Ti accorgi della bellezza di questa stagione, peraltro non ancora terminata, dal silenzio imbarazzante dei nemici, aggrappati a qualche pianto che non convince più nemmeno loro. Aggrappati a ipotesi strambe: Conte via, Pogba via, la Juve deve rinunciare a Vidal, poi a Pirlo e Buffon. Oggi persino Llorente è sul mercato, senza motivazione alcuna. I sogni perversi di chi sul campo sta commentando una stagione superlativa.

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Stagione non ancora terminata, dicevamo. Mancano all’appello un po’ di partite di campionato, inclusa la supersfida contro la Roma, e poi mancano le partite europee.

E’ proprio il Benfica a preoccupare. Preoccupare perché nessuna sfida è vinta in partenza. Lo sa bene Conte che predica questo concetto da quando è arrivato, nonostante molte sfide le abbia già vinte.

E quando non puoi parlare del campo, se non bene anzi benissimo, allora si parla di mercato. Un mercato che non sorride alla Juve, se non nelle ricostruzioni ipotizzate. Non che non sia vero o veritiero, ma certo alcuni articoli sono proprio buttati lì per sparare il titolone e agitare l’ambiente. Tanto qualche tifoso ci casca per davvero.

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Avremo modo di parlare di mercato durante i prossimi mesi. Restiamo intanto concentrati sulle partite che mancano.

Un paio di scontri importanti in campionato, con un vantaggio da amministrare o un obiettivo da raggiungere, dipende dal vostro punto di vista. Il traguardo fantascientifico dei 100 punti o la messa al sicuro di uno scudetto ancora dominato, voluto, sudato, ampiamente meritato?

Senza contare che quest’anno Conte sta mirando a un traguardo di minore impatto della Champions, ma molto importante per il curriculum, per quel fattore esperienza fondamentale per continuare a crescere, maturare, verso una dimensione da big europea.

La Juve corre. Deve correre. Con qualche acciacco, con la giusta dose di paura che ci aiuterà a mantenere altissima la concentrazione. Giovedì di nuovo in campo.

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