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Verratti: i soldi comprano tutto, pure la coerenza

Non abbiamo inventato noi il caso Verratti. Il copyright è del presidente del Pescara, del suo direttore sportivo e del procuratore di un ragazzo che è stato sballottato a destra e a manca fino a capire che il PSG poteva ricoprire di soldi lui e la società che vendeva. Tutto normale in un business che si basa sempre più sugli zeri e poco sulle bandiere e sui colori.

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Non siamo stati noi a rilasciare una intervista a Sky Sport in cui il ragazzo dichiarava il suo amore per la Juve e la preferenza a trasferirsi in bianconero, piuttosto “resto a Pescara ancora un anno per crescere”.

Onore a Carletto Ancelotti che ha deciso di puntare forte sul giovanissimo regista e auguriamo al ragazzo le migliori fortune. Chissà, la strada per Torino è sempre quella. Ma la coerenza non può avere un prezzo.

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Verratti ha scelto il PSG per ragioni di denaro, magari anche di fascino. La Juve proponeva a Verratti una crescita graduale all’ombra di Pirlo, più o meno come farà Paul Pogba quest’anno. Abbiamo scritto, detto e ripetuto che si tratta di un grosso talento, ma che quei soldi non potevano essere spesi per quella che era una scommessa e comunque una riserva.

Pirlo non si discute e a Verratti non potevamo offrire nulla di più se non l’inserimento graduale in prima squadra, con la possibilità e la quasi certezza di rilevare il ruolo di Pirlo quando questi deciderà di smettere col pallone.

Verratti torni a giocare e ad allenarsi, ma non si permetta di discutere le strategie bianconere. E’ l’unica squadra che sta tentando di portare avanti un progetto serio, certamente molto più equilibrato del PSG. La speranza è di incrociare i francesi in Champions. Vorremmo tanto arrivarci con tutte le forze… a quel punto Conte dimostrerà quali erano gli obiettivi bianconeri. Verratti o non Verratti.

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