Eh sì. Tristezza e sconforto nelle redazioni Mediaset e Sky, per non parlare di Corriere e Gazzetta che dovevano limitare la loro ansia da Calciopoli 2 (su cui torneremo con un articolo di approfondimento). La Juve passa il turno con una prestazione maiuscola, al netto della forza dell’avversario.

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Nella serata in cui il Napoli vince per il rotto della cuffia, in cui la dodicesima squadra della Premier League avrebbe certamente meritato il passaggio del turno, la Juve conferma perché in Italia è prima, da sola, da tre anni, senza alcun avversario alle costole. Tranne la Roma che però guarda le Coppe in TV.

Atteggiamento feroce, corsa, motivazioni. Questo chiedevano i tifosi, questo voleva Conte, questo è stato ottenuto sul campo ieri sera. Al netto della qualità dell’avversario, la Juve dimostra ancora una volta che se accelera, che se sta sul pezzo, non ha avversari in grado di contrastarla.

Giovinco in serata magica (gli è mancato solo il gol), con il secondo gol di Osvaldo (sempre più utile alla causa bianconera) e con il pieno dalla panchina.

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Mancherà terribilmente questo Vidal domenica sera, perché il cileno è a oggi il miglior centrocampista al mondo per distacco. Segna quanto un attaccante e te lo ritrovi ovunque: attaccante esterno, poi mezz’ala, poi mediano di rottura, poi imposta, poi conclude. Impagabile e per favore… allontanate qualunque pretendente perché uno così non ha prezzo.

La Juve si consola facendo riposare Pogba, uscito dopo appena 35 minuti di gioco, col risultato già al sicuro. In verità, nei primi 15 minuto si è assistito a un bombardamento cronico: Isla sfondava regolarmente sulla destra (ma non ci siamo ancora, troppo lontano dal cileno che abbiamo ammirato a Udine), ma tutti i tiri finivano o fuori o sul palo o sul portiere. E’ questa la nota stonata: poteva finire 10-0 per i bianconeri, invece abbiamo peccato di superficialità sotto porta. Sottolineata da Conte con quella frase “voglio vedere i miei attaccanti arrabbiati come Cristiano Ronaldo quando sbaglia un gol”. Quando si dice che Antonio non vorrebbe mai smettere di perfezionare la propria creatura. Certo con Peluso (ieri, per me, disastroso) è complicato affrontare il Milan.

Si profila così un doppio confronto coi viola, addirittura triplo se si considera il campionato. Questa coppa serve, serve come il pane per acquisire maggiore forza internazionale e per mettere in bacheca un altro trofeo. E servono tre vittorie per mettere in fila, in campionato, quanti stanno già pregustando un’altra Calciopoli.

Ma di quest’ultimo discorso parleremo a breve. Noi siamo sempre concentrati sul campo. E il campo dice sempre la verità: ahivoi, la Juve è la più forte.

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