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Tutti concordi: la Juve c’è

Ho trovato molta gente concorde sul fatto che la Juve abbia iniziato bene quest’annata. Qualcuno ha pure portato l’esempio dello scorso anno in cui, in effetti, non si aveva sentore di un modulo non corretto. Vista anche l’assenza pressocché totale di Diego nel precampionato.

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Ripeto un’analisi semplice: i reparti mi sembrano compatti presi singolarmente e poi calati in un campo che non è mai lungo più di 60 metri. Eccezionale i movimenti e la guida di Legrottaglie (Bonucci è considerato un buon regista difensivo, con piedi ottimi: impari da Nicola), perfetti i sincronismi di Sissoko (le sue chiusure a coprire lo spazio lasciato vuoto dal centrocampista di fascia sono semplicemente stupefacenti) e buone le diagonali degli esterni. Che è un po’ il gioco di Del Neri. Adesso non resta che smaltire le tossine, acquistare rapidità. Anche per questo, forse e spero forse, Martinez è apparso un po’ indietro rispetto agli altri.

Bene le fasce dove un altro colpo è in dirittura d’arrivo. Posto che Dzeko direbbe sì alla Vecchia Signora e posto che la Juve pare voler fare l’unica follia economica, c’è da fare i conti col manager tedesco tutto matto. La cifra oltre la quale proprio non si può andare è fissata in 30 milioni di euro. Io approvo: oltre quella cifra meglio puntare su altri tasselli che completerebbero la rosa bianconera.

Così l’agente che cura gli interessi di Milos Krasic si è visto chiamare da Marotta nel tentativo di chiudere la trattativa. 14 più che 15: i milioni che la Juve verserà nelle casse del CSKA per il biondo centrocampista che dovrebbe dare quel quid in più sulla fascia destra. La partita col Lione e l’ingresso di Pepe hanno dimostrato che una Juve veloce sugli esterni, con Diego a fare da regia, beh può davvero far male. Con Trezeguet in mezzo, poi, a raccogliere i cross… beh è un bel dire e ipotizzare.

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Intanto c’è da registrare una grande voglia di riscatto da parte di tutti. Silenzio e pedalare, frasi corrette pronunciate in conferenza stampa, molta convinzione e dedizione, un unico capo (Del Neri) e tanti comprimari per un solo scopo: far rivivere la Juve.

Quello che sembrava un gruppo sfaldato sta dimostrandosi unito. L’abbraccio di Amauri a Trezeguet e il secondo di Amauri in panchina la dicono lunga sulla voglia del brasiliano che ha smarrito un po’ della sua classe. Soltanto il lavoro può restituirti ciò che hai perduto, solo che alla Juve non si aspetta nessuno. Giocoforza lo faranno con Amauri, sperando di vincere la scommessa.

In ogni caso le gerarchie nella testa di Del Neri appaiono molto chiare. Diego e Trezeguet hanno convinto per tutta una serie di situazioni. Il bomber francoargentino non ha rivali e in cattività potrà mettere a segno parecchie reti. Il brasiliano si è integrato a meraviglia in questo ruolo che in realtà conosce bene. Si muove tantissimo, gioca molti palloni utili, è più vicino all’area avversaria e con due esterni di ruolo ha molte più soluzioni per il passaggio. Inoltre è garantito dalla copertura dei mediani. Un passo indietro Del Piero e Amauri, pronti a subentrare in blocco come nel primo Manchester di Fergusson (qualcuno si ricorda?).

Se Motta ha impressionato, De Ceglie non ha entusiasmato. E allora conviene pensare a qualche grossa alternativa, magari un giovane di sicuro valore. A destra il ruolo di panchinaro pare essere ricoperto da Grygera e Brazzo. Al centro la Juve sta bene.

Sul fronte mercato da questa sera cominceranno le cessioni, anche se lo diciamo da molti giorni. Il primo a partire sarà Zebina, mentre si tinge di forte sospetto il caso Tiago. Che il portoghese giocherà altrove è scontato, ma la destinazione non è conosciuta. L’Atletico Madrid ha i favori del giocatore, ma Marotta vorrebbe inserirlo in qualche affare minore. Per Poulsen c’è una pista Liverpool interessante, soprattutto per quello che il Liverpool offre: Agger? E poi c’è quell’esubero in attacco da sfruttare. Il destino è beffardo. L’uomo che sembra sicuro del posto adesso è quello più a rischio. Si chiama Vincenzo Iaquinta, starà fermo per un po’ di settimane e rischia seriamente di indossare un’altra maglia.

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