La Juve si appresta al mese di gennaio col perenne dubbio della strategia per l’attacco.

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Se Mister Del Neri ha chiari gli obiettivi tattici, il budget a disposizione di Marotta suggerisce prudenza e lunghe riflessioni prima dell’acquisto di un bomber.

Appurata la necessità di una prima punta da venti gol a campionato, la Juve comincia a sfogliare la rosa dei nomi ormai ristretta a poche unità.

Paradossalmente il problema più grande Marotta ce l’ha in casa. Si chiama Amauri, brasiliano e italiano, pseduo-bomber di agosto. Guardiamoci in faccia: ha deluso profondamente, salvo aver funzionato solo nei primi 3 mesi bianconeri quando aveva risolto da solo alcuni match dell’esordiente Ranieri. Poi il buio assoluto di cui la Juve è stata prima complice, poi vittima. E con lei i tifosi, i bilanci e le strategie di mercato. Amauri rappresenta un problema tecnico e un problema economico. Fu acquistato per l’esorbitante cifra di 23 milioni di euro incluso Nocerino. Oggi potrebbe valere meno di 10. A dispetto però di uno stipendio da star, difficilmente sopportabile dalle medio squadre europee. Figuriamoci la Fiorentina di cui si parlava fino a qualche giorno fa.

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Amauri in viola e Gilardino in bianconero? Assolutamente no, dice la logica. Più e meglio di Gila è sicuramente Pazzini, per il quale è appurato il feeling con Del Neri. Ma dopo la partenza di Cassano il suo approdo a Torino non può avvenire prima di giugno 2011. Quando però un sogno dovrebbe potersi realizzare.

Parlo di Edin Dzeko, più di un sogno, quasi una realtà. Certo in Germania dove il livello è ancora leggermente inferiore (nonostante i risultati di Champions) rispetto all’Italia. I numeri sono a suo favore, ma occorre valutare per bene la faccenda. Esborso economico sì, follia di bilancio no.

E poi c’è chi dice che Marotta potrebbe tirar fuori il classico coniglio dal cappello magico. Sfornando uno dei tanti contratti vincenti, del tipo prestito con diritto di riscatto o prestito oneroso con prelazione per l’acquisto e via così. In tale lista figura allora il nome di Benzema.

Che succederà dunque a gennaio?

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