Frecciate e frecciatine. Giornalisti che citano Conte. Allegri che difende il proprio lavoro. Marotta che restituisce orgoglio all’essere bianconero. E’ un misto di tutto ciò la Juve dell’ultimo periodo, con un vizio di fondo: stiamo accettando il livello della polemica, quando è d’obbligo rimanere concentrati, vigili e lavorare duro.

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In ogni caso, qualche parole la spendiamo pure noi.

All’epoca Conte era sicuro che senza investimenti faraonici la Juve non avrebbe potuto competere. Logica deduzione di un calcio che dipende moltissimo dai soldi. Moltissimo, ma non di più. Quando in quel luglio malefico lo juventino Conte mollava la baracca nel peggiore dei modi e dei tempi, avevamo espresso grandissima preoccupazione: un po’ per il sostituto, un po’ perché la stagione già cominciata rischiava di tramutarsi in una specie di Waterloo sportiva.

Invece facciamo i complimenti a Marotta e Allegri: l’uno ha saputo gestire un mercato a quel punto compromesso (così sembrava) dal tuono di Conte; l’altro ha saputo imporsi silenziosamente riportando nuovo spirito e nuove idee. A giudicare oggi, 22 marzo 2015, va da sé che questa Juve è perfino più bella di quella di Conte, almeno dal punto di vista estetico e meno dal punto di vista agonistico. In ogni caso: siamo in corsa su tutto, aspettando il ritorno di Coppa Italia con i viola.

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Allegri perno della stagione, dunque. Con un quarto di Champions che ci rende felici e per il quale non vorremmo mai mollare. Con un Pogba in meno, perché la sfortuna deve sempre bussare a Torino. Ma con un gruppo in più, ricaricato e ancora voglioso di stupire e lottare.

La cosa più stupida però che si può fare è quella di accostare continuamente il lavoro di Allegri con quello di Conte. Esercizio stupido, inutile e dannoso. Se Antonio avesse veramente voluto bene alla Juve sarebbe rimasto: vi erano tutte le condizioni, ambientali specialmente, a permetterlo. Ha invece preferito i Tavecchio della situazione. Ci faccia perciò un piacere: lasci stare la Juve, per non rovinare i tre anni splendidi vissuti assieme.

Le persone passano, la Juve resta.

Vale per tutti.

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