E’ una Juventus troppo forte anche per protestare. Che poi sarebbe interessante capire la reale portata della protesta: reale o inventata dai giornali? Parleremo subito di moviola, ma già prima del fischio iniziale della partia registriamo due curiosi episodi: uno sfogo inesistente di Mezzaroma sul caso Bendtner (che, guarda caso, noi avevamo segnalato sottolineandone la signorilità e l’onestà intellettuale) e uno strano video andato in onda sui maxi schermi del Friuli circa l’arbitro Valeri. A Udine non erano contenti della designazione, di sicuro erano ancora meno contenti di incontrare questa Juve.

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Racconto del match

Vucinic e Giovinco guidano l’attacco, Pirlo illumina la regia con una classe innata. La sensazione è che questa squadra abbia il freno a mano tirato: poco reattiva, ancora molto poco cattiva, ma stupendamente lucida ed efficace. Praticamente l’esatto opposto alla squadra che lo scorso anno azzannava gli avversari dal primo minuto ed era incapace di gestire i risultati o pazientare in attesa di trovare l’occasione giusta.

Pronti-via Pirlo mette davanti al portiere friulano Lichtsteiner, sempre più attaccante aggiunto in uno schema che, dicono chi gli sta vicino, non gli piace tantissimo. Pallonetto fuori misura e prima grande occasione sciupata. Passano ancora pochi minuti e Pirlo si ripete: lancio per Giovinco che si infila fra due difensori e anticipa di testa il portiere. L’estremo difensore dell’Udinese lo abbatte, dentro l’aerea. Al netto del fatto che Giovinco è diventato attaccante della Juventus… sembra rigore. Lo stesso pensiero l’avrà avuto Valeri che fischia il tiro dal dischetto. Poi però commette un ingenuo errore tecnico: il rosso a Brkic è eccessivo. Non pare infatti un fallo da ultimo uomo e non lo è visto che prima che Giovinco possa prendere il pallone ci sarebbe l’intervento di almeno uno dei due difensori che hanno rincorso la Formica Atomica.

Vidal mette dentro il rigore, facendosi perdonare il clamoroso errore di una settimana fa. E con l’uomo in più tutti hanno chiaro in mente cosa sta per accadere: una partita praticamente finita che i bianconeri del Piemonte domineranno e controlleranno senza alcun problema. E così sarà.

Vidal festeggiato dai compagni

Vidal festeggiato dai compagni

Una Juve che va a una velocità molto ridotta rispetto a quella dello scorso anno e lo ammetterà lo stesso Carrera. Un primo tempo molto noioso dove solo i due attaccanti sembrano voler provare qualche accelerazione. E’ arrivato Bendtner e se Vucinic si sente sicuro, Giovinco lo è meno di una maglia da titolare che comincia a scricchiolare. Vidal e Marchisio fanno il compitino e sembra davvero bastare, mentre Chiellini conferma che il recupero è totale. Grintoso, burbero nei suoi anticipi e per il modo di aggredire l’avversario. Il tassello perfetto per cementare una difesa di ferro che non viene minimamente impensierita dall’Udinese.

Se il primo tempo finisce fra la noia, il secondo tempo ha un valore differente. Forse Carrera ha ricevuto la notizia di un Conte stranamente tranquillo, con qualche sbadiglio sfuggito alle telecamere che sembrano braccarlo. Se a SKY tendono poco a parlarne, a MediasetPremium dicono che “la punizione a Conte è una burletta: lui deve essere bravo a lavorare durante la settimana e questo non gli è impedito”. Parole e musica di Pistocchi che non deve ancora aver superato la batosta subita lo scorso anno. Male per lui, benissimo per la Juve che è un diesel. Facile con l’uomo in più, ma crediamo fermamente che sarebbe la stessa identica cosa con una squadra a parità di uomini.

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La Juve trova la velocità di manovra e le idee giuste. Soprattutto la Juve trova una cosa che lo scorso anno trovava con difficoltà: la verticalizzazione. Probabilmente il fatto di non avere punti di riferimento in avanti agevola questa ricerca e certo i sincronismi fra Giovinco e Vucinic cominciano a farsi sempre più interessanti. I due si cercano e si trovano, i due vogliono sempre dialogare palla a terra e sfondare attraverso una fitta rete di passaggi che coinvolge quasi sempre l’appoggio con l’esterno o col centrocampista che si inserisce. Più Marchisio di Vidal contro l’Udinese e così la Juve si presenta più volte davanti a Padelli.

Il risultato comincia a prendere forma. Prima Vucinic, poi si scatena Sebastian Giovinco. Il piccolo talento bianconero segna il 3-0 andando a braccare una respinta di Padelli, mentre si dimostra molto cinico nel 4-0, con un perfetto diagonale di destro dopo aver preso il tempo a Domizzi. In mezzo diverse occasioni per Marchisio, per Vucinic e per Vidal. Risultato troppo tondo per scatenare pure Quagliarella e Matri entrati a 15 minuti dalla fine.

Segnali positivi dall’attacco?

L’intervista a Giovinco a fine partita è tutto un programma. Alla domanda “che bilancio di questi primi mesi bianconeri?” il genio di Beinasco ha così risposto:

Molto bene. Avevamo da raggiungere un obbietivo e abbiamo portato a casa la coppa. Poi c’era da fare 6 punti e così è stato. Direi molto bene. Io lavoro duramente durante la settimana, poi il mister fa le sue scelte. Quest’anno ci saranno tante partite, quindi tante occasioni.

Difficile leggere fra le righe, ma certamente si può tentare. Quest’anno vi sono diversi obiettivi di raggiungere e siamo felici che tutti i ragazzi stiano remando uniti per raggiungerli. Molta praticità: 6 punti perché 6 punti erano in palio. Ci sono tante partite? Almeno così si spera, perché la differenza rispetto allo scorso anno è la presenza della Champions. Tante partite forse vuol dire che questa Juve non si limita alla presenza ai gironi, ma punta certamente in alto. Forte di una consapevolezza che il campo sembra rafforzare minuto dopo minuto.

Se i tifosi non sono completamente soddisfatti dall’attacco, c’è da registrare un dato interessante. Tre partite ufficiali e 10 gol messi a segno. In campionato la Juve presenta già Giovinco a quota 2 reti e Vucinic che ha timbrato regolarmente il cartellino. Difesa e attacco hanno aiutato lo sviluppo delle marcature. Se Bendtner saprà aiutare questo sviluppo allora l’annata potrà davvero essere spettacolare.

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