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Telenovela Dzeko e il problema attacco in casa Juve

Un summit fra Andrea Agnelli e Beppe Marotta ha determinato lo scatenarsi delle telefonate coi dirigenti tedeschi. Manco a dirlo, è la telenovela Dzeko a tenere banco in casa Juve. Dopo la riduzione del numero di extra-comunitari da parte della Federazione Interista Gioco Calcio, in casa bianconera si è deciso di congelare l’affare Krasic (15 milioni che sembrerebbero accettati da parte del CSKA) per tentare l’approccio col Wolfsburg. La cifra richiesta è alta e impronunciabile. Più pertinente il numero 30, cioè i milioni di euro che servono per prendere questo attaccante che potrebbe davvero cambiare le sorti di una stagione come quella della Juve.

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In Germania non hanno bisogno di soldi. Investimenti e senso civico hanno portato il paese tedesco a recuperare velocemente il terreno perduto in questi anni rispetto alle avversarie europee. Non ultimo l’ennesimo mondiale giocato da protagonista. D’altro canto la Juve non ha molte carte da giocarsi. Se su Diego è stato approntato un piano di rilancio (e lo stesso brasiliano non sembra avere l’intenzione di traslocare nuovamente in Germania, tanto più al Wolfsburg) lo stesso non si può dire per Poulsen o Sissoko. Il maliano mette paura per le condizioni alterne che ne hanno limitato il rendimento lo scorso anno. Ed è un uomo che la dirigenza bianconera è pronta a sacrificare solo per arrivare al bosniaco. Ma dalla Germania la voce è una soltanto: solo soldi. Così la palla passa a Andrea Agnelli. Il CdA pare aver approvato il bilancio e le strategie per il prossimo anno (quello attualmente in corso, cioè) e non sono previste spese extra-budget. In realtà, una voce non confermata, dava al figlio del Dottore Umberto l’ultima parola su un simile investimento. Se la Juve si indebiterà sarà soltanto per Edin Dzeko.

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L’uscita, la primissima della stagione, contro la Rappresentativa del Trentino ha perfettamente dimostrato che la scala dei valori nell’attacco bianconero è chiara, anzi chiarissima: Iaquinta (per l’integrità fisica e il gioco che riesce a garantire in termini di quantità e movimento), Trezeguet (nessuno come lui) e Amauri. Già, Amauri, apparso già fuori forma e piuttosto nervosetto, oltre che inconcludente. Perfettamente in antitesi a quanto dichiarato in conferenza stampa. Ti senti più forte? Non dirlo, dimostralo. E lui non lo dimostra da due anni. Non mi stupirei se Marotta invertisse il suo progetto di cessione e pensasse proprio a Amauri per far cassa. All’estero credo che l’attaccante potrebbe giocarsi le proprie carte e la Juve potrebbe rientrare di uno degli investimenti più costosi e inutili. Mi attengo ai fatti, che finora mi danno ragione. Ovviamente fuori concorso Del Piero.

In attesa di capirne di più su chi fra Dzeko e Krasic vestirà il bianconero, la Juve deve risolvere il problema fascia sinistra, reparto difesa. De Ceglie non convince del tutto, Grosso è meglio si faccia da parte. I nomi sono i soliti e pertanto lontani dalla realtà dei fatti. Sono curioso di capire su chi punterà Marotta. Mentre in difesa si fa strada una nuova pista: Andrea Barzagli, del Wolfsburg. Un nome per depistare tutti o un obiettivo concreto? Entrambe le ipotesi sembrerebbero corrette. L’ex-palermitano rappresenta un difensore centrale affidabile nel caso in cui uno fra Bonucci e Chiellini si fermasse per qualche motivo. Costa poco (appena 4 milioni di euro) e non farebbe fatica a accettare la panchina.

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