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Terza sconfitta della Juventus: ci siamo fatti male da soli

Ultime nove partite di campionato: conquistati 16 punti sui 27 a disposizione, -3 in media inglese. 5 vittorie, 1 pareggio, 3 sconfitte. Un po’ troppe per chi l’anno scorso non ha mai perso.

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Conte perde la prima partita di campionato da quando siede sulla panchina della Juventus.

Avremmo voluto scrivere ben altre cose per il primo articolo del 2013. Eravamo sicuri, tutti, di scrivere ben altre cose.

Ci stiamo facendo male da soli. Ci siamo fatti male da soli.

La dirigenza, l’allenatore, i giocatori, noi tifosi. Soprattutto noi tifosi.

In una giornata in cui, stante gli altri risultati, avremmo praticamente ucciso il campionato per poterci dedicare con le giuste energie psico-fisiche alla Champions, ci ritroviamo increduli a commentare una giusta sconfitta ed a farci domande sulla nostra vera identità e forza.

La sconfitta è giusta perché, anche senza i due nettissimi rigori non fischiati sull’1-0, non avremmo mai e poi mai dovuto concedere praterie in contropiede ad una squadra ridotta in dieci per l’espulsione del primo tempo. Una squadra, la Sampdoria, che ha corso molto più di noi, ha lottato più di noi, ci ha creduto più di noi.

Che si abbiano comunque 5 punti di vantaggio sulla Lazio non significa assolutamente nulla. La Lazio ha rischiato di perdere, ma ha lottato ed ha vinto con un sacrosanto rigore (rigore perché lo dice il regolamento e rigore per noi juventini perché ci siamo, giustamente, lamentati di quello non fischiato a Julio Cesar su Marchisio l’anno scorso). 5 punti sono nulla se si gioca così male e se si prosegue con una media di 1,77 punti a partita come nelle ultime nove partite (con quella media si arriva a 67 punti che non vogliono certo dire scudetto). Viviamo di rendita, ancora per poco, per gli straordinari 28 punti su 30 ottenuti nelle prime 10 partite (media di 2,8 punti a partita). Ma il vento è cambiato e non sembra che si riesca a cambiare rotta.

Ci siamo illusi con il passaggio del turno in Champions e con il ritorno di Conte in panchina. Ma i numeri non mentono. Se seguitiamo così, non arriviamo lontano.

Non è catastrofismo. Non è voler criticare per forza la meravigliosa Juventus che ha chiuso degnamente un 2012 da conservare per sempre nel nostro cuore. Leggiamo soltanto i numeri. E non stiamo criticando la Juventus intesa come giocatori o allenatore, stiamo criticando il mondo Juventus nella sua globalità, tifosi compresi. Noi compresi. Noi per primi.

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Tutti abbiamo trascorso delle meravigliose vacanze di Natale a rovesciarci vicendevolmente addosso tanti di quei complimenti da far impallidire non solo le Juventus di Hirzer, Orsi, Boniperti, Sivori, Bettega, Platini e Del Piero ma perfino il Brasile di Didì, Vavè e Pelè. Siamo arrivati a paragonarci al Barcellona di Messi, anche in assenza di un top-player. Il nostro top-player è Conte.

Si è detto. Si dice. Lo diciamo. Poi la Sampdoria ci impartisce una clamorosa lezione di calcio all’italiana, catenaccio e contropiede, e siamo qui a leccarci le ferite.

E non solo i numeri parlano, e loro non sbagliano mai. Ma anche le nostre impressioni, espresse in tempi non sospetti, purtroppo vengono confermate dai fatti. Ci siamo permessi di criticare Buffon dopo un 6-1 a Pescara. Il calcio lo conosciamo da mezzo secolo e non occorreva essere esperti per accorgersi che Buffon non è in forma: ma come è possibile prendere il primo goal di Icardi? Ci siamo permessi di criticare Pirlo, tant’è che anche Conte gli concesse un turno di riflessione; ma noi non critichiamo Pirlo per come gioca nel complesso, ci mancherebbe altro; lo critichiamo quando, per presunzione, vuole strafare: ma che palla ha perso sul contropiede dell’1-1 della Sampdoria? E altre ne aveva già perse. Buffon e Pirlo sono due fenomeni, due fuoriclasse assoluti. Ma devono cancellare la presunzione. Durante le vacanze natalizie SuperGigi si è autoincensato snocciolando la statistica che gli attribuiva 16 parate su 16 tiri in porta da fuori area, unico in Italia. Certo che se una delle parate è quella sul tiro di Guarin, la statistica non conta nulla. E poi cosa c’entrano le statistiche, Buffon non si accorge da solo di non essere al top a livello psico-fisico? Ci siamo permessi di criticare De Ceglie e il giovanotto conferma di non essersi ancora ritrovato. Ci siamo permessi di criticare Marotta che deve ancora portarci il benedetto bomber. Ma il bomber abbiamo paura che non arrivi. Marotta non sarà mai Moggi. Ora dobbiamo, e ce ne dispiace molto visto che dovevamo dargli il benvenuto, criticare Peluso per la timidezza con la quale ha esordito e per il modo inguardabile di come è andato due volte a far finta di chiudere su Icardi. E allora critichiamo anche Conte. Con tutto il rispetto che questo meraviglioso condottiero merita. Caceres non poteva giocare? Barzagli ha giocato diverse volte a sinistra, una in più non era un delitto e dava modo a Peluso di prendere confidenza con la realtà Juventus. E parliamo di Padoin e di tattica. Padoin, e probabilmentese lo merita, ha attualmente scavalcato nelle gerarchie sia Isla che Giaccherini. Ma Padoin sa anche difendere. Come mai sull’1-0 era costantemente in attacco e non è tornato a dar manforte ad una difesa traballante da sola e per giunta non protetta dal centrocampo? Una sua scelta o ordini di Conte? Va bene che il nostro gioco è di possesso palla e di attacco. Ma bisogna sapersi adattare, qualche rara volta o qualche volta, alle circostanze. Se non si è in giornata e gli avversari corrono più di noi e se soprattutto si è sull’1-0, a cosa serve avere nove giocatori nella metà campo avversaria ed esporsi impietosamente a micidiali contropiedi? Con l’Inter abbiamo perso prendendo goals in contropiede. Con la Sampdoria idem. Con il Milan non l’abbiamo proprio giocata.

Ma che forse l’Inter di Mourinho ed il Chelsea di Di Matteo sono vincitori di Champions di serie B perché hanno scelto la tattica del contropiede contro squadre sulla carta più forti?

E perché Conte, invece che lasciar passare inosservate le parole di Capello, ha voluto ribattere sottolineando che Capello con la Juve in Champions non è che abbia vinto alcunché ? Se è per questo, al momento, neanche questa Juve ha ancora vinto in Europa.

Forse ci riusciremo, se torneremo con i piedi per terra. Altrimenti non vinceremo neanche lo scudetto.

E i primi responsabili siamo noi tifosi o noi che da tifosi scriviamo. E che abbiamo trascorso le vacanze a magnificare le imprese dei nostri, dando per scontato lo scudetto ed avanzando pretese anche per la Champions.

Torniamo noi per primi con i piedi a terra. E vediamo di non rifarci male da soli.

Forza Antonio, forza ragazzi. Scusateci lo sfogo. Lo sfogo di chi è innamorato di voi.

Ripartiamo tutti insieme. Con i piedi ben piantati per terra. Senza presunzione ma senza paura. E guardiamo gli avversari con gli occhi da tigre.

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