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Torino-Juventus 0-1 Nel segno di Tevez e Pogba

Partita complicata in cui una Juve desiderosa di riscatto ha avuto la meglio grazie a un guizzo di Pogba. Nonostante l’errore sulla posizione di Tevez (in fuorigioco di mezza figura) e nonostante Immobile abbia potuto completare la gara.

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Si chiedevano risposte alla Juventus e alcuni risposte sono state date. Sul pezzo, vogliosa, aggressiva quanto basta. Con un Tevez che è sempre più trascinatore e giocatore di un gradino oltre tutti gli altri. Grazie Marotta per il colpo e beato Conte che se lo può coccolare. L’argentino è uomo ovunque e di una generosità paurosa. Capofila di un gruppo di una classe immensa che in questo avvio di stagione sta prendendosela comoda, forte di una superiorità netta.

Conte si è divertito a mischiare le carte. Pogba è partito con l’intenzione di sostituire il manovriere Pirlo, ma già dal secondo tempo è apparso chiaro che risulta impossibile a rinunciare alle sue giocate sulla trequarti e così il compito di impostare è stato ceduto a Vidal. Interessante la variante tattica apparsa sul finale di gioco: Pogba largo a destra, Lichsteiner basso sulla linea di difesa e Marchisio-Vidal a comporre la coppia centrale di centrocampo. L’esperimento è durato solo pochi minuti, un 4-2-4 diventato presto 4-5-1 per contenere gli ultimi tentativi granati.

Palese l’assenza di un ricambio doc a centrocampo, nella zona centrale. Padoin ha sostituito Asamoah, ma dovesse rimanere fuori uno fra i quattro centrali, allora sarà un bel problema per Conte. A meno di nuove soluzioni tattiche.

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Tornando al match, partita scorbutica. La Juve ha giocato a sprazzi. Quanto basta per capire che se si decide di accelerare sul piano della corsa e della voglia, allora possiamo tutto. Tevez illumina, costruisce e rifinisce come poche volte abbiamo visto, con una fisicità importante che ha retto in coppia col leggero Giovinco. Il talento di Beinasco non mi è dispiaciuto: si è mosso e in posizione di prima punta (spesso) ha mostrato buone idee e sciupato un paio di occasioni da rete. Può essere importante, almeno voglio crederci.

La decisione di rinunciare a punte pure, arretrando in una strana posizione da trequarti perfino Immobile, il Torino è apparso fin troppo leggero in avanti e i tre difensori bianconeri hanno avuto vita facile. Con un Buffon inoperoso. Solo qualche spunto di Cerci (ma se l’avessimo noi uno così sulla fascia?) e poi non si registrano altre note di rilievo.

Da sottolineare l’entrata di Vucinic. Non tanto per gli aspetti tecnici, quanto per l’atteggiamento di sacrificio. Lo ripeteremo fino alla morte: se il montenegrino ha voglia, il posto da titolare è assicurato. Ma deve avere voglia e questo atteggiamento. E come lui, tutta la Juve.

Non chiediamo altro, noi tifosi, che vedere una Juve col DNA storico che ha contraddistinto la nostra storia.

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