Non c’è giorno che passa che portali e quotidiani sportivi legano il nome della Juve a 50/60 giocatori. Di per sé non sarebbe un problema, tranne che questi 50/60 nomi sono veramente differenti fra loro, soprattutto per caratteristiche e per realismo (intendo sul piano economico).

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Per esempio ieri ho visto Brasile-Scozia e ho potuto ammirare un talento immenso. Avevo già avuto diverse sensazioni su Neymar, tutte confermate dalla partita che ho visto su La7. Questo ragazzo, a 19 anni, ha incantato. Il primo dribbling è micidiale. Benché sembri gracilino è in realtà esplosivo da morire e resiste benissimo ai contrasti spalla-spalla. Gran destro e grandissima visione di gioco. Non è per niente una prima punto, non nel senso europeo almeno. E’ un giocatore che ama partire dalla sinistra e poi seguire la propria inventiva. Gioca per i compagni servendo moltissimi palloni. E conclude a meraviglia. Il primo gol contro la Scozia è un capolavoro: tocco da biliardo sul palo più lontano. Sembra un gol facile, ma non lo è. Mentre sul secondo gol lo zampino è praticamente totale: si procura il rigore e lo trasforma con molta freddezza. Solo 19 anni. Partendo da queste basi l’assalto (molto poco probabile) di Marotta è morto in partenza. Per Neymar occorrono tanti, ma proprio tanti soldi. E in prima fila ci sono i soliti club che non badano ai debiti e possono quindi spendere: Barca, Real Madrid, Chelsea, ManCity.

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Più che Neymar ho potuto apprezzare in realtà Lucas. E’ entrato a 15 minuti dalla fine del match e ha mostrato una classe pazzesca. Disegna il gioco d’attacco come pochi in giro: velocità e testa sempre alta. Il sinistro è sontuoso. Anche per lui, però, servono una montagna di soldi.

Detto ciò non si capisce perché questi ragazzi non vengono scoperti prima. Penso al fatto che al giorno d’oggi non occorre nemmeno prenotare biglietti aerei e girare mezzo mondo. Basta sintonizzarsi su SportItalia, per esempio e sto scherzando, e godersi alcune partite. O basta, semplicemente, inviare qualche osservatore nelle classiche partite domenicali (o di sabato) nelle categorie inferiori. Perché non riusciamo a costruire i nostri talenti in casa? Dove sono finiti i vecchietti che si accorgevano dieci anni prima che un giovane Alessandro Del Piero avrebbe sfondato, che un Paolo Maldini avrebbe firmato una carriera irripetibile?

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