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Una domenica senza la Juve non è una domenica

A quest’ora sarei stato tutto preso a guardare possibili formazioni, a scrivere il pezzo di presentazione della domenica mattina, magari ad annunciare la formazione via Twitter per l’anticipo serale del sabato. Invece questo giro staremo fermi. Una domenica senza la Juve non è una domenica.

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Siamo piacevolmente dipendenti dal bianconero, da quelle emozioni impareggiabili che la squadra di Conte ha saputo farci riassaporare dopo gli anni maledetti di Farsopoli.

Siamo piacevolmente dipendenti dal bianconero perché mai la Juve era così piaciuta. Bella a vedersi, bella da guardare, ammirata all’estero e anche in Italia, nonostante i rosiconi antijuventini non lo ammetteranno mai in pubblico.

Siamo piacevolmente dipendenti dei lanci di Andrea Pirlo, delle sue geometrie, delle sue giocate. Siamo piacevolmente dipendenti delle sgroppate di Lichtsteiner e delle incursioni di Marchisio. Siamo piacevolmente dipendenti dei recuperi palla di Vidal e della classe di Pogba.

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La Juve è la Juve, e quella di Conte sembra ancora più Juve delle altre, nonostante le altre potevano vantare nomi da capogiro. Chissà che posto avrebbero avuto Vucinic e Giovinco, Matri e Quagliarella nelle formazioni di Lippi e Capello che invece schieravano Inzaghi e Del Piero, Trezeguet e Ibrahimovic. E proprio questi paragoni danno ancora più valore al lavoro strepitoso di Antonio Conte, uno che per Sacchi andrebbe solo ringraziato.

Una domenica senza la Juve non è una domenica e ce ne dobbiamo fare una ragione. Non potremmo così ammirare i duelli, tutti vinti, di Barzagli o le sportellate di Chiellini. O la sapiente regia di Bonucci, uno che due anni fa lo avremmo mandato volentieri al rogo (vale a poco dire che io l’ho difeso) e invece oggi è un perno a cui Conte non rinuncia mai.

Fa rabbia pensare di dover rinunciare alla Juve per prestare la Juve alla Nazionale, dopo quello che ci combina regolarmente la FIGC. Fa specie pensare che chi durante la normale settimana calcistica fa di tutto per mettere in cattiva luce i nostri ragazzi poi se li coccola quando vestono, in abbondanza, l’azzurro.

Tanto adesso si ricomincia. Ancora qualche giorno e si riparte. Si riparte alla grande. I grandi nemici italiani, i grandi nemici europei. Sfide stimolanti già presenetate da Barzagli e Quagliarella, Bonucci e Matri, Buffon e Chiellini.

Sì, vero, però… una domenica senza la Juve non è una domenica.

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