Dopo aver prestato attenzione al centrocampo bianconero, proviamo a fare due calcoli anche in attacco.

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Tevez o non Tevez

Tutto ruota intorno alla decisione di Tevez: va, resta? E non basta rispondere in modo semplice a questa domanda, ma va anche interpretata la risposta e quindi nuovamente pesata. Intendiamoci.

Se Tevez resta, la Juve ci guadagna un attaccante tuttofare, capace di essere leader e trascinatore dal punto di vista dei numeri e degli atteggiamenti. Una figura abbastanza insostituibile. Che però, nel finale di stagione, è venuto clamorosamente a mancare: un po’ per eccessivo relax imposto da Allegri nelle ultima partite di campionato (a giochi maledettamente già fatti), e un po’ perché l’Apache si é seduto sugli allori di una stagione strepitosa. La finale poco consistente contro il Barca né una triste prova.

Se Tevez resta, però, la Juve deve capire se la motivazione principale è l’impossibilità di tornare a casa, o se esiste reale voglia di rivalsa. Energie fresche e rinnovate per un’altra grande annata, alla caccia dei soliti obiettivi: Campionato, Champions League e Coppa Italia, in questo preciso ordine. Più classifica di marcatori.

Marotta e la dirigenza tutta devono prestare massima attenzione all’argentino: un Tevez in rosa, ma svuotato di motivazioni sarebbe controproducente e pericoloso. In caso di dubbio sui reali pensieri di Carlitos, conviene procedere alla cessione, monetizzandola al massimo.

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Le altre pedine

L’ingresso di Dybala e la conferma di Morata sono le note più liete per Max Allegri. L’argentino arriva con la voglia di stupire. Lo spagnolo resta con i propositi di migliorarsi ancora e alzare nuovi trofei. Marotta ha chiuso un importante acquisto e sta lavorando per spazzare via la pericolosa clausola pro-Madrid che riporterebbe Morata alla corte dei blancos per poco più di 30 milioni di euro l’anno prossimo.

E se Llorente va, come andrà, un altro ariete è sulla via verso Torino. Si tratta di Simone Zaza, eclettico attaccante che tanto bene ha fatto a Sassuolo. Forte fisicamente e tecnicamente, abile sul gioco aereo, capace anche di allontanarsi dall’area di rigore per partecipare alla manovra. Con lui la Juve preparerebbe un tris d’attacco buono per i prossimi 10 anni. La Juve sta valutando quanto e come versare i soldi necessari per ri-portarlo a Torino.

Con Berardi alla finestra. Sull’altro gioiellino cresciuto a Sassuolo esistono dubbi di natura mentale, perché tecnicamente non si discute. E Allegri dovrebbe anche deciderne il ruolo: il fantasista che manca in rosa, o esterno d’attacco per un modulo tutto nuovo (un 4-3-3 che é nella testa del mister, ma inapplicabile con la rosa attuale)?

Andasse via Tevez, il maggiore sforzo andrebbe indirizzato alla ricerca di un bomber puro, tale da coprire tutti i gol che Tevez ha portato in dote (50 gol e 20 assist in 96 partite giocate in bianconero). Una ricerca non facile, se c’è da abbinare i limiti della Juve in fatto a ingaggio e costo del cartellino. I nomi che girano potrebbero essere frutto di fantasie di giornalisti che una pagina al giorno devono pur riempire.

Mandzukic? Falcao? Van Persie? Di certo c’è che il nuovo giocatore deve avere caratteristiche da bomber e anche da giocatore di manovra. Finora Tevez ha più volte ricoperto il ruolo di regista d’attacco, con strepitosa capacità di impostare l’azione da lontano e grande capacità di dribbling per creare superiorità numerica. Con l’incognita della capacità di spesa: quanto budget per il cartellino?

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