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Un applauso sincero a Garcia: quando le idee valgono più dei pianti

Un anno fa avevamo la matematica e logica certezza che il progetto Roma era solo mediatico. Con al comando un tizio che avrebbe portato solo entusiasmo parziale e risultati molto parziali. Zeman fu poi silurato, senza che Moggi potesse aver avuto un ruolo attivo nella vicenda, e Andreazzoli rischiò di fare il miracolo.

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Oggi sulla panchina giallorossa c’è un signore. Si chiama Garcia, con la pronuncia francese, mi raccomando.

Un allenatore che fin qui merita 10 e lode. Non già per i punti conquistati, ma per il grandioso lavoro svolto.

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In una panchina caldissima, in un contesto dove lavorare diventa, a tratti, impossibile, Garcia sta compiendo un miracolo sportivo. Mantenendo sangue freddo e insegnando calcio a una rosa che sul mercato sembrava essersi indebolita. Invece hanno saputo coniugare le scelte giuste e le entrate.

Strootman e Gervinho stanno stupendo per classe e impatto, rispettivamente. Il centrocampo è tornato molto cattivo e riesce a garantire a tutta la squadra un buonissimo equilibrio. Equilibrio che viene poi gestito da una difesa davvero rocciosa. Chi parla di calendario agevole sta volutamente mentendo o tentando di sminuire quanto fatto finora dalla Roma.

Con un Totti versione ragazzino, il modulo tattico di Garcia riesce a coniugare la fase di gestione della palla, con ottima propositività delle fasce e inserimenti dei centrocampisti (complimenti per la realtà Florenzi), e la fase di attacco, non disdegnando rapidissimi contropiede.

Sarà un avversario tosto fino alla fine, anche se il periodo critico sarà al giro di boa. Intanto, davvero sinceri complimenti sperando che tutti restino sul pezzo. Perché il campo dice sempre la verità. Sempre. Come in questo momento.

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