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Trofeo TIM: che Juve è stata?

E’ il calcio d’agosto (anzi, di luglio!) e quindi va preso con le molle, con le dovute cautele. Niente giudizi affrettati, niente allarmi.

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Innanzitutto informiamo sulla situazione di Caceres: verrà valutato in modo approfondito, ma quello che si può dire per certo è che lo stop sarà lunghetto: dai 2 ai 6 mesi. Per Martin ci dispiace un mondo e, come più volte detto alla Società, bisogna davvero tutelare i ragazzi che difendono i nostri colori. Si era capito già entrando allo stadio che quello lì era un campo buono per chi zappa e non per chi gioca a calcio: nessuno era andato in supervisione? Come detto dal Presidente… lo ripeto pure io: non riconosco questa Federazione, di conseguenza questo torneo per me è assurdo e inutile. Più performanti le sfide da 90 minuti. Tipo quelle con PSG e Real Madrid cui siamo stati costretti a rinunciare perché il regista napoletano vuole visitare la Cina. Auguri a Martin, ma di sfortuna proprio non parlerei…

Torniamo al campo e alle nostre valutazioni tecniche. Il calcio di luglio/agosto è solitamente dominato dai nerazzurri che concentrano qui i principali obiettivi stagionali. Guardare al risultato in sé sarebbe ridicolo per chi come noi ha affrontato un’infinità di analisi e ragionamenti durante tutto l’anno. E così faremo pure stavolta.

Juve-Inter: chi costruisce gioco e chi pratica il catenaccio

Per Stramaccioni “abbiamo sofferto solo nei primi dieci minuti e poi basta“… si vede che poi non ha più guardato la partita. La Juve si è presentata col 3-5-2, modulo di riferimento per tutta l’annata. Asamoah ha sostituito Marchisio, Marrone ha preso il posto di Pirlo. In difesa Lucio, Caceres e Masi. In attacco Matri e Quagliarella, ovvero i due che sono realmente sotto esame.

Isla e Asamoah: i rinforzi della Juventus

Isla e Asamoah: i rinforzi della Juventus

Le migliori indicazioni sono arrivate da Masi e Asamoah. Il difensore rimarrà (visto l’infortunio di Caceres) e non perché adesso è emergenza, ma solamente perché il ragazzo ha letteralmente impressionato. Tanto che ha sostituito uno svagato Lucio in mezzo al campo comandando la difesa come un veterano. Sicuro, agile, difficilmente va giù nei contrasti e con un senso della posizione degno di un classico libero degli anni ’90. Un acquisto incredibile se continuerà su queste prestazioni. Di converso, un Lucio troppo appesantito da uno stato di forma non eccezionale. Probabilmente c’entra tantissimo la preparazione: i calibri grossi hanno sempre sofferto i metodi di Conte, quindi è qui che va cercata la giustificazione a questo Lucio. L’infortunio sul gol di Coutinho è talmente banale che non può essere vero. Che Conte non sia rimasto soddisfatto ce lo dice proprio il cambio di posizione con Masi e secondo me la mossa è giusta: Lucio si trova più a suo agio in marcatura e di certo non scalzerà Bonucci da quella zona di campo. Piuttosto andrà ad alternarsi con Barzagli.

Il ghanese è invece uno di quei motorini che in una squadra fanno sempre bene. Corre, corre tanto, insegue, ma non facciamoci ingannare: i piedi sono quelli di un buon centrocampista e ci fermiamo qui nei giudizi. Buono nella fase di impostazione, ottimo nei fraseggi. Una cosa è certa: abbiamo, accanto a Pirlo, 3 dei migliori centrocampisti della Serie A. Sì perché Vidal avrà forse un accenno di pubalgia, ma è comunque su livelli più alti rispetto alla media. La sensazione è che abbia aggiunto pure quella dose di serenità ed esperienza che completano un professionista. E nel calcio è un valore aggiunto di fondamentale importanza.

Le fasce non destano preoccupazione, anzi: Lichtsteiner sembra non essersi mai fermato. Quei passettini brevi, ma velocissimi saranno ancora una volta l’arma in più di Antonio Conte. Con in più la possibilità di rifiatare quando ce ne sarà bisogno, con un Isla che non lo farà rimpiangere di sicuro.

Sull’attacco torneremo a fine articolo, qui ci limitiamo a sottolineare un problema cronico che non può andare più bene e va risolto in fretta: la squadra crea una mole di lavoro incredibile, ma zero gol contro i prescritti.

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Menzione particolare per Luca Marrone: a molti non è piaciuto nella prima uscita stagionale, ma francamente non ne abbiamo compreso i motivi di quella bocciatura. Stavolta invece sostituisce Pirlo nella maniera migliore: tempi perfetti, fisicità incredibile, tante idee e tanti palloni toccati. Se Conte punta tantissimo su questo ragazzo un motivo dovrà pur esserci e infatti c’è: Luca è nato per fare il centrocampista, di quelli che ragionano molto velocemente con la testa e difficilmente perdono la serenità di gioco. Abbiamo trattato Verratti, ma forse il vice Pirlo ce l’abbiamo proprio in casa. A costo gratis e col marchio Juve già visibile nel comportamento di questo ragazzo. Cresci tranquillo, Luca!

Juve-Milan: non c’è storia!

