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Terremoto Conte in conferenza: come lo interpretiamo?

Obiettivo numero uno: trasferire un minimo di pressione anche alle avversarie che possono contare su un comparto stampa molto unito quando si tratta di dar contro alla Juve. “Stiamo attenti che ci gufano contro” è una di quelle massime che ogni tifoso deve stamparsi nella mente quest’anno.

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Obiettivo numero due: nessun tipo di giochetto mediatico. Conte dice quello che pensa e per questo lo amo alla follia. Anche quando, in una conferenza stampa, tutta da interpretare, rischia di far saltare il banco. Ci torniamo fra qualche riga.

Obiettivo numero tre: chi è stato alla Juve nei periodi in cui ci è stato Conte, non può accettare di buon grado movimenti di mercato come quelli degli ultimi anni. E ora cominciamo.

Ci gufano contro: facciamo gruppo

I troppi complimenti rischiano di anestesizzare chi deve mantenere altissima la concentrazione. E’ il senso del “ci gufano contro”, dopo ampie prove di una stampa che non può non esaltare l’oggettiva forza della Juve, ma che avalla campagne molto pesanti (da Calciopoli a Scommessopoli, tanto per intenderci).

E allora Conte fa muro e fa gruppo, nel tentativo di replicare la forza complessiva che ha permesso alla Juve di superare tutti gli ostacoli del biennio. Importante questo atteggiamento che un po’ tutti dovremmo capire, comprendere appieno e mettere in pratica, pur non rinunciando alla critica costruttiva. Per il bene della Juve lo fa proprio Conte. E infatti.

Il nuovo mercato della Juve secondo Conte

Conte è un mago? Per quanto mi riguarda sì, ma la magia in questo mondo è razionalità. Fuori Giaccherini e Matri, dentro nessuno e Llorente. Più Tevez che fa storia a sé. Il “nessuno” vuol dire che nessuno ha sostituito Giaccherini. E allora reinterpretiamo il mercato.

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Secondo il tecnico leccese, pare di capire, tutti quelli che fin qui lo hanno reso vincente avevano ancora fame. Tanta fame e quindi andavano tenuti. Da Giaccherini a Matri, Conte non ha avallato le scelte di cederli. Lo dice chiaramente e su questo punto non si discute. Ragioni di bilancio, di numeri finanziari che in qualche modo devono allinearsi verso lo 0 (zero). Sacrifici tecnici che a un allenatore come Conte non vanno giù. Soprattutto nell’anno in cui ha ragionevolmente indicato la via: “Avete visto la panchina di Guardiola e quella del Barca?”. Tradotto: dovevamo aggiungere campioni agli ottimi giocatori che abbiamo, invece cediamo gli ottimi giocatori prendendo un solo campione e due innesti che avranno bisogno di un po’ di tempo per inserirsi nel gruppo e negli schemi. La domanda è dunque: era Conte che doveva andare incontro alla Società?

Nella logica ferrea di Conte quest’ultima mossa appare come un ostacolo alla veloce accelerazione della macchina. Perché ancora di “macchina” si tratta, guardando alle corazzate e ai carrarmati europei. Ecco l’obiettivo di un uomo che vorrebbe misurarsi col calcio mondiale sin da subito, avendo già dimostrato di poterci stare nella storia del calcio.

Non ha avallato le scelte scaricando la responsabilità sulla dirigenza: scelta molto forte che apprezzo per l’onestà intellettuale. Scelta che però rischia anche di complicare il lavoro della dirigenza che è chiamata a uno sforzo. E nella dirigenza inserisco pure la Proprietà. De Laurentiis mette mano al portafogli, l’Inter è costretta a rivolgersi all’Indonesia, il Real spende 101 milioni per il più forte esterno sinistro, il Barca prova a dare lezioni pur coi 59 milioni di euro spesi per il gioiellino Neymar. Quando la Juve potrà aggiungersi a questa lista, allora Conte sarà felice.

Per il momento resta un mercato ottimo con Tevez, Llorente e Ogbonna, ma le uscite lo ridimensionano. Soprattutto se dovesse uscire pure Marrone. A quel punto, numericamente, non ci stiamo più: Pirlo-Vidal-Marchisio-Pogba non bastano per reggere tutto l’anno (fra squalifiche, infortuni e stato di forma). Serve una grande alternativa e non capisco perché non possa essere proprio Marrone. Certamente non può esserlo Padoin. Isla-De Ceglie-Peluso non possono essere le validissime alternative ad Asamoah e Lichtsteiner, contando sul recupero pieno di Pepe che avverrà solo nei prossimi mesi. Mentre i 5 attaccanti sembrano oggettivamente sufficienti per qualunque tipo di schema. Bene invece in difesa dove i rincalzi sono molto buoni.

E ora mancano due giorni alla chiusura del mercato. Evidente che Conte si aspetti qualcosa, soprattutto sulla fascia mancina.

Palla a voi: che ne pensate dello sfogo di Conte?

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