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Tardelli, un uomo un perché: “Calciopoli? E’ finita, ma…”

Sul Tardelli calciatore si può dire poco e chi ha da dire è certamente in malafede. La carriera parla chiaro.

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Il problema è semmai il Tardelli opinionista. Io lo ricordo come allenatore nerazzurro e quel ricordo mi basta. Certamente non lo ricordo mai vicino alla Juve, nel senso proprio di opinioni buttate lì perché negli studi RAI faceva comodo far casino.

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Lo ricordo sproloquiare su Bettega, praticamente mai toccato da indagini e scandali, forse l’uomo che ne capiva più di calcio nella Juve post-Calciopoli. Eppure il Tardelli ebbe a dire: “o dentro o fuori, Bettega così non serve”. E non ho memoria di una sua campagna pro-Bettega.

Tardelli nel team di ricostruzione post-Calciopoli ha lasciato il segno. Più o meno il segno di Secco e Blanc impresso sul mercato. E ricordo ancora Tardelli dire più volte “Calciopoli è finita, basta, scordiamoci tutto”. Quindi quelli che lo elevano a esempio di juventinità dovrebbero precisare che stanno parlando del Tardelli giocatore, non certo del Tardelli opinionista che di bianconero ha davvero poco. Figuriamoci il Tardelli dirigente.

Ho sempre sostenuto, e peccato non aver avuto già allora questo blog, che la gente subentrata a Giraudo, Moggi e Bettega avesse un’aria strana, come quelle iene che subentrano ai leoni per finire una preda e vorrebbero far capire che i leoni non ci sono mai stati. E mi fa, dunque, ridere quando mi dicono “hai visto, ha parlato Tardelli, se lo dice lui!”.

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