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Vi racconto il primo giorno di allenamenti della Juve: le sorprese e le conferme!

Arriva il pullman, scendono tutti. Maglia bianca, a simboleggiare la reale purezza di un marchio che non potrà mai essere distrutto, né contaminato. Peggio, non può esserlo a forza di bugie e vaneggiamenti, ricatti e minacce, volgari allusioni e colpi di testa frutto di una incompetenza che ha sfiorato la pazzia di certi avversari.

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Scendono tutti: Chiellini e poi Buffon, Conte, quindi Marchisio e Bonucci, poi Del Piero.

La Juve comincia, comincia con tre biondi che dovrebbero rappresentare l’esempio più palese di cosa vuol dire correre in campo: Lichtsteiner che si nasconde dietro le cuffie alle orecchie, Ziegler e un Krasic quasi rabbioso e desideroso di cominciare già a correre.

Prime indicazioni sul campo, prime parole di Conte. Gli occhi di Conte contro gli occhi dei ragazzi: non accadeva dai tempi di Capello quando nessuno fiatava e nessuno, proprio nessuno, vagava con lo sguardo spento verso gli spalti. Nessuno in posa da foto, tutti rigidi, pronti a macinare sudore. E infatti si comincia già a correre. Ritmi blandi? Macché, si ha l’impressione che Conte spremerà all’inverosimile i suoi ragazzi.

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Gruppo omogeneo, nessun tipo di settorializzazione fra i giocatori: Amauri in mezzo a Del Piero e Quagliarella, Iaquinta fra Marchisio e Chiellini, poi Storari e Kirev e Buffon, quindi i nuovi mischiati ai vecchi.

A mio avviso ecco le sorprese e le conferme, sperando sia davvero un inizio nuovo e decisivo.

Fra le sorprese:

  1. Martinez è apparso clamorosamente in palla, schierato alto nel centrocampo e libero di andare all’1-contro-1, cioè la sua più grossa qualità espressa a Catania e che ne valsero i 12 milioni pagati da Marotta;
  2. Toni ha subito rispolverato il feeling con Pirlo e le fasce: si capisce perché Conte, prima di privarsene, vorrebbe capire come si comporrà l’attacco bianconero;
  3. l’autorevolezza di Sorensen in difesa e, per la prima volta, l’ho visto spingersi in attacco con una cattiveria che l’anno scorso non poteva avere. Sia chiaro: via in prestito, ma occhio alle sue prestazioni;
  4. l’ottima voglia di Pepe, unita a una forma già invidiabile: sgambate e cross, un paio di tiri e i movimenti che tanto piacciono a Conte. Troppe volte criticato ingiustamente, dalla panchina potrebbe essere un’arma importante nello scacchiere dell’ex-Capitano bianconero;
  5. un talento in porta come Kirev: parate su parate, questo gigante di 20 anni mi ha piacevolmente sorpreso. Non faccio fatica a dire che la Juve, per il futuro, può scegliere tranquillamente fra Pinsoglio, Costantino e questo Kirev.

Fra le conferme:

  1. Del Piero apre le marcature dell’anno: chi se non lui? La cosa che più impressiona è la sua voglia, la sua dedizione. Mai visto uno così, a quasi 37 anni è ancora uno dei più integri e dei più freschi. E la sua dimensione sul campo di gioco la noti tutta, come una di quelle leggende che sai che hanno qualcosa di più rispetto a tutti gli altri, qualcosa di magico, di supremo;
  2. le geometrie di Pirlo, alla faccia dei detrattori sol perché quella è la maglia della Juve! Andrea si è piazzato, qualunque fosse l’esercizio, al centro, a dettare le regole. Sarà vecchio, sarà logoro, sarà stato scaricato (e non è vero) dal Milan, ma le cose che fa Pirlo non le ho viste fare a nessun altro su questa Terra;
  3. la sensazione che Matri stia scaldando i motori. Un paio di tiri deboli, qualche ciccata. Struttura fisica imponente, qualche smorfia per dover smuovere i suoi chili, ma già buona agilità, nessun chilo di troppo. Al di là degli errori, Matri c’è sempre, là dove un attaccante dovrebbe stare. Sbaglierò, e sbaglio, ma quei maledetti movimenti incontro alla palla li ho visti fare a un solo attaccante del recente passato bianconero: David Trezeguet;
  4. il sorriso di Felipe Melo. Chi si aspettava un giocatore spento è rimasto deluso. Molto deluso. Scherzi coi compagni, serenità e poi, in quella partitella finale, la diga che serve a questa Juve accanto a Pirlo. Contrasti vinti, tanta fisicità, buona tecnica. Non è un regista, ma la Juve il regista ormai ce l’ha. Se solo riuscisse a placare il suo cervello…
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