Una grande squadra non fallisce queste occasioni. Non già per i punti di vantaggio che aumentavano, quanto per l’effetto psicologico di certe sfide.

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La Roma pareggia, con aiutino. La Juve doveva vincere e convincere, per dare l’ultimo segnale a questo torneo, già alla seconda di ritorno di campionato.

Non ci sono scuse, né giustificanti. Udinese – Juventus è stata una scialba pagina in un libro che poteva già chiudere un capitolo.

Un Pogba che non ha retto alla marcatura di Allan. Ci sta che il tuo marcatore abbia più energie di te, ma perdere letteralmente la testa e annullarsi dal gioco non è da prossimo Pallone d’Oro. E Allegri doveva avere il coraggio di inserire anche Pepe.

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Senza Vidal e Marchisio, il centrocampo bianconero è apparso molle e poco dinamico, con un Pereyra forse emozionato?

Llorente è un problema: il gioco non è adatto alla stazza dello spagnolo, la cui velocità è una limitante per la manovra. Mentre non arrivano cross da sfruttare, per cui davvero poca roba. Meglio con Morata che può sfruttare gli allunghi e gli assoli e non è un caso se la Juve ha prodotto di più dopo l’ingresso del giovane spagnolo. Allegri dovrebbe prendere una decisione: chi è titolare?

Non certo Matri, la cui operazione sembra da ultima spiaggia circa idee e propositi. A meno che, l’operazione non è volta a rendere più gradevole e combattuto un campionato che ieri alle 16:55 doveva essere già finito.

Detto questo, si riparte. Con forza. Con rabbia.

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