Stasera c’è Juventus-Roma, da anni sfida più che infuocata. A Roma non passa giorno senza che venga ricordato Turone e il suo ormai famoso gol annullato. Tutto in pochi secondi, un’intera annata raccolta in un episodio, un po’ come giustificare anni di terzi e quarti posti con lo scontro tra Iuliano e Ronaldo. Roba da chi, insomma, autocritica… proprio nulla.

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Stasera c’è Juventus-Roma e lo stranissimo regolamento della Coppa Italia TIM ha imposto che Napoli, Samp, Juve e Palermo giocassero in casa il quarto di finale. La Roma ha già giocato sabato sera, mentre la Juve è andata di scena domenica pomeriggio al Marassi. Quindi, si direbbe, un giorno in più di recupero a favore dei giallorossi. Che poi avranno da affrontare la sfida in trasferta la prossima domenica. Bene, dove sta il problema? Eccolo qui, l’idiozia traspare dalle parole di Rosella Sensi:

La diversa considerazione provoca sconcerto.

[Via Tuttosport]

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Come dire: alla Juve manca Quagliarella, non si potrebbe tornare a giocare appena il napoletano sarà guarito? Piuttosto Rosella Sensi dovrebbe capire che lo spostamento a giovedì è stato reso necessario dalle maledette regole televisive: è il match clou, Samp-Milan è stata anticipata a pomeriggio per trasmettere il Napoli in prima serata, quindi Juve-Roma viene data come match singolo e finale. Tre giorni di recupero per tutti (uno in più alla Roma) e due giorni per preparare la sfida di campionato. Polemica inutile, fastidiosa e vuota di significato.

Se i big la Juve non li sta trattando, è pur vero che Paratici sta cominciando a inserire nel vivaio bianconero gente di cui si dice un gran bene. Non interesserà al vasto pubblico dei tifosi in chiave attuale, ma da quei nomi è probabile che esca fuori un prossimo fuoriclasse. Di quelli che ti ritrovi in casa e per il quale non devi spendere fiumi di denaro. Vale per il portiere di 16 anni Branescu e vale per Piazon, talento brasiliano di 17 anni che ormai sembra destinato alla Juve che ha sbaragliato la concorrenza di Real e Chelsea, su tutte. Fosse stato il Milan a bloccarlo a quest’ora si sarebbero stappate in TV e sui giornali intere casse di Champagne, invece oggi si legge di fortuna o di operazioni prive di senso. Ecco: da questi commenti capisco quanto bene ha lavorato Paratici che ha già portato in rosa Sorensen per 150 mila euro, tanto per dirne uno. E sono curioso di vedere la Primavera cosa farà al Viareggio. Serve un po’ di rispetto per chi sta tentando di lavorare per ridare onore alla Juve. Solo che serve tempo, maledettamente serve tempo.

Intanto stasera finalmente si potrà leggere una panchina che ispira sicurezza, o almeno una certa tranquillità. Manninger (Buffon starà a riposo), Grygera, Motta (e fin qui la paura è evidente), poi Krasic (magari entrerà nel finale), Iaquinta (piacevole ritorno), Sissoko e uno tra Pepe e Martinez.

C’è da sudare e lottare perché una sconfitta netta non è accettabile. A Del Piero il compito di segnare, ad Amauri il compito di trovarsi in fretta un’altra squadra, perché chiedere un gol è ormai assurdo. A centrocampo si rivede il trio delle meraviglie: Marchisio largo a sinistra, quindi Felipe Melo e Aquilani a dettare il gioco. Sorensen dovrebbe vincere il ballottaggio con Motta sulla destra, mentre a sinistra l’opzione Grosso è scontata visti gli infortunati Traoré e De Ceglie. La curiosità è tutta per Martinez, dato scalpitante, ma ancora fuori forma. Una cosa è certa: non si può sbagliare.

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