei tremendo, scusa?!?
20/11/2011 - 08:42
porschmah, io devo dire che il mio amore per Tardelli resiste a tutto e guai a chi lo tocca! per me bimbetta dal 76-77 all’anno della cessione Tardelli è stato l’idolo assoluto, quello che ogni volta che toccava il pallone, mi batteva il cuore. e quegli anni di amore lo rendono intoccabile! per me, per dire, viene prima Tardelli di un Platini o di un Del Piero. così come vengono prima Furino o Causio o Bettega o Zoff, insomma i protagonisti di QUELLA Juve.
questo per dire che l’attribuzione di juventinità possiede anche un gradiente generazionale ed esperienziale, per cui magari a voi può sembrare strano eleggere Tardelli a campione di juventinità, ma le sue imprese sul campo, per chi le ha vissute in diretta, hanno la meglio su qualsiasi posteriore atteggiamento da opinionista. (tanto più che Tardelli era una colonna della Juventus trapattoniana che riportò la squadra a essere la n. 1 in Italia in maniera continuativa tra metà anni ’70 e metà anni ’80, nonché una colonna della Nazionale che sul blocco-Juve era imperniata. cioè il suo apporto è stato assai superiore per esempio a quello di un Boniek, che vedo qui equiparato proprio in questo sguardo a ritroso.)
ultima cosa. Tardelli è un toscanaccio sanguigno (e lo dico da toscana sanguigna) e noi spesso il nostro amore lo esprimiamo di pancia, in un modo criticone e ciarlone che però non è meno affettuoso.
20/11/2011 - 09:54
IoJuventinoNo @porsch, sono stato chiaro: il Tardelli giocatore non si può discutere. La mia attenzione era rivolta COMPLETAMENTE al Tardelli dirigente e soprattutto opinionista. Quando sentirò una cosa simil-vera sulla sua Juve allora stapperò Champagne e scriverò un post. Quando fu inserito nella lista di ricostruzione, nel 2006, esclamai “vai, un paio di juventini veri che possono farci ripartire”. E’ successo, e questo è incontrovertibile, esattamente il contrario. Le sue ospitate in RAI sono poi quasi peggio di quelle di Boniek: almeno il polacco lo dice che tifa Roma, lui fa credere di tifare Juve. Sputa sempre sentenze di qualunque tipo: e Deschamps non andava e non aveva poteri sul mercato e Bettega doveva stare fuori e Calciopoli è finita e Conte è giovane e Ranieri non doveva essere cacciato. Se noti sono tutte frasi su cui la media degli juventini (cioè facendo la media dei pensieri, intendo!) si troverebbero completamente in disaccordo. Perciò quando lui parla terrei a sottolineare che non sta esprimendo un pensiero di juventino, ma è soltanto il suo pensiero. Cosa che non accade quando Andrea Agnelli va davanti a un microfono. E come lui Furino e Bettega e lo stesso immenso Causio. Critiche sì, ma costruttive e non sentenze gratuite di cui faremmo a meno.
20/11/2011 - 10:14
PaoloCara porsch, anche io ho” vissuto” il Tardelli giocatore, ed era uno dei miei idoli. Proprio per questo non apprezzo i suoi commenti dal 1985 in poi.
E’ stato un grandissimo giocatore della Juventus, ma non lo sento Juventino.