Un derby è un derby, ma scherziamo?!

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E’ una partita di calcio come le altre. Vale tre punti come le altre. E’ solo una partita, due volte l’anno. Ma anche no.

Toro contro Juve. Juve contro Toro. In un’armonia di feroce competizione fra chi è stato grande solo per un po’, e chi è stato grande sempre, costantemente, maledettamente in prima fila fra numeri, vittorie, partecipazioni, soddisfazioni.

Perciò domani non può essere come le altre partite. Almeno per il Toro. A me del derby conta il giusto: vorrei incassare altri tre punti. Punto e basta.

Per gli amici del Toro è cosa diversa. E’ una serata in cui ti giochi tutta una stagione. E’ la prima partita di cui vuoi conoscere la data ad agosto. Magari una sfida che ti sazia se poi ti va bene. Anche perché, diciamolo chiaramente, potrebbe essere l’unica reale soddisfazione di un anno intero. E poi ti tocca sperare in qualche tribunale che estromette chi realmente ha guadagnato una qualificazione sul campo, tanto per intenderci.

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Per me è differente: io devo vincere sempre. Torino o non Torino, l’unica cosa che guardo ad agosto è se il Toro è in A quell’anno. Poi quando arriva arriva… io devo vincere. Stop.

E a fine anno non vado mai a guardare il distacco col Toro, anche perché certe sottrazioni sono davvero complesse: mica si tratta di 5 o 7 punti.

Così domani è davvero una partita come le altre. Si gioca alle 18. E giocheremo per vincere.

Come sempre.

Per puntare allo scudetto, noi.

Come sempre.

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