Mancano pochi mesi, poche settimane. Quelle decisive, quelle più dure. Quelle, paradossalmente, che possono trasformare ogni tipo di giudizio finale: buono, pessimo, incredibile, godurioso, soddisfacente, encomiabile, e via così. Siamo in Italia, siamo juventini, e nonostante il percorso il risultato finale conta moltissimo. Forse tutto.

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Nella squadra costruita da Antonio Conte i punti interrogativi sembrano tutti sulla testa degli attaccanti. Un po’ paradossale, un po’ reale.

Paradossale perché i numeri di questa Juve sono migliori rispetto allo scorso anno e, segmentati, anche migliori delle Juventus del passato. Da qui può sembrare strano una tale valanga di critiche (al netto, almeno, del giornalismo terroristico cui ormai siamo abituati). Paradossale perché si pur tenere conto del diverso lavoro cui gli attaccanti sono chiamati a svolgere sotto gli ordni di Conte. Duro lavoro che poi permette al centrocampo di sviluppare tutta la potenza del motore bianconero.

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Reale perché ad averci un bomber vero, uno tipo Trezeguet, uno tipo il-primo-Inzaghi, tanto per scomodare gli ultimi bomber, questa Juve avrebbe già chiuso il campionato e farebbe ancora più paura in Europa. Metti un David a raccogliere le palle che arrivano in area… ecco, il pensiero è giusto!

E allora tutti sotto esame. Arriverà Llorente, già preso a gennaio, mentre Conte sta facendo pressioni inimaginabili per far passare il concetto che “con un paio di investimenti questa Juve sarebbe da paura”. Qualcuno arriverà, ancora. Ciò significa che qualcuno partirà. E’ antipatico fare le nomination, ma tocca farle, anche per capire chi schierare da qui a fine stagione.

E allora tutti sotto esame. Magari è uno stimolo ulteriore per fare bene e meglio. I quattro attaccanti sono a due cifre per quanto riguarda il bottino. Non basta, non ci basta, ma siamo qui a tifare con tutta la voce possibile. Fino in fondo: forza Juve!

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