Travaglio: finito con Berlusconi, ora attacca Andrea Agnelli

travaglio

Ci deve essere una qualche perversione di fondo: si sceglie l’uomo più in voga del momento e comincia a scrivere, a inventare, a gridare. Prima o poi ci si accorge di lui e si è costretti a rispondere. Purtroppo dobbiamo farlo visto che questo qui è eletto a portavoce del popolo bianconero. Mah!

E’ lo strano lavoro di Marco Travaglio, che molti italiani hanno eletto a eroe personale e… allora tornano i conti se l’Italia è ridotta così.

Prima la fissa era su Berlusconi: fiumi di pagine, sempre le stesse, sempre quelle: tre, quattro, cinque paroloni da satira, poi il ritorno al giornalismo con un fatto, poi la cucitura perfetta della notizia come vuole lui, poi ancora le stronzate mischiate a satira. Alla fine si fa fatica a distinguere quali sono le frasi divertenti dai fatti, e quindi non si capisce bene cosa ci si trova in mano.

E’ il turno, ahinoi, di Andrea Agnelli. Posto che far diventare cupolaro Beppe Marotta è da delirio puro, posto che Andrea Agnelli fin qui non ha disturbato nessuno (ammesso di intendere le azioni legali come un “disturbo”, roba da paese civile), tranne i fegati di gente come lui, si capisce a fatica perché Travaglio abbia eletto a proprio personale nemico l’uomo che ha restituito la Juve… agli juventini.

Prima doverosa precisazione: Marco Travaglio sta al tifoso juventino come Emilio Fede sta al giornalismo. Su questo è bene essere chiari perché troppe persone, nascondendosi dietro una finta juventinità, le stanno sparando troppo grosse.

Seconda doverosa precisazione: a Marco Travaglio, in realtà, non interessa battagliare con Andrea Agnelli che non l’ha mai cagato, piuttosto gli interessa, esaurito Berlusconi, tornare a battagliare con Moggi. Colui che gli tolse la tessera gratuita con la quale andarsi a vedere le partite. Lì sì… sarebbe servito chiuderlo negli spogliatoi.

Terza doverosa precisazione: Marco Travaglio non conosce le carte di cui parla. E se le conosce le nasconde con la sua grande arte interlocutoria per mezzo della quale può dire due cose diverse l’una dall’altra e farle passare per la stessa cosa.

Perché quando dice che “Agnelli accetti le sentenze” in realtà non accenna minimamente a quanto accaduto in Tribunale, così osserviamo soltanto una cosa:

  • per Berlusconi non valgono le sentenze, ma vale quanto accaduto in Tribunale e poi i Giudici hanno sempre agito contro la Legge; per Moggi vale l’esatto opposto.

Lungi da noi difendere Berlusconi per il quale proviamo la stessa stima che nei confronti di Massimo Moratti, ma le due cose ci sembrano alquanto confusionarie, strane e ambigue. Delle due l’una: o si cerca di capire tutto di una vicenda, o si fa… come Marco Travaglio. Si estraggono cioè alcuni pezzi, quelli più convenienti, e si racconta la storiella del lupo cattivo che salvò la nonna dalle fauci di Cappuccetto Rosso: quanto cioè racconta Travaglio!

Perché le vicende del Tribunale di Napoli hanno una memoria storica inconfutabile. Si trovano video e audio originali in ogni parte del Web e si trovano, per fortuna, i resoconti scritti. Leggerli è un attimo, capire di più. Ci dispiace, ci dispiace veramente per tutti gli antijuventini, ma i fatti non possono essere resi farsa una seconda volta.

Così Travaglio non cita le stesse sentenze di cui lui parla, quelle, per esempio, che dicono che la Cupola non esisteva (Processo GEA World) o che non c’erano prove di irregolarità per il campionato 2005/2006 (Sentenza Processo di Napoli). E interessa ancora meno capire il rapporto fra Telecom e Inter nella vicenda Calciopoli (di cui lui non solo non si è occupato, ma si è ben guardato dal metterci le mani dopo aver infangato Tronchetti Provera).

Ma a Travaglio capire non interessa: lui, per farsi pubblicità, per vendersi, ha bisogno di un nemico da combattere. Adesso è il turno di Andrea Agnelli. Chi sarà il prossimo? 

About the author:

La Juve è una fede incondizionata, uno stile di vita, una scelta di cuore. E' un modo di vincere, è l'esaltazione del talento più puro. Vincere o perdere, l'importante è farlo da uomini e fortunatamente la seconda è un'opzione scarsamente probabile. Follow him on Twitter / Facebook.

6 comments on “Travaglio: finito con Berlusconi, ora attacca Andrea Agnelli

  1. Ma di cosa ti stupisci?….è solo un povero leccaculo della RCS….ha meno dignità di Emilio Fede. Il suo giornale Fatto Quotidiano non è altro che il braccio armato del Corriere della Sera….perciò lui e la cazzetta o cacchetta (come preferisci tu) sono la stessa cosa. Lui è l’esempio vivente che in Italia non giudicano i tribunali ma i giornali. Basta essere indagato e nel nostro paese per tutta la vita sarai sempre colpevole. Tutto quello che dico è confermato dalle sue continue presenze in programmi della 7 che è di telecom. Ne vuoi ancora?….è solo un povero stronzo, che sta al giornalismo come Allegri sta al calcio….

  2. E’ un uomo potente con milioni di persone che lo osannano come un messia ai quali da la buona novella ……………. per fortuna non mi è mai piaciuto, come Santoro, ed in tempi non sospetti …….

      • e’ un frustrato,come giornalista e come scrittore. pensava di vendere camionate di libri e vincere premi PULITZER a ripetizione, tanto e’ vanitoso e narcisista, pensa di apparire equilibrato manipolando la verita’ed ergendosi a giudice imparziale( secondo lui e secondo certa opinione becera e qualunquista), ” sua santa verita’” non poteva esimersi dal commentare le vicende di calciopoli e la juve e agnelli, cadendo nella tentazione di accodarsi al popolo bue antijuventino come un qualsiasi cronista da strapazzo e rivelandosi per quello che e’ ” UN PALLONE GONFIATO”.

  3. Pingback: Zeman nel post Calciopoli: stava meglio prima. Umiliazioni ed esoneri

  4. Pingback: Bertani replica a Carobbio: altra farsa della Gazzetta?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>