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Varriale ha detto che Palazzi ha lavorato bene: ora siamo tutti più tranquilli!

Io pago il canone della RAI. Mi hanno educato in famiglia a far così.

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Ho un’età per cui la televisione l’ho vista nascere, crescere, prendere colore, arrivare a quella attuale. Quella dove è difficile ascoltare un Telegiornale serio, quella dove esistono il Grande fratello, l’Isola dei famosi, i programmi della De Filippi ed amenità del genere. La TV dove tutti parlano di tutto e più l’argomento è tragico o scabroso più i giornalisti ci affondano le mani per fare audience. Sfruttando la parte meno nobile dell’animo umano. TV pattumiera.

Mi rifugio in Piero Angela e nei programmi sportivi.

Ma i programmi della RAI di Valenti, De Laurentiis, Martellini, Pizzul non esistono più.

Ora mi ritrovo a vedere partite della RAI, quelle che pago con il canone, dove in una postazione fanno la telecronaca un dipendente RAI ed un esperto esterno, in un’altra commentano un altro dipendente RAI ed un altro esperto esterno, a bordo campo, vicino alle panchine, mi ritrovo un certo Varriale ad osservare se gli allenatori si tolgono con le mani le caccole dal naso. Li pago tutti, anche Varriale.

Poi ci sono i tecnici addetti al suono, alle immagini, ecc.  che non compaiono in televisione. E magari quelli li pago volentieri. Ma 3 giornalisti (altro stipendio rispetto ai tecnici) e 2 esperti esterni per una partita, non vedo perché io debba pagarli. E se tra questi c’è Varriale, meno che meno. E poi magari ogni anno mi chiedono l’aumento del canone. E io, fesso, pago. Perché mi hanno educato così.

Chi è Varriale?

Si  riconosce subito. È quello simpatico, ma tanto simpatico, ma così simpatico che ogni tanto qualche allenatore o qualche calciatore lo manda a quel paese in diretta (vero Zenga?).

Immaginatelo con il grembiulino ed il fiocco delle elementari e vi trovate di fronte l’immagine del compagno di classe, insopportabile, che vuole sempre mettersi in mostra, che parla sempre e fuori luogo, che fa anche la spia alla maestra.

È napoletano. È tifoso del Napoli. A Pechino (Supercoppa) ha soggiornato, dopo regolare permesso richiesto alla RAI, nell’hotel extra lusso del Napoli. Tutto regolare? No, perché poi durante la partita tifava in diretta Napoli. E io gli pago lo stipendio.

Domenica 7 ottobre, mentre in televisione intervistava Abete, ossequiandolo come si conviene ad uno come lui quando ha a che fare con un uomo di potere, nel chiedere se erano in previsione modifiche all’ordinamento della Giustizia sportiva, si è lanciato in una sentenza definitiva : “PALAZZI HA LAVORATO BENE”.

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Perbacco, e noi coglioni che credevamo che ne avesse combinate di tutti i colori, Palazzi. Invece no, Varriale ci ha rassicurato che Palazzi ha lavorato bene. Ora siamo tutti più tranquilli.

Palazzi che è pappa e ciccia con Pippo Carobbio.

Palazzi che voleva tener fermo per più di tre anni Bonucci.

Palazzi che guarda le partite allo stadio in compagnia di Galliani.

Palazzi che manda in prescrizione gli illeciti dell’Inter.

Palazzi che istiga gli indagati a fare nomi grossi, promettendo in cambio sconti extra.

Palazzi che ha detto che Conte sapeva degli accordi tra i calciatori ma poi li spronava a vincere.

Palazzi che deferisce Conte per aver detto che in Procura Federale Carobbio è chiamato amichevolmente Pippo.

Palazzi che non deferì Moratti che lo chiamò “stupido”.

Tranquilli, Palazzi ha lavorato bene.

Lo ha detto Varriale.

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