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Fra titolari, ricambi e infortuni: lo stato attuale dell’arte in casa Juve

Sempre lo stesso undici non potrà giocare le partite che ci aspettano da qui ai prossimi mesi. Capiremo allora se lo sfogo di Conte è legittimo e giustificato o era pretattica mediatica. In entrambi i casi, è un Conte sempre più maturo e/o sempre più vero.

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Ma è proprio lui ora a essere al centro dei ragionamenti e delle (eventuali) critiche. La Juve si gioca una fetta importante di stagione con questa partenza.

Nell’ordine affronteremo i nerazzurri, poi trasferta a Copenaghen, quindi Verona, poi sarà la volta del Chievo e del derby, quindi il complicato impegno coi turchi di Terim e i rossoneri. Altro giro e altra corsa fino alla supersfida col Real Madrid dell’ex Ancelotti.

Impegni durissimi e calendario fitto.

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Tanti i punti fermi della rosa, con la nota positiva del rientro prossimo di Marchisio, ma con gli stop di Vucinic (rischia solo per sabato pomeriggio), di Caceres (lesione al menisco) e Barzagli (da valutare la sua condizione generale). Col complesso Pepe che non accenna a rientrare.

Se Ogbonna può facilmente sostituire Barzagli (almeno così speriamo, per il presente il futuro), ciò che ci preoccupa è la fascia sinistra: chi al posto di Asamoah quando il ghanese avrà bisogno di rifiatare?

Stesso discorso a centrocampo: col rientro di Marchisio il reparto centrale è più che sistemato, ma a destra esiste un altro vulnus che Isla difficilmente riempirà, a meno che non dimostri di aver completamente recuperato il brutto infortunio di Udine.

Davanti il problema non esiste: i titolari sono Tevez e Vucinic, ma gli altri tre vanno sfruttati a dovere, per trovare gol e prestazioni che ci sospingano verso gli importanti obiettivi che ci siamo tutti prefissati.

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