Niente da fare, non si passa. Quasi a sottolineare la netta superiorità già dimostrata lungo le sfide dell’anno scorso, la Juventus si sbarazza del Milan in un modo piuttosto semplice. Il gioco della Juve non ha eguali nelle milanesi e questo è fin troppo evidente anche a fine luglio. La manovra si sviluppa in un modo fluido, con idee precise e attori che hanno già letto il loro copione.

Mirko Vucinic, il top player della Juventus

Mirko Vucinic, il top player della Juventus

In campo l’atteso Boakye. Il ragazzo non supera l’esame, ma non è mai riuscito a fare più di due metri palla al piede senza che la palla stessa non saltasse in modo anomalo. Di più: l’intesa con Vucinic è evidentemente inesistente e infatti il povero Mirko ha dovuto dialogare più con se stesso che col compagno di reparto. Va bene così, il ragazzino ha solide basi e deve soltanto crescere, magari assimilare ancora i dettami di Conte. Vucinic invece è stato largamente il migliore in campo di tutte e tre le partitelle. Già in stato di grazia il neo papà ha letteralmente ballato sul pallone. Imprendibile. Nei primi dieci minuti ha ridicolizzato Ambrosini, con Acerbi che lo ha visto da vicino solo per fargli fallo. Qualche protesta di troppo, ma per noi è sintomatica della cattiveria giusta. Gli avevamo rimproverato nel 2011 di mancare ogni tanto di decisività ed eccedere con l’indisponenza. Se ha corretto questi difetti rischia di essere il nostro migliore top player per il prossimo anno. A patto di affiancargli una prima punta dalle grandi doti tecniche, col quale può scambiare liberamente e liberare l’immensa classe che possiede.

Ottimo anche Pepe, già in piena forma. Tante sgroppate su quella fascia, con i soliti dribbling a rientrare o a guadagnare il fondo. Speriamo si tratti di un nulla di fatto per l’infortunio perché perderlo ora, perderlo per Pechino sarebbe un delitto. E bene anche Padoin: grande spirito di sacrificio e grande dinamismo, ma la Juve lì in mezzo necessita di molta tecnica in più. Il reparto è completo, probabile che dopo Pechino verrà sistemato altrove. A questo ragazzo dobbiamo dire comunque grazie per aver vestito dignitosamente la maglia bianconera (se mi vengono in mente nomi come Almiron o Tiago… questo qui meriterebbe la conferma a vita!).

Benino Ziegler: la spinta c’è, ma la qualità viene un po’ a mancare. Ha la difficoltà a sviluppare la sua buona corsa per arrivare sin sulla linea di fondo e crossare. Strano per un sinistro come il suo ed è forse il maggior difetto che suggerisce a Conte di privarsi di questo svizzero. Verrà monetizzato quando verrà individuato l’obiettivo per rinforzare la fascia mancina. Ci chiediamo, a questo punto, se non conveniva spendere i 4,5 milioni per Estigarribia (che al suo secondo anno avrebbe colmato le lacune mostrate).

Capitolo attacco: bomber cercasi!

Tre, sono tre le occasioni d’oro capitate sui piedi di Quagliarella. E solitamente le scelte di giudizio possibili sono soltanto due: o ci si accontenta dicendo che “però c’era, hai visto: è sempre lì a tirare”, o semplicemente si ragione da Juve con un “eh no, adesso basta: lì davanti le occasioni devono essere sfruttate”. Non si scampa: o l’uno o l’altro.

L’anno scorso abbiamo scelto l’uno, cioè ci siamo accontentati. Forse per via del fatto che la squadra riusciva a sopperire con i centrocampisti, forse perché ci siamo talmente divertiti che abbiamo perdonate tante cose ai nostri ragazzi. Ma quest’anno lo spirito deve essere differente: dobbiamo confermarci e allargare la distanza che ci separa dalle nostre avversarie. E non possiamo certo permetterci il lusso di dire “va bene, va bene lo stesso”. No, non va bene proprio: di tre palle gol chiare e limpide… zero gol! In campionato, con la pochezza del livello della Serie A, forse può perfino bastare, ma in Champions e nei momenti di difficoltà potrebbe rivelarsi il nostro peggior nemico.

Ale Matri: che succede?

Ale Matri: che succede?

A stupire è pure il fatto che Matri non sia risciuto ad arrivare al tiro in 45 minuti, denotando ancora una totale mancanza di approccio al 3-5-2 di Conte. Spalle alla porta Alessandro Matri non è così forte come in contropiede o in spazi larghi. Ma chi concede spazi larghi alla Juve? L’inter nella prima partitella si è chiusa dietro in stile “catenaccione” affidandosi solo a qualche contropiede opportunamente disinnescato. E in Champions il livello è tale che lì davanti o segni alla prima occasione o rischi di impallarti e addio competizione.

Via David Trezeguet… serve un altro David Trezeguet. O, come forse avrà capito Conte, data l’inesistenza di un altro franco-argentino di quella classe e potenza, conviene cambiare strategia. E affidarsi a gente molto tecnica, ma di estrema efficacia. Una sorta di soluzione in stile Barca: potere alla tecnica. Quindi Jovetic e Suarez sembrano più adatti di Pazzini o Dzeko, in quest’ottica. Con una nota che non possiamo non scrivere: ma che razza di coppia sarebbe quella formata da Vucinic e Van Persie?

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