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Vidal fa 25 anni. Tanti auguri guerriero

King Vidal

Era il 22 maggio 1987, un giorno che d’ora in avanti conviene scriverselo nell’agenda. Già perché in quel giorno nasceva Arturo Vidal,  a Santiago del Cile. A meno di 12 mesi dal suo arrivo a Torino è già un idolo. Perché i gradi di beniamino si acquisiscono inevitabilmente in campo, con i fatti, con le […]

22/05/2012 Giorno per giorno 2 Commenti


Era il 22 maggio 1987, un giorno che d’ora in avanti conviene scriverselo nell’agenda. Già perché in quel giorno nasceva Arturo Vidal,  a Santiago del Cile.

A meno di 12 mesi dal suo arrivo a Torino è già un idolo. Perché i gradi di beniamino si acquisiscono inevitabilmente in campo, con i fatti, con le prestazioni.

Vediamo subito i numeri, poi lanciamoci in una piccola analisi. Sono 33 le presenze del cileno, con 7 gol. Il primo già all’esordio, allo Juventus Stadium, contro il Parma. Strepitoso. Come strepitoso è il suo anno in bianconero. Il 22 aprile segna la sua prima doppietta con la Juve quando permette di strapazzare la Roma.

Vidal è quello che si definirebbe tuttocampista: dove lo metti sta.

Arriva in sordina, con Marotta che lo preleva dal Lerverkusen per 10,5 milioni di euro. Qualcuno meno dell’offerta del Bayern Monaco e per questo Rummenigge esce fuori di melone con alcune dichiarazioni in pieno stile nerazzurro: gratuite, assurde, volgari.

A oggi capiamo tutta l’arrabbiatura della dirigenza tedesca: Vidal è un autentico fenomeno. Se ne accorge prestissimo Antonio Conte. Lo mette dentro al Trofeo Berlusconi provandolo sulla sinistra, poi sulla destra, perché in quel momento il tecnico leccese stava insistendo sul suo 4-2-4. Ma il cileno è fuori ruolo: non ha la gamba dell’esterno, piuttosto una spiccata aggressività abbinata a doti tecniche eccellenti. E ci scappa il gol, con la complicità di Abbiati.

Con le difficoltà di inserimento di Elia e la parabola discendente di Krasic, ecco il centrocampo a 3 assieme a Pirlo e Marchisio. Dirà Conte soltanto qualche mese più tardi:

Non potevo metterne in panchina uno: quei tre sono fenomenali.

E si completano a vicenda, aggiungiamo noi. Coi numeri, coi voti, si tratta del terzetto più forte d’Europa. E da quel momento non verrà mai messo in discussione dal tecnico. Né dai tifosi che eleggono Vidal a guerriero. A memoria, soltanto Davids ha ricevuto lo stesso trattamento: idolo indiscusso dopo poche settimane.

Con Vidal in forma la Juve gioca a meraviglia. Contende a Pirlo lo scettro del recuperapalloni: nessuno in Serie A come loro due. Sono 5 gli assist registrati, fra cui quello meraviglioso ad Alex Del Piero in Juventus-Inter 2-0 e quello a Matri in Napoli-Juventus 3-3.

Si ripartirà da lì: da Vidal, Pirlo e Marchisio. E sarà un bel ripartire. Tanti auguri, Arturo!

Lascia nei commenti il tuo augurio.


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