Due forze della natura e per certi versi due percorsi simili. Vidal e Pogba possono considerarsi ormai leader di una rosa di alta qualità, pur se a Torino da poco tempo.

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Il cileno, in realtà, è al suo terzo anno. “Se vado in guerra, mi porto sempre Vidal” è la frase migliore che Conte abbia pronunciato su uno dei centrocampisti più forti al mondo. Roccioso e grintoso, ma con una delicata tecnica molto più simile a un trequartista. In maglia bianconera, contando le presenze, i gol cominciano a essere interessanti, oltre che pesanti. Corre come un interdittore, ma segna come una seconda punta.

Il francese invece è ormai una realtà consolidata. Quando si hanno i numeri, impossibile farli raffreddare in panchina. Vanno tutti sfruttati. Gol con la Juve, gol con la Nazionale. Inizio anno da urlo per Pogba che sta inanellando successi su successi, mostrando una maturità invidiabile in un mondo fatto di tanta apparenza e ipocrisia.

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Le due storie sono simili. Il cileno arrivò con l’unico merito di essere stato strappato al Bayern Monaco. Polemica orripilante quella che arrivò dalla Germania, ma capimmo subito perché: questo qui è un fenomeno. Tanto fenomeno da esordire con gol e costringere Conte a studiare uno schema che non lo avrebbe mai lasciato fuori dall’11 titolare: il 3-5-2 che tutti ormai conosciamo. Il secondo anno è stato quello della conferma, con tanto di gradi di capocannoniere.

Stessa parabola per Pogba, appena 20 anni. Non lo conosceva nessuno e si parlò di lui solo perché Fergusson era parso visibilmente deluso di averne perso il controllo. Parametro zero, dalle giovanili (praticamente) del Manchester United. Tanta panchina prospettata, invece dal gol contro il Napoli un crescendo di prestazioni. Fino al punto che nel finale d’anno Conte è stato ancora una volta costretto a studiare un nuovo schema che prevedesse contemporaneamente l’uso dei quattro moschettieri di centrocampo. Il 4-4-1-1, con Marchisio seconda punta e Pogba titolare.

Domani sera, i due guideranno il centrocampo bianconero alla caccia dei tre punti.

